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Tablet: guida all’acquisto

Tablet: guida all’acquisto. Il miglior tablet in senso assoluto non esiste: bisogna scegliere il tablet più adatto alle proprie esigenze, e per questo bisogna tener conto di numerose caratteristiche tecniche. Vediamo insieme quali sono.

Display

display

Le dimensioni standard dei tablet sono 7″, 8″ e 10″.

La scelta fra essi va fatta in base alle proprie necessità: se si ha bisogno di un dispositivo estremamente leggero e maneggevole da usare principalmente fuori casa, sono da prediligere i tablet da 7 o 8 pollici.

Uno schermo così piccolo, però, riduce la leggibilità delle scritte, rende meno godibile la visione dei video e non offre un gran comfort per la digitazione prolungata di testi.

I tablet da 10″ sono quelli che offrono il miglior rapporto fra compattezza e comodità:

non sono eccessivamente ingombranti, permettono di lavorare abbastanza agevolmente e offrono un’eccellente esperienza multimediale.

Infine ci sono dei tablet da oltre 10 pollici (es. 12″) che si possono associare a delle basi o delle cover con tastiera e consentono di scrivere direttamente sullo schermo grazie a delle apposite penne. Sono da considerarsi a tutti gli effetti come dei sostituti dei notebook.

Per l’aspetto tecnico, nello schermo di un tablet va valutata innanzitutto la risoluzione, cioè il numero di pixel che vengono visualizzati sullo schermo del dispositivo: più ce ne sono e più nitidi risultano i contenuti visualizzati sul device.

Ad influire sul livello di nitidezza dei contenuti a schermo c’è poi la densità di pixel che si misura in pixel per pollice (ppi) e indica, per l’appunto, il numero di punti riprodotti in ogni pollice di schermo. Anche in questo caso, maggiore è il numero di pixel riprodotti per pollice e più nitidi risultano i contenuti riprodotti sul display.

A distinguere tablet di fascia alta e tablet più economici ci può essere anche la qualità stessa del display, la sua reattività e la sua capacità di non attrarre le impronte.

Supporto 3G / 4G / 5G e funzionalità telefoniche

Supporto 3G / 4G / 5G

Se si ha bisogno di utilizzare spesso il tablet all’aperto e si necessita di una connessione a Internet sempre attiva, ti consiglio i tablet con supporto 3G o LTE.

I tablet con supporto 4G/LTE, a seconda della categoria di LTE supportata, possono navigare a velocità differenti sulla rete dati. Se vuoi sfruttare al massimo le potenzialità delle reti 4G più recenti, acquista un tablet con supporto LTE di categoria 6 o superiore, in questo modo potrai navigare fino a 300Mbps in download.

Memoria interna, espansione e porte

memoria

I tablet possono essere equipaggiati con una memoria “fissa” o espandibile.

I device dotati di memoria espandibile si differenziano da quelli con memoria “fissa” per il fatto che consentono di archiviare app, foto, video e altri dati su delle schede di memoria esterne.

Se si ha intenzione di installare molte app e/o di archiviare molti video, bisogna acquistare un tablet con abbastanza memoria interna o con il supporto alle schede di memoria esterne.

Bisogna considerare che dal valore nominale della memoria del tablet (es. 32GB) vanno sottratti i GB di spazio occupati dal sistema operativo e dalle app che si trovano preinstallate sul device.

Un’altra caratteristica alla quale bisogna prestare particolare attenzione è la dotazione di porte di cui dispone il tablet.

Gli iPad di Apple, ad esempio, sono dotati della sola porta Lightning che permette di ricaricare il dispositivo, di collegarlo al computer e, tramite appositi adattatori, di collegarlo al televisore o ad accessori per il trasferimento dei dati (es. chiavette USB create ad hoc per i dispositivi iOS).

Molti tablet Android e Windows sono invece dotati di porte (Micro/Mini)USB e di porte Micro/MiniHDMI che consentono il collegamento diretto a dispositivi di memorizzazione esterni, a televisori o a monitor.

Per quanto riguarda le porte USB, bisogna tenere in considerazione il supporto alla tecnologia OTG, mediante la quale è possibile utilizzare chiavette, hard disk, tastiere, mouse e altri dispositivi USB sul tablet.

CPU, RAM e batteria

batteria

Prima di acquistare un nuovo tablet sarebbe bene informarsi sulle prestazioni di CPU e RAM.

La CPU, cioè il processore, è quella che determina la velocità con cui il device riesce ad eseguire applicazioni, processi di sistema e giochi; la RAM è quella che permette di eseguire più applicazioni e giochi contemporaneamente senza rallentamenti.

I dispositivi iOS hanno generalmente bisogno di meno RAM rispetto a quelli Windows e, soprattutto, quelli Android per una questione di struttura e ottimizzazione del sistema operativo.

Per quanto riguarda la batteria, l’autonomia media di un tablet è di 1-2 giorni, ma ci sono così tante variabili in gioco che bisogna esaminare device per device. Per orientarsi indicativamente sulla durata effettiva di un tablet bisogna esaminare la capacità della batteria con cui è equipaggiato (espressa in mAh).

Bisogna però tenere in considerazione il fatto che l’amperaggio di una batteria non è tutto: una batteria con amperaggio minore può durare quanto una batteria con amperaggio maggiore, se non di più, grazie a una migliore ottimizzazione del software.

Fotocamera

audio

Se sei interessato a questa funzionalità, in commercio puoi trovare tantissimi device equipaggiati con fotocamere che hanno davvero poco da invidiare a quelle dei migliori smartphone.

Per valutare le prestazioni fotografiche di un tablet non fermarti al numero di Megapixel delle fotocamere o alla presenza o meno del flash: cerca delle recensioni online e visualizza degli esempi di foto o video realizzati con il tablet interessato.

Solo in questo modo potrai scoprire le reali potenzialità fotografiche del device che intendi acquistare.

Audio

audio

I tablet sono perfetti per la fruizione di film, serie TV, musica e altri contenuti multimediali.

È dunque importante acquistare un tablet con un impianto audio soddisfacente.

Quindi, prima di effettuare un acquisto, informati circa il numero di speaker presenti sul tablet e alla qualità dell’audio che riescono a generare.

Un tablet con più speaker assicura un audio più avvolgente e un volume generalmente più alto rispetto a un tablet con un solo speaker.

Sistema operativo

sistemi operativi

Alcuni dei principali pregi e difetti di ciascuna piattaforma.

  • iOS – è il sistema operativo preinstallato nell’iPad di Apple.

È semplicissimo da utilizzare ma di contro ha una “chiusura” che non consente di personalizzarlo a fondo come Android.

Le app si possono scaricare solo dall’App Store ufficiale, ma sono tantissime e generalmente sono più ottimizzate per il formato tablet rispetto a quelle che si trovano su Android.

Gli aggiornamenti del sistema operativo arrivano al day one su tutte le versioni del dispositivo supportate da Apple.

  • Android – è la piattaforma che in ambito mobile offre la maggiore libertà d’azione all’utente.

Dispone di tantissime applicazioni che si possono scaricare sia dal Play Store ufficiale che da fonti esterne, ma questa libertà si paga con il rischio di imbattersi di tanto in tanto in dei malware.

Gli aggiornamenti del sistema operativo rilasciati da Google non arrivano al day one su tutti i dispositivi, bisogna aspettare che le varie aziende produttrici provvedano alla loro distribuzione.

  • Windows – è lo stesso sistema operativo che si trova installato sui PC, consente di eseguire sia le applicazioni Desktop tradizionali sia le Modern apps.

Consente la massima libertà d’azione all’utente e si trova spesso sui dispositivi ibridi basati su architettura x86, che da tablet possono diventare notebook grazie ad apposite basi con tastiera.

Riceve gli aggiornamenti al day one.

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Il Ransomware eCh0raix colpisce ancora

NAS di QNAP sono nuovamente il bersaglio di un attacco Ransomware, come hanno confermato diversi utenti e i dati statistici del servizio ID Ransomware. Il malware in questione è una vecchia conoscenza, ovvero eCh0raix. I dispositivi di QNAP sono stati colpiti da altri due ransomware nel corso dell’anno che hanno sfruttato le vulnerabilità presenti nel sistema operativo QTS.

Il ritorno di eCh0raix

I NAS più a rischio sono quelli con password deboli e sistema operativo non aggiornato. Non è noto il vettore di attacco, ma il risultato finale è la creazione di un nuovo utente con privilegi di amministratore ed installazione del Ransomware che applica la crittografia a tutti i file.

In un file di testo con estensione sbagliata (.txtt), l’hacker indica l’indirizzo di un sito Tor, sul quale sono pubblicate le istruzioni da seguire per pagare il riscatto. Se l’utente ha creato un backup dei file può semplicemente effettuare la re inizializzazione del NAS. In caso contrario ci sono due opzioni: pagare il riscatto e sperare di ricevere il “decryptor” oppure perdere tutti i dati.

QNAP suggerisce di utilizzare password più robuste per gli account amministratori, attivare la protezione degli accessi, cambiare il numero di porta, aggiornare il sistema operativo QTS e tutte le app installate.

NAS preferiti dai cybercriminali

NAS venduti da QNAP sembrano diventare il target preferito dei cybercriminali.

Non si conosce la cifra chiesta oggi, ma un portavoce di QNAP ha confermato che sui dispositivi compromessi è installata una vecchia versione del firmware. È quindi fortemente consigliato installare le ultime versioni di QTS o QuTS Hero e aggiornare tutte le applicazioni installate.

QNAP suggerisce inoltre di non connettere il NAS direttamente ad Internet tramite port forwarding, DMZ o IP pubblico. È possibile utilizzare una VPN.

Azioni per proteggere il NAS

Il malware può entrare nel NAS connesso ad Internet se l’utente sceglie password troppo deboli.

La sua presenza si nota subito perché il consumo di RAM e CPU cresce in maniera eccessiva.

Dieci suggerimenti per ridurre il rischio di infezione:

  • Aggiornare QTS all’ultima versione
  • Installare l’ultima versione di Malware Remover
  • Installare Security Counselor ed eseguirlo con la policy di sicurezza intermedia
  • Attivare Network Access Protection (NAP) per proteggere gli account da attacchi brute force
  • Installare un firewall
  • Usare password robuste per gli amministratori
  • Usare password robuste per gli amministratori dei database
  • Disattivare i servizi SSH e Telnet, se non usati
  • Disattivare app e servizi non usati
  • Evitare l’uso delle porte predefinite (80, 443, 8080 e 8081)

QNAP ha promesso l’arrivo di un tool per la rimozione di Dovecat dai NAS già infettati.

Clicca qui sotto per acquistare un NAS di ottima qualità.

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Una Lens in più per la ricerca di Chrome

Il modulo per il riconoscimento visivo di oggetti, codici a barre e testi stampati, Lens, basato sull’IA è disponibile anche all’interno della casella di ricerca del browser Chrome, che ora ha una marcia in più.

Google investe da anni diversi milioni di dollari sulle più avanzate tecnologie di riconoscimento audio video basate sull’intelligenza artificiale (IA). Inizialmente il riconoscimento visivo era possibile solo scaricando l’app Lens. Successivamente però, dopo un breve periodo però questo sistema è stato integrato nell’app Google Foto (all’inizio solo per chi aveva uno smartphone Pixel) e nella casella di ricerca Google. Oggi anche chi non ha uno smartphone Pixel e non vuole scaricare l’app, può usare il servizio di analisi visiva Lens. Infatti questo è integrato nella casella di ricerca del browser Chrome, identificato dal logo di una fotocamera oppure di un quadrato con un cerchio al centro.

Lens funziona riuscendo a individuare gli elementi inquadrati attraverso la fotocamera dello smartphone o del tablet. Confrontandoli successivamente con l’enorme database di immagini presenti sui suoi server e propone risultati che il più delle volte sono corretti. In un certo senso si può paragonare Lens a Shazam, l’app che riconosce i titoli delle canzoni ascoltandone poche note. Il meccanismo in fondo è simile. Se Shazam confronta le note registrate con il suo database di brani musicali, Lens confronta le immagini riprese dalla fotocamera con il suo database.

Automatico o manuale

Il funzionamento del sistema di riconoscimento delle immagini di Lens non richiede particolari impostazioni, a meno di non trovarsi in situazioni ambigue. Se, per esempio, vogliamo effettuare una ricerca solamente su una parte dell’immagine inquadrata, dovremo semplicemente spostare con le dita il mirino quadrato di ricerca che come impostazione base copre tutta l’immagine. Inoltre potremo suggerire all’app il tipo di ricerca che ci interessa. Se siamo all’interno di un grande magazzino dovremo così selezionare Acquisti. Se invece siamo in un ristorante, selezionando la voce Dove mangiare potremo scattare la foto di un menu o di un alimento e vedere recensioni e ricette.

Attenzione, però, che per ottenere i migliori risultati nel riconoscimento di un oggetto, di un testo o di un codice a barre, l’immagine deve risultare ben illuminata. Se così non fosse, è consigliabile attivare il flash presente a fianco della fotocamera. Volendo è possibile utilizzare la ricerca di Google Lens su Chrome anche per effettuare il riconoscimento di un’immagine che abbiamo già archiviato in memoria. Per farlo, però, dovremo passare attraverso l’app Google Foto. Aprire poi l’immagine che vogliamo controllare e fare tap sul simbolo di Lens che si trova in basso. Potremo anche indicare la categoria di ricerca che vogliamo eseguire, se per esempio vogliamo identificare un monumento o un quadro. Dovremo fare tap su Luoghi e aspettare qualche secondo per avere la risposta.

Per identificare un’immagine, Lens la confronta con il suo enorme database online

Tutti gli smartphone Android, e anche una buona parte di quelli iOS, utilizzano Chrome come browser predefinito. Quindi come motore di ricerca quello di Google. All’interno della casella di ricerca, oltre all’icona del microfono che serve per inserire i termini da ricercare direttamente con la voce, c’è anche l’icona di una fotocamera. Facendoci tap sopra si aprirà una schermata che ci invita a inquadrare con la fotocamera quello che vogliamo cercare. In alternativa è possibile caricare le immagini archiviate sul telefono e che verranno inviate a Google per essere esaminate in tempo reale.

chrome lens ricerca immagini

Se, per esempio, sul telefono abbiamo archiviato l’immagine di una bicicletta che ci è piaciuta e vogliamo vedere di quale modello si tratta e quanto possa costare, non dovremo fare altro che farci tap sopra. Eventualmente poi ridurre con le dita la finestra rettangolare di ricerca per evidenziarla meglio. Visualizzeremo quindi un elenco di immagini corrispondenti. Naturalmente i risultati migliori si otterranno avendo a disposizione immagini di oggetti ben illuminati e facilmente riconoscibili. Lens, in realtà, non si limita a riconoscere gli oggetti, ma può anche identificare monumenti, piante, animali. Tutti elementi, cioè, che sono già presenti tra i miliardi di immagini ospitate nei server di Google e che rappresentano perciò il suo principale patrimonio.

Riconoscimento dei codici a barre

La seconda possibilità è quella di inquadrare direttamente con la fotocamera ciò che abbiamo davanti. Noi, per esempio, abbiamo provato a controllare il codice a barre di un prodotto elettronico in modo da leggere le recensioni disponibili in Rete. E scoprire inoltre se online fosse presente un prezzo più basso. Per fare partire la ricerca, basta un tap sul pulsante di scatto con l’icona della lente d’ingrandimento.

chrome lens  ricerca codici a barre

Non scatteremo una vera e propria fotografia, ma invieremo solamente l’immagine a Google e riceveremo una risposta entro pochi secondi. Dalle impostazioni della ricerca potremo decidere se consentire a Google di archiviare l’immagine inviate in modo che risulti utile per successive ricerche, o al contrario potremo se eliminarla immediatamente. Per avere una risposta bastano in media pochi secondi anche se non abbiamo una connessione veloce e il consumo in termini di dati è paragonabile a quello della consultazione di una classica pagina Web.

Riconoscimento di luoghi, traduzioni e compiti

Abbiamo visto come Lens riesca a individuare correttamente il contenuto di un’immagine paragonandola a quelle che ospita sui suoi server. In realtà può fare molto di più: riesce, infatti, a riconoscere anche intere parole stampate, e in qualche caso scritte a mano, e si interfaccia con l’app Google Traduttore per fornire una traduzione in tempo reale di cartelli o comunque di testi scritti in oltre cento lingue. Non solo, ma inquadrando calcoli complessi, anche se scritta a mano, è in grado di fornire una soluzione nella maggior parte dei casi corretta.

testo scritto

Per forzare questo tipo di ricerca bisogna selezionare nella barra inferiore la voce Testo se si vogliono fare riconoscere delle parole, oppure quella Compiti se vogliamo che vengano risolte delle operazioni o anche equazioni matematiche. Selezionando la voce Traduzione verrà prima di tutto riconosciuto il testo e poi tradotto nella nostra lingua o comunque in quella che indicheremo. La voce Luoghi, infine, permetterà di individuare monumenti e attrazioni turistiche particolari.

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Cambiano le ricerche su Google

Cambiano le ricerche su Google che sta introducendo alcune novità alla propria interfaccia, soprattutto sul meccanismo di autocompletamento delle query.

Il motore di ricerca sta per introdurre delle novità nell’interfaccia che gli utenti utilizzano per le loro richieste sulla home page del gigante del web.

Per piccola che possa apparire, ogni singola novità sul motore di ricerca può pesare in modo importante sulle abitudini di ricerca dell’utente che si interfaccia. In special modo sui flussi di traffico e sui destini dei siti che sulla SEO costruiscono la propria fortuna. Di qui l’importanza di comprendere fin da subito le possibili ripercussioni di questo tipo di modifiche, il cui rollout è comunque appena iniziato. Di conseguenza la possibile ricaduta sarà dunque presto presumibilmente avvertibile anche in Italia.

Le novità di Big G

Secondo il portale tech Search Engine Land, infatti, Big G avrebbe starebbe per introdurre sulla sua celebre home page un nuovo e più avanzato servizio di autocompletamento delle richieste. A fianco dei risultati suggeriti – secondo quanto rivelato – verranno visualizzati anche le domande più frequenti e i risultati alternativi correlati.

Cambiano le ricerche su Google
Cambiano le ricerche su Google.

Quando si compone una query, insomma, non appaiono soltanto i suggerimenti per le ricerche, ma si aggiungeranno in una colonna laterale alcune opzioni ulteriori. Queste riguarderanno per esempio le domande più frequenti e possibili risultati alternativi correlati.

La nuova interfaccia studiata da Google

Ogni volta che si effettua una ricerca su Google, nella barra nella quale di solito inseriamo la parola o la frase che si sta cercando, compaiono anche i risultati già individuati recentemente e collegati alla stringa e, più in basso, le query più richieste dagli utenti rispetto a quella parola.
Con il nuovo aggiornamento, almeno secondo le ultime indiscrezioni, questo schema al quale siamo ormai abituati subirà dei cambiamenti. Si arricchirà quindi di altre funzionalità e sfumature, per facilitare le ricerche sul web da parte degli utenti, che vedranno cambiare in maniera significativa la nuova interfaccia di Google relativa alla funzione di ricerca.

Non sarebbe tuttavia questa l’unica novità. Infatti ulteriori cambiamenti sarebbero in fase di sperimentazione per rendere Google ancor più utile nel portare l’utente direttamente a contatto con l’informazione ricercata. Si tratta di nuove e importanti funzionalità che probabilmente cambieranno ancora una volta il modo di usare il motore di ricerca dell’azienda americana, anche dal punto di vista della Search Engine Optimization e delle campagne promozionali.

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Un anno di ricerche su Google

Il 2021 è finito e porta con sé una quantità infinta di ricerche su Google. Se anche tu ti stai chiedendo quali sono state le parole più cercate nel 2021 non puoi perderti questo articolo.

Parole dell’anno per l’Italia

Per quanto riguarda le parole più cercate su Google in Italia, al centro delle ricerche abbiamo lo sport, merito del calcio che è da sempre una delle passioni degli italiani, ma anche del tennis grazie ai risultati ottenuti da Matteo Berrettini, che troviamo al decimo posto tra le parole più cercate.

La classifica delle 5 parole più cercate:

  1. Serie A
  2. Europei
  3. Classroom
  4. Raffaella Carrà
  5. Champions League
Europei google

Personaggi più cercati su Google

Il centro delle ricerca rimane sempre il calcio anche per i personaggi, ma questa volta si aggiunge la musica. Al quinto posto abbiamo infatti i Måneskin che abbiamo visto trionfare prima al Festival di Sanremo e poi all’Eurovision Song Contest, un anno meraviglioso per la band romana che ha girato il mondo in tour. Al decimo posto torna lo sport con Marcell Jacobs, l’atleta azzurro che ha vinto alle Olimpiadi di Tokyo, aggiudicandosi la medaglia d’oro nei 100 metri maschili e nella staffetta.

  1. Christian Eriksen
  2. Matteo Berrettini
  3. Mario Draghi
  4. Gianluigi Donnarumma
  5. Måneskin
ricerche Maneskin

Ricerche Google sul come…

Tra le domande sul “come…” troviamo al primo posto “Come fare lo Spid” domanda a cui abbiamo risposto in un altro articolo di cui ti lascio il link. Tra le ricerche degli italiani del 2021 mantengono posizione alte nella classifica gli argomenti che ruotano attorno al Covid-19, abbiamo cercato come ottenere il Green Pass (certificato digitale che permette di accedere ai servizi pubblici, luoghi i lavoro e eventi), e come prenotare il vaccino. Gli italiani si sono chiesti anche come finisse il cartone Masha e Orso e come scrivere un Curriculum.

Ecco la classifica sulle ricerche:

  1. Lo SPID
  2. Green Pass
  3. Uno screen sul PC
  4. Domanda ATA
  5. Cubo di Rubik

Dopo lo sport tra le passioni degli italiani c’è sicuramente la cucina qui di seguito puoi leggere le 5 ricerche Google più effettuate:

  1. La pizza in casa
  2. Il pesto in casa
  3. La besciamella
  4. La conserva di pomodoro
  5. Il sushi in casa

Addii del 2021

Il 2021 è stato anche un anno di addii tra le ricerche di Google. Ci hanno lasciato personaggi del mondo della musica e dello spettacolo. Al primo posto troviamo Raffaella Carrà, cantante e conduttrice italiana tra le più amate. Carrà è stata una pioniera, “regina della televisione italiana” e anche una grande sostenitrice dei diritti civili.

Ecco la classifica delle ricerche:

  1. Raffaella Carrà
  2. Michele Merlo
  3. Franco Battiato
  4. Gino Strada
  5. Carla Fracci
Raffaella Carrà google

Cosa significa…? ricerche su Google

In questa ricerca di Google, troviamo al primo posto il DDL Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia proposto dal deputato Alessandro Zan. La proposta bocciata in senato sarebbe andata a modificare due articoli del Codice Penale, considerando come aggravanti le discriminazioni su: sesso, genere, orientamento sessuale, disabilità. Rimane in cima anche il tema del lockdown, tra le ricerche abbiamo infatti “Cosa significa zona rossa rafforzata?”.

Di seguito la classifica delle 5 ricerche più effettuate:

  1. DDL Zan
  2. Zona rossa rafforzata
  3. Resilienza
  4. Transgender
  5. Endemico

Queste sono le ricerche degli italiani. Se sei curioso e vuoi scoprire le ricerche più effettuate in tutto il mondo puoi trovarle in questa pagina.

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Google Foto ha una nuova funzione: cartella bloccata

Google Foto ha aggiunto una nuova funzione per poter nascondere foto e video che si vogliono tenere protetti da persone estranee. Se ancora non conosci questa applicazione puoi scaricarla da qui.

Come funziona?

Per vedere se il tuo dispositivo è già abilitato devi aprire Google Foto e accedere alle “Utilità”.

Cartella bloccata di Google Foto
Cartella bloccata

La cartella bloccata è una vera e propria cassaforte per le immagini. Una volta inserita la chiave di accesso non potrai visualizzare nella griglia di foto gli elementi nella Cartella bloccata. Le immagini non sono visibili tra i ricordi, nelle ricerche o negli album. Non potranno essere condivisi, non si potrà fare una copia. Inoltre non saranno disponibili per altre applicazioni sul tuo dispositivo che hanno accesso alle foto e ai video. 

Nel caso in cui l’applicazione Google Foto deciderete di disinstallare l’applicazione dal vostro dispositivo, o se cancelli i dati dall’applicazione perderai tutti gli elementi presenti nella Cartella bloccata. Per salvare questi elementi, spostali dalla Cartella bloccata prima di apportare modifiche.

Sposta foto e video nella Cartella bloccata

Prima di tutto devi sapere che i backup di questi elementi verranno eliminati ma lo spostamento tocca soltanto l’elemento originale selezionato. Le eventuali copie rimangono visibili nelle posizioni in cui sono archiviate (compreso il cestino). Gli utenti che desiderano salvare foto e video saranno tenuti a spostarli fuori dalla Cartella bloccata prima di apportare le modifiche menzionate.

Per spostare le foto e i video devi selezionare quelli che vuoi inserire nella cartella. In alto a destra dovrai toccare Altro Altro e poi Sposta nella Cartella Bloccata. Infine tocca Sposta.

Salvare direttamente dalla fotocamera alla cartella bloccata

Questa funzione è disponibile solo per alcuni dispositivi. Procedi in questo modo:

  1. Apri l’app fotocamera sul tuo cellulare.
  2. Nell’angolo in alto a destra, tocca Galleria di foto  e poi Cartella bloccata  .
  3. Scatta una foto. Le foto scattate con la funzionalità Cartella bloccata  vengono salvate automaticamente nella Cartella Bloccata.
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Le novità di Telegram

Telegram ha rilasciato un nuovo aggiornamento con molte nuove funzioni interessanti. Se ancora non conosci questa applicazione puoi scaricarla al seguente link.

Riconoscimento del testo

La prima novità riguarda solo gli utenti IOS. Si tratta proprio del riconoscimento del testo sulle immagini. Una funzione molto utile per gli studenti che ora possono scambiarsi le foto degli appunti senza problemi o per lo scambio di documenti. Permette di selezionare, copiare e cercare rapidamente senza bisogno della tastiera. La funzione viene gestita in modo sicuro interamente sul vostro dispositivo.

riconoscimento del testo

Seconda novità: Contenuto protetto

Da adesso i creatori di contenuti possono limitare la capacità di salvare media, la possibilità di effettuare screenshot e di inoltrare i messaggi dai loro gruppi e canali. L’opzione è selezionabile dalle impostazioni. Questo permette ai creatori di proteggere le proprie foto e video che non vogliono rendere accessibili a tutti. Un’altra novità dei gruppi pubblici è poter scrivere in forma anonima. Verrà infatti mostrato al posto dell’account personale il nome del canale scelto.

Contenuto protetto su telegram

Eliminare i messaggi per data su Telegram

Con questo nuovo aggiornamento si potrà eliminare i messaggi delle chat private in base a una data specifica o a un periodo di tempo, diminuendo di molto il tempo perso a eliminare le chat. Per aprire il calendario basterà toccare la barra della data che appare mentre scorri la chat. L’eliminazione dei messaggi per data è possibile sono nelle chat private ma si può attivare l’autoeliminazione dei messaggi in qualsiasi chat dopo un giorno, una settimana o un mese dall’invio.

Eliminare messaggi per data

Gestione dispositivi collegati

Per quanto riguarda la gestione dei dispositivi si potrà accedere rapidamente a Telegram Desktop e Web tramite codice QR. L’opzione è selezionabile dal menù dispositivi. Puoi trovare anche l’impostazione per scollegare automaticamente i dispositivi che rimangono inattivi dopo un certo periodo di tempo.

Gestione dispositivi su telegram

Infine potrete decidere quali dispositivi possono accettare chiamate o nuove chat segrete.

chat segrete di telegram

Formattazione testo nelle didascalie

L’ultima novità in casa Telegram ti permetterà di aggiungere la giusta enfasi ai tuoi messaggi tramite l’opzione di formattazione del testo. Potrai selezionare il grassetto, corsivo o sottolineare le frasi più importanti.

formattazione testo su telegram

Inoltre si possono inserire anche dei link nel testo. La funzione era già disponibile su Android e arriva adesso su IOS.

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Salvare i dati di Gmail

In questo articolo vedremo come salvare i dati di Gmail. Seguiteci!

Lo spazio che Google mette gratuitamente a disposizione di chiunque apra un suo account è di 15 GB e comprende i messaggi di Gmail, le immagini di Google Foto e i documenti di Google Drive. Il problema è che da qualche mese Google ha modificato le sue regole. Fino allo scorso giugno, infatti, era possibile archiviare gratuitamente in cloud tutte le foto, mentre oggi anche queste contano ai fini dei 15 GB di spazio.

Ciò ha portato a una diminuzione dello spazio complessivo disponibile che si ripercuote anche sulla casella di posta di Gmail. Di conseguenza quindi capita sempre più frequentemente di ricevere un messaggio di casella piena. La soluzione può essere quella di acquistare dello spazio a pagamento (ci sono piani a partire da 2 euro al mese per 100 GB) o di eliminare i messaggi più pesanti, oppure di archiviarli su un disco fisso o su un altro cloud usando lo strumento Google Takeout. Ma vediamo in pratica come salvati i dati di Gmail Con Google Takeout!

Servizio completo

Con Takeout, raggiungibile cliccando qui, potremo avere a disposizione i nostri dati presenti nei 51 servizi Google attualmente disponibili, oppure anche in uno solo di essi, in un archivio in formato .zipo .tgz che ci verrà consegnato via email come link scaricabile, oppure caricato automaticamente su altri servizi cloud, tra cui OneDrive, Boxe Dropbox. Una volta collegati alla pagina di Takeout, dovremo accedere con il nostro account Google e selezionare i servizi di cui vogliamo avere l’archivio.

Trattandosi di una gran mole di dati, il tempo necessario per riceverli può variare moltissimo, nel nostro caso per 15 GB di dati sono stati necessari due giorni e i dati sono stati divisi in più file compressi. Oltre che da PC è possibile richiedere la creazione di un archivio di Google Takeout anche da smartphone e tablet. Da Android è necessario aprire Impostazioni/Google/Gestisci Account Google e da qui selezionare Dati e Privacy/Scarica i tuoi dati. In questo modo verremo portati alla stessa finestra accessibile da PC e potremo scegliere i servizi di cui ci interessa avere il backup. Per ripristinare i dati delle email archiviati, dovremo prima decomprimere il file .zip e quindi importare il file .mbox di archivio in Outlook o Thunderbird. Non è invece possibile importarlo direttamente in Gmail.

Esportiamo le mail con takeout

download
1 Per accedere al servizio di Archiviazione Takeout colleghiamoci al sito https://takeout.google.com e accediamo con nome e password del nostro account Google. Come impostazione predefinita è previsto l’archivio di tutti i servizi.
archivio takeout
2 A noi interessa solo ottenere l’archivio di Gmail, quindi premiamo il pulsante Deseleziona tutto e poi mettiamo il segno di spunta solo su Posta. Come impostazione standard sono incluse tutte le cartelle.
takeout cartelle
3 Noi abbiamo deciso di selezionare solo alcune delle cartelle presenti nell’account Gmail. Per farlo abbiamo cliccato sul pulsante Tutti i dati della posta inclusi e abbiamo selezionato le cartelle che ci interessava archiviare.
takeout dati archiviati
4 Scendiamo nella pagina e premiamo Passaggio successivo: ora dovremo scegliere come ricevere i dati archiviati. La soluzione più semplice è il link in un messaggio di posta che potremo poi aprire e salvare su chiave o disco USB.
takeout cloud
5 In alternativa potremo indicare l’indirizzo di un servizio cloud in cui sappiamo di avere lo spazio disponibile per contenere tutti i dati delle cartelle selezionate. Premiamo Crea esportazione e attendiamo l’arrivo del messaggio.
takeout download dati
6 Dopo un giorno dalla richiesta abbiamo ricevuto da Google la mail: I tuoi dati sono pronti per il download. All’interno abbiamo trovato quattro link che ci hanno permesso di salvare i nostri messaggi su un disco esterno.

Un formato per oguno

Ciascun servizio di Google utilizza un formato differente per archiviare i nostri dati: TXT per le News, MBox per Gmail, HTML per i dati di Chrome e JSON per quelli di Maps e del Play Store. Salvare i nostri dati da gmail acquista una notevole importanza, specialmente se abbiamo una grande mole di dati. Se la casella di posta di Google è piena, con Takeout possiamo mettere al sicuro le mail prima di eliminarle, in modo da liberare lo spazio e non perderne nessuna.

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Hacker: preso di mira WordPress

Ondata di attacchi hacker che ha preso di mira i bug di sicurezza in quattro plugin WordPress.

Una minaccia alla sicurezza. Avviso di WordPress che è stato letteralmente preso di mira dagli hacker: i cybercriminali prendono di mira più di 1,6 milioni di siti in un massiccio attacco informatico.

La società di sicurezza informatica Wordfence afferma che i suoi ricercatori hanno rilevato un’ondata continua di attacchi originati da oltre 16.000 indirizzi IP diversi.

Il Wordfence Theat Intelligence Team ha affermato che nelle ultime ore si è verificata un’ondata di attacchi che ha preso di mira i bug di sicurezza in quattro plugin WordPress e quindici temi Epsilon Framework. Wordfence afferma di aver bloccato finora più di 13,7 milioni di attacchi.

I quattro plugin presi di mira sono: Kiwi Social ShareWordPress AutomaticPinterest Automatic e PublishPress Capabilities. I ricercatori, riportano da Computing, affermano che i plugin sono interessati dalle vulnerabilità “Authenticated Arbitrary Options update“.

Si dice anche che gli hacker stiano prendendo di mira un difetto di “Function Injection” in 15 temi Epsilon Framework per aggiornare le opzioni arbitrarie. Uno dei 15 temi attualmente non ha una patch disponibile.

WordPress: quali versioni vulnerabili?

Hacker: Preso di mira WordPress
WordPress

I temi target di Epsilon Framework e le versioni vulnerabili sono:

  • Activello <=1.4.1
  • Allegiante <=1.2.5
  • Benestante <1.1.0
  • Formosa <=1.2.8
  • Antrea <=1.0.6
  • NewsMag <=2.4.1
  • Malato <=2.1.6
  • Giornale X <=1.3.1
  • MedZone Lite <=1.2.5
  • Pixova Lite <=2.0.6
  • Brillantezza <=1.2.9
  • Trascende <=1.1.9
  • Regina Lite <=2.0.5
  • Pazzi <=1.0.5
  • NatureMag Lite – Nessuna patch disponibile (si consiglia di disinstallare dal sito)

Gli analisti di Wordfence affermano inoltre che gli hacker stanno cambiando l’opzione “users_can_register” su “abilitato” e impostando l’opzione “default_role” su “amministratore” nella maggior parte dei casi. Ciò consente agli hacker di registrarsi come amministratore su un sito e di prenderne il controllo. I primi tre IP offensivi includono:

  • 144.91.111.6 con 430.067 attacchi bloccati
  • 185.9.156.158 con 277.111 attacchi bloccati
  • 195.2.76.246 con 274.574 attacchi bloccati

Gli amministratori del sito web sono invitati a verificare se il loro sito è già stato compromesso esaminando tutti gli utenti e cercando eventuali account non autorizzati. Gli amministratori dovrebbero eliminare qualsiasi aggiunta non autorizzata il prima possibile.

Si consiglia inoltre di rivedere le impostazioni del sito su “http://examplesite[.]com/wp-admin/options-general.php” e assicurarsi che le impostazioni di appartenenza e “nuovo ruolo predefinito utente” siano impostate correttamente.

Importante aggiornare i plugin

Tutti i plugin e i temi su WordPress dovrebbero essere aggiornati il prima possibile. La storia ci insegna che l’obsolescenza informatica ha permesso tuttavia più di un attacco negli scorsi anni.

Nel 2019, il sito Web di Mailgun è stato attaccato da hacker che hanno preso di mira un plug-in di WordPress chiamato Yuzo Related Posts. I criminali informatici hanno aggiunto codice nei siti che reindirizzavano i visitatori a un sito web dannoso. Nello stesso anno, gli hacker hanno sfruttato una falla nel plugin Social Warfare per attaccare i siti web. I criminali hanno iniettato codice JavaScript nei link di condivisione social presenti sui post di un sito web.

Già nel 2017 è stato scoperto che un popolare plugin di WordPress, che era stato installato su circa 300.000 siti Web. Dopo la sua compromissione, questo, apriva una backdoor nei siti web.

Gli aggressori hanno anche violato la società di hosting web GoDaddy il mese scorso e hanno ottenuto l’accesso alle informazioni di quasi 1,2 milioni di clienti attivi e inattivi di Managed WordPress.

L’attacco sui ha consentito ai criminali di visualizzare i numeri dei clienti, gli indirizzi e-mail e le password per il protocollo e il database di trasferimento sicuro dei file, nonché i nomi utente del database per i clienti attivi.

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Novità di WhatsApp in arrivo nel 2022

Ecco le novità di WhatsApp in arrivo nel 2022 che cambieranno il funzionamento della piattaforma di messaggistica istantanea.

1 ° novità: Multi-dispositivo per tablet

La novità di WhatsApp in arrivo nel 2022 tanto attesa è il supporto per i tablet.

Con l’arrivo del multi-dispositivo gli sviluppatori hanno creato una vera e propria app dedicata a iPad e tablet Android, che non richiede di collegarsi al servizio attraverso l’interfaccia web.

In questo modo potremo collegare WhatsApp anche su iPad e tablet Android.

novità di WhatsApp

2 ° novità: Eliminare messaggi su WhatsApp in qualunque momento

Un’altra novità che potrebbe vedere la luce l’anno prossimo è la possibilità di eliminare i messaggi inviati per tutti in qualunque momento.

Ad oggi l’opzione è riservata ai messaggi appena inviati, e dopo un lasso di tempo di poco più di un’ora non si può più esercitare.

novità di WhatsApp

3 ° novità: Le Community di WhatsApp

Le Community sono un’altra novità che, probabilmente, verranno alla luce nel 2022.

Al momento sono ancora in fase di sviluppo.

Le Community sono dei maxi gruppi composti da decine di persone, all’interno dei quali i partecipanti possono creare dei sottogruppi dove potranno, a loro volta, discutere di progetti e interessi in comune.

4°novità: Nascondere informazioni sensibili a contatti specifici di WhatsApp

L’ultima novità in arrivo nel 2022 tra quelle già note o in via di sperimentazione è la possibilità di nascondere a specifici contatti le informazioni sensibili legate al proprio profilo.

Finora le opzioni per nascondere informazioni come la doppia spunta blu, l’ultimo accesso, lo stato e la foto profilo alla piattaforma sono state piuttosto generiche, in quanto permette di bloccare la ricezione di questi dati a tutti gli utenti presenti su WhatsApp o a quelli assenti dalla propria rubrica.

Presto sarà possibile specificare i numeri di telefono da escludere senza che ci sia bisogno di bloccarli o cancellarli dai numeri in memoria.

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