Apple ha lanciato ufficialmente il MacBook Pro 14″ con processore M5, disponibile dal 22 ottobre al prezzo di partenza di 1.849 euro. Una rivoluzione pensata specificamente per i creativi che lavorano con applicazioni di intelligenza artificiale e richiedono prestazioni grafiche estreme.
La vera novità del chip M5 risiede nella sua architettura radicalmente riprogettata. Apple ha integrato un Neural Accelerator dedicato in ciascuno dei dieci core della GPU, moltiplicando le capacità di machine learning fino a 4 volte rispetto all’M4. Chi utilizza applicazioni professionali come Final Cut Pro o software basati su intelligenza artificiale sperimenterà una velocità di elaborazione mai vista prima, con prestazioni che raggiungono persino il 600% rispetto al primo chip M1.
Questo risultato è supportato da un Neural Engine a 16 core che gestisce le funzioni di Apple Intelligence completamente on-device, garantendo privacy totale e riducendo i ritardi di latenza rispetto alle soluzioni basate su cloud.
Grafica di nuova generazione e rendering ultra-rapido
Il ray tracing di terza generazione con shader potenziati garantisce un balzo prestazionale del 45% nel settore della grafica tradizionale. Per videomaker, designer 3D e specialisti di rendering, questo significa workflow più fluidi e tempi di attesa considerevolmente ridotti. Il caching dinamico di seconda generazione, inoltre, ottimizza la gestione della memoria video eliminando i colli di bottiglia.
CPU ai vertici della velocità mondiale
I performance core del processore M5 sono stati dichiarati da Apple come “i più veloci al mondo”, con un incremento del 15% nelle prestazioni multi-thread rispetto alla generazione precedente. La CPU mantiene l’affidato schema a 10 core (4 performance + 6 efficiency), offrendo così reattività e potenza computazionale per i progetti complessi.
Memoria unificata: l’infrastruttura del futuro
Con un aumento del 30% nella banda di memoria unificata, che raggiunge ora 153 GBps, il MacBook Pro M5 gestisce applicazioni pesanti e modelli IA di grandi dimensioni senza il collo di bottiglia tipico delle architetture x86 tradizionali. La memoria unificata può arrivare fino a 32 GB, eliminando il problema di dover trasferire dati tra CPU e GPU.
Il capitolo commerciale: bene la qualità, meno il bundle
Sebbene il prezzo sia sceso da 1.949 a 1.849 euro rispetto al modello M4, Apple ha deciso di non includere più l’alimentatore da 70W (ora acquistabile separatamente per 65 euro). Una strategia ormai consolidata che strizza l’occhio alle motivazioni ambientali e alle direttive europee, ma che il consumatore potrebbe percepire come una riduzione del valore.
Ecosistema coeso e autonomia impressionante
Il chip M5 non è esclusivo del MacBook Pro: iPad Pro e Apple Vision Pro condividono la stessa architettura, creando un ecosistema uniformato dove gli sviluppatori possono ottimizzare le app su una piattaforma unica. Parallelamente, Apple dichiara un’autonomia di 24 ore e SSD fino al doppio della velocità rispetto alla generazione precedente.
Le configurazioni disponibili variano dalla versione base (16 GB, 512 GB SSD) fino al modello top da 3.849 euro (32 GB, 4 TB SSD). Per professionisti che lavorano in ambienti con illuminazione complessa, disponibile anche il rivestimento nanotexture al costo di 190 euro.
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Il futuro non è più una promessa lontana: è arrivato, e corre alla velocità della luce. Il Giappone ha appena infranto un limite che fino a ieri sembrava fantascienza, portando la velocità di trasmissione dati a 1 Petabit al secondo su fibra ottica – un risultato che ridefinisce completamente ciò che intendiamo per connettività.
Cos’è e cosa significa 1 Petabit/s?
Per dare un’idea: con questa velocità si potrebbero trasmettere l’intero catalogo di Netflix in alta definizione in meno di un secondo. Oppure garantire una connessione ultra-veloce a 125 milioni di utenti contemporaneamente, ciascuno con 8K in streaming, senza alcun rallentamento.
Come ci sono riusciti?
Il traguardo è stato raggiunto da un team di ricercatori giapponesi, sfruttando una tecnologia all’avanguardia che utilizza più lunghezze d’onda su fibra ottica avanzata a quattro nuclei, mantenendo piena compatibilità con le infrastrutture esistenti. In pratica, non si parla solo di un esperimento di laboratorio, ma di un futuro che potrebbe essere implementato su scala reale.
Le implicazioni globali
Questo salto tecnologico apre scenari rivoluzionari:
AI distribuita ovunque: l’intelligenza artificiale potrà operare in tempo reale su scala globale, spostando enormi moli di dati senza ritardi.
Smart City e IoT: città completamente connesse, dove sensori, veicoli autonomi e infrastrutture digitali lavorano in perfetta sincronia.
Medicina del futuro: telechirurgia, diagnosi in tempo reale e modelli predittivi alimentati da big data diventeranno routine.
Lavoro e collaborazione remota: esperienze immersive in realtà virtuale e aumentata senza latenza.
Esplorazione spaziale e Quantum computing: trasferimento istantaneo di dati tra centri di ricerca e satelliti, supportando missioni su Marte e oltre.
Chi guida la connessione, guida il cambiamento
In un mondo sempre più interconnesso, la velocità di comunicazione non è solo un vantaggio tecnico: è potere, è innovazione, è futuro. Questa impresa del Giappone è un segnale chiaro: chi investe oggi in infrastrutture digitali, guiderà domani la trasformazione globale: Prendi posto nella rivoluzione!
La rivoluzione digitale non è più una scelta: è un treno lanciato a un Petabit al secondo. Sali a bordo. Preparati per il 6G, la Singolarità, le città interplanetarie e una nuova era della conoscenza.
Oggi parliamo di una delle evoluzioni più affascinanti nel mondo della tecnologia indossabile: gli smart glasses. Se fino a poco tempo fa pensavamo solo a smartwatch e fitness tracker, la nuova frontiera punta dritta ai nostri occhi. E un prodotto che sta facendo molto parlare di sé è la nuova generazione di smart glasses nata dalla collaborazione tra un’icona della moda come Ray-Ban e un gigante della tecnologia come Meta: Ray-Ban Meta AI Glasses.
Non Solo Occhiali da Sole: Tecnologia Nascosta in un Design Iconico
modello Wayfarer Rayban
La forza principale di questi occhiali è la loro capacità di integrare tecnologie avanzate in un design che conosciamo e amiamo. Prendiamo il classico modello Wayfarer: dall’esterno, sembra un normale paio di Ray-Ban, elegante e riconoscibile…. Ma al suo interno, nasconde un vero e proprio concentrato di innovazione: una videocamera, microfoni, altoparlanti e componenti smart, il tutto integrato in modo così discreto da non risultare vistoso. Questo li rende comodi da indossare anche quando le funzioni smart non sono attive, come un semplice paio di occhiali da sole o da vista
Cosa Possono Fare i Ray-Ban Meta AI?
Questi non sono semplici occhiali con una fotocamera. Sono AI Glasses, ovvero occhiali dotati di intelligenza artificiale, almeno per ora negli Stati Uniti… Con un semplice comando vocale, “Hey Meta”, puoi attivare l’assistente vocale per chiedere informazioni, gestire attività quotidiane e impostare promemoria Ma le funzionalità non finiscono qui:
• Fotocamera di Qualità: Integrano una fotocamera da 12 MP che consente di scattare foto ad alta risoluzione e registrare video a 1080p…. I video sono in formato verticale, ottimale per i social media.
• Audio e Comunicazione: Dispongono di un sistema a 5 microfoni e altoparlanti direzionali. Questo li rende ottimi per gestire chiamate e videochiamate a mani libere, e anche per ascoltare messaggi vocali o musica. Va detto che l’audio non isola completamente e chi è vicino potrebbe sentire.
• Social e Condivisione: Puoi scattare foto o registrare clip video (da 15, 30 o 60 secondi) semplicemente toccando l’asta o usando comandi vocali; è possibile postare i contenuti direttamente su Facebook e Instagram
• Controllo e App: L’app Meta View (per iOS e Android) permette di scaricare video, personalizzare impostazioni e gestire le notifiche
• Ricarica Pratica: Vengono forniti con una custodia che serve anche da caricabatteria portatile, aggiungendo autonomia quando sei fuori casa.
Wearable del Futuro: Rimanere Connessi Guardando il Mondo Reale
Il vero potenziale degli smart glass come i Ray-Ban Meta risiede nel loro posizionamento nel panorama dei wearable. In un’epoca in cui siamo sempre più incollati agli schermi dei nostri smartphone, questi occhiali promettono di “rialzare lo sguardo”. Permettono di interagire con il mondo digitale (ricevere informazioni, scattare foto, comunicare) mantenendo però gli occhi puntati sulla realtà che ci circonda…. Sono visti come la “vera rivoluzione” dei wearable per questa capacità immersiva e di integrazione con la realtà visiva.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che i Ray-Ban Meta AI non sono ancora occhiali per la Realtà Aumentata (AR) o Realtà Mista (MR) nel senso pieno del termine; mancano di display integrati che sovrappongono contenuti virtuali al mondo reale e sensori avanzati per l’interazione spaziale. Sono, piuttosto, un “precursore” importante e ben riuscito sulla strada verso gli occhiali AR del futuro.
La traduzione in tempo reale rende le lingue straniere accessibili a tutti
La novità più grande per noi italiani, che arriva non solo con il nuovo firmware ma anche con la nuova app è la funzione “traduzione dal vivo” che era disponibile in Accesso Anticipato (Early Access) solo in alcuni paesi selezionati.
Meta ha reso ora disponibile la traduzione dal vivo in tutti i mercati, e dopo averla provata dobbiamo dire che funziona alla perfezione.
Al momento le lingue supportate sono inglese, spagnolo e francese e non serve avere una connessione attiva, perché il pacchetto con la lingua viene scaricato in locale e caricato sia sugli occhiali sia all’interno dell’app.
Privacy e Considerazioni Importanti
Come ogni tecnologia che interagisce con la realtà, i Ray-Ban Meta sollevano questioni di privacy. Data la loro somiglianza con normali occhiali, esiste la preoccupazione che possano essere utilizzati per registrare persone senza il loro esplicito consenso. Sebbene abbiano un piccolo LED che si accende durante la registrazione, la sua efficacia è stata messa in discussione. Le autorità europee, ad esempio, hanno richiesto maggiore chiarezza sulla conformità al GDPR. Ci sono anche dibattiti sulla gestione dei dati raccolti e sul rischio di usi impropri, come il riconoscimento facciale in tempo reale.
Il Giudizio Finale: Utili o Gadget?
I Ray-Ban Meta AI Glasses non sono essenziali per la vita di tutti i giorni, tuttavia, per specifiche categorie di utenti, come i content creator, i viaggiatori o semplicemente chi desidera un modo discreto per catturare momenti o interagire con l’assistente vocale a mani libere, possono essere estremamente utili. Molti utenti si dicono soddisfatti della loro comodità e delle funzionalità.
Il prezzo di listino parte da circa 329 euro in Europa, variando in base a finiture e lenti. Decidere se ne vale la pena dipende molto da quanto pensi di sfruttarne le funzionalità nella tua routine. Sono un gadget ben realizzato, un passo concreto nel futuro dei wearable che bilancia stile e tecnologia, offrendo un assaggio di come potremmo interagire con l’AI e il mondo digitale senza dover costantemente guardare uno schermo nel palmo della mano..
E tu, cosa ne pensi degli smart glasses? Li useresti? Faccelo sapere nei commenti o contattaci per avere ulteriori informazioni
La Carta d’Identità Elettronica (CIE) sta diventando uno strumento sempre più utile, anche per chi inizialmente non ha gradito il passaggio dal vecchio documento cartaceo alla tessera plastificata. I motivi sono semplici: molti servizi che prima erano gratuiti per comunicare con la Pubblica Amministrazione stanno diventando a pagamento e, in diversi casi, è richiesto l’uso…
Ogni giorno, mentre navighiamo su Internet, controlliamo la posta elettronica o utilizziamo lo smartphone, siamo esposti a un enorme flusso di messaggi pubblicitari.
Una parte di queste comunicazioni viene filtrata come spam dai servizi di posta, dai sistemi automatici dell’AGCOM o dai nostri stessi dispositivi, ma molti messaggi riescono comunque a superare questi controlli.
Apple ha lanciato ufficialmente il MacBook Pro 14″ con processore M5: una rivoluzione pensata specificamente per i creativi che lavorano con applicazioni di intelligenza artificiale e richiedono prestazioni grafiche estreme.
Immagina di incontrare una persona che parla una lingua completamente diversa dalla tua e riuscire comunque a conversare in modo naturale, senza cercare freneticamente un’app di traduzione o fissare lo schermo del telefono.
Adobe ha lanciato ufficialmente Premiere per iPhone, un’app mobile gratuita che consente ai creator di accedere a strumenti di editing video professionale direttamente dal proprio dispositivo iOS
Come impostare il Wi-Fi extender ASUS ZenWiFi ovvero il dispositivo che amplifica la copertura del segnale wireless in tutta la tua casa
Se il router di connessione Internet predefinito non riesce a coprire completamente l’intero appartamento, soprattutto se l’appartamento è su più piani, o se è necessario estendere il segnale WiFi all’esterno per includere dispositivi come telecamere di sorveglianza IP wireless, ad esempio, l’utilizzo di una rete mesh fornisce la migliore soluzione.
Ciò è particolarmente vantaggioso quando più dispositivi sono collegati contemporaneamente alla rete.
Rete mesh cos’è?
Una rete mesh può essere definita come un tipo di rete wireless che distribuisce in modo efficiente le connessioni su più nodi, come router e client Wi-Fi, anziché concentrarle su un singolo punto di accesso. Diversi nodi della rete sono collegati tra loro e i dati vengono trasmessi in modo simile a una rete P2P. Ogni nodo ha la stessa importanza.
Questo approccio ti consente di estendere il segnale WiFi utilizzando componenti mesh senza influire in modo significativo sulla velocità e sulla qualità della connessione. Il vantaggio dei sistemi mesh è che la rete è facile da configurare. Collega semplicemente il tuo dispositivo a una connessione Internet tramite il modem e imposta il nome e la password della rete.
Altri dispositivi mesh si configurano e si scambiano automaticamente le informazioni necessarie non appena vengono collegati all’alimentazione.
Asus ZenWiFi
Per questa guida abbiamo scelto un sistema innovativo ed interessante: Asus ZenWiFi AX Hybrid XP4. Questo dispositivo combina i vantaggi della rete mesh con i vantaggi del Powerline HomePlug AV2 da 1300 Mbit/s. Ciò aiuta a superare gli ostacoli che possono mettere a rischio solo la tua connessione Wi-Fi, come come muri spessi o barriere metalliche.
Lastre di piombo per ambienti multipiano e isolamento acustico. Grazie a questa tecnologia ibrida, Asus si connette automaticamente alla linea elettrica quando la connessione Wi-Fi è instabile, garantendo prestazioni ottimali.
Perché installarlo
Abbiamo scelto ASUS ZenWiFi AX Hybrid XP4 per la sua capacità di combinare le funzionalità standard di un sistema mesh con i vantaggi aggiuntivi del powerline.
Copertura completa del segnale: il sistema ZenWiFi AX Hybrid è composto da due router Wi-Fi ASUS AX1800 con una rete Powerline HomePlug AV2 integrata da 1300 Mbps. Questi router sono dotati di tecnologia che garantisce una connettività Wi-Fi superveloce. Affidabile e sicuro sia dentro che fuori casa.
La soluzione perfetta per affrontare pareti spesse: l’Asus ZenWiFi si rivela la scelta perfetta per le case con pareti spesse o rinforzate in metallo, che spesso presentano difficoltà di connessione. Grazie alla tecnologia Powerline, i dati possono viaggiare attraverso il cablaggio elettrico della casa, garantendo ai dispositivi domestici di mantenere la massima velocità offerta dalla tecnologia Wi-Fi 6 AX1800.
Streaming superveloce: ZenWiFi AX Hybrid eleva la tua esperienza di connessione Wi-Fi a un livello superiore, offrendo una velocità 1,4 volte maggiore rispetto ai router Wi-Fi 5, grazie alla sua impressionante larghezza di banda totale che può raggiungere fino a 1800 Mbps.
Massima protezione: Il servizio AiProtection Pro con parental control avanzato è incluso per sempre. Questo ti dà la massima tranquillità e ti consente di monitorare tutte le attività sulla tua rete direttamente dalla tua applicazione mobile.
Conclusioni
Abbiamo utilizzato il servizio Speedtest per valutare la velocità di connessione rispetto allo standard WiFi fornito dal nostro modem.
Anche se si trovava a circa 20 metri dal modem, con tre pareti interne che ne bloccavano la visuale diretta, ha registrato una velocità di download deludente di poco più di 2 Mbps.
Dopo aver installato il router mesh Asus, ho notato un miglioramento significativo nella qualità del segnale WiFi. La connessione in fibra ottica a 100 Mbit/s è sfruttata appieno e la velocità in download arriva oltre i 94 Mbit/s nonostante la distanza. Il trasferimento di dati tra computer collegati alla stessa rete è ancora comune. Passando attraverso tre muri a una distanza di 20 metri, la velocità massima di trasferimento dati varia tra 300 e 330 Mbit/s. La velocità di trasferimento massima vicino al router è in media di circa 750 Mbit/s e i picchi superano gli 800 Mbit/s.
Stai incontrando problemi con Internet? DAZN e Netflix che si bloccano? Hai difficoltà a giocare online a causa di tempi di risposta prolungati? I tuoi download procedono lentamente? Ecco cosa puoi fare per risolvere questi inconvenienti e migliorare la tua esperienza
Sebbene i dati più recenti di Ookla, noti soprattutto per il sito www.speedtest.net che misura la velocità di navigazione, indichino che in Italia la velocità di download sia in media di ben 112 Mbps, persistono notevoli differenze tra le aree urbane più grandi e i centri più piccoli, nonché tra le regioni settentrionali e meridionali. Un considerevole numero di persone, oltre 17 milioni, pari a circa un terzo della popolazione italiana, risiede in comuni in cui la velocità di download media è inferiore ai 40 Mbps. Inoltre, pochi hanno accesso alla banda ultra larga su rete fissa, nota come Fiber to the Home (Ftth), ovvero la connessione che porta la fibra ottica direttamente a casa dell’utente.
Nonostante la promessa di estendere la copertura della banda ultralarga in tutta Italia entro il 2026 attraverso i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dobbiamo al momento riconoscere l’apporto positivo degli operatori di telefonia mobile, i quali hanno esteso il 4G a oltre il 92% della popolazione. Questa tecnologia può fungere da valida alternativa al cavo, specialmente ora che sono disponibili varie offerte con dati illimitati.
Nel caso in cui, dopo aver verificato la velocità di connessione, riteniamo che sia troppo lenta, anziché lamentarci con il nostro fornitore di servizi telefonici, sarebbe prudente controllare l’hardware a nostra disposizione. Indipendentemente dal fatto che stiamo utilizzando una connessione ADSL da 10 Mbps, una fibra FTTC da 30 Mbps o una FTTH da 1 Gbps, spesso il vero elemento limitante risiede nel router, nel computer o persino nel browser utilizzati.
Il mio router è affidabile?
Indipendentemente dalla tipologia di connessione Internet in uso, il modem-router costituisce sempre il cuore della nostra connessione domestica e, di conseguenza, è responsabile di eventuali rallentamenti. Mentre è possibile che i cavi nella centralina siano stati danneggiati da animali, come topi, questa situazione porterebbe più probabilmente a un’interruzione della connessione anziché a un degrado della stessa.
Va considerato, inoltre, che un modem-router di buona qualità e configurato correttamente non può compiere miracoli, ma è sicuramente in grado di risolvere problemi e migiorare la navigazione su Internet all’interno di ciascun appartamento, specialmente per quanto riguarda i dispositivi Wi-Fi. Può inoltre assegnare correttamente le priorità a determinate applicazioni, privilegiando, ad esempio, lo streaming e le sessioni di gioco tramite la funzione QoS (Quality of Service), a discapito della navigazione o dei download in background.
Oggi, con la presenza di computer, smartphone, tablet, assistenti digitali, telecamere e altri dispositivi domestici, è comune avere più di una decina di accessori Wi-Fi collegati simultaneamente. Un router economico potrebbe incontrare difficoltà a gestire un così elevato numero di connessioni contemporanee e potrebbe non essere compatibile con i più recenti e efficienti protocolli di comunicazione wireless presenti su smartphone e PC.
FRITZ!Box 4040
I modem forniti in comodato d’uso dagli operatori, sebbene non richiedano installazione o manutenzione, spesso limitano le opzioni avanzate come il cambio di DNS, l’impostazione di una VPN e la condivisione dei dischi in rete. Un router valido dovrebbe essere in grado di gestire connessioni sia a 2,4 GHz che a 5 GHz (e preferibilmente anche a 6 GHz) e dovrebbe essere compatibile con i protocolli 802.11 ac o ax, andando oltre l’802.11n.
Un altro aspetto da considerare è la presenza della tecnologia MIMO (Multiple Input, Multiple Output), che implica la presenza di più antenne utilizzate contemporaneamente per gestire più flussi di dati in ingresso e uscita. Sebbene non siamo obbligati a utilizzare il modem-router fornito dal gestore, spesso vincoli contrattuali o economici possono ostacolare la sostituzione. Per risolvere questa limitazione, è possibile collegare un nuovo router al modem fornito e connettere i dispositivi a quest’ultimo, lasciando il modem operatore a gestire solo la connessione Internet in ingresso.
L’acquisto di un router di buona qualità e facilmente programmabile non richiede una spesa eccessiva. Ad esempio, un modello altamente configurabile come il FRITZ!Box 4040 del produttore tedesco AVM ha un prezzo di soli 70 euro e, oltre a integrare 4 porte Gigabit Ethernet, consente la configurazione della funzione di priorità del traffico per il gaming o lo streaming.
Scegliere il canale adatto
Un router Wi-Fi trasmette il segnale attraverso diversi canali radio, e la scelta di un canale diverso da quello predefinito può essere utile per evitare interferenze. Spesso, le interferenze disturbano il segnale, impedendo al modem/router di coprire efficacemente un’area ampia in un’abitazione o un ufficio.
Normalmente, il router stesso seleziona automaticamente il miglior canale, ossia quello meno utilizzato da dispositivi (non solo i nostri, ma anche quelli dei vicini, soprattutto in condomini dove si possono trovare numerose reti Wi-Fi nelle vicinanze) e al contempo meno influenzato da interferenze elettromagnetiche. Tuttavia, gli algoritmi non sempre riescono a scegliere il canale più libero, e talvolta è possibile ottenere risultati migliori intervenendo manualmente sulla selezione del canale.
Per determinare il canale più adatto all’ambiente in cui si vive, ci sono diverse app Android disponibili gratuitamente nel Play Store. Si consiglia l’uso di un’app come Wi-Fi Analyzer (Open Source), in quanto è una delle poche che non richiede ulteriori pagamenti per accedere a tutte le funzionalità.
Dopo l’installazione dell’app e la selezione del nostro Access Point, possiamo visualizzare non solo i canali utilizzati, ma anche il protocollo Wi-Fi e il tipo di sicurezza. L’app stessa suggerirà eventuali canali più liberi per ottenere le massime prestazioni. Per modificare il canale, sarà necessario accedere all’interfaccia Web del modem, la cui posizione può variare in base al modello, ma spesso si trova all’indirizzo http://192.168.1.1/ (o comunque l’indirizzo e le credenziali di accesso sono solitamente presenti sotto la base del modem).
Priorità delle app su misura con il QoS
Modificare i valori del QoS (Quality of Service) consente di assegnare priorità a servizi specifici, come ad esempio i giochi online in cui le latenze sono cruciali, o alle applicazioni di streaming video e alle app di videoconferenza. Purtroppo, solo pochi dei router forniti in comodato d’uso dai gestori consentono la modifica di questi valori.
Al contrario, anche un router Dual Band Wi-Fi 6, come il TP-Link Mercusys MR1S00X, disponibile a soli 50 euro (https://amzn.to/3tY8fEt), dotato di 4 antenne multidirezionali con funzione beamforming (capace di direzionare il segnale), permette di regolare questi parametri. Inoltre, la compatibilità con lo standard Wi-Fi 6 consente di raggiungere una velocità di 1,2 Gbps, a condizione ovviamente che anche il dispositivo collegato sia compatibile con tale standard e che la fibra fornita dal gestore possa supportare questa velocità.
L’uso dei DNS
La scelta dei DNS (Domain Name System) che utilizzi può influenzare la tua esperienza di navigazione su Internet. Gli indirizzi a cui ci connettiamo durante la navigazione sono identificati da una complessa combinazione numerica, ma il sistema di server DNS funge da traduttore, convertendo questi numeri in nomi riconoscibili.
Ci sono diversi server DNS che possono variare in velocità e vengono utilizzati non solo per gestire la navigazione, ma anche per controllarla. I server DNS italiani dei vari gestori, ad esempio, vengono utilizzati per oscurare siti ritenuti illegali, indirizzando la navigazione verso pagine della polizia postale che indicano che il sito è stato oscurato.
Modificare il server DNS con uno open source come OpenDNS, Cloudflare o Google può consentire una navigazione più veloce e bypassare i blocchi imposti dalle autorità italiane. Puoi modificare il DNS a livello di router o anche su singoli dispositivi come computer e smartphone.
Sui computer Windows e macOS, puoi utilizzare software come Namebench (disponibile all’indirizzo https://code.google.com/p/namebench/downloads/) che ti mostra i migliori server DNS per la tua zona e connessione Internet. Una volta scelto il server DNS desiderato, su un PC con Windows 11, puoi andare su Impostazioni > Rete e Internet > Wi-Fi o Ethernet, selezionare Assegnazione server DNS, scegliere Manuale, attivare IPv4 e inserire gli indirizzi dei DNS che vuoi utilizzare.
Per Android, puoi utilizzare un’app come DNS Changer o andare su Impostazioni > Rete e Internet > Avanzate > DNS privato per inserire manualmente i server DNS desiderati.
Modificare i DNS può contribuire a una navigazione più veloce e bypassare eventuali restrizioni imposte.
Due connessioni
Oggi è comune avere due connessioni Internet sempre attive, la connessione casalinga tramite ADSL o fibra e quella dello smartphone, entrambe in alcuni casi senza limiti di traffico. Tuttavia, può sorgere un problema quando entrambe le connessioni sono lente e poco affidabili. Una possibile soluzione potrebbe essere l’utilizzo di un software come Speedify (https://speedify.com/) disponibile per Windows e macOS. Questo programma consente di combinare le bande di trasmissione di diverse connessioni, come ADSL, fibra ottica, 3G, 4G LTE, Wi-Fi e qualsiasi altra connessione disponibile.
Speedify è un servizio a pagamento, ma offre la possibilità di provarlo senza impegno, in quanto i primi 5 GB di traffico sono gratuiti. Per attivare il servizio, è necessario collegare il computer a tutte le reti e connessioni disponibili. Speedify riconoscerà automaticamente tutte le connessioni disponibili, come ad esempio l’ADSL di casa e il tethering dello smartphone, bilanciando il carico di lavoro in base alla banda a disposizione, alla stabilità e alla potenza del segnale.
Il software esegue anche un controllo accurato delle prestazioni, fornendo un’idea della velocità Internet che è possibile raggiungere grazie alla combinazione delle connessioni. I prezzi di Speedify partono da 7,50 dollari al mese per collegare un massimo di cinque connessioni contemporaneamente.
Attenzione ai malintenzionati
La lentezza della connessione Internet potrebbe essere causata dalla presenza di un estraneo che si è collegato al tuo Wi-Fi. Non è necessariamente un hacker; potrebbe essere il vicino di casa a cui hai temporaneamente fornito la password o che l’ha copiata dal router.
Se sospetti la presenza di un intruso nella tua rete Wi-Fi, la prima cosa da fare è controllare i dispositivi collegati alla rete. Puoi farlo utilizzando l’interfaccia Web del tuo router, a cui si accede con il nome utente e la password generalmente indicati sotto la base del router stesso.
Dentro il pannello di gestione del router, individua la sezione dedicata ai dispositivi connessi, dove puoi ottenere informazioni come il nome del dispositivo, l’indirizzo IP e l’indirizzo fisico. Se trovi dispositivi sospetti, potrai bloccarli direttamente dalla finestra di gestione del router.
Se non riesci ad accedere al pannello di gestione del router e stai utilizzando un PC Windows, puoi utilizzare un’utility gratuita chiamata Wireless Network Watcher (disponibile su https://www.nirsoft.net/utils/wireless_network_watcher.html), che analizza la rete Wi-Fi alla ricerca di dispositivi sconosciuti.
Con Wireless Network Watcher, potrai visualizzare informazioni come l’indirizzo IP, l’indirizzo fisico e il nome della scheda wireless dei dispositivi connessi alla rete Wi-Fi, ma non potrai bloccarli direttamente dall’app. Per questo, sarà necessario collegarti alla finestra di gestione del router.
Se stai utilizzando uno smartphone Android o iOS, puoi utilizzare Fing, uno scanner di rete efficace. Anche in questo caso, non sarà possibile bloccare direttamente il dispositivo sospetto dall’app, ma potrai cambiare immediatamente la password per bloccarlo automaticamente.
Scegli il browser giusto
Google Chrome è il browser più utilizzato, con oltre il 65% di utenti sia su computer che su smartphone. Tuttavia, nel tempo, Chrome ha guadagnato la fama di essere più pesante e lento rispetto ai suoi concorrenti. Questa reputazione non è del tutto infondata, considerando che una sessione di Chrome con 20 schede aperte può occupare quasi 2 GB di RAM, mentre Edge ne utilizza poco più della metà e Firefox solo 1,6 GB. Nonostante Edge utilizzi lo stesso codice del Progetto Chromium, riesce a gestire meglio l’apertura delle pagine e ad eseguire codice JavaScript più velocemente di Chrome.
Le estensioni sono una delle cause dei rallentamenti dei browser, compreso Chrome. Questi “programmini” ampliano le funzionalità del browser, fornendo accesso rapido a servizi online e notifiche. Il problema è che molte persone si dimenticano di averle installate, e molte estensioni non ufficiali possono essere instabili o compromettere la privacy.
Per disattivare o rimuovere le estensioni da Chrome, è sufficiente fare clic sul simbolo della tessera del puzzle nella barra in alto. Oltre alle estensioni, Chrome può gestire anche applicazioni, componenti aggiuntivi più complessi che sfruttano le funzionalità del browser. Tuttavia, queste applicazioni possono avviarsi automaticamente e rimanere aperte anche dopo la chiusura del browser.
Per effettuare una pulizia più completa, si consiglia l’utilizzo di BleachBit (www.bleachbit.org/), un programma gratuito e open source in grado di eliminare la maggior parte dei file superflui generati dalle estensioni installate, contribuendo a migliorare le prestazioni del browser.
Blocca la pubblicità
Un efficace adblocker, ovvero un software progettato per bloccare la pubblicità, impedisce al tuo dispositivo di caricare contenuti non necessari da un sito web, come pop-up, finestre aggiuntive e tracciatori. Questo contribuisce a ridurre la quantità di dati che devono essere caricati durante la navigazione, migliorando la velocità complessiva.
In Chrome, è possibile attivare la prevenzione dei popup e dei reindirizzamenti dalle impostazioni del browser. Nella sezione “Sicurezza” e “Pop-up e reindirizzamenti“, è possibile impedire l’apertura di finestre pubblicitarie. Tuttavia, potrebbe capitare che alcuni siti non si aprano correttamente se non possono visualizzare le finestre pubblicitarie. In tal caso, puoi scegliere se rinunciare a visitare il sito o inserire un’eccezione specifica per quel sito dalle impostazioni.
Per bloccare in modo più efficace alcuni tipi di finestre pop-up che potrebbero sfuggire alle impostazioni predefinite di Google, potresti considerare l’installazione di estensioni specializzate per Chrome progettate per bloccare la comparsa di finestre pubblicitarie indesiderate. Ci sono diverse estensioni disponibili sul Chrome Web Store che offrono funzionalità avanzate di blocco della pubblicità e miglioramento della navigazione.
Nel 2024, un rivoluzionario standard per la connessione senza fili, Wi-Fi 7, sta per fare il suo debutto, promettendo di trasmettere dati su tre diverse frequenze simultaneamente, con una sorprendente velocità di 30 Gigabit al secondo.
Introduzione al Wi-Fi7
Dopo quattro anni dall’introduzione dello standard Wi-Fi 6, che ha aumentato la velocità massima teorica delle connessioni a 10 Gigabit al secondo, la crescente domanda di prestazioni superiori e di connessioni Internet più affidabili ha spinto gli esperti dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers) e i produttori della Wi-Fi Alliance a sviluppare il nuovo Wi-Fi 7.
I Miglioramenti del Wi-Fi7
Anche se ogni volta che un nuovo standard viene presentato, si parla di rivoluzione, sembra che questa volta i miglioramenti siano effettivamente rilevanti. Il Wi-Fi 7 promette di offrire velocità fino a quattro volte superiori rispetto al Wi-Fi 6 e addirittura 13 volte superiori al Wi-Fi 5. Inoltre, si propone di ridurre significativamente la latenza, cioè il ritardo nella trasmissione dei dati, migliorando così la reattività complessiva dei dispositivi connessi.
Velocità Eccezionali
La vera innovazione riguarda l’accesso simultaneo a più bande: attualmente, i router wireless scelgono una singola banda tra quelle disponibili a 2,4, 5 e 6 GHz per gestire la connessione. Grazie alla nuova tecnologia Multi-Link Operation (MLO), i dispositivi compatibili con il protocollo Wi-Fi 7 saranno in grado di connettersi simultaneamente su più bande, ottimizzando l’affidabilità della connessione e riducendo ulteriormente i tempi di latenza.
uno dei nuovi router compatibili con Wi-Fi 7
Tecnologia Multi Resource Unit
Anche la gestione dei canali risulterà migliorata con connessioni più efficienti nel passaggio da un canale a un altro. Negli attuali dispositivi, il cambio dei canali può determinare, a volte, una breve disconnessione, ma con il Wi-Fi 7 questo non dovrebbe più verificarsi grazie alla nuova tecnologia Multi Resource Unit (Multi-RU) che gestirà il cambio di canale senza interruzioni
Meno Interferenze
Le connessioni Wi-Fi, a causa della loro trasmissione attraverso il mezzo etereo, sono notevolmente più soggette a interferenze rispetto alle reti cablate. Tali interferenze possono originare dalla nostra stessa rete, da quelle dei vicini o persino da dispositivi wireless non basati su Wi-Fi, come videocamere di sicurezza, forni a microonde e sistemi radar. In particolare, la banda a 2,4 GHz è generalmente più suscettibile alle interferenze e alla congestione. Di conseguenza, l’utilizzo delle bande a 5 GHz e, ancor di più, a 6 GHz, nel corso del tempo ha notevolmente contribuito a migliorare la qualità della connessione, riducendo le interferenze.
Tuttavia, con l’introduzione del nuovo standard Wi-Fi 7, emerge una novità importante: la tecnologia chiamata Preamble Puncturing, che consente di bloccare le interferenze su frequenze specifiche, isolando parti di un canale e liberando spazio utilizzabile. Questo aspetto si rivelerà di particolare importanza per le applicazioni di realtà aumentata, le quali sono estremamente sensibili al ritardo (latenza) al punto da non funzionare correttamente se non si raggiungono valori di latenza estremamente bassi.
L’effettiva differenza
Sappiamo perfettamente che la velocità massima teorica consentita dalla tecnologia è solo un parametro che deve essere valutato in base alle reali condizioni di rete. Tuttavia, è innegabile che, soprattutto nel contesto aziendale, lunghe attese per l’accesso, riunioni virtuali non sincronizzate e congestioni nelle connessioni Internet rappresentino alcuni dei principali ostacoli alla produttività delle aziende.
Per i professionisti e le aziende
La connettività offerta dal Wi-Fi 7 svolgerà un ruolo fondamentale nell’assicurare esperienze di rete più fluide e affidabili. Sarà possibile organizzare riunioni puntuali con partner e colleghi in qualsiasi parte del mondo, riducendo al minimo le incomprensioni e le perdite di tempo. Inoltre, lavorare da casa sarà sinonimo di massima rapidità ed efficienza.
Per i Gamer e l’Intrattenimento a casa
Ma le potenzialità del Wi-Fi 7 non si limitano al contesto aziendale. Con questa connettività, sarà possibile divertirsi con giochi online ad alta intensità di banda, immergersi in esperienze di realtà aumentata/virtuale coinvolgenti e godere di video 4K/8K fluidi, ovunque e in qualsiasi momento.
Un breve documento di testo rappresenta una potente risorsa per affrontare numerosi problemi nel campo della sicurezza informatica, e la sua adozione si estende a livello governativo sia in Italia che negli Stati Uniti, oltre ad essere utilizzato da importanti aziende come Google e Facebook, vediamo questo nuovo standard.
Security.txt è il nome di un recente standard di sicurezza per i siti Web, che consiste in un file di testo (txt) con un nome standardizzato e facile da riconoscere tra i vari file che compongono un sito. Il file serve a fornire le indicazioni necessarie per gli esperti di sicurezza e gli hacker etici, cioè quelli che cercano di scoprire e segnalare le vulnerabilità dei siti senza danneggiarli o sfruttarli.
Security.txt è un formato che sta riscuotendo molta popolarità: lo usano siti molto noti e rilevanti, come Google, Facebook, GitHub, e anche i siti dei governi di diversi paesi, tra cui l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito. Il governo olandese ha addirittura imposto l’uso di security.txt per i siti della pubblica amministrazione, mentre in Rete si è aperto un interessante dibattito sull’utilità reale di questo tipo di soluzioni, che potrebbero anche avere degli svantaggi o dei rischi.
Perché usarlo
L’avanzamento di Internet ha portato con sé una maggiore complessità per i ricercatori di sicurezza e anche per i motori di ricerca nel distinguere tra siti web legittimi e quelli potenzialmente dannosi o non attendibili. Nonostante i quasi quarant’anni di sviluppo del Web e gli standard creati da Tim Berners-Lee, non esiste ancora una guida specifica su come fornire queste informazioni cruciali riguardo alla natura e alla sicurezza di un sito web.
Tuttavia, un gruppo di ricercatori indipendenti ha proposto una soluzione innovativa a questo problema. L’idea alla base di questa iniziativa è di creare un piccolo documento di testo, facilmente implementabile da amministratori di siti web di qualsiasi dimensione, che consenta di fornire indicazioni chiare su come contattarli nel caso di rilevamento di un’eventuale vulnerabilità o insicurezza nel sito.
Questo documento di testo, chiamato “Indicazioni per la Sicurezza”, offre una soluzione semplice ma efficace per aiutare a identificare correttamente la natura e l’affidabilità di un sito web. Esso consentirebbe ai motori di ricerca e ai ricercatori di sicurezza di ottenere informazioni chiare sulla gestione della sicurezza del sito e su come notificare tempestivamente gli amministratori in caso di problemi.
L’iniziativa sta guadagnando rapidamente terreno e ha già suscitato l’interesse di importanti attori del settore, tra cui i creatori di WordPress. Questa piattaforma software è ampiamente utilizzata in tutto il mondo per la creazione di siti web e blog. In effetti, stanno valutando di rendere questa funzione standard all’interno del loro sistema, rendendo ancora più semplice per gli utenti implementare queste importanti indicazioni di sicurezza.
Chi dovrebbe usarlo
Chiunque può creare il file di testo security.txt e caricarlo nella cartella principale (root) del proprio sito web. Il modo in cui deve essere redatto è illustrato nel sito dell’ente non profit del progetto Open Source: www.securitytxt.org.
Seguendo una sintassi precisa, si facilita l’invio automatico delle segnalazioni di eventuali problemi di sicurezza. Infatti molte volte gli esperto fanno le verifiche in modo automatico, quindi non si può avvisare manualmente centinaia di migliaia di gestori di siti compromessi.
Per redigere il file security.txt, si consiglia di consultare il sito www.securitytxt.org. In tale sito, è possibile visionare un esempio reale cliccando sul link See it in action. Per approfondire le norme ufficiali, si può accedere al documento RFC cliccando su Read the RFC. In tale documento, sono illustrate le finalità, le modalità e la sintassi del file security.txt.
Sul sito www.securitytxt.org, c’è anche un form Web dove possiamo mettere le informazioni del nostro sito Web. Così facendo, ci dà un file security.txt già fatto che possiamo copiare nel nostro spazio Web.
Una soluzione come security.txt permette di automatizzare il processo. Inoltre il proprietario del sito può mettere nel file di testo la sua chiave pubblica (PGP), così da poter comunicare con lui in modo sicuro usando la crittografia.
Conclusioni
In conclusione, questa nuova iniziativa sta cercando di colmare una lacuna critica nella sicurezza di Internet, offrendo uno strumento semplice ma potente per migliorare la comprensione e l’affidabilità dei siti web, proteggendo gli utenti da potenziali minacce cibernetiche e rendendo l’esperienza online più sicura per tutti.
Per trarre in inganno, gli imbroglioni creano siti web che sembrano sicuri, replicando quelli ufficiali di marchi o attività ben noti. Tuttavia, dietro questa apparenza di sicurezza, nascondono una pericolosa trappola. Tramite scamdoc, un servizio online che ci permette di controllare il livello di sicurezza di un sito Internet o di un indirizzo email, possiamo eseguire un’analisi ed evitare spiacevoli situazioni.
La diffusione di Internet e soprattutto del commercio elettronico ha creato terreno fertile per i truffatori, che vedono il Web come una grande opportunità di guadagno (illecito). Seduti alla loro scrivania, magari migliaia di chilometri di distanza, un piccolo esercito di “scammer” lavora ogni giorno per truffare gli inconsapevoli utenti, spesso un po’ troppo creduloni.
La maggior parte delle volte, infatti, i truffati si lasciano ingannare attirati da offerte imperdibili a prezzi straordinariamente bassi, il che dovrebbe bastare a far scattare un campanello d’allarme, ma non sempre è così e spesso ce ne si accorge troppo tardi. Oppure potremmo essere vittime di un furto di identità, in questo caso allarmati da una email che sembra esserci stata inviata dalla nostra banca per una verifica dei dati personali, ma finiamo per fornire le informazioni che ci riguardano a dei pericolosi malintenzionati.
Facciamo attenzione
Cascarci non è poi così difficile, perché i truffatori ci attirano con messaggi email, SMS o annunci online in falsi siti Web identici agli originali per non generare sospetti, anche gli utenti più esperti in un momento di distrazione possono diventare loro vittime. È quindi fondamentale distinguere i siti “ufficiali” da quelli truffaldini, cosa non poi così difficile se sappiamo come procedere. Quindi non cediamo a offerte eccessivamente convenienti: i social network sono pieni di pubblicità di prodotti venduti a prezzi ridicoli in siti che a prima vista possono non destare sospetti, anche perché abbiamo letto numerosi commenti positivi, purtroppo anche questi falsi.
Fatto l’acquisto, non riceveremo nulla o, più probabilmente, ci verrà spedito qualcosa di diverso da quello ordinato e dal valore di molto inferiore a quanto abbiamo pagato, ma così il truffatore potrà dimostrare di aver effettivamente evaso l’ordine, rendendo quasi impossibile dimostrare di aver subito la truffa. Vediamo allora quali strumenti la stessa Rete ci offre per capire se stiamo visitando un sito sicuro oppure se stiamo per diventare vittime di una truffa. Ecco quindi alcuni strumenti, fra siti Internet ed estensioni per browser Web che possiamo usare per difenderci da questi rischi.
Gli allarmi di scamdoc
ScamDoc (scamdoc.com) è un servizio online che ci consente di verificare la sicurezza di un sito Internet o di un indirizzo email. Per utilizzarlo, è sufficiente inserire l’indirizzo che desideriamo verificare e fare clic su “Analysis” per ottenere un rapporto dettagliato.
ScamDoc utilizza un algoritmo che considera diverse informazioni riguardanti il sito (o il dominio associato a un indirizzo email). Ad esempio, vengono valutati dati come la data di creazione del sito o se il proprietario del dominio è visibile o nascosto. Inoltre, ScamDoc ricerca recensioni online relative al sito per cercare ulteriori informazioni che possano indicarne l’affidabilità.
Sebbene ScamDoc non sia disponibile in italiano, possiamo facilmente interpretare il punteggio in percentuale assegnato al sito analizzato per capire se è considerato affidabile o meno. Un punteggio molto basso indicherà un livello di sicurezza incerto.
Il rapporto di Google
Il rapporto sulla trasparenza di Google è uno strumento che analizza un vasto numero di siti alla ricerca di quelli sospetti, identificandoli e segnalando tale informazione ai visitatori tramite i risultati delle ricerche. Per accedere a questo servizio, possiamo visitare l’indirizzo https://t.ly/QN4m, inserire l’URL sospetto nella casella di ricerca e premere il pulsante a forma di lente per visualizzare il report.
Questo strumento è specificamente dedicato alla rilevazione di siti compromessi, che possono essere potenziali veicoli per trasmettere malware ai nostri sistemi. Molti di questi siti sono apparentemente legittimi ma sono stati compromessi da cracker che li sfruttano per le loro truffe, rendendoli ancora più pericolosi in quanto sembrano innocui all’occhio non esperto.
Va sottolineato che il rapporto sulla trasparenza di Google non fornisce informazioni riguardo all’affidabilità commerciale di un sito, ma è focalizzato esclusivamente sulla rilevazione di eventuali malware presenti. Pertanto, è uno strumento utile per proteggere i nostri sistemi da minacce informatiche.
Le recensioni di Amazon
Anche se i principali servizi di e-commerce come eBay e Amazon stanno facendo sforzi per contrastare il fenomeno delle false recensioni, questa pratica rimane ancora un problema. Alcuni venditori hanno adottato il sistema di offrire rimborsi ai propri clienti in cambio di recensioni entusiaste, creando così danni sia ai consumatori che agli stessi siti di e-commerce, poiché la credibilità di tali piattaforme rischia di essere compromessa.
Per affrontare questa situazione, esistono vari servizi online che si dedicano all’identificazione delle false recensioni attraverso analisi mirate, con l’obiettivo di “correggere” il giudizio eliminando quelle recensioni che risultano più sospette.
Un metodo particolarmente comodo è l’uso dell’estensione per browser chiamata “FakeSpot,” disponibile per i principali programmi di navigazione web. Questa estensione opera in modo trasparente, fornendo un punteggio di affidabilità (da A a F, dove A è il punteggio migliore) direttamente sulla pagina web del venditore mentre stiamo facendo acquisti online. Un semplice clic sul giudizio ci porta a una pagina con i dettagli e l’analisi della recensione. In questo modo, possiamo prendere decisioni più informate riguardo alla qualità e veridicità delle recensioni che influenzano le nostre scelte di acquisto.
La sentinella Netcraft
L’estensione NetCraft svolge un ruolo importante nella protezione degli utenti durante la navigazione su Internet. Questa estensione è progettata per difenderci da truffatori e pericolosi siti di phishing che cercano di rubare le nostre credenziali di accesso a servizi online. NetCraft utilizza un database in continuo aggiornamento per individuare e segnalare tali siti sospetti.
Inoltre, questa estensione offre una protezione aggiuntiva contro il card skimming, un’attività criminale che mira a rubare i dati delle nostre carte di credito durante l’uso online. NetCraft riconosce la presenza di script malevoli e altri codici potenzialmente pericolosi, bloccando l’invio dei nostri dati sensibili.
NetCraft non si ferma qui: è in grado di rilevare anche la presenza di “Miner”, ovvero piccoli software che possono essere incorporati nei siti web per sfruttare le risorse del nostro computer per la produzione di criptovalute, come i bitcoin. Questo aiuta a prevenire il furto di potenza di calcolo e a proteggerci dalle pratiche non autorizzate di mining.
L’utilizzo di NetCraft è semplice: basta fare clic sull’icona dell’estensione tra quelle del browser, e si aprirà una scheda con una valutazione del sito web visitato. Un secondo clic su “Site Report” ci fornirà ulteriori dettagli sulla sicurezza e l’affidabilità del sito analizzato. Questo strumento è utile per prendere decisioni informate durante la navigazione web e per proteggere i nostri dati personali e finanziari da potenziali minacce online.
I suoi data center (DNS0) sono tutti nei 27 Paesi membri dell’Unione Europea, segue le norme del GDPR e ha indirizzi specifici per la navigazione sicura dei bambini.
Avevamo già parlato in passato dei super DNS, in un articolo precedente. Con il termine DNS si intende difatti il meccanismo che traduce gli indirizzi Web che scriviamo nel browser (come www.enjoysystem.it) negli equivalenti indirizzi numerici (indirizzi IP) comprensibili dai server e dai dispositivi (router, in termini generici) che costituiscono la Rete. Questo meccanismo di traduzione è in effetti fondamentale per il funzionamento di Internet ed esistono diversi server DNS che possiamo usare. In genere il server DNS viene scelto automaticamente dal nostro provider Internet, ma possiamo cambiarlo intervenendo sul nostro computer oppure sul modem/router di casa. Perché cambiarlo?
Perché alcuni DNS sono più veloci di altri, perché a volte certi DNS bloccano determinate pagine Internet oppure perché, come nel caso in questione, nascono dei server DNS che essendo posti in Europa, rispettano il GDPR e, inoltre, offrono velocità e navigazione sicura bloccando i siti ritenuti pericolosi. Parliamo di DNS0.
Il modo più comune per descrivere la funzione e lo scopo di un DNS (Domain Name System) è quello di paragonarlo sostanzialmente ad una sorta di rubrica telefonica che associa dei nomi di contatto a dei numeri di telefono.
Esempio funzionamento DNS.
All’interno di Internet, un DNS traduce i nomi mnemonici dei siti che siamo soliti digitare nella barra degli indirizzi, come google.it, negli indirizzi IP numerici usati dalla rete per raggiungere effettivamente i siti stessi. Se non esistessero i DNS dovremmo digitare i corrispettivi indirizzi IP (es: 84.125.98.147) per raggiungere una pagina web, e sarebbe molto complesso anche solo ricordarli.
Il nostro provider può fornire servizi di DNS che garantisce la connessione a Internet o da aziende o organizzazioni esterne, come Google (8.8.8.8) o Cloudflare.
Alcuni DNS posso filtrare o censurare determinati siti ritenendoli poco sicuri o possono avere caratteristiche più o meno attente alla privacy degli utenti che navigano in Internet.
Un risolutore DNS con data center solo in Europa
DNS0 è dislocato in decine di server presenti solo sui territori dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea. I server presenti in Italia sono finora 2, il data center ML2 di Equinix e il Telecom Italia Sparkle, entrambi a Milano.
La presenza di data center sui Paesi dell’UE permette inoltre di mantenere la risoluzione dei nomi quanto più vicino all’utente che ne fa richiesta, consentendo sulla carta una velocità di accesso maggiore.
DNS0 supporta tutti i più moderni protocolli DNS, quali DNS‑over‑HTTPS, DNS‑over‑TLS, DNS‑over‑QUIC, DNS‑over‑HTTP/3 e DDR Encrypted Upgrade. Tra questi si distingue il recente DNS‑over‑QUIC che permette di scambiare i dati tra server e client in forma crittografata.
Il nuovo DNS promette di proteggere gli utenti dal phishing, dal typosquatting, cioè i siti web malevoli che hanno nomi simili a quelli ufficiali, e che ci possono indurre facilmente in errore.
Quali sono gli indirizzi di DNS0
I risolutori che DNS0 offre sono tre: quello base; Zero per una sicurezza rafforzata; e Kids, che ha filtri più stretti sui domini e impedisce di raggiungere siti con contenuti ritenuti non adatti ai bambini.
Gli indirizzi del risolutore DNS0 sono:
IPv4
DNS Preferito: 193.110.81.0 DNS Alternativo: 185.253.5.0
IPv6 DNS Preferito: 2a0f:fc80:: DNS Alternativo: 2a0f:fc81::
Gli indirizzi del risolutore DNS0 Zero per la massima sicurezza sono:
IPv4
DNS Preferito: 193.110.81.9 DNS Alternativo: 185.253.5.9
IPv6 DNS Preferito: 2a0f:fc80::9 DNS Alternativo: 2a0f:fc81::9
Gli indirizzi del risolutore DNS Kids adatto alla navigazione dei bambini sono:
IPv4
DNS Preferito: 193.110.81.1 DNS Alternativo: 185.253.5.1
IPv6
DNS Preferito: 2a0f:fc80::1 DNS Alternativo: 2a0f:fc81::1
È possibile configurare questi indirizzi direttamente nel router o nelle impostazioni di rete del sistema operativo, oppure sceglierli specificamente per la navigazione Internet dei browser.
Amplificatore Wi-Fi con tecnologia Powerline legata all’impianto elettrico, permette di avere la massima velocità in ogni punto dell’appartamento.
Avere una connessione Internet in fibra di ultima generazione da oltre 1 Gbps può rivelarsi pressoché inutile se poi lo studio si trova dall’altra parte della casa dove il nostro computer raggiunge a stento i 10 Mbps. La soluzione non può che essere quella dell’amplificatore di segnale, non radio però, ma collegato alla presa di corrente elettrica attraverso la tecnologia Powerline.
È quello che promette il Devolo Magic 2 Starter Kit. In pratica si collega il primo elemento al router che si trova nell’ingresso e a una presa di corrente, mentre il secondo elemento potrà essere collegato a una presa di corrente anche dall’altra parte dell’abitazione. Purché sulla stessa rete elettrica.
Tecnologia Mesh
Il ricevitore che va collegato a una presa di corrente ambiente in cui ci serve la massima velocità possibile integra un trasmettitore Wi-Fi di ultima generazione con tecnologia intelligente Mesh che ottimizza la connessione e fonde la rete originale con quella creata dal ricevitore Devolo.
Volendo raggiungere la massima velocità possibile, sarà però necessario utilizzare un cavo di rete Ethernet collegato da una parte al ricevitore e dall’altra al computer. Ogni adattatore ha due prese Ethernet.
Niente multipresa
Per sfruttare al massimo la tecnologia Powerline, che consente di trasmettere i dati alla velocità teorica di 2.400 Mbps, il trasmettitore e il ricevitore devono essere collegati a una presa elettrica a parete e non a una ciabatta o a una multipresa. Inoltre, è possibile espandere la rete attraverso un secondo ricevitore, senza dover effettuare alcun tipo di impostazione sulla rete. Pro: Ottima resa sia con tecnologia Powerline che Mesh. Compatibile con tutti i router e gli adattatori certificati da HomeGrid Forum. Contro: Manca Wi-Fi 6.