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Wi-fi ovunque
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Wi-Fi ovunque

Amplificatore Wi-Fi con tecnologia Powerline legata all’impianto elettrico, permette di avere la massima velocità in ogni punto dell’appartamento.

Avere una connessione Internet in fibra di ultima generazione da oltre 1 Gbps può rivelarsi pressoché inutile se poi lo studio si trova dall’altra parte della casa dove il nostro computer raggiunge a stento i 10 Mbps. La soluzione non può che essere quella dell’amplificatore di segnale, non radio però, ma collegato alla presa di corrente elettrica attraverso la tecnologia Powerline.

È quello che promette il Devolo Magic 2 Starter Kit. In pratica si collega il primo elemento al router che si trova nell’ingresso e a una presa di corrente, mentre il secondo elemento potrà essere collegato a una presa di corrente anche dall’altra parte dell’abitazione. Purché sulla stessa rete elettrica.

Tecnologia Mesh

Il ricevitore che va collegato a una presa di corrente ambiente in cui ci serve la massima velocità possibile integra un trasmettitore Wi-Fi di ultima generazione con tecnologia intelligente Mesh che ottimizza la connessione e fonde la rete originale con quella creata dal ricevitore Devolo.

Amplificatore Wi-Fi

Volendo raggiungere la massima velocità possibile, sarà però necessario utilizzare un cavo di rete Ethernet collegato da una parte al ricevitore e dall’altra al computer. Ogni adattatore ha due prese Ethernet.

Niente multipresa

Per sfruttare al massimo la tecnologia Powerline, che consente di trasmettere i dati alla velocità teorica di 2.400 Mbps, il trasmettitore e il ricevitore devono essere collegati a una presa elettrica a parete e non a una ciabatta o a una multipresa. Inoltre, è possibile espandere la rete attraverso un secondo ricevitore, senza dover effettuare alcun tipo di impostazione sulla rete. Pro: Ottima resa sia con tecnologia Powerline che Mesh. Compatibile con tutti i router e gli adattatori certificati da HomeGrid Forum. Contro: Manca Wi-Fi 6.

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Come trovare la password Wi-Fi su Windows 11

Come trovare la password Wi-Fi su Windows 11. Impossibile accedere alla propria rete domestica? Niente paura!


La password Wi-Fi è una delle chiavi di accesso che più ci si dimentica facilmente.

Tutta “colpa” dell’opzione che consente di memorizzare in automatico le credenziali associate alla rete Internet di casa dopo il primo collegamento, tanto sul computer quanto su smartphone e tutti gli altri dispositivi mobili.

A complicare ulteriormente le cose ci si è messo pure il tasto WPS (Wi-Fi Protected Setup) presente nella stragrande maggioranza dei router in commercio: è sufficiente premerlo per connettere in automatico il dispositivo desiderato alla rete Wi-Fi domestica, senza la necessità di digitare (e dunque ricordare) la parola chiave.

Ci sono però alcune situazioni in cui conoscere la password Wi-Fi è ancora importante. Ad esempio quando si riceve la visita di un amico o un parente a casa e una delle prime richieste è appunto la password Wi-Fi del router.

Oppure quando si acquista una nuova Smart TV e la si deve configurare per la prima volta, senza disporre dell’utile funzione offerta dal pulsante WPS.

Ma ora, scopriamo insieme come trovare la password Wi-Fi dimenticata.

Scopri la password Wi-Fi tramite Impostazioni

impostazioni Windows 11

Uno dei metodi più intuitivi per recuperare la password su Windows 11 prevede l’utilizzo delle Impostazioni e della scheda Rete e Internet.

Ecco nel dettaglio la procedura:

1.Fai clic sul menu Start (icona con il logo Microsoft) e nella finestra che si apre, seleziona Impostazioni (icona a forma di ingranaggio). Per aprire le Impostazioni di Windows 11 puoi anche usare la scorciatoia da tastiera Win + I.

2.Nella finestra Impostazioni seleziona dal menu laterale a sinistra la scheda Rete e Internet.

3.Nella nuova schermata visualizzata clicca sulla scheda Impostazioni di rete avanzate, ultima opzione in fondo.

4.Ora individua l’intestazione Impostazioni correlate e fai clic su Più opzioni per la scheda di rete.

5.Pochi istanti dopo si aprirà la nuova finestra Connessioni di rete. A questo punto sposta il cursore del mouse in corrispondenza della tua rete Wi-Fi, fai clic destro e, dal menu a tendina che si apre, seleziona la voce evidenziata in grassetto Stato.

6.Nella finestra Stato di Wi-Fi fai clic sul pulsante Proprietà wireless.

7.La nuova schermata mostra in automatico le informazioni correlate al tab Connessione. Per vedere invece la password Wi-Fi occorre selezionare il tab Sicurezza.

8.Adesso non ti resta che fare clic sul quadratino accanto a Mostra caratteri per visualizzare la password Wi-Fi del router.

Ora che hai trovato la password puoi connettere un altro dispositivo alla rete Internet o condividerla al tuo ospite.

E se per la prossima volta non vuoi ripetere l’intera procedura, dovendo accendere il computer e ricordare tutti i passaggi elencati qui sopra, la soluzione migliore è copiare la chiave di sicurezza della tua rete e conservarla in un luogo sicuro.

Volendo puoi salvarla sulla rubrica del telefono, assegnandole un nome fittizio.

Password Wi-Fi in chiaro tramite PowerShel

PowerShel

Un altro metodo per vedere la password della tua rete Wi-Fi prevede l’utilizzo di PowerShell, la shell avanzata disponibile su tutti i PC con a bordo il sistema operativo Windows, e l’inserimento di una riga di comando.

Rispetto alla soluzione precedente richiede meno passaggi, ma per chi ha poca dimestichezza con i comandi avanzati di Windows è preferibile sfruttare la procedura di sopra, essendo più intuitiva per la maggior parte degli utenti comuni.

Ecco quali sono i passaggi da seguire:

1.Fai clic destro sul menu Start (icona del logo Microsoft) e, dal menu a tendina che si apre, seleziona la voce Terminale Windows (Admin).

2.Nella finestra Controllo dell’account utente, alla domanda “Vuoi consentire a questa app di apportare modifiche al dispositivo?” seleziona il pulsante Sì.

3.Ora che hai aperto la finestra PowerShell, digita la seguente riga di comando e premi Invio sulla tastiera del computer:

netsh wlan show profiles

4.Fatto questo, digita la seguente riga di comando (in sostituzione di Wi-Fi Profile dovrai inserire il nome della rete Wi-FI per cui intendi trovare la password) e premi di nuovo Invio della tastiera:

netsh wlan show profile name=”WiFi-Profile” key=clear

5.Individua adesso l’intestazione Impostazioni sicurezza: la password Wi-Fi del router di casa è mostrata accanto alla voce Contenuto chiave.

Una volta che hai individuato la password vale lo stesso discorso fatto in precedenza.

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Linguaggio naturale per la cronologia di Edge

Microsoft rilascia Edge Dev 103.0.1253, aggiunta la possibilità di fare ricerche nella cronologia con linguaggio naturale.

Il colosso di Redmond si appresta a rilasciare la versione 102 di Edge in variante Stable e sotto forma di Beta. Ma nel frattempo rilascia la versione 103 del browser per il canale Dev, pronta per i primi test di verifica. Quest’ultima comprende una nuova e interessante funzionalità grazie alla quale fare ricerche all’interno della cronologia diventa decisamente più semplice.

Microsoft Edge Dev 103.0.1253.0: linguaggio naturale per cercare nella cronologia

Più precisamente, Edge Dev in versione 103.0.1253.0. Questo, difatti è un aggiornamento relativamente minore del browser di casa Microsoft, introduce la possibilità di effettuare ricerche con linguaggio naturale tra la cronologia. Per fare un esempio pratico, in questo modo, è possibile accedere alla sezione relativa alla cronologia di Edge e digitare qualcosa del tipo “YouTube della scorsa settimana”. Questo farà sì che Edge recuperi i contenuti visti su YouTube la settimana precedente, appunto.

Linguaggio naturale per la cronologia di Edge

Ma le novità non finiscono certo qui. Tra quelle che Edge porta in dote non possiamo non menzionare l’introduzione della possibilità di aggiungere un pin ai siti Internet installati come app alla barra delle applicazioni. Così facendo si agisce direttamente dai loro menu e non solo. Così implementiamo un nuovo criterio di gestione per impostare la modalità che controlla se il livello di zoom del browser tiene conto della scala di visualizzazione corrente come Internet Explorer.

Non mancano poi tutta una serie di miglioramenti in fatto di affidabilità. Tutto questo ovviamente al fine di risolvere eventuali crash di avvio, arresti anomali ecc. Inoltre, correzioni di problemi noti, come quelli relativi alle difficoltà nel visualizzare i filmati su YouTube dopo aver impostato l’uso di un’estensione per il blocco degli annunci pubblicitari.

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Maps più interattiva nelle ricerche di Google

Nelle ricerche di Google, ora la mappa sfogliabile di Google maps diventa più interattiva e le ricerche si fanno più accurate.

Una volta c’erano i 10 link blu. Così era descritta la pagina delle SERP, ossia i risultati che Google offre quando si compone una query sul motore di ricerca. Nel tempo la pagina si è arricchita di dettagli e di funzioni, con la finalità ultima di servire in modo sempre più preciso l’intenzione di ricerca dell’utente.


Indice

Novità Google

In queste ore un piccolo interessante dettaglio si aggiunge alla sequela di evoluzioni vissute in questi anni: le mappe di Google Maps diventano parte integrante e interattive delle risposte legate a ricerche geolocalizzate. Le mappe c’erano da tempo, ma non così come accade oggi, su alcune query, per accompagnare la ricerca e l’incontro con le informazioni desiderate.

Quando si cerca una attività in un dato luogo, per esempio cerchiamo bar zona Colosseo, solitamente si ottiene sulla pagina dove abbiamo effettuato la ricerca una mappa. Questa, una volta cliccata, rimanda a Google Maps per gli approfondimenti, otterremo tutte le info e link sui bar in zona Colosseo. A questa informazione sono aggiunti una serie di link, recensioni e altre informazioni utili a trovare la pagina più utile per le proprie necessità. Ora invece la mappa si arricchisce e diventa “viva”, sfogliabile, interattiva ed utilizzabile in modo diretto.

SERP interattiva

La novità, apparentemente di poco conto, può invece avere un impatto importante sull’esperienza di ricerca e sul percorso degli utenti. Se prima il click sulla mappa era una opzione paritetica e alternativa ai link, ora la mappa assume invece un’importanza aggiuntiva. Infatti, con il mouse o con le dita, si può trascinare la mappa stessa, usare lo zoom, ingrandire, cliccare, approfondire. La ricerca, insomma, per molti versi potrebbe esaurirsi sulla mappa stessa, senza necessità di proseguire con ricerche ulteriori su altri link indicizzati.

ricerche google

Inevitabilmente questa cosa avrà un impatto importante su certi tipi di query e sarà oltremodo importante per quelle attività commerciali che vogliono farsi trovare online. Al posizionamento organico e all’adv, infatti, si affianca ora l’importanza di essere ben descritti e raggiungibili sulle mappe. L’evoluzione della SEO passa quindi necessariamente anche per questo aspetto. Attraverso mappe “embed” che turisti, professionisti e clienti effettueranno milioni e milioni di volte per cercare luoghi, uffici, hotel, bar, ristoranti e quant’altro.

Una query nella query

Molti non noteranno questa novità perché l’impatto visivo sulla pagina è identico a quello precedente. Invece la novità è sostanziale (soprattutto per chi studia e opera in ambito SEO). Quel che prima si poteva soltanto cliccare, ora si sposta, si sottopone a zoom, si naviga e diventa query nella query per arrivare più rapidamente al risultato ambito.

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Come funziona un server?

Sentiamo parlare ormai quotidianamente di server e client, ma cos’è un server e come funziona?

Vuoi creare un sito web e metterlo online o semplicemente migliorare le prestazioni del tuo sito già disponibile su internet? Molto probabilmente, se hai cercato consigli su come velocizzare un sito internet, senza dubbio avrai letto che l’uso di un server dedicato è in molti casi risolutivo per ottenere il massimo delle prestazioni da un sito internet.

Se questa è la prima volta che senti parlare di server, in questa guida ti spiego cos’è un server e qual è la definizione esatta. Inoltre, ti spiegherò come funziona un web server, come scegliere i migliori. Vedrai anche come trasformare il nostro computer in un server in grado di ospitare un sito web accessibile da qualsiasi parte del mondo.

Indice

Definizione

La definizione di server da informatici è:

Il server (servitore in inglese) è un elemento informatico e delle telecomunicazioni che elabora e gestisce le informazioni su una rete, restituendole a tutti coloro che ne fanno richiesta (clients).

La definizione per i non informatici:

Il server è gestore virtuale delle informazioni che stanno su una rete. Quindi, quando accendi il è pc e fai una ricerca su Google i risultati che vedi vengono restituiti da un server web. Quando entri all’interno di un sito web per esempio, tutte le informazioni contenute all’interno delle pagine fanno ad un server.

Tue ne fai richiesta quando apri la pagine e il server ti restituisce il risultato.

Di fatto questo processo avviene in modo automatico, di conseguenza l’utente non ne ha la percezione. Vediamo insieme che cos’è e come funziona un server, le differenze tra server e hosting e le tipologie di server più comuni.

Possiamo quindi dire che un server altro non è che un computer che ha il compito di elaborare e gestire il flusso dei dati richiesti da altri utenti connessi in rete – chiamati clients, cioè clienti – all’interno di una rete privata locale o su internet. In alcuni casi, viene anche chiamato host. Il termine server deriva dall’inglese to serve, che significa appunto serviente o servitore e risponde esattamente al suo ruolo svolto in rete. In pratica servire i dati o le pagine web richieste dagli utenti o visitatori. Quando parliamo di web server, invece, intendiamo server accessibili attraverso internet che ospitano siti web o servizi cloud.

Server: che cos’è fisicamente

Quando si parla di server in realtà ci si può riferire a più elementi informatici:

  • Al computer, cioè alla macchina fisica (hardware) che viene utilizzato per fornire informazioni ad altri computer.
  • Al software (programma) che permette di restituire le informazioni, utile al fine di compiere un processo (di seguito ti spiego meglio).

Hardware vs software: il primo è tutto ciò che si può fisicamente toccare, il secondo è il programma che consente alla macchina di fare i suoi compiti.

Per ricordarti di questo ti basta fare il giochetto della traduzione inglese e pensare che hard vuol dire duro, che quindi puoi toccare.

Server e hosting: differenze

Spesso quando ci si approccia per la prima volta a creare un sito web e ad aprire un blog sorgono spontanee delle domande come: qual è la differenza tra un server e un hosting.

Un server è l’elemento fisico su cui sono gestite le informazioni, mentre l’hosting è lo spazio virtuale che contiene i dati.

Per intenderci meglio ti spiego come avviene il funzionamento della gestione dei contenuti all’interno di un sito web. Facciamo l’esempio di questo articolo che sto scrivendo e che quindi se stai leggendo ho già pubblicato nel mio blog.

Questa pagina è contenuta nel mio hosting condiviso di Aruba (puoi cliccare qui per dargli un’occhiata). Cioè uno spazio a pagamento annuale e che è “allocato” su un server. Questo vuol dire che al momento un unico server contiene diversi siti web e quindi diversi spazi virtuali intestati ai vari proprietari.

Il server è il computer che ti restituisce questo contenuto nel momento in cui apri questo sito. L’hosting è invece lo spazio virtuale su cui si trova. Nel web spesso questi due termini vengono considerati sinonimi, anche se per essere precisi non lo sono.

Di solito chi ha bisogno di un hosting?

Di solito tutti coloro che vogliono avere uno spazio in cui promuovere le proprie attività o semplicemente esprimere la propria opinione in merito ad un argomento, come:

  • Liberi professionisti
  • Aspiranti blogger
  • Piccole e medie imprese

Oggi è diventato molto più semplice avere uno spazio personale e gestirlo in autonomia.

Server: come funziona

Il server funziona grazie ad una rete di computer che si rifanno al modello client-server. Cioè un computer o più di uno fa una richiesta e un altro (il server) gli dà il risultato. Di solito lo schema è 1 computer server verso diversi computer clients.

Cos’è un server?

Tipologie di server

In questo specifico articolo tratteremo dettagliatamente l’argomento server web. Questi altro non sono che server che ci consentono di fare richiesta e visitare i siti web recuperando così le informazioni che più ci interessano in quel momento. Ma come avrai immaginato esistono vari tipi di server.

  • Web server: questa tipologia è la più conosciuta e comune ed è quella che ti permette di accedere alle informazioni sul web. Un web server salava le informazioni, le elabora e le consegna ai client che le richiedono. Esistono varie tipologie di web server come Apache e Nginx.
  • DNS server: il domain name server è molto importante perché viene utilizzato per convertire un indirizzo IP nel nome di dominio, così che tu possa utilizzare enjoysystem.it invece che una serie di numeri che non ricorderesti mai.
  • Database server: si tratta di un server che permette di gestire banche dati, può essere ospitato su un hardware dedicato oppure su un semplice computer. Un esempio famoso è il database mySQL utilizzato dai siti web in WordPress.
  • File server: è un server che consente agli utenti di accedere ai file presenti un altro computer (il server), così da facilitare la comunicazione tra i vari computer.
  • Email server: è un programma che utilizziamo praticamente tutti ogni giorno e serve a ricevere e smaltire tutti i messaggi di posta elettronica comunicando con il client di posta che li riceve (il programma che hai installato sul tuo pc).
  • Proxy server: questo è il tipo di server un po’ più anomalo, nel senso che rispetto agli altri che hanno una funzione precisa questo fa da intermediario. Un esempio sono i sistemi di cache che permettono di conservare una copia del sito web così da farla caricare più velocemente nel computer client.

Come funziona un web server?

Per fare un esempio pratico di come funziona un server, posso spiegarti in maniera semplice cosa accade mentre visitiamo una pagina web.

Quando usiamo il computer, uno smartphone o tablet – in questo caso client – per navigare in internet, nel momento in cui apriamo una pagina internet stiamo richiedendo al server di fornirci tutti i dati – immagini, pagine HTML ed altre informazioni – utili per visualizzare la pagina web, video o altro contenuto direttamente sullo schermo del nostro device. In pochi secondi, il web server sarà in grado di elaborare la richiesta e inviare i dati al client che effettuerà il rendering dei dati ricevuti, mostrandoli sul display.

web server

Ovviamente, per funzionare correttamente, un server necessità di componenti hardware – come CPU, RAM, hard disk e schede di rete. Inoltre necessita anche di software – sistema operativo Windows, Linux, centOS e altre componenti come cPanel o Plesk – in grado di farci configurare la macchine, effettuare queste elaborazioni e restare attivi ininterrottamente, anche per diversi anni. Maggiori saranno le risorse a disposizione, migliori saranno le prestazioni del server e dei siti ospitati.

Differenza tra server e client

La differenza tra server e client sta nel fatto che il server mette a disposizione un servizio che verrà usufruito da uno o più client, di conseguenza si potrebbe definire il fornitore del servizio. Per accedere al servizio/informazioni il client deve conoscere l’indirizzo ip del server. Questo nel caso dei siti web in realtà non lo vedi in modo diretto, perché mascherato dal nome dominio (DNS).

La funzione principale di un server è dunque quella di farti ottenere delle informazioni sulla tuo dispositivo, quest’ultimo definito appunto client.

Quanti tipologie di web server esistono?

Ovviamente, esistono varie tipologie di server da usare a seconda dello scopo che dobbiamo raggiungere. Escludendo le differenze strutturali dei server (che possono essere di tipo tower, rack o blade), osserviamo quelle che sono le differenze funzionali:

Web Server

Un server web comunica con i suoi client tramite protocollo HTTP, o ancora meglio, HTTPS. Questa tipologia è solitamente usata per ospitare siti internet e servizi accessibili tramite web. L’host quindi, invia dati in grado di essere interpretati e generati dai browser più comuni come Chrome, Firefox, Safari, Opera e Internet Explorer.

Mail Server

Anziché HTTPS, questo server sfrutta il protocollo Simple Mail Transfer Protocol, anche detto SMTP. È composto da moduli in grado di inviare, ricevere e quindi gestire messaggi di posta elettronica tramite webmail o client come Outlook, Mail o Thunderbird.

DNS Server

Sono utili per assegnare un nome di dominio a un web server presente in rete. I DNS – Domain Name System – sono importanti per convertire un indirizzo IP in un dominio, che viene solitamente digitato direttamente nella barra degli indirizzi del browser.

Game Server

È un tipo di server configurato e ottimizzato appositamente per consentire l’esecuzione di giochi online multiutente. Si tratta quindi di macchine dotate di numerose risorse hardware ad alte prestazioni affinché l’interazione tra i giocatori possa avvenire in maniera sincrona e con tempi di latenza impercettibili.

Proxy Server

Questo tipo di server è un intermediario tra le richieste che provengono dalla rete e l’indirizzo IP del server stesso. Le funzionalità di un server proxy sono molteplici, tra le più comuni, quelle che consentono di rendere anonimo un indirizzo internet o filtrare gli accessi.

Database Server

Sono computer utili per consentire l’accesso e la gestione di database. Nel caso di WordPress, ad esempio, dobbiamo necessariamente possedere un server database che sarà fornirà dati ogni volta che un visitatore arriverà sul nostro sito e vorrà visitare determinati contenuti.

File Server

Infine, se senti parlare di FTP (File Transfer Protocol), FTPS (FTP over SSL), SFTP (Secure File Transfer Protocol) o SCP (Secure Copy), si intendono i protocolli di trasferimento dei file server. Computer che hanno lo scopo di archiviare file e renderli consultabili da qualsiasi computer in rete autorizzato all’accesso. In parole semplici, i server di questo tipo sono spesso usati per fare backup in tempo reale di tutti i computer presenti in rete o per configurare un PC come se fosse un hard disk condiviso tra più computer.

Trasformare un computer in server: si può?

Assolutamente si! Anche un normale computer che possediamo a casa può essere trasformato in un server web ma, ovviamente, nel momento in cui lo spegneremo, il sito internet o gli altri servizi hostati dal server non saranno più accessibili dagli altri dispositivi in rete. Per questo motivo è sempre più conveniente acquistare un server condiviso o dedicato.

Inoltre, per un uso sicuro e funzionale di un server web, è necessario conoscere nozioni tecniche avanzate per configurarlo in maniera corretta. Queste sono operazioni non semplici da eseguire.

Qual è il server migliore per le nostre esigenze

Definito cos’è un server, come funziona e quali sono i tipi di server più diffusi, è bene sapere qual è il server migliore per le nostre esigenze.

Sono i provider di hosting (come Aruba, SiteGround, NetSons, OVH, VHosting e tanti altri) ad offrirci soluzioni server di ogni tipo a seconda dell’uso che dobbiamo farne; riguardo i costi: si parte da poche decine di euro all’anno fino a diverse centinaia mensili, in base alla configurazione scelta e ai servizi accessori inclusi nel servizio.

Poiché quando parliamo di server, parliamo anche di hosting, ti consiglio di dare un’occhiata alla guida su cos’è un hosting per saperne di più in base all’obiettivo che vuoi raggiungere, ma in linea di massima, puoi considerare queste indicazioni.

Scegli un server condiviso se vuoi pubblicare un sito internet amatoriale, vuoi semplicemente testare un progetto online e non hai particolari esigenze in termini di prestazioni; tuttavia, a seconda del provider, gli hosting condivisi sono più che sufficienti per supportare diverse migliaia di accessi ogni giorno a prezzi molto bassi.

Dovrai necessariamente optare per un server dedicato se vuoi che le risorse disponili sulla macchina siano utilizzabili solo ed esclusivamente dai tuoi siti internet o servizi hostati sul server: in questo caso, la soluzione sarà nettamente più costosa ma avrai la possibilità di configurare l’hardware e il software come preferisci.

Infine, negli ultimi anni, sono stati introdotti i server cloud e VPS: server condivisi ma con risorse virtuali dedicate. Molto meno costosi rispetto alle soluzioni totalmente dedicate, sono un buon compromesso per ottenere prestazioni di qualità a prezzi contenuti.

Conclusioni

Spero che questa guida completa ai server sia stata utile per farti conoscere meglio questa branca dell’informatica e in particolare quella relativa agli hosting e alla pubblicazione dei siti web. Non ti resta che dare un’occhiata alla soluzioni offerte dai vari provider e scegliere quella con il miglior rapporto qualità prezzo a seconda del tuo scopo.

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WiFi 7: tutto quello che c’è da sapere

Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo Wi-Fi 7, la nuova tecnologia per connessioni wireless che offrirà una maggiore velocità di connessione e minore latenza.

Indice

Tra i prossimi traguardi tecnologi c’è il Wi-Fi 7. Secondo il gruppo di lavoro IEEE, la nuova tecnologia renderà più performante la connessione a internet. Soprattutto se impiegata per la Realtà Virtuale (VR), la Realtà Aumentata (AR), i videogiochi e lo smart working.

Tra i principali benefici del Wi-Fi 7 vi è una maggiore velocità di connessione e una diminuzione della latenza. Ossia il tempo che intercorre fra input e output per portare a termine il trasferimento delle informazioni. Una serie di migliorie che, secondo alcuni esperti, renderebbe la connessione senza fili persino più performante rispetto a quella via cavo ethernet.

Le caratteristiche principali del WiFi 7

WiFi

Per ottenere queste prestazioni, il Wi-Fi 7 ricorre alla tecnologia multi-link, che abbassa la latenza in ambienti sovraffollati. In altre parole, si avranno tre canali di supporto: uno dotato di banda bassa a 2,4 GHz, gli altri due dotati di bande alte a 5 e 6 GHz. I canali si alterneranno tra loro in base alla disponibilità, in questo modo si eviterà una congestione di dati e, di conseguenza, un aumento della latenza. Per quanto riguarda la velocità di connessione, il Wi-Fi 7 può contare su una banda larga a 320 MHz. Il doppio rispetto a quanto visto finora con il Wi-Fi 6, la cui diffusione è recente.

Per capire: la versione migliorata, detta Wi-Fi 6E, è supportata al momento da dispositivi come l’ultimo smartphone messo in commercio da Samsung, l’S22 Galaxy Ultra. Tra le altre peculiarità del WiFi 7 vi è il Preamble Puncturing, un processo automatico che amplia i canali, anche in presenza di interferenze. Questo succede perché la nuova connessione è in grado di unire due canali, anche a MHz differenti, per ottenerne uno di maggiore portata.

Metaverso e VR

meta

La pandemia ha dimostrato quanto sia centrale nella società attuale la connessione a internet. Nel pieno dell’era del metaverso, che porta con sé una progressiva diffusione di VR, AR, smart working, cloud gaming e così via, diventa fondamentale dotare l’utenza di una rete senza fili sempre più potente e veloce.

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Ecco il cloud con pagamento una tantum

Cerchi uno spazio di archiviazione cloud, che sia tuo per sempre? Ecco la migliore offerta disponibile: PCloud, il servizio di cloud senza abbonamento, pagamento una tantum.

Sei alla ricerca di uno spazio d’archiviazione senza abbonamento? La soluzione esiste, e si chiama pCloud. Questo servizio offre, infatti, spazi d’archiviazione cloud a vita: ciò significa che basta un pagamento una tantum e lo spazio sarà tuo, per sempre. Potrai caricarci qualunque cosa desideri, fotografie, video, brani oppure documenti.

Un bel risparmio, se paragonato alle altre piattaforme che offrono – però – solamente servizi in abbonamento, vincolandoti così ad una spesa che dovrai sostenere per molto tempo se vuoi continuare ad accedere ai tuoi file. PCloud offre due piani, attualmente in offerta: quello Premium da 500 GB è in sconto a 175 euro (invece di 500), mentre il Premium Plus da ben 2 TB lo pagherai solamente 350 euro, ben il 64% in meno rispetto al prezzo originale di 980 euro. A rendere pCloud uno dei migliori servizi sono, però, anche i numerosi vantaggi che offre: diamo un’occhiata.

PCloud: salva direttamente da web a cloud in un solo click

pcloud

Una funzione davvero interessante è pCloud Save, che ti permette di salvare qualsiasi file dal web direttamente sul tuo spazio di archiviazione. Navigando in internet ti sei mai imbattuto in un articolo, un’immagine o un post social interessante, ma che non hai il tempo di leggere subito? Grazie a pCloud basta un click per salvare qualsiasi cosa in rete direttamente sul tuo account, per poi magari rivederla più tardi da qualsiasi dispositivo e condividerli con chiunque tu voglia. L’operazione è davvero semplice ed intuitiva e funziona attraverso una piccola estensione browser da scaricare direttamente dal sito web di pCloud (ovviamente se hai già acquistato il servizio).

Spazio d’archiviazione cloud senza abbonamento

Il servizio offerto da pCloud è compatibile con Windows, macOS, Linux, Android, iOS e via web. Il vantaggio principale è che ogni dispositivo viene sincronizzato automaticamente con l’archivio cloud, in modo tale da accedere più facilmente ai tuoi file e in qualsiasi momento. La sicurezza di ogni file caricato è garantita da protocollo TLS/SSL e a tutti viene applicata crittografia 256-bit AES. Altra interessante funzione è la media gallery con player integrato, che possiamo usare per vedere video oppure ascoltare musica direttamente dallo spazio di archiviazione, senza doverlo scaricare sul dispositivo.

Le funzionalità di pCloud però non finiscono qui. Per dare un’occhiata più approfondita al servizio ti consigliamo di accedere alla pagina ufficiale, dove potrai anche valutare l’acquisto del piano più adatto alle tue esigenze. Ricordiamo che il piano Premium da 500 GB è in offerta a 175 euro, mentre il Premium Plus da 2 TB a soli 350 euro. Entrambi i pagamenti del servizio in cloud sono da considerarsi una tantum, dal momento che pCloud non è un servizio in abbonamento bensì lifetime.

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Cambio di residenza online

Da domani 1 febbraio una novità nel campo dell Pubblica Amministrazione in particolare sarà possibile effettuare un cambio di residenza online, vediamo come.

Un ulteriore passo in avanti è stato fatto da parte della Pubblica Amministrazione, che fornisce un nuovo servizio digitale aperto ai cittadini, facilitandone per quanto riguarda i servizi anagrafici, alcune operazioni. Si tratta del cambio di residenza online, accessibile da remoto a chiunque, in forma digitale. Per piccola che possa essere la novità, è un balzo enorme rispetto al passato, praticamente una rivoluzione in campo digitale.

La residenza si cambia online

Il 1 febbraio è l’inizio della prima fase di applicazione, della durata di circa due mesi ed esteso ai primi comuni abilitati (prima di un rollout generale alla totalità dei comuni italiani). Il nuovo sistema consentirà sostanzialmente di:

Cambio di residenza online
  • cambiare residenza online per il trasferimento da un qualsiasi comune, o dall’estero per i cittadini italiani iscritti all’AIRE, verso uno dei comuni coinvolti;
  • cambiare abitazione nell’ambito di uno dei comuni aderenti.

Questi i comuni immediatamente abilitati (individuati d’intesa tra Ministero dell’Innovazione e ANCI):

  • Alessandria
  • Altamura
  • Bagnacavallo
  • Bari
  • Bergamo
  • Bologna
  • Brescia
  • Carbonia
  • Castel San Pietro Terme
  • Cesena
  • Cuneo
  • Firenze
  • Forlì
  • Laives
  • Latina
  • Lecco
  • Lierna
  • Livorno
  • Oristano
  • Pesaro
  • Potenza
  • Prato
  • Rosignano Marittimo
  • San Lazzaro di Savena
  • San Severino Marche
  • Teramo
  • Trani
  • Treia
  • Trento
  • Valsamoggia
  • Venezia

I comuni interessati, supportati da Sogei, potranno gestire le dichiarazioni online sia utilizzando l’applicazione web messa a disposizione da ANPR, sia attraverso i propri applicativi gestionali, una volta aggiornati con le integrazioni richieste e necessarie.

Anpr, il progetto

l 18 gennaio 2022 si è completato il percorso che ha portato tutti i comuni italiani dentro l’Anagrafe Nazionale: i dati di 67 milioni di italiani sono ora in una banca dati unica, sicura e digitale.

I cittadini residenti nei 7.903 comuni del Paese e quelli all’estero iscritti all’AIRE possono inoltre verificare e chiedere l’eventuale correzione dei propri dati anagrafici online. Dal 15 novembre 2021, inoltre, possono scaricare 14 diversi certificati digitali in modo autonomo e gratuito.

ANPR è un progetto del Ministero dell’Interno la cui realizzazione è affidata a Sogei, partner tecnologico dell’amministrazione economico-finanziaria, che ha curato anche lo sviluppo del nuovo portale. Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, inoltre, è titolare del coordinamento tecnico-operativo dell’iniziativa.

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Riconoscere un sito falso

Quante volte hai aperto un link con il dubbio che fosse falso? Da ora puoi capire come riconoscere un sito falso con pochi e semplici passaggi! Vediamo insieme come fare.

Controllare il tipo di connessione e il dominio

Controllare il tipo di connessione e il nome di un sito è uno dei primi accorgimenti che devi adottare se vuoi riconoscere un sito falso. Potrebbe sembrare “banale” come consiglio ma le statistiche riguardanti le truffe perpetrate online dimostrano che in realtà una grossa fetta di utenti non vi presti molta attenzione.

Accertarti, quindi, che i siti che visiti, soprattutto quando fai acquisti online e/o a rilasciare informazioni personali sul tuo conto, utilizzino il protocollo HTTPS, il quale indica la presenza di una connessione sicura.

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Come puoi verificare questa informazione? basta dare un’occhiata alla barra degli indirizzi del browser in uso, nella quale dovrebbe essere raffigurato un lucchetto verde serrato accanto al nome del sito Web e la dicitura https:// prima del suo dominio.

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Oltre a controllare il tipo di connessione di un sito, ti consiglio di prestare attenzione anche al suo nome di dominio.

In quanto, a volte i truffatori, soprattutto chi diffonde le fake news, usano nomi di dominio molto simili a quelli di siti autorevoli, magari cambiano una lettera o inseriscono un numero, riuscendo molto spesso a ingannare l’utente che non si accorge dell’accaduto.

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Verificare la Web Reputation

Verificare la Web Reputation di un sito, ovvero la reputazione che gli utenti del Web hanno rilasciato, può aiutarti a riconoscere un sito falso da uno autentico.

Fare una semplice ricerca su Google per scoprire la reputazione di un sito Web è un’operazione alquanto semplice ma allo stesso tempo efficace per quanto riguarda l’individuazione di un sito Web falso.

Collegati alla home page del motore di ricerca, scrivi nella barra di ricerca il nome del sito seguito dal termine opinioni oppure recensioni (es. enjoysistem.it opinioni o enjoysystem.it recensioni) e clicca invio.

Anche i social network possono essere molto utili per verificare la reputazione di un sito.

Se il sito che vuoi esaminare ha una pagina Facebook ufficiale, collegandoti a quest’ultima e analizzando la sezione commenti, potrai rilevare la presenza di lamentele o denunce circa eventuali disservizi rilevati dagli utenti.

Ora sarai in grado di capire se un sito è falso.

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Connessione LTE, cosa significa?

Molti di coloro che hanno uno smartphone ed un’offerta internet associata avranno sicuramente sentito parlare di connessione LTE, ma cerchiamo di analizzare nello specifico cosa significa e di cosa si tratta.

Che cosa significa connessione LTE?

Questo termine è ormai entrato nella quotidianità di moltissime persone ma non tutti sanno che si tratta dell’acronimo di Standard Long Term Evolution. La connessione LTE è il tipo di rete che tutti utilizziamo abitualmente. Conosciuta anche come 4G. si tratta dell’evoluzione della rete mobile dopo il 3G e il 3G+ (UMTS, HSPA e HSPA+) che consente di avere delle prestazioni decisamente più alte rispetto alle precedenti.

Grazie alla connessione LTE è possibile raggiungere delle velocità davvero alte sia in download che in upload. Infatti con il 4G standard la velocità teorica è di 100Mbps in download e di 50 Mbps in upload. In seguito, grazie agli sviluppi successivi e con l’approdo del 4G+ (che ha preso il nome di LTE Advanced), la banda larga mobile consente di raggiungere velocità massime di oltre 400 Mbps. Successivamente alcune compagnie hanno lanciato le nuove connessioni 4,5G che rappresentano la connessione a cavallo tra la 4G e la futura connessione 5G che potrà raggiungere gli 800 Mbps in download.

Tutto quello che bisogna sapere sulla LTE

La connessione LTE come detto è la quarta generazione tecnologica per la trasmissione dei dati sulle reti cellulari. Parlando in termini di velocità vediamo che la connessione LTE, rispetto alla 3G/HSPA è fino a cinque volte più veloce. Con il 3G infatti si arrivavano a scaricare 5,7 Mbit al secondo mentre con il 4G/LTE la velocità di download massima è di 100 Mbit al secondo. Ovviamente sulla velocità effettiva incide la capacità della rete offerta dai singoli operatori telefonici.

La connessione LTE ha numerosi vantaggi, ad oggi è infatti la connessione più rapida ed immediata, senza interruzioni. Questo sistema consente di guardare video in streaming senza tempi di attesa, anche in alta definizione HD. Inoltre consente di scaricare file di grandi dimensioni senza che sia necessario attendere troppo tempo per completare l’operazione.

Connessione LTE

Oltre ai vantaggi di velocità in download bisogna segnalare anche la possibilità di caricare file come video, foto od altri contenuti più “pesanti”. LTE può funzionare su differenti bande di frequenza. La banda di frequenza 800 MHz è derivata dagli ex canali televisivi UHF 61-69 che occupavano la banda da 790 a 862 MHz che si sono liberate durante il passaggio al digitale terrestre di tutti gli stati che fanno parte dell’Unione Europea.

OFDM

La tecnologia LTE sfrutta delle tecnologie che gli consentono di avere una maggiore efficienza spettrale. In particolare parliamo di OFDM (Orthogonal Frequency-Division Multiplexing) che consente di ottenere elevati data rate pur mantenendo un alto livello di robustezza contro le interferenze. Un’altra tecnologia sfruttata da LTE è MIMO (Multiple-Input Multiple-Output) che è uno dei problemi principali dei sistemi di telecomunicazioni precedenti relativo ai cammini multipli. Questo grazie alla presenza di oggetti o di palazzi che provocano una riflessione dei segnali.

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