Tag: ipad

Consulenza, Database

Tablet: guida all’acquisto

Tablet: guida all’acquisto. Il miglior tablet in senso assoluto non esiste: bisogna scegliere il tablet più adatto alle proprie esigenze, e per questo bisogna tener conto di numerose caratteristiche tecniche. Vediamo insieme quali sono.

Display

display

Le dimensioni standard dei tablet sono 7″, 8″ e 10″.

La scelta fra essi va fatta in base alle proprie necessità: se si ha bisogno di un dispositivo estremamente leggero e maneggevole da usare principalmente fuori casa, sono da prediligere i tablet da 7 o 8 pollici.

Uno schermo così piccolo, però, riduce la leggibilità delle scritte, rende meno godibile la visione dei video e non offre un gran comfort per la digitazione prolungata di testi.

I tablet da 10″ sono quelli che offrono il miglior rapporto fra compattezza e comodità:

non sono eccessivamente ingombranti, permettono di lavorare abbastanza agevolmente e offrono un’eccellente esperienza multimediale.

Infine ci sono dei tablet da oltre 10 pollici (es. 12″) che si possono associare a delle basi o delle cover con tastiera e consentono di scrivere direttamente sullo schermo grazie a delle apposite penne. Sono da considerarsi a tutti gli effetti come dei sostituti dei notebook.

Per l’aspetto tecnico, nello schermo di un tablet va valutata innanzitutto la risoluzione, cioè il numero di pixel che vengono visualizzati sullo schermo del dispositivo: più ce ne sono e più nitidi risultano i contenuti visualizzati sul device.

Ad influire sul livello di nitidezza dei contenuti a schermo c’è poi la densità di pixel che si misura in pixel per pollice (ppi) e indica, per l’appunto, il numero di punti riprodotti in ogni pollice di schermo. Anche in questo caso, maggiore è il numero di pixel riprodotti per pollice e più nitidi risultano i contenuti riprodotti sul display.

A distinguere tablet di fascia alta e tablet più economici ci può essere anche la qualità stessa del display, la sua reattività e la sua capacità di non attrarre le impronte.

Supporto 3G / 4G / 5G e funzionalità telefoniche

Supporto 3G / 4G / 5G

Se si ha bisogno di utilizzare spesso il tablet all’aperto e si necessita di una connessione a Internet sempre attiva, ti consiglio i tablet con supporto 3G o LTE.

I tablet con supporto 4G/LTE, a seconda della categoria di LTE supportata, possono navigare a velocità differenti sulla rete dati. Se vuoi sfruttare al massimo le potenzialità delle reti 4G più recenti, acquista un tablet con supporto LTE di categoria 6 o superiore, in questo modo potrai navigare fino a 300Mbps in download.

Memoria interna, espansione e porte

memoria

I tablet possono essere equipaggiati con una memoria “fissa” o espandibile.

I device dotati di memoria espandibile si differenziano da quelli con memoria “fissa” per il fatto che consentono di archiviare app, foto, video e altri dati su delle schede di memoria esterne.

Se si ha intenzione di installare molte app e/o di archiviare molti video, bisogna acquistare un tablet con abbastanza memoria interna o con il supporto alle schede di memoria esterne.

Bisogna considerare che dal valore nominale della memoria del tablet (es. 32GB) vanno sottratti i GB di spazio occupati dal sistema operativo e dalle app che si trovano preinstallate sul device.

Un’altra caratteristica alla quale bisogna prestare particolare attenzione è la dotazione di porte di cui dispone il tablet.

Gli iPad di Apple, ad esempio, sono dotati della sola porta Lightning che permette di ricaricare il dispositivo, di collegarlo al computer e, tramite appositi adattatori, di collegarlo al televisore o ad accessori per il trasferimento dei dati (es. chiavette USB create ad hoc per i dispositivi iOS).

Molti tablet Android e Windows sono invece dotati di porte (Micro/Mini)USB e di porte Micro/MiniHDMI che consentono il collegamento diretto a dispositivi di memorizzazione esterni, a televisori o a monitor.

Per quanto riguarda le porte USB, bisogna tenere in considerazione il supporto alla tecnologia OTG, mediante la quale è possibile utilizzare chiavette, hard disk, tastiere, mouse e altri dispositivi USB sul tablet.

CPU, RAM e batteria

batteria

Prima di acquistare un nuovo tablet sarebbe bene informarsi sulle prestazioni di CPU e RAM.

La CPU, cioè il processore, è quella che determina la velocità con cui il device riesce ad eseguire applicazioni, processi di sistema e giochi; la RAM è quella che permette di eseguire più applicazioni e giochi contemporaneamente senza rallentamenti.

I dispositivi iOS hanno generalmente bisogno di meno RAM rispetto a quelli Windows e, soprattutto, quelli Android per una questione di struttura e ottimizzazione del sistema operativo.

Per quanto riguarda la batteria, l’autonomia media di un tablet è di 1-2 giorni, ma ci sono così tante variabili in gioco che bisogna esaminare device per device. Per orientarsi indicativamente sulla durata effettiva di un tablet bisogna esaminare la capacità della batteria con cui è equipaggiato (espressa in mAh).

Bisogna però tenere in considerazione il fatto che l’amperaggio di una batteria non è tutto: una batteria con amperaggio minore può durare quanto una batteria con amperaggio maggiore, se non di più, grazie a una migliore ottimizzazione del software.

Fotocamera

audio

Se sei interessato a questa funzionalità, in commercio puoi trovare tantissimi device equipaggiati con fotocamere che hanno davvero poco da invidiare a quelle dei migliori smartphone.

Per valutare le prestazioni fotografiche di un tablet non fermarti al numero di Megapixel delle fotocamere o alla presenza o meno del flash: cerca delle recensioni online e visualizza degli esempi di foto o video realizzati con il tablet interessato.

Solo in questo modo potrai scoprire le reali potenzialità fotografiche del device che intendi acquistare.

Audio

audio

I tablet sono perfetti per la fruizione di film, serie TV, musica e altri contenuti multimediali.

È dunque importante acquistare un tablet con un impianto audio soddisfacente.

Quindi, prima di effettuare un acquisto, informati circa il numero di speaker presenti sul tablet e alla qualità dell’audio che riescono a generare.

Un tablet con più speaker assicura un audio più avvolgente e un volume generalmente più alto rispetto a un tablet con un solo speaker.

Sistema operativo

sistemi operativi

Alcuni dei principali pregi e difetti di ciascuna piattaforma.

  • iOS – è il sistema operativo preinstallato nell’iPad di Apple.

È semplicissimo da utilizzare ma di contro ha una “chiusura” che non consente di personalizzarlo a fondo come Android.

Le app si possono scaricare solo dall’App Store ufficiale, ma sono tantissime e generalmente sono più ottimizzate per il formato tablet rispetto a quelle che si trovano su Android.

Gli aggiornamenti del sistema operativo arrivano al day one su tutte le versioni del dispositivo supportate da Apple.

  • Android – è la piattaforma che in ambito mobile offre la maggiore libertà d’azione all’utente.

Dispone di tantissime applicazioni che si possono scaricare sia dal Play Store ufficiale che da fonti esterne, ma questa libertà si paga con il rischio di imbattersi di tanto in tanto in dei malware.

Gli aggiornamenti del sistema operativo rilasciati da Google non arrivano al day one su tutti i dispositivi, bisogna aspettare che le varie aziende produttrici provvedano alla loro distribuzione.

  • Windows – è lo stesso sistema operativo che si trova installato sui PC, consente di eseguire sia le applicazioni Desktop tradizionali sia le Modern apps.

Consente la massima libertà d’azione all’utente e si trova spesso sui dispositivi ibridi basati su architettura x86, che da tablet possono diventare notebook grazie ad apposite basi con tastiera.

Riceve gli aggiornamenti al day one.

LEGGI ANCHE:

Contattaci
Sistemi, Smartphone, Software

Le novità del 2022

Le novità del 2022 riguardanti Smartphone, Tablet Smartwatch e desktop. In questo articolo vedremo insieme cosa ci riserverà questo 2022.

Smartphone

Le novità del 2022 partendo da Apple, scopriremo la nuova generazione degli iPhone 14 nel mese di settembre, tuttavia qualche rinnovamento potrebbe giungere già in primavera. Diverse fonti statunitensi parlano di un possibile rinnovo della linea iPhone SE, forse finalmente aggiornata con uno schermo edge-to-edge, la scomparsa del pulsante Touch ID e l’introduzione invece di Face ID.

Naturalmente, non mancheranno gli aggiornamenti per Samsung. La famiglia degli smartphone Galaxy S22 potrebbe allargarsi con tre nuovi modelli – S22, S22 Plus e S22 Ultra – e già si vocifera dell’introduzione di una fotocamera da 108 megapixel con zoom ottico da 12x per la versione più costosa dei flagship della casa sudcoreana

Novità anche per Xiomi con il nuovo Xiaomi 12 in pole position. Annunciato pochi giorni fa, lo smartphone perde la sigla “MI” e acquisisce nuove funzionalità, tra cui nuovissime fotocamere posteriori con ottiche dalle dimensioni decisamente generose e ampi sensori, per catturare quanta più luce possibile.

Nel frattempo Huawei ci riprova con il suo P50 Pocket, uno smartphone pieghevole presentato qualche settimana fa, un device che probabilmente entrerà in diretta competizione con il Galaxy Z Flip 3 di Samsung.

dispositivi

Smartwatch

Il 2022 potrebbe essere l’anno giusto per il lancio del primo Pixel Watch di Google.

Al momento non vi sono particolari conferme ma, se dovesse mai arrivare, entrerà in competizione con Apple Watch.

Apple ci regalerà il prossimo settembre la Series 8: gli amanti di questi Smartwatch sperano in un design diverso ma non traspare ancora nulla.

Anche Xiaomi Amazfit dovrebbero presentare vari aggiornamenti dei loro dispositivi, magari con i successori della serie GTR 3 e GTR 3 Pro. Nel frattempo, in molti si domandano se anche Amazon non sia ormai pronta a entrare in questo settore.

dispositivi

Tablet

Apple rinnoverà la linea degli iPad Pro – forse con l’introduzione del chipset M2 che si vedranno sui MacBook Air.

La versione “economica” del tablet dovrebbe finalmente vedere un re design, per renderlo più simile all’ iPad Air, e anche un processore più generoso. Forse un A14 o un A15 Bionic.

dispositivi

Desktop

Apple nella prossima primavera presenterà i suoi nuovi MacBook Air. Si parla di una rinnovata e colorata, seguendo le tinte degli iMac M1 e di un rinnovato processore M2. Quest’ultimo sarà orientato all’utenza consumer e come prestazioni, dovrebbe essere inferiore rispetto ai già disponibili M1 Max e M1 Pro.

Si vocifera anche di un possibile nuovo esemplare di MacBook Pro da 13 pollici con chip M2, per offrire agli utenti una versione più economica rispetto ai MacBook Pro da 14 e 16 pollici, così come di un rinnovato iMac da 27 pollici.

contattaci
Database, Digitalizzazione, Formazione, Sistemi, Smartphone, Social media, Software, Telefonia Mobile

Novità di WhatsApp in arrivo nel 2022

Ecco le novità di WhatsApp in arrivo nel 2022 che cambieranno il funzionamento della piattaforma di messaggistica istantanea.

1 ° novità: Multi-dispositivo per tablet

La novità di WhatsApp in arrivo nel 2022 tanto attesa è il supporto per i tablet.

Con l’arrivo del multi-dispositivo gli sviluppatori hanno creato una vera e propria app dedicata a iPad e tablet Android, che non richiede di collegarsi al servizio attraverso l’interfaccia web.

In questo modo potremo collegare WhatsApp anche su iPad e tablet Android.

novità di WhatsApp

2 ° novità: Eliminare messaggi su WhatsApp in qualunque momento

Un’altra novità che potrebbe vedere la luce l’anno prossimo è la possibilità di eliminare i messaggi inviati per tutti in qualunque momento.

Ad oggi l’opzione è riservata ai messaggi appena inviati, e dopo un lasso di tempo di poco più di un’ora non si può più esercitare.

novità di WhatsApp

3 ° novità: Le Community di WhatsApp

Le Community sono un’altra novità che, probabilmente, verranno alla luce nel 2022.

Al momento sono ancora in fase di sviluppo.

Le Community sono dei maxi gruppi composti da decine di persone, all’interno dei quali i partecipanti possono creare dei sottogruppi dove potranno, a loro volta, discutere di progetti e interessi in comune.

4°novità: Nascondere informazioni sensibili a contatti specifici di WhatsApp

L’ultima novità in arrivo nel 2022 tra quelle già note o in via di sperimentazione è la possibilità di nascondere a specifici contatti le informazioni sensibili legate al proprio profilo.

Finora le opzioni per nascondere informazioni come la doppia spunta blu, l’ultimo accesso, lo stato e la foto profilo alla piattaforma sono state piuttosto generiche, in quanto permette di bloccare la ricezione di questi dati a tutti gli utenti presenti su WhatsApp o a quelli assenti dalla propria rubrica.

Presto sarà possibile specificare i numeri di telefono da escludere senza che ci sia bisogno di bloccarli o cancellarli dai numeri in memoria.

contattaci

Digitalizzazione, Hardware, Intelligenza artificiale, Sistemi, Software

Utilizzare IPad come secondo schermo

In questo articolo vedremo come utilizzare l’IPad come secondo schermo.

I monitor multipli migliorano esponenzialmente la produttività al PC quando lavoriamo. In questa guida, spiegheremo come utilizzare un iPad come secondo monitor per il tuo PC o per il tuo Mac.

E’ ovvio che un iPad non può competere con un monitor vero e proprio né in termini di dimensioni né di prezzo. Ma se disponi già di un iPad, potrai utilizzarlo come secondo schermo per il tuo portatile o del tuo PC fisso ogni volta che vorrai. Si tratta dunque di un “plus” ovvero qualcosa in più da far fare al tuo iPad.

Tutto quello che occorre è una semplice custodia capace di tenere l’iPad in posizione “Stand” ovvero in posizione più o meno verticale e un software che puoi scaricare dal sito ufficiale della software house Duet Display o dall’App Store.

Ora guarderemo insieme, passo per passo come fare.

Duet Display

Step 1: Scarica Duet Display su Computer e iPad

Per utilizzare un iPad come secondo monitor occorre innanzitutto installare il programma di cui abbiamo parlato sopra sia sull’iPad che sul PC. Potete scaricare l’applicazione per l’iPad su “App Store” e quella per il vostro Computer da quest’altro “Duet Display“.

Avrai anche bisogno di un cavo USB lightning (quello ottenuto in dotazione con l’iPad) perchè Duet Display non funziona su Wi-Fi. L’ iPad dovrà quindi rimanere vicino al tuo computer proprio come un secondo monitor rimane sempre vicino a quello principale. Ecco una foto di un cavo USB lightning.

cavo SB lightning dell'iPad

Step 2: Connetti il tuo iPad come fosse un monitor

Adesso apri il programma Duet Display sul tuo computer, e subito dopo avvia anche l’app Duet Display sul iPad.

Si apparirà questa schermata:

Schermata su iPad

Adesso collega il tu pc all’iPad tramite cavo USB lightning. In seguito l’iPad dovrebbe accendersi e mostrare già il desktop del tuo PC Windows o Mac come un secondo monitor. Ora muovi il mouse sulla destra del tuo desktop, fino a che non apparirà sullo schermo del iPad. Potrai anche toccare lo schermo del iPad per controllare il PC Windows o OS X.

Step 3: Ottimizzare visualizzazione schermo

Duet Display vede che il tuo iPad è a destra del computer, ma se lo vuoi usare a sinistra potrai modificare le impostazioni in modo che il tuo mouse funzioni correttamente.

Gli utenti Windows possono accedere a questi display facendo clic con il pulsante destro del mouse sul desktop e scegliendo “Visualizza”. Gli utenti Mac devono, invece, andare in Preferenze di Sistema > Visualizza.

Impostazioni schermo

Visualizzerai due quadrati, uno che rappresenta il monitor principale del computer e l’altro che rappresenta lo schermo del iPad.

monitor 2

Fai clic e trascina lo schermo del iPad per posizionarlo nella posizione desiderata. Nella foto sottostante possiamo vedere che l’iPad è stato impostato a sinistra del pc.

contattaci
Cloud Computing, Formazione, Smartphone, Tech, Telefonia Mobile

Trasferire il contenuto del vecchio iPhone nel nuovo iPhone 13

Con iOS 15 esiste una nuova opzione che permette agli utenti di ottenere uno spazio illimitato su iCloud per 21 giorni, nel quale si potrà effettuare il backup del contenuto del vecchio iPhone per poi trasferirlo nel nuovo iPhone 13

Avete acquistato un nuovo iPhone? Se la risposta è affermativa, non appena arriverà a casa vostra avrete la necessità di trasferire tutto il contenuto del vecchio smartphone in quello nuovo. Quest’operazione è molto semplice da svolgere:

  1. Bisogna effettuare un backup del primo dispositivo
  2. E poi ripristinare lo stesso backup nel dispositivo più recente.

Esistono due modi per fare il backup: il primo è attraverso iTunes, che richiede un computer, ed il secondo è attraverso iCloud che ha il vantaggio di poter essere eseguito direttamente dal dispositivo (il vecchio iPhone).

Apple, nel tempo, ha cercato di eliminare la necessità di un computer e quest’anno, con iOS 15, è stata introdotta una novità davvero molto interessante per favorire i backup su iCloud ed il successivo ripristino degli stessi sul nuovo telefono.

21 giorni di spazio illimitato

Come saprete, iCloud offre gratuitamente soltanto 5GB di spazio e nel 99% dei casi questa memoria non è lontanamente sufficiente per salvare un backup dell’intero telefono.

Come dicevamo prima, iOS 15 porta una bella novità che consiste nell’upgrade gratuito del vostro account iCloud per ben 21 giorni. In questa finestra temporale verrà rimosso qualsiasi limite di memoriaPasserete quindi da un account con soli 5GB ad un piano illimitato per 3 settimane. Naturalmente potranno beneficiare di questa novità anche gli utenti che pagano uno storage supplementare di iCloud ma che comunque non risulta sufficiente per salvare un backup.

Con questa novità, qualsiasi utente può già eseguire il backup del vecchio iPhone su iCloud e quando arriverà il nuovo telefono, interagendo con le schermate della prima configurazione, non dovrà fare altro che selezionare “Ripristina da backup iCloud” per ottenere esattamente tutto quello che c’era sul modello precedente.

Il trasferimento dei dati da un telefono all’altro in questo modo è semplicissimo e non richiede l’utilizzo di un computer.

Ad alcuni utenti, Apple sta mostrando una nuova sezione all’interno dell’app Impostazioni che spiega esattamente tutto questo e permette di attivare lo spazio illimitato iCloud per 21 giorni. Ecco alcuni screenshot:

Trasferire il contenuto del vecchio iPhone nel nuovo iPhone 13

Qualora sul vostro vecchio iPhone non dovesse comparire il messaggio nella schermata principale delle Impostazioni, allora entrate in Generali e scorrete l’elenco fino in basso. Adesso cliccate su “Trasferisci o inizializza iPhone” e si aprirà la pagina dalla quale attivare iCloud senza limiti.

icloud iphone

Come effettuare un backup dell’iPhone utilizzando lo spazio illimitato iCloud temporaneo

  1. Vai su Impostazioni > Generali > Trasferisci o inizializza iPhone.
  2. Sotto “Prepara per un nuovo iPhone”, tocca su Inizia.
  3. Se visualizzi il messaggio “Il backup di iCloud è disattivato”, tocca Attiva il backup per eseguire il trasferimento.
  4. Se lo spazio di archiviazione di iCloud non è sufficiente, visualizzerai un messaggio che indicherà l’idoneità ad ottenere spazio di archiviazione di iCloud aggiuntivo gratuito. Tocca Continua.
    Se non visualizzi questo messaggio invece, disponi di sufficiente spazio di archiviazione di iCloud per eseguire il backup del tuo iPhone o iPad su iCloud.
  5. Attendi il completamente del backup. Lo spazio illimitato di iCloud durerà per 21 giorni, un tempo più che sufficiente per ripristinare il backup nel nuovo iPhone.

Come trasferire il contenuto del vecchio iPhone all’interno del nuovo iPhone sfruttando il backup su iCloud temporaneo

  1. Accendi il tuo nuovo iPhone o iPad e segui la procedura visualizzata sullo schermo per avviare la configurazione.
  2. Sulla schermata App e dati, tocca Ripristina da backup iCloud.
  3. Accedi a iCloud con il tuo ID Apple e la password.
  4. Scegli il backup di iCloud più recente.
  5. Attendi il completamento del ripristino.

Quando il ripristino del backup sul nuovo dispositivo sarà stato ultimato e sarà andato a buon termine, lo stesso resterà disponibile per 7 giorni prima di essere eliminato definitivamente.

contattaci
Formazione, Internet, Sicurezza informatica, Sistemi, Smartphone, Software, Telefonia Mobile

Recuperare password salvate

Non vi ricordate una password e non sapete come fare? Ecco una soluzione che vi potrebbe salvare per recuperare la password di Netflix, Amazon, Facebook o qualsiasi altro servizio utile.

Il presupposto per poter vedere la vostra password è che le abbiate salvate almeno una volta all’interno del vostro computer, smartphone o tablet. In caso affermativo vi spieghiamo dove poter trovare le nostre password salvate.

Dal computer (Windows e MAC)

Se state utilizzando il servizio da recuperare sul computer ecco come potremo procedere! In questo modo se avevate salvato la password di Netflix, Facebook, Instagram, Amazon e molte altre ancora potremo recuperarla.

Da Google Chrome

Recuperare password salvate chrome
  1. Apriamo il Browser internet e clicchiamo sui 3 pallini in alto e selezioniamo la voce Impostazioni
  2. Una volta dentro le Impostazioni dal campo cerca in alto cerchiamo Password
  3. Clicchiamo sulla voce Password potremo avere la lista completa di tutti i siti di cui abbiamo salvato la password
  4. Cerchiamo il sito di cui ci interessa sapere la password e una volta trovato clicchiamo sull’icona con l’occhio
  5. Ci verrà richiesta la password del nostro account e poi potremo finalmente visualizzare la nostra password.

Da Mozilla Firefox

Recuperare password salvate firefox
  1. Apriamo il browser internet
  2. In alto a destra clicchiamo sulle 3 barrette e nel menu che ci appare selezioniamo Credenziali e password
  3. Ora potremo già cercare il servizio che ci interessa e cliccare sempre sul’icona dell’occhio

Da Microsoft Edge

Recuperare password salvate edge
  1. Apriamo il browser internet
  2. In alto a destra clicchiamo sui 3 pallini e selezioniamo la voce Impostazioni
  3. Nella prima schermata potremo già vedere la voce Password
  4. Cerchiamo il servizio desiderato e clicchiamo sull’icona con l’occhio

Da Safari

Recuperare password salvate safari
  1. Apriamo Safari
  2. Clicchiamo su preferenze e selezioniamo la voce Password
  3. Cerchiamo il servizio e una volta trovate doppio click per visualizzare la password.

Da iPhone e iPad

Recuperare password salvate iphone

Se invece avete un dispositivo iOS ecco i passaggi che dovremo fare:

  1. Apriamo le Impostazioni
  2. Selezioniamo la voce Password
  3. Cerchiamo il servizio che ci interessa e clicchiamoci sopra.

Da Smartphone e tablet Android

Recuperare password salvate android
  1. Apriamo le Impostazioni del nostro dispositivo Android
  2. Selezioniamo la voce Google
  3. Ora selezioniamo la voce Gestisci il tuo account Google -> Sicurezza -> Password
  4. Ora potremo cercare e selezionare il servizio che ci interessa e trovare la password.

Questi i principali metodi per vedere le password salvate sui nostri dispositivi che oltre a permetterci di ritrovare la password ci permette anche di conoscere ed eventualmente cancellarne qualcuna.

contattaci
Hardware

iPad Pro & Raspberry Pi: come avere un perfetto strumento di sviluppo

Con l’aggiunta del supporto per mouse e tastiera, l’iPad Pro è diventato un vero sostituto di un notebook. Il tablet Apple può contare oggi su un set di applicazioni davvero invidiabili, che coprono quasi tutte le esigenze creative, dalla realizzazione di video al fotoritocco, dalla produzione di musica alla modellazione 3D.

Queste applicazioni non saranno complete come le applicazioni disponibili per i sistemi operativi desktop, ma sono tuttavia più facili e intuitive da usare grazie all’interfaccia touch e alla semplificazione di molti comandi. E’ il caso ad esempio delle app di architettura, dove l’arrivo del Lidar sul nuovo modello ha permesso di creare applicazioni capaci in pochi secondi di ricostruire la struttura di una stanza, con dimensioni precise e ingombri. Un qualcosa che oggi non si può fare un un MacBook Pro.

C’è però un “tallone di Achille”: sviluppare sull’iPad Pro non è affatto semplice. L’iPad Pro non ha, come macOS, una shell e le applicazioni in ambito sviluppo disponibili sono poche; l’unica app di sviluppo firmata Apple è Swift Playground, che però non è propriamente nata per sviluppare ma più che altro uno strumento educativo per insegnare a programmare in Swift.

E’ possibile sviluppare usando solo un iPad Pro?

La risposta è no, ammenochè non decidiate di utilizzare insieme all’iPad Pro un Raspberry Pi di quarta generazione, dotato di porta USB Type C.

Chi oggi sviluppa su web ha bisogno essenzialmente di pochi strumenti: un editor di codice, uno strumento di controllo di versione come Git, un client per spostare e muovere file e un altro client per connettersi ad un server in remoto. Rispetto ad un tablet come Surface, che può contare sul Subsystem di Linux all’interno di Windows 10, l’iPad non ha nulla di tutto questo. 
Ci sarebbe I.sh, ancora in beta, un emulatore che porta la shell di Linux su iOS e iPad OS, tuttavia è un prodotto limitato e immaturo.

Immagine per post

Ci sono così due possibilità. La prima è quella di collegarsi ad un server esterno, ad esempio un server in cloud come quelli forniti da Digital Ocean: servono pochi dollari al mese per creare una istanza di Ubuntu o della propria distribuzione linux preferita alla quale collegarsi usando l’iPad, sfruttando una applicazione terminale. Questa soluzione presuppone tuttavia la presenza di una connessione di rete: durante un viaggio in aereo il nostro ambiente di sviluppo sarà irraggiungibile, è da qualche parte su un server in remoto.

Per la seconda possibilità ci viene in aiuto il Raspberry: il piccolo computer ARM (costo circa 60 euro) nella sua ultima versione è il compagno perfetto per l’iPad Pro. Con una configurazione minima può infatti essere trasformato in quello che viene chiamato Linux USB Gadget, ovvero una periferica che si collega alla porta USB Type C dell’iPad Pro e oltre a ricevere alimentazione abilita una serie di servizi.

Il servizio che a noi serve è il collegamento di rete: in pochi passaggi il Raspberry Pi 4 si trasforma in un hub da collegare all’iPad Pro, che condivide dati con l’iPad e che può essere sfruttato per collegare all’iPad dischi esterni tramite USB o addirittura la rete ethernet.

Possiamo collegare i dischi USB all’iPad come dischi esterni, anche con file system NTFS

Il primo passaggio per dar vita a questo strana joint venture iPad – Raspberry è scaricare su una memoria microSD la distribuzione più diffusa per il Raspberry, Raspbian. Abbiamo deciso di usare la Raspberry Pi OS (32-bit) Lite, senza quindi ambiente desktop: non abbiamo bisogno del desktop linux.

La scelta di Raspbian è ovviamente soggettiva: preferiamo le distruzioni a base Debian, ma quello che abbiamo fatto si può fare con un minimo di conoscenze anche su altre distribuzioni.

La procedura presuppone ovviamente un minimo di conoscenza di Linux: chi sviluppa su web dovrebbe averla, ed è per questo che non andremo a inserire le istruzioni passo passo per trasformare il Raspberry in un Linux USB Gadget, ma vi diciamo che procedura abbiamo seguito. Le istruzioni per ogni singolo step sono facili da reperire online.

  • Abbiamo collegato il Raspberry, senza monitor, ad una rete Wi-fi per avere un indirizzo IP. Lo abbiamo fatto creando sulla scheda microSD nella partizione di boot di Raspbian il file “wpa_supplicant.conf” con all’interno i dati della nostra rete. Online è possibile trovare un esempio di questo file da modificare a seconda della propria configurazione.
  • Abbiamo creato un file vuoto chiamato ssh sulla card, sempre nella partizione di boot: in questo modo il Raspberry abilita il server SSH.
  • Ci siamo connessi tramite ssh da un computer accedendo con l’utente di default, user “pi” e password “raspberry”. Il consiglio è ovviamente quello di eliminare questo utente e creare un utente proprio.
  • Abbiamo seguito questa procedura per trasformarlo in USB Gadget.

Fatto questo si può collegare il Raspberry all’iPad Pro tramite il cavo USB Type C che viene dato da Apple nella scatola dell’iPad, quello per la ricarica, e dopo pochi secondi apparirà la connessione di rete ethernet subito sotto la rete Wi-fi nel menu impostazioni dell’iPad.

Utilizzando dnsmasq, un pacchetto open source che fornisce un servizio di cache DNS e di server DHCP, viene assegnato all’iPad un indirizzo IP. Il Raspberry è il router.

Un ultimo passaggio che consigliamo è l’installazione di Samba: installando Samba sul Raspberry viene attivata la condivisione dei file sulla rete creata tra iPad e Raspberry.

File, il browser integrato in iOS e in iPadOS, si può collegare ai server Samba pertanto questa operazione ci permette di avere sotto controllo l’intera struttura file della nostra cartella utente, quella dove teniamo i vari progetti. Nel nostro caso tutte le applicazioni a cui lavoriamo sono nella cartella “progetti” all’interno del nostro spazio “home/robypez”.

Sempre più applicazioni integrano File. Noi abbiamo aggiunto la condivisione Samba a File connettendoci al nostro Raspberry

C’è un’alternativa a Samba: gli sviluppatori di Working Copy (il miglior client GIT che si possa avere su iPad e iPhone) hanno creato Secure Shellfish, un’altra bellissima app che permette di gestire i file del Raspberry tramite connessione SFTP, quindi un FTP sulla porta SSH.

Installando questa applicazione, il contenuto delle cartelle del Raspberry viene visto dall’app File, e può essere gestito come se fosse un normale FTP.

La stessa cosa vale ovviamente per lavorare su server esterni, come quelli di produzione: Secure Shellfish, come gli altri client SSH di cui parleremo sotto, possono gestire accesso con chiavi SSH e funzionano come ogni altro client secure shell esistente oggi.

Secure Shellfish è un FTP tramite SSH Tunnel che ci permette di copiare e scambiare file con server esterni e con il nostro Raspberry

Fatto tutto, e ora cosa posso farci?

Ogni persona ha ovviamente il proprio workflow di lavoro, e iniziando a lavorare con questo setup potrà capire come meglio gestire tutto ottimizzandolo a seconda delle proprie esigenze.

Ci sono due possibilità: la prima è tenere il codice sul quale si sta lavorando sull’iPad Pro, la seconda è tenere il codice sul Raspberry. Nel secondo caso non avremo però accesso al codice senza il piccolo server collegato, quindi abbiamo fatto una scelta che unisce il meglio delle due cose.

Una delle primissime applicazioni che un utente dovrebbe scaricare sull’iPad Pro è Working Copy: Working Copy è un bellissimo client Git che permette di gestire la versione delle nostre applicazioni o dei siti in sviluppo appoggiandosi anche a servizi come GitHub, GitLab o BitBucket.

Working Copy è perfettamente integrata con il File Manager dell’iPad; questo vuol dire che tutti i repository e tutte le cartelle contenenti i progetti di lavoro saranno accessibili anche da altre applicazioni. L’editor di codice, l’FTP, lo Zip: tutti vedranno e avranno accesso alla cartella con i nostri progetti.

Working Copy permette di tenere la directory di ogni repository sincronizzata con la cartella sul Raspberry: non dobbiamo mai più copiare un file

Working Copy integra anche un editor di codice base, che va bene per una correzione volante, per il markdown, per i commenti, ma non per sviluppare.

Questo client git ha un’altra funzione che risulta ben più utile dell’editor: utilizza File di iOS per tenere sincronizzate le cartelle remote.

Questo vuol dire che possiamo attivare una sincronizzazione continua dei progetti, l’intera cartella, tra l’iPad e il Raspberry sfruttando la connessione Samba suddetta: ogni volta che viene modificato un file sull’iPad, questo file viene modificato e replicato anche nella cartella del Raspberry in automatico.

L’editor di testo di Working Copy è valido ma limitato

Passiamo al prossimo step, l’editor di codice. Ce ne sono svariati e sono tutti eccellenti, da Coda di Panic a Kodex, il nostro consiglio è quello di dotarsi di Textastic Code Editor 9: costa 10.99 euro ma ne vale molti di più.

Textastic si integra perfettamente con File e con Working Copy: si può lavorare sull’iPad Pro tenendo nella colonna di destra, in “Split Screen”, il client Git mentre modifichiamo il codice sulle schermata principale. Oppure, lo vedremo sotto, codice più shell.

Le cartelle dei progetti possono essere aperte su Textastic da Working Copy in Drag & Drop, basta trascinarle: per ogni file che modifichiamo usando l’editor di codice (supporta oltre 80 linguaggi di programmazione e evidenzia la sintassi) la versione modificata viene salvata nella cartella controllata da Working Copy.

Restano quindi anche le modifiche precedenti memorizzate (d’altra parte è git) e se il Raspberry è collegato le modifiche vengono propagate direttamente sul nostro piccolo server web portatile.

Quello che abbiamo ottenuto un sistema dove abbiamo il pieno controllo del codice da noi scritto, con le revisioni e la gestione dei repository: il codice è su GitHub (nel nostro caso), scaricato in locale sull’iPad Pro e sincronizzato con il Raspberry che è il nostro server portatile. Resta solo un ultimo passaggio: il Rspberry andrà a questo punto configurato per poter lavorare come server.

Il Raspberry Pi 4 come server web

Nel caso di sviluppo web, si tratta solo di configurare il Raspberry come se fosse un normale server Linux, con la differenza che mentre i server Linux hanno un processore x86 il Raspberry ha un processore ARM. Non tutte le librerie e non tutti gli strumenti che si usano abitualmente in ambito desktop potrebbero essere disponibili.

Si possono installare i server web più comuni, Apache e NGINX, ci sono sia MySQL che PostgreSQL, MongoDB, Redis, c’è un enorme assortimento di librerie e pacchetti. Non c’è però la certezza di avere tutto: il porting per Raspberry di un paio di librerie che usiamo al momento non esiste.

Sul Raspberry si installano senza difficoltà anche Ruby & Rails, Vue, Node.js e la maggior parte delle utility che si usano in ambito web.

L’installazione dell’ambiente server dev’essere ovviamente fatta collegandosi al Raspberry, e per farlo usiamo un classico client SSH. Per iPad ci sono diverse scelte come Termius e BlinkShell.

La scelta migliore che si possa fare a nostro avviso è BlinkShell, un progetto Open Source dove l’applicazione, da scaricare dall’AppStore, costa 21.99 euro.

Termius è un altro client SSH eccellente come interfaccia grafica e usabilità, tuttavia viene venduto con un modello “subscription”, si paga ogni mese o si paga l’abbonamento annuale. Preferiamo spendere 21.99 euro una volta sola e toglierci il problema per sempre.

Nel nostro caso abbiamo usato la connessione USB Type C tra iPad e Raspberry, che prevede sia l’alimentazione sia la connessione di rete grazie alla funzione Gadget. Avendo il server collegato via cavo non abbiamo mai avuto alcun problema di connettività: è una rete locale.

Nel caso in cui si scelga di usare un server Linux vero, ad esempio noleggiando una macchina virtuale su Digital Ocean, il nostro consiglio è quello di installare Mosh sul server.

Mosh è un pacchetto che permette ad un client di collegarsi ad un server su connessioni poco stabili, come ad esempio quelle 4G o 3G. Chi ha provato a usare un client SSH con una connessione di pessima qualità, si sarà reso conto che il ritardo dovuto alla comunicazione (lag) o le interruzioni possono creare diversi problemi.

Mosh è nato per risolverli: oltre a tenere una connessione stabilissima, Mosh mantiene la connessione tra client e server anche se si cambia IP, e soprattutto il processo resta attivo anche se ci sconnettiamo per problemi di rete e ci riconnettiamo successivamente.

Sia BlinkShell che Termius prevedono la scelta di connettersi usando il classico SSH, scelta preferibile rispetto a Mosh se si usa il cavo perché tramite ssh possiamo richiamare gli ultimi comandi digitati grazie alla history, cosa che su Mosh non si può fare. Mosh ha tuttavia enormi vantaggi se il server di appoggio è in cloud e ci si collega in mobilità.

In side by side su iPad: a sinistra il codice, a destra il terminale aperto sul Raspberry

Debug limitato a Safari, ma c’è un ispector completo

Una volta installato un server sul Raspberry, i nostri progetti web saranno visibili dal browser Safari dell’iPad Pro utilizzando l’indirizzo IP del Raspberry. Chi sviluppa su web è consapevole tuttavia di quanto sia importante avere un web inspector, o uno strumento che permetta di verificare in tempo reale errori javascript, problemi di chiamate client server o problemi di stile.

Il browser su iOS ha però un grosso limite da evidenziare per chi sviluppa: che si tratti di Safari, di Chrome o di Firefox tutti i browser usano lo stesso motore WebKit e questo vuol dire che su iPad non si potrà verificare che un sito si veda correttamente con i diversi browser, cosa questa indispensabile per ogni sviluppatore web. Lo stiamo verificando ma su Safari Mobile, anche se è aperto Chrome.

Tuttavia si possono risolvere il grosso dei problemi, e per farlo esistono diversi Web Inspector: il migliore è Inspect Broswer, che ha quasi tutto quel che serve per un lavoro in mobilità da integrare, con i giusti tempi, quando si ha davanti un browser desktop vero che ci permetterà poi di provare anche gli altri browser.

Inspect Browser permette di modificare i fogli di stile, di simulare i breakpoint dei siti responsive e di verificare tutte le comunicazioni tra client e server, con la ovvia e fondamentale console javascript.

contattaci
Hardware

L’audio spaziale per le AirPods Pro di Apple!

Si tratta di una tecnologia che emula l’effetto surround che normalmente si sperimenta nelle sale cinematografiche: di fatto sembra che il suono provenga da posizioni diverse, come potrebbe avvenire nella realtà.
È disponibile da poche settimane grazie al sistema operativo iOS14 e funziona sia su iPhone che iPad.

Come funzionano?

Apple consente di attivare l’audio spaziale — almeno per ora — esclusivamente con gli auricolari wireless AirPodsPro.
Il motivo si deve al fatto che per ottenere questa sorta di effetto multi-canale vengono impiegati anche i sensori di movimento. Già, perché non solo si è circondati dal suono ma questo viene ancorato al dispositivo sorgente, influendo di conseguenza sulla nostra percezione nel momento in cui muoviamo la testa. In un classico film, ad esempio, dove i due protagonisti dibattono al centro dello schermo, ruotando la nostra testa verso destra sentiremmo l’audio provenire dal canale sinistro; guardando alle nostre spalle invece lo sentiremmo provenire da dietro. In sintesi è la stessa cosa che proveremmo nella realtà assistendo a una scena analoga. Tecnicamente le componenti software e hardware dell’iPhone o dell’iPad, in sinergia con gli auricolari, convertono il segnale audio digitale ad alta qualità dei film o gli show in un surround «Made in Apple».

Compatibile con poche piattaforme per il momento

L’audio spaziale non funziona con tutti i film e soprattutto tutte le piattaforme streaming. Attualmente si abilita in presenza di titoli codificati in Dolby Digital o Dolby Digital+ sia 5.1 che 7.1; ancora meglio se si parla di Dolby Atmos. In Italia le uniche piattaforme video compatibili per ora sembrano essere Apple TV+ e Disney+, ma non è escluso che in futuro aumentino. Inoltre, sebbene Apple non si sia ancora sbilanciata al riguardo, questa funzione speciale potrebbe funzionare anche con la musica e i videogiochi. Ad esempio proprio la nuova Playstation 5 dovrebbe supportare qualcosa di simile chiamato 3D Audio — grazie al formato Sony 360 Reality Audio.

Come attivarlo?

L’audio spaziale è compatibile con iPhone 7 (o successivo), iPad Pro 12,9 (dalla 3° generazione in poi), iPad Pro 11, iPad Air (3° gen.), iPad (dalla 6° gen.) e iPad mini (5° gen.). Ovviamente bisogna disporre anche di AirPods Pro correttamente aggiornate. Per l’attivazione la prima cosa è ovviamente installare iOS14 sul proprio iPhone o iPad. Dopodiché una volta compiuto l’abbinamento tra gli auricolari e il dispositivo, mentre si indossano, è sufficiente accedere a Impostazioni. Bisogna poi selezionare Bluetooth e individuare le cuffie (che risulteranno connesse). A quel punto cliccando sulla «i» in evidenza si potrà accedere al pannello impostazioni delle AirPods Pro. Scorrendo la pagina verso il basso non si potrà fare a meno di notare una linguetta correlata all’attivazione dell’audio spaziale e una voce che ne consentirà il test.

Tech

Apple Pencil vs Apple Pencil 2: quale dovresti comprare?

Se stai cercando di acquistare un iPad per disegnare, disegnare, ritoccare le foto o qualsiasi altra cosa artistica, starai sicuramente pensando di ottenere una Apple Pencil da abbinare ad esso. 

Gli stili di Apple sono tra le migliori opzioni di disegno disponibili, soprattutto per disegnare direttamente su un display. In effetti, li valutiamo così bene che l’ultimo modello ha raggiunto il primo posto, insieme all’iPad Pro, nella nostra carrellata dei migliori tablet con pencil 

Il fatto è che ci sono due versioni di Apple Pencil. L’originale Apple Pencil 1st Gen è stato rilasciato nel 2015 ed è ancora in vendita oggi. L’Apple Pencil 2 è stato rilasciato alla fine del 2018 ed è il modello più aggiornato di questa piccola gamma. Quindi quale dovresti scegliere? 

Everything you need to know to master 'Apple Pencil 2' | Appleinsider

Apple Pencil vs Apple Pencil 2: prezzo e compatibilità

C’è una buona fetta di differenza quando guardi il prezzo di Apple Pencil rispetto a Apple Pencil 2, anche se questo è solo l’inizio del divario di prezzo complessivo. L’Apple Pencil di prima generazione costa circa 90, mentre l’Apple Pencil 2 costa circa 125€.

Tuttavia, quando parliamo di scegliere tra quale Apple Pencil scegliere, ciò di cui stiamo discutendo alla fine è quale iPad sceglierai, perché ogni modello di iPad supporta solo una delle due opzioni Pencil. E questo ovviamente influisce enormemente sul prezzo complessivo.

L’originale Apple Pencil è supportata dall’iPad 10,2 pollici, iPad mini e iPad Air dell’attuale line-up. Era supportato anche dai precedenti iPad, tra cui iPad da 9,7 pollici, iPad Pro da 12,9 pollici, iPad Pro da 10,5 pollici, iPad Pro da 9,7 pollici e iPad Pro 12,9 pollici.

L’Apple Pencil 2 è attualmente supportato solo dall’iPad Pro da 11 pollici e dall’iPad Pro da 12,9 pollici, in pratica gli iPad Pro più recenti.

Ciò offre alla Apple Pencil originale la più ampia gamma di opzioni per diverse dimensioni dello schermo e budget. Il più economico che puoi acquistare un nuovo l’iPad da 10,2 pollici più Apple Pencil 1generazione è 450€. Un iPad Pro da 11 pollici, invece, più Apple Pencil di seconda generazione ha un costo di circa 930€.