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5 consigli per rendere Instagram più sicuro

Il social network ha pubblicato, insieme a Telefono Azzurro, una guida per aiutare i genitori a insegnare un uso consapevole dell’app ai minorenni. Abbiamo selezionato per voi 5 consigli per rendere Instagram più sicuro

Tra cyberbullismo e rischi per il benessere psicologico, si parla tanto dei pericoli dei social network per gli adolescenti.

Ciò che è sicuro è che è possibile che i minorenni possano vivere dei momenti difficili all’interno dei social network, Instagram compreso. Per questo motivo, la stessa app di proprietà di Meta ha rilasciato una guida, prodotta in collaborazione con Telefono Azzurro, che ha proprio l’obiettivo di diffondere gli strumenti di protezione degli adolescenti presenti sulla piattaforma.

Si tratta di un volume di circa 80 pagine, che si può consultare e scaricare gratuitamente nella sezione Genitori di Instagram.
Abbiamo letto la guida in anteprima e abbiamo selezionato le 5 consigli per rendere Instagram più sicuro, soprattuto per i minorenni.

1. Gestire la privacy

Da qualche tempo, quando un minore di 18 anni si iscrive a Instagram, l’opzione di default è quella del profilo privato. In altre parole, quella modalità per cui post e storie non sono pubbliche, ma visibili solo a chi è autorizzato.

Mantenere questa impostazione è una buona norma per evitare intrusioni indesiderate. Un’accortezza in più è compilare una lista di Amici più stretti, per decidere il pubblico di ogni storia pubblicata.

2. Controllare i messaggi privati e i commenti

Anche su Instagram, come sulla maggior parte dei social network, si possono bloccare gli account che ci infastidiscono. Un passo in più è la moderazione preventiva dei messaggi privati, i famosi DM.

Nella sezione privacy, è possibile controllare chi può contattarci in privato e scegliere di non ricevere per nulla comunicazioni da chi non ci segue. I DM possono essere anche filtrati, così come i commenti, se contengono parole offensive.

Per farlo, si può andare nella sezione privacy, poi su parole nascoste e compilare una lista di termini o emoji: Instagram eliminerà ancora prima della pubblicazione messaggi e commenti che contengono quanto indicato dall’utente.

3. Gestire il tempo di utilizzo della piattaforma

Il tempo trascorso sui social network è una delle questioni più importanti nella relazione degli adolescenti con il digitale. Alla base della gestione delle ore passate online c’è, prima di tutto, una fondamentale mediazione con la famiglia.

Instagram mette comunque a disposizione uno strumento che permette di visualizzare il tempo trascorso sulla piattaforma e di fissare un limite giornaliero: una volta superato, l’applicazione invia un promemoria.

4. Sintonizzare l’algoritmo

Come tutti i social network, Instagram utilizza un algoritmo che ha il ruolo di segnalare a ogni utente i contenuti più adatti a lui, sulla base degli interessi mostrati. Dal 2022, Instagram introdurrà la possibilità di visualizzare i post in ordine cronologico.

Per il momento, è possibile, in primo luogo, disattivare gli aggiornamenti di quei profili che non ci va più di vedere ma che non vogliamo smettere di seguire. Inoltre, possiamo contrassegnare i post consigliati nella sezione Esplora o nel feed principale come “Non mi interessa”. In questo modo, Instagram inizierà a suggerire meno contenuti di quel genere. 

5. Aumentare la sicurezza

Sicurezza non vuol dire solo avere un’esperienza positiva all’interno di un social network. Significa anche fare attenzione ai possibili furti di account. Per questo motivo, è molto importante, per Instagram e qualunque altro servizio digitale, attivare l’autenticazione a due fattori.

Questa opzione, che si può selezionare nella sezione ‘Sicurezza’ delle impostazioni, raddoppia le credenziali di accesso: oltre a nome utente e password, servirà un codice di sicurezza inviato tramite un’app di autenticazione o tramite SMS.

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Formazione

Rubrica “Impara con Enjoy”: un cellulare gratis con l’inganno

Il cellulare da un centesimo

In una delle nostre precedenti rubriche, che potete rileggere qui, vi avevamo promesso quanto segue, cioè una semplice tecnica senza particolari rischi per aggirare il venditore e ricevere un cellulare senza spendere nulla.

A volte un’azienda lancia una campagna promozionale talmente buona che abboccano tutti, mentre l’ingegnere sociale esamina sempre l’offerta chiedendosi come approfittare ulteriormente della situazione.

Rubrica Impara con Enjoy

Tempo fa una compagnia nazionale degli Stati Uniti di telefonia cellulare lanciò una grande promozione in cui offriva un telefonino nuovo di zecca per un centesimo a chiunque firmava uno dei loro contratti.

Poche persone sanno quali domande dovrebbe fare un acquirente assennato prima di firmare uno di questi piani per i cellulari: se il servizio è analogico, digitale o misto, il numero di minuti a tutte le ore che puoi sfruttare in un mese, se sono comprese le spese di roaming… ecc ecc.
È soprattutto importante capire subito i termini del contratto, per quanti mesi o anni sarete vincolati.

Immaginatevi un ingegnere sociale di Filadelfia interessato a un telefonino a basso prezzo offerto alla firma da un’azienda di telefonia cellulare, però non gli garba il contratto accluso. Non c’è problema. Ecco come può gestire la situazione.

La prima telefonata: Ted

Per cominciare l’ingegnere sociale chiama un negozio di una catena di elettrodomestici sulla West Girard.
“Electron City. Sono Ted.”
“Buongiorno, Ted, sono Adam. Senta, qualche sera fa ho par lato con un commesso per un cellulare. Ho detto che avrei richiamato appena deciso il genere di contratto, ma mi sono dimenticato come si chiama. Chi è quello che fa il turno serale in quel reparto?” “Sono in parecchi. Era William?”
“Non ne sono sicuro. Che tipo è?”
“Alto. Abbastanza magro.”
“Direi che è lui. E come fa di cognome?”
“Hadley. H-A-D-L-E-Y.”
“Sì, mi sembra lui. Quando lo trovo?”
“Non so i suoi orari questa settimana, però quelli della sera arrivano verso le cinque.”
“Perfetto. Allora provo stasera. Grazie, Ted.”

La seconda telefonata: Katie

La seconda chiamata è a un negozio della stessa catena sulla North Broad Street.
“Pronto, Electron City. Sono Katie. Posso esserle utile?”
“Ciao, Katie. Sono William Hadley, del negozio sulla West Girard. Come va oggi?”
“Un po’ a rilento. Che mi dici?”
“Ho un cliente qui per quel contratto con il telefono a un cent. Hai capito quale?”
“Certo. Ne ho venduti un paio la settimana scorsa.”
“Hai ancora qualcuno di quegli apparecchi?”
“Un sacco.”
“Perfetto. Perché ne ho appena venduto uno a un cliente che ha firmato il contratto. Però quando ho controllato in magazzino ho visto che non me ne sono rimasti, e adesso sono in imbarazzo. Puoi farmi un favore? Lo mando da te a ritirarne uno. Puoi venderglielo per un cent e fargli la ricevuta? Dovrebbe richiamarmi quando ha il telefono così gli dico come programmarlo.”
“Certo. Mandamelo pure.”
“Bene. Si chiama Ted, Ted Yancy.”
Quando il tale che si fa chiamare Ted Yancy si fa vivo al negozio della North Broad , Katie gli compila la ricevuta e gli vende il telefonino per un centesimo, come le ha chiesto di fare il “collega”. Ha abboccato all’amo, lenza e tutto.

Quando è ora di pagare il cliente non ha spiccioli in tasca, così pesca nella ciotola dei penny presso la cassa, ne prende uno e lo dà alla ragazza al banco. In quel modo ottiene il telefono senza nemmeno sganciare il centesimo.
Adesso è libero di rivolgersi a un’altra compagnia che usi lo stesso modello per scegliere il contratto che preferisce, possibilmente mensile e senza impegni.

Analizziamo l’attacco

E’ naturale che le persone siano più malleabili con chi sostiene di essere un collega e conosca le procedure e il gergo dell’azienda. L’ingegnere sociale del precedente esempio se n’è approfittato scoprendo i dettagli di una promozione, spacciandosi per un dipendente della catena e chiedendo un favore a un’altra filiale. Succede spesso tra le varie sedi delle catene di negozi e tra i vari uffici di un’azienda, laddove le persone sono fisicamente separate e trattano con colleghi che di regola non conoscono direttamente.

Questa breve storia veramente accaduta vi dovrebbe far riflettere e mettervi in guardia e restare sempre all’erta a costo di risultare un collega “scomodo”, ma con questo tutelerai la tua azienda e anche te stesso.

Grazie per averci dedicato un pò del vostro tempo , speriamo che questa rubrica sia di vostro gradimento.

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Formazione

WhatsApp: attenzione ad alcuni messaggi

Quando una app fa successo, cominciano le migliorie e gli aggiornamenti, inevitabilmente questi processi portano con se anche piccoli bugs, malfunzionamenti, come semplici crash dell’applicazione , ma c’è anche un altro tipo di messaggio in cui di tanto in tanto qualche utente si va a imbattere, con notevoli problemi da affrontare: messaggi molto lunghi contenenti diversi caratteri speciali, la cui combinazione a volte mette in grande difficoltà l’applicazione di messaggistica (che non riesce nemmeno a tradurli tutti), e non essendo in grado di elaborare il messaggio, finisce per dare vita ad un crash infinito.

A volte questi messaggi sono dei semplici vcard, o almeno in apparenza, aprendo la vcard è possibile verificare che contiene decine di contatti associati ciascuno con nome molto lunghe e un codice di arresto anomalo.
Questo significa che WhatsApp è inutilizzabile. Ufficialmente tale problema non sembra potersi risolvere. Quindi prestiamo attenzione ad alcuni tipi di messaggi su WhatsApp, e se la nostra app dovesse crashare niente panico!

WhatsApp: attenzione ad alcuni messaggi

Risolviamo il crash…ufficiosamente

Tutto sta nel bloccare il contatto che ha mandato il messaggio:
poi impostare le regole sulla privacy su “I miei contatti” o “I miei contatti tranne …” e rimuovere il messaggio contenente il codice di arresto.

blocca contatto


Se non è possibile fare ciò, l’unico rimedio è disinstallare l’applicazione e quindi installarla nuovamente, con perdita delle ultime cronologie delle chat.

Anche per tale motivo è sempre consigliato procedere ad un backup con grande frequenza.