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Carta identità digitale
Formazione

Come usare la carta d’identità elettronica

La Carta d’Identità Elettronica (CIE) sta diventando uno strumento sempre più utile, anche per chi inizialmente non ha gradito il passaggio dal vecchio documento cartaceo alla tessera plastificata.
I motivi sono semplici: molti servizi che prima erano gratuiti per comunicare con la Pubblica Amministrazione stanno diventando a pagamento e, in diversi casi, è richiesto l’uso dell’identità digitale anche per accedere a siti non istituzionali, come quelli per adulti.

Attivare e utilizzare la CIE come strumento di identità digitale è spesso la scelta più conveniente, anche in sostituzione dello SPID.
Molti, però, non hanno attivato subito la carta al momento del rilascio o, pur avendo PIN e PUK, non hanno conservato con cura i codici. La buona notizia è che è possibile recuperarli e ripristinare tutto tramite una semplice procedura e un’app gratuita.

Perché abilitare la CIE al posto o insieme allo SPID

Per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione – che si tratti di Ministeri, Agenzie, ospedali o enti di formazione – oggi si utilizzano principalmente due strumenti: SPID e CIE. Negli ultimi anni molti cittadini sono stati “spinti” ad attivare lo SPID, che però in molti casi è diventato a pagamento, con canoni annuali per mantenere attiva l’identità digitale.

Abilitare la CIE tramite l’app ufficiale del Ministero è quindi una scelta intelligente: consente di usare la carta come chiave di accesso ai servizi della PA online, riducendo il numero di credenziali e password da ricordare e, in molti casi, evitando costi ricorrenti. Per farlo servire tre elementi: l’app CieID, il codice PUK e il PIN.

PIN e PUK: cosa sono a cosa servono

PIN e PUK sono codici fondamentali per utilizzare la CIE come strumento di identità digitale. Si tratta di credenziali di sicurezza che consentono di associare in modo certo la carta alla persona, rendendo la nostra identità digitale attiva e verificata.

  • Il PIN è una password numerica di 8 cifre che permette di confermare la nostra identità quando utilizziamo la CIE per accedere ai servizi online.
  • Il PUK è un codice di sblocco, anch’esso di 8 cifre, che entra in gioco se il PIN viene inserito in modo errato troppe volte, causando il blocco di sicurezza della carta. Tramite il PUK è possibile sbloccare la CIE e impostare un nuovo PIN.

Entrambi i codici vengono generati al momento del rilascio della carta e vengono ricevuti in due parti: la prima metà su un foglio cartaceo rilasciato dal Comune o Consolato, la seconda metà su una lettera spedita all’indirizzo di residenza. Per ricostruire PIN e PUK completi è necessario unire le due porzioni. Non sorprende, quindi, che molti utenti si siano smarriti almeno una delle due parti.

Se hai perso PIN e PUK: cosa fare

Anche se hai perso i codici, non è un problema senza soluzione. È possibile recuperare il PUK e impostare un nuovo PIN grazie all’app ufficiale CieID , messa a disposizione gratuitamente dal Ministero dell’Interno.

Per procedere:

  1. Assicurati di avere installata sullo smartphone l’ultima versione dell’app CieID. In caso contrario, aggiorna l’app.
  2. Apri l’app e tocca l’icona del menu in alto a sinistra.
  3. Scorri le voci fino a selezionare Recupero PUK .

A questo punto dovrai avvicinare il tuo CIE allo smartphone, sfruttando il chip NFC, proprio come se fa una carta contactless su un POS. Per facilitare la lettura è consigliabile appoggiare la carta su un pianoforte e posizionare il telefono sopra, lasciandolo fermo per alcuni secondi.

L’app leggerà i dati della carta, ma ti chiederà anche un intervento manuale:

  • inserire il numero di serie della CIE, riportato in alto a destra sul fronte della tessera (ad esempio, un codice del tipo CA00000AA);
  • indicare il numero di telefono o l’indirizzo e-mail che hai fornito al momento della richiesta della carta.

Terminati questi passaggi, non resta che attendere. Per motivi di sicurezza, la visualizzazione del PUK diventa possibile soltanto 48 ore dopo la richiesta. Trascorso il tempo necessario, riceverai un’e-mail con le istruzioni per visualizzare il codice PUK all’interno dell’app e potrai finalmente impostare un nuovo PIN.

Per farlo, torna nel menu dell’app CieID, entra in Gestione carta e seleziona Sblocca carta : inserisci il PUK, imposta il nuovo PIN e la carta tornerà pienamente operativa.

Se la carta non era mai stata registrata nell’app

Se la CIE non è mai stata aggiunta all’app CieID, una volta recuperati PIN e PUK puoi procedere alla registrazione.

Dalla voce Gestione carta scegli Registra carta e segui le istruzioni a schermo: ti verrà richiesto il PIN e dovrai nuovamente avvicinare la CIE al telefono per la lettura NFC. Dopo questa operazione, la tua carta sarà associata al dispositivo e pronta per l’uso con i servizi online.

Se non puoi usare lo smartphone o l’app

Nel caso in cui l’app CieID non sia stata attivata, tu non abbia uno smartphone compatibile o non riesca a utilizzare il dispositivo, esiste sempre una strada alternativa: recarsi presso il proprio Comune di residenza .

Presso gli uffici anagrafe è possibile richiedere la ristampa dei codici PIN e PUK. La procedura richiede la presenza fisica del titolare e un documento d’identità valido. Alcuni Comuni consegnano direttamente un documento cartaceo con i nuovi codici, altri mettono a disposizione una postazione digitale da cui effettuare il recupero tramite l’app, guidando l’utente passo passo.

Attivare l’identità digitale con la CIE

Una volta recuperato il PUK, impostato il nuovo PIN e registrato la carta nell’app CieID, puoi utilizzare la CIE come strumento di identità digitale al posto dello SPID.

L’accesso ai servizi online è regolato da tre livelli di sicurezza :

  • Per gli accessi di livello 1 e 2 non è necessaria la lettura fisica della carta: è sufficiente usare le credenziali attivate (ad esempio tramite CieID e dispositivo certificato).
  • Il livello 3 prevede invece la lettura NFC della CIE tramite l’app CieID e l’inserimento del PIN, garantendo il massimo livello di sicurezza.

Per attivare le credenziali:

  1. Vai sul sito ufficiale https://www.cartaidentita.it .
  2. Accedi alla sezione Attiva le tue credenziali .
  3. Se hai già registrato la carta nell’app CieID, puoi selezionare Entra con CIE ; in alternativa, inserisci manualmente i dati della tua carta, incluso il codice PUK.
  4. Dopo aver certificato il dispositivo tramite l’app CieID, potrai autenticarti sui siti compatibili direttamente da smartphone o PC, anche tramite scansione del codice QR .

Da questo momento, la CIE diventa a tutti gli effetti la tua identità digitale, utilizzabile al posto dello SPID in tutti i servizi che lo supportano.

Buone abitudini per usare la CIE in sicurezza

Per evitare problemi futuri e usare la Carta d’Identità Elettronica in modo pratico e sicuro, conviene adottare alcune semplici regole:

  • Conservare sempre i documenti originali
    Quando viene rilasciata la CIE, custodisci con cura sia la ricevuta dal Comune sia la lettera con le due metà dei codici. Sono gli unici documenti che permettono di ricostruire PIN e PUK senza procedure aggiuntive.
  • Scegliere un PIN sicuro ma memorizzabile
    Il PIN è la tua chiave digitale. Evita sequenze ovvie come 12345678 o combinazioni facilmente intuibili. Scegli un codice personale, significativo per te ma difficile da indovinare per gli altri.
  • Non insistere con tentativi errati
    Se sbagli PIN più volte, fermati. Dopo 10 tentativi consecutivi la carta si blocca e sarà obbligatorio usare il PUK per sbloccarla. Meglio interrompere e recuperare il PUK piuttosto che forzare il blocco.
  • Aggiornare regolarmente l’app CieID
    Mantieni sempre l’app aggiornata all’ultima versione: in questo modo hai accesso alle funzionalità più recenti, a miglioramenti di sicurezza e una procedura semplificata per la gestione della tua CIE.

Con questi accorgimenti, la Carta d’Identità Elettronica diventa uno strumento comodo, sicuro e in molti casi più conveniente rispetto ad altre forme di identità digitale.

MacBook Pro M5
Hardware, Intelligenza artificiale, Internet

MacBook Pro M5: una rivoluzione per i creativi professionali

Apple ha lanciato ufficialmente il MacBook Pro 14″ con processore M5, disponibile dal 22 ottobre al prezzo di partenza di 1.849 euro. Una rivoluzione pensata specificamente per i creativi che lavorano con applicazioni di intelligenza artificiale e richiedono prestazioni grafiche estreme.

Intelligenza artificiale potenziata quadruplamente

La vera novità del chip M5 risiede nella sua architettura radicalmente riprogettata. Apple ha integrato un Neural Accelerator dedicato in ciascuno dei dieci core della GPU, moltiplicando le capacità di machine learning fino a 4 volte rispetto all’M4. Chi utilizza applicazioni professionali come Final Cut Pro o software basati su intelligenza artificiale sperimenterà una velocità di elaborazione mai vista prima, con prestazioni che raggiungono persino il 600% rispetto al primo chip M1.

Questo risultato è supportato da un Neural Engine a 16 core che gestisce le funzioni di Apple Intelligence completamente on-device, garantendo privacy totale e riducendo i ritardi di latenza rispetto alle soluzioni basate su cloud.

Grafica di nuova generazione e rendering ultra-rapido

Il ray tracing di terza generazione con shader potenziati garantisce un balzo prestazionale del 45% nel settore della grafica tradizionale. Per videomaker, designer 3D e specialisti di rendering, questo significa workflow più fluidi e tempi di attesa considerevolmente ridotti. Il caching dinamico di seconda generazione, inoltre, ottimizza la gestione della memoria video eliminando i colli di bottiglia.

CPU ai vertici della velocità mondiale

I performance core del processore M5 sono stati dichiarati da Apple come “i più veloci al mondo”, con un incremento del 15% nelle prestazioni multi-thread rispetto alla generazione precedente. La CPU mantiene l’affidato schema a 10 core (4 performance + 6 efficiency), offrendo così reattività e potenza computazionale per i progetti complessi.

Memoria unificata: l’infrastruttura del futuro

Con un aumento del 30% nella banda di memoria unificata, che raggiunge ora 153 GBps, il MacBook Pro M5 gestisce applicazioni pesanti e modelli IA di grandi dimensioni senza il collo di bottiglia tipico delle architetture x86 tradizionali. La memoria unificata può arrivare fino a 32 GB, eliminando il problema di dover trasferire dati tra CPU e GPU.

Il capitolo commerciale: bene la qualità, meno il bundle

Sebbene il prezzo sia sceso da 1.949 a 1.849 euro rispetto al modello M4, Apple ha deciso di non includere più l’alimentatore da 70W (ora acquistabile separatamente per 65 euro). Una strategia ormai consolidata che strizza l’occhio alle motivazioni ambientali e alle direttive europee, ma che il consumatore potrebbe percepire come una riduzione del valore.

Ecosistema coeso e autonomia impressionante

Il chip M5 non è esclusivo del MacBook Pro: iPad Pro e Apple Vision Pro condividono la stessa architettura, creando un ecosistema uniformato dove gli sviluppatori possono ottimizzare le app su una piattaforma unica. Parallelamente, Apple dichiara un’autonomia di 24 ore e SSD fino al doppio della velocità rispetto alla generazione precedente.

Le configurazioni disponibili variano dalla versione base (16 GB, 512 GB SSD) fino al modello top da 3.849 euro (32 GB, 4 TB SSD). Per professionisti che lavorano in ambienti con illuminazione complessa, disponibile anche il rivestimento nanotexture al costo di 190 euro.

Ecosistema coeso e autonomia impressionante
Per aziende e professionisti a partire da € 1,59 al giorno + IVA. Noleggio 36 mesi con canone mensile da € 47,71 + IVA con servizio di assistenza per furto e danni accidentali. Contattaci per maggiori informazioni

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    Nuovo ChatGPT Pulse
    Intelligenza artificiale

    OpenAI lancia ChatGPT Pulse per briefing quotidiani proattivi

    OpenAI ha introdotto ChatGPT Pulse giovedì 25 settembre 2025, una funzione di briefing quotidiano proattivo che segna un notevole cambiamento rispetto alle tradizionali interazioni con chatbot AI.
    La nuova funzionalità, attualmente in fase di rilascio per gli abbonati al piano Pro da 200 dollari al mese su dispositivi mobili, trasforma ChatGPT da un servizio reattivo di domande e risposte in un assistente personale che avvia conversazioni con gli utenti.

    La funzione svolge una “ricerca asincrona” durante la notte, analizzando la cronologia chat degli utenti, il feedback e le applicazioni collegate per creare aggiornamenti personalizzati ricevuti ogni mattina sotto forma di schede visive.
    Gli utenti ricevono da cinque a dieci briefing che coprono argomenti che spaziano dalle notizie sportive e raccomandazioni di viaggio fino alla preparazione di riunioni e consigli sulla salute, alla seconda delle loro precedenti interazioni con l’AI.Pubblicato

    Cambiamento di paradigma dell’IA

    ChatGPT Pulse rappresenta la mossa strategica di OpenAI verso sistemi di intelligenza artificiale proattivi che anticipano le esigenze degli utenti invece di limitarsi a rispondere alle domande. “Questo è il primo passo verso un ChatGPT più utile che ti porta in modo proattivo ciò di cui hai bisogno, aiutandoti a fare più progressi così puoi tornare alla tua vita,” ha dichiarato OpenAI nel suo annuncio.

    La funzionalità può integrarsi con Gmail e Google Calendar, consentendo di redigere agende per le riunioni, ricordare agli utenti gli eventi in programma o suggerire ristoranti per i viaggi pianificati. Queste integrazioni sono opzionali e possono essere disattivate in qualsiasi momento, affrontando così le preoccupazioni sulla privacy relative alla condivisione dei dati con i sistemi di intelligenza artificiale.

    OpenAI lancia ChatGPT Pulse per briefing quotidiani proattivi
    OpenAI lancia ChatGPT Pulse per briefing quotidiani proattivi

    Secondo Fidji Simo, CEO di Applications di OpenAI, l’azienda mira a “portare il livello di supporto che solo i più ricchi hanno potuto permettersi e rendere disponibile a tutti nel tempo”. La funzionalità è stata sviluppata con il feedback degli studenti universitari, che hanno riscontrato un aumento dell’utilità quando guidavano attivamente i contenuti che desideravano vedere.

    Concorrenza di Mercato ed Espansione

    Il lancio avviene in un contesto di crescente competizione nel mercato degli assistenti AI, che ha raggiunto i 2,44 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede crescerà con un tasso di crescita annuale composto del 44,63% fino al 2032. Le principali aziende tecnologiche, tra cui Google e Microsoft, stanno sviluppando funzionalità proattive simili per le rispettive piattaforme AI.

    Domande frequenti (FAQ)

    • Cosa può fare ChatGPT Pulse?ChatGPT Pulse è una nuova funzionalità di ChatGPT che rende il chatbot ancora più utile ed efficiente, soprattutto per chi lo utilizza ogni giorno per motivi professionali e per chi necessità di un supporto nella gestione delle attività quotidiane.
    • Come funziona ChatGPT Pulse?ChatGPT Pulse elabora aggiornamenti personalizzati per l’utente ogni giorno, basati sulle conversazioni precedenti e sulle memorie salvate. Può effettuare ricerche autonomamente, collegarsi a Gmail e Google Calendar per suggerimenti personalizzati e presentare consigli su varie attività.
    • Per quanto tempo sono disponibili le schede di ChatGPT Pulse?Le schede di ChatGPT Pulse sono disponibili per sole 24 ore, a meno che non vengano salvate in una conversazione. È possibile richiedere approfondimenti per ciascuna scheda.
    • Chi può utilizzare ChatGPT Pulse?Al momento, ChatGPT Pulse è disponibile in anteprima per gli utenti che utilizzano l’app ufficiale del servizio da smartphone e che hanno un abbonamento Pro. È attualmente in fase di test e diventerà più accurato e accessibile a un numero maggiore di utenti in futuro.

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      Carta identità addio
      Sistemi, Tech

      Addio Carta d’Identità Cartacea: la Guida Completa alla Transizione Digitale del 2026

      Il futuro dell’identità nazionale è digitale, sicuro e integrato. Annunciamo una svolta epocale per tutti i cittadini italiani: la carta d’identità cartacea, un simbolo del passato, si prepara a cedere definitivamente il passo alla sua evoluzione moderna, la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Il 3 agosto 2026 segna la data definitiva: da quel giorno, il vecchio documento cartaceo perderà la sua validità ai fini dell’espatrio, indipendentemente dalla data di scadenza riportata su di esso.

      Questa non è semplicemente una scadenza, ma un’opportunità strategica per abbracciare uno strumento più potente, sicuro e versatile. Comprendiamo che una transizione di questa portata possa generare domande e per questo abbiamo creato una guida esaustiva per navigare il cambiamento con serenità e consapevolezza, trasformando un obbligo normativo in un vantaggio concreto per la vita di tutti i giorni.

      Perché la Carta d’Identità Cartacea Va in Pensione: Sicurezza e Innovazione

      La decisione di mandare in archivio il formato cartaceo deriva direttamente dal Regolamento Europeo (UE) 2019/1157, che mira a innalzare e standardizzare i livelli di sicurezza dei documenti d’identità in tutta l’Unione. Il documento cartaceo italiano, privo di elementi di sicurezza avanzati, non soddisfa più questi requisiti.

      Il punto cruciale è l’assenza della MRZ (Machine Readable Zone), quella zona a lettura ottica, presente su passaporti e CIE, che consente un controllo rapido e automatizzato alle frontiere. Ma le carenze non si fermano qui. La CIE integra un microchip contactless che custodisce i dati anagrafici, la fotografia e le impronte digitali del titolare, proteggendoli con meccanismi crittografici all’avanguardia che rendono la contraffazione estremamente difficile. È un baluardo di sicurezza che il semplice foglio di carta non può più garantire.

      Le Date da Ricordare: Una Transizione Scaglionata

      Sebbene il regolamento europeo preveda un termine ultimo al 2031 per l’adeguamento di tutti i documenti, la mancanza di requisiti minimi di sicurezza come la MRZ ha imposto all’Italia di anticipare la scadenza per i documenti cartacei al 3 agosto 2026. È fondamentale comprendere che questa data invalida il documento per viaggiare all’estero, anche se la scadenza stampata sul retro fosse successiva. Invitiamo quindi ad agire per tempo per evitare qualsiasi inconveniente.

      Come Richiedere la Nuova Carta d’Identità Elettronica (CIE): Il Processo Passo dopo Passo

      Ottenere la propria CIE è un processo strutturato e semplice. Abbiamo delineato ogni fase per offrirvi una guida chiara e completa, eliminando ogni possibile incertezza.

      1. La Prenotazione dell’Appuntamento

      Il primo passo è prenotare un appuntamento presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza o dimora. Il metodo principale è attraverso la piattaforma ministeriale “Agenda CIE”, raggiungibile online. È sufficiente accedere con le proprie credenziali SPID o, ironia della sorte, con la stessa CIE (se si possiedono già i codici PIN e PUK). Molti Comuni offrono anche modalità di prenotazione alternative (telefoniche o allo sportello) per venire incontro a tutte le esigenze. Il nostro consiglio è di non attendere l’ultimo momento: la richiesta di quasi 5 milioni di cittadini si concentrerà a ridosso della scadenza.

      2. I Documenti Necessari per la Richiesta

      Il giorno dell’appuntamento, è indispensabile presentarsi con la seguente documentazione:

      • Una Fototessera Recente: Deve essere a colori, su sfondo bianco, e rispettare i rigidi standard ICAO (gli stessi richiesti per il passaporto). Consigliamo di rivolgersi a un fotografo professionista per evitare che la foto venga respinta.
      • La Vecchia Carta d’Identità: Il documento scaduto o in scadenza deve essere consegnato.
      • In Caso di Furto o Smarrimento: È obbligatorio presentare la denuncia sporta presso le Forze dell’Ordine (Polizia o Carabinieri) e un altro documento di riconoscimento valido (es. passaporto, patente).
      • Tessera Sanitaria o Codice Fiscale: Per velocizzare e confermare i dati anagrafici.

      3. Il Costo e i Tempi di Consegna

      Il costo per il rilascio della CIE è fissato per legge ed è pari a 22,21 euro (16,79 euro per stampa e spedizione a carico del Poligrafico dello Stato, più i diritti di segreteria comunali). Il pagamento avviene solitamente tramite POS direttamente allo sportello.

      La CIE non viene consegnata immediatamente. Viene prodotta dal Poligrafico e Zecca dello Stato e spedita entro 6 giorni lavorativi all’indirizzo di residenza indicato dal cittadino o presso il Comune, per un successivo ritiro.

      graph TD
          A["Inizia Qui: Hai una Carta d'Identita Cartacea"] --> B{"Prenota l'Appuntamento"};
          B --> C["Accedi al portale Agenda CIE con SPID/CIE"];
          B --> D["Oppure: Contatta il tuo Comune"];
          C & D --> E["Prepara i Documenti"];
          E --> F["1. Fototessera a norma ICAO"];
          E --> G["2. Vecchio Documento o Denuncia"];
          E --> H["3. Tessera Sanitaria"];
          F & G & H --> I["Recati all'Anagrafe"];
          I --> J["Verifica Dati, Impronte e Firma"];
          J --> K{"Paga 22.21 euro"};
          K --> L["Scegli la Modalita di Consegna"];
          L --> M["A Casa Tua"];
          L --> N["In Comune"];
          M & N --> O["Ricevi la CIE entro 6 Giorni Lavorativi"];
          O --> P["Fine: Sei Pronto per il Futuro"];
      
          style A fill:#0047AB,color:#fff,stroke:#333,stroke-width:2px
          style P fill:#2E8B57,color:#fff,stroke:#333,stroke-width:2px
          style B fill:#ADD8E6,color:#000
          style K fill:#FFD700,color:#000

      I Superpoteri della CIE: Molto Più di un Semplice Documento

      Considerare la CIE solo un sostituto della carta cartacea è riduttivo. Questo documento è una vera e propria chiave d’accesso per il mondo digitale.

      Identità Digitale di Livello Superiore: Oltre SPID

      La CIE, attraverso i codici PIN e PUK forniti al momento della richiesta, abilita l’identità digitale “CieID”. Questa permette di accedere in modo sicuro a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, portali sanitari regionali) e dei privati aderenti. Grazie ai suoi elevati standard di sicurezza, riconosciuti a livello europeo (eIDAS), la CieID si pone come il naturale successore di SPID, offrendo un’autenticazione più forte e integrata. Con uno smartphone dotato di tecnologia NFC, è possibile autenticarsi semplicemente avvicinando la carta al dispositivo.

      Viaggiare in Europa e Oltre

      La CIE è un documento di viaggio valido per l’espatrio in tutti i Paesi dell’Unione Europea e in altri Stati con cui l’Italia ha specifici accordi. La sua conformità agli standard internazionali ne garantisce un riconoscimento rapido e universale, semplificando i controlli alle frontiere.

      Gestione dei Casi Particolari: Risposte alle Domande Frequenti

      Affrontiamo ora alcune situazioni specifiche per fornire la massima chiarezza.

      • Cittadini Italiani Residenti all’Estero (AIRE): Anche per i cittadini iscritti all’AIRE, la CIE sta diventando lo standard. È possibile richiederla presso i consolati abilitati. Invitiamo a verificare la situazione specifica con la propria sede consolare di riferimento.
      • Richieste d’Urgenza: La procedura d’emergenza che permetteva il rilascio di un documento cartaceo per motivi di viaggio imminenti non sarà più praticabile dopo il 3 agosto 2026. Questo rafforza ulteriormente il nostro invito a pianificare per tempo la sostituzione.
      • Minori: Per il rilascio della CIE valida per l’espatrio a un minore, è necessaria la presenza del minore stesso e di entrambi i genitori. Se un genitore è assente, è richiesto un atto di assenso.

      La transizione verso la Carta d’Identità Elettronica rappresenta un passo cruciale nell’evoluzione digitale del nostro Paese. È un invito a dotarsi di uno strumento che non solo ci identifica, ma ci proietta in una dimensione di servizi più efficiente, sicura e moderna. Accogliamo questo cambiamento come il progresso che è, assicurandoci di arrivare preparati alla scadenza del 2026 per continuare a viaggiare, lavorare e vivere senza interruzioni, con la sicurezza di avere il futuro nel portafoglio.

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        Blockchain

        Blockchain: La rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo

        Cos’è la blockchain?

        La blockchain è una tecnologia rivoluzionaria che sta trasformando il modo in cui le informazioni vengono registrate, condivise e verificate. È una rete decentralizzata e distribuita di database digitali, in cui le transazioni e i dati vengono registrati in modo sicuro, trasparente e immutabile.

        Alla base di essa c’è un sistema di crittografia che garantisce l’integrità dei dati e la sicurezza delle transazioni. Ogni nuovo blocco di informazioni viene aggiunto alla catena in modo sequenziale, creando una cronologia permanente e verificabile di tutte le attività.

        Questa tecnologia offre numerosi vantaggi, tra cui l’eliminazione degli intermediari, la riduzione dei costi, l’aumento della trasparenza e la maggiore efficienza nei processi.

        Storia della blockchain

        Questa tecnologia ha le sue origini nel 2008, quando Satoshi Nakamoto, un misterioso individuo o gruppo, pubblicò un documento tecnico che descriveva un sistema di pagamento elettronico peer-to-peer, noto come Bitcoin. Questa criptovaluta è stata la prima applicazione pratica della tecnologia blockchain.

        Negli anni successivi, ha guadagnato sempre più attenzione e interesse da parte di aziende, governi e ricercatori di tutto il mondo. Sono state sviluppate diverse piattaforme e applicazioni blockchain, come Ethereum, Hyperledger e Corda, che hanno ampliato le possibilità di utilizzo della tecnologia.

        blockchain

        Oggi, è considerata una delle principali innovazioni tecnologiche del XXI secolo, con il potenziale di rivoluzionare numerosi settori, dall’economia alla finanza, passando per la sanità, l’energia e la supply chain.

        Come funziona?

        La blockchain funziona attraverso un sistema di registrazione distribuito, in cui i dati vengono memorizzati in blocchi interconnessi. Ogni nuovo blocco contiene una serie di transazioni, che vengono verificate e confermate dalla rete di nodi (computer) che partecipano al sistema.

        Quando una transazione viene effettuata, essa viene inviata a tutti i nodi della rete, che la verificano e la aggiungono a un nuovo blocco. Questo blocco viene poi aggiunto alla catena esistente, creando una cronologia immutabile e trasparente di tutte le attività.

        La crittografia e il consenso distribuito sono alla base del funzionamento della blockchain. Ogni blocco contiene un hash, ovvero una sequenza di caratteri che identifica in modo univoco il contenuto del blocco. Questo hash viene utilizzato per collegare i blocchi tra loro, creando una catena di dati sicura e affidabile.

        Utilizzo della blockchain in diverse industrie

        La blockchain ha il potenziale di trasformare numerosi settori industriali. Ecco alcuni esempi di come questa tecnologia viene applicata in diversi ambiti:

        1. Finanza: La blockchain è ampiamente utilizzata nel settore finanziario per facilitare i pagamenti, le transazioni di criptovalute, la gestione dei prestiti e l’accesso ai servizi bancari.
        2. Supply Chain: può migliorare la tracciabilità e la trasparenza delle catene di approvvigionamento, garantendo l’autenticità dei prodotti e riducendo i rischi di frode.
        3. Sanità: La blockchain può essere utilizzata per archiviare in modo sicuro e condividere i dati sanitari dei pazienti, migliorando la collaborazione tra professionisti e la tutela della privacy.
        4. Energia: può facilitare la gestione e la distribuzione dell’energia rinnovabile, consentendo transazioni peer-to-peer e la creazione di mercati energetici decentralizzati.
        5. Identità digitale: può essere utilizzata per creare e gestire identità digitali sicure, offrendo un maggiore controllo e protezione dei dati personali.
        6. Voto elettronico: può migliorare l’integrità e la trasparenza dei processi elettorali, garantendo l’autenticità dei voti e l’anonimato degli elettori.

        Queste sono solo alcune delle numerose applicazioni della blockchain, che sta dimostrando il suo potenziale in un’ampia gamma di settori.

        Opportunità e offerte

        Questa tecnologia offre numerose opportunità di innovazione e trasformazione digitale. Ecco alcuni dei principali vantaggi della tecnologia blockchain:

        1. Decentralizzazione: La blockchain elimina la necessità di intermediari centrali, permettendo transazioni dirette tra le parti coinvolte.
        2. Trasparenza: Tutte le transazioni e i dati registrati sulla blockchain sono pubblici e verificabili da chiunque, aumentando la fiducia e la responsabilità.
        3. Sicurezza: La crittografia e il consenso distribuito la rendono un sistema estremamente sicuro e resistente agli attacchi.
        4. Efficienza: può automatizzare e semplificare numerosi processi, riducendo i tempi e i costi delle transazioni.
        5. Tracciabilità: crea una cronologia immutabile di tutte le attività, facilitando la tracciabilità e la verifica delle informazioni.
        6. Inclusione finanziaria: può offrire servizi finanziari a persone e comunità che altrimenti non avrebbero accesso a tali risorse.
        blockchain

        Queste opportunità stanno attirando l’interesse di aziende, governi e organizzazioni di tutto il mondo, che stanno investendo nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni blockchain.

        Impatto sull’intelligenza artificiale (AI)

        La blockchain e l’intelligenza artificiale (AI) sono tecnologie complementari che possono essere integrate per creare soluzioni ancora più potenti.

        Essa difatti può fornire all’AI un database sicuro e affidabile, in cui memorizzare i dati necessari per l’addestramento e l’esecuzione di algoritmi di apprendimento automatico. Allo stesso tempo, l’AI può essere utilizzata per migliorare l’efficienza e l’automazione dei processi blockchain, attraverso l’analisi dei dati e la presa di decisioni intelligenti.

        Alcune aree in cui la combinazione di blockchain e AI può avere un impatto significativo includono:

        • Finanza: L’AI può essere utilizzata per l’analisi dei dati finanziari e la gestione automatizzata degli investimenti sulla blockchain.
        • Supply Chain: L’AI può migliorare la previsione della domanda e ottimizzare i flussi logistici all’interno di una catena di approvvigionamento basata su di essa.
        • Sanità: L’AI può essere utilizzata per l’analisi dei dati sanitari archiviati al suo interno, al fine di migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie.
        • Identità digitale: L’AI può essere impiegata per la verifica automatica delle identità digitali registrate sulla blockchain.

        Questa sinergia tra blockchain e AI sta aprendo nuove frontiere per l’innovazione e la trasformazione digitale in diversi settori.

        Sicurezza nella blockchain

        La sicurezza è uno degli aspetti chiave di questa tecnologia. Grazie all’utilizzo della crittografia e del consenso distribuito, la blockchain offre un elevato livello di sicurezza e integrità dei dati.

        Ecco alcuni dei principali meccanismi di sicurezza presenti nella blockchain:

        1. Crittografia: Ogni transazione e ogni blocco sulla blockchain sono crittografati, rendendo i dati praticamente impossibili da alterare.
        2. Consenso distribuito: La validazione delle transazioni avviene attraverso un processo di consenso tra i nodi della rete, che devono concordare sulla correttezza dei dati prima di aggiungerli alla catena.
        3. Immutabilità: Una volta registrati sulla blockchain, i dati non possono essere modificati o cancellati, garantendo la tracciabilità e l’integrità delle informazioni.
        4. Anonimato: I partecipanti alla rete blockchain possono mantenere l’anonimato, grazie all’utilizzo di chiavi pubbliche e private per le transazioni.
        5. Resilienza: La natura decentralizzata di questa tecnologia la rende altamente resiliente agli attacchi, in quanto non esiste un singolo punto di vulnerabilità.

        Queste sono caratteristiche di sicurezza che la rendono una tecnologia particolarmente adatta per applicazioni che richiedono un elevato livello di fiducia e integrità dei dati, come i pagamenti, i contratti intelligenti e la gestione delle identità digitali.

        Campi di utilizzo

        Le applicazioni della blockchain sono molteplici e in continua espansione. Ecco alcuni esempi di ciò che si può fare con questa tecnologia:

        1. Pagamenti e trasferimenti di denaro: può essere utilizzata per effettuare transazioni finanziarie sicure e istantanee, senza la necessità di intermediari.
        2. Contratti intelligenti: I contratti intelligenti (smart contracts) sono programmi automatizzati che eseguono automaticamente le condizioni di un accordo, garantendo la trasparenza e l’affidabilità delle transazioni.
        3. Tracciabilità della supply chain: può essere utilizzata per tracciare l’origine e il percorso di un prodotto lungo tutta la catena di approvvigionamento, migliorando la trasparenza e la sicurezza.
        4. Gestione delle identità digitali: può essere impiegata per creare e gestire identità digitali sicure, offrendo alle persone il controllo dei propri dati personali.
        5. Voto elettronico: può essere utilizzata per garantire l’integrità e la trasparenza dei processi elettorali, assicurando l’autenticità dei voti e l’anonimato degli elettori.
        6. Registri delle proprietà: può essere utilizzata per registrare e gestire i diritti di proprietà in modo sicuro e trasparente.
        7. Gestione dei dati sanitari: può essere impiegata per archiviare e condividere in modo sicuro i dati sanitari dei pazienti, migliorando la collaborazione tra professionisti e la tutela della privacy.
        blockchain

        Queste sono solo alcune delle numerose applicazioni della blockchain, che sta dimostrando il suo potenziale in una vasta gamma di settori.

        Corsi e formazioni sulla blockchain

        Data la crescente importanza della blockchain, sono numerose le opportunità di formazione e aggiornamento su questa tecnologia. Ecco alcuni esempi di corsi e programmi disponibili:

        1. Corsi universitari: Molte università offrono corsi di laurea, master e specializzazioni in blockchain e tecnologie correlate.
        2. Corsi online: Piattaforme come Coursera, Udemy e edX propongono una vasta selezione di corsi online sulla blockchain, adatti a diversi livelli di esperienza.
        3. Certificazioni professionali: Organizzazioni come la Blockchain Training Alliance e la Blockchain Council offrono certificazioni riconosciute a livello internazionale per dimostrare le competenze in ambito blockchain.
        4. Workshops e seminari: Diverse aziende e associazioni organizzano regolarmente workshop, seminari e conferenze sulla blockchain, per approfondire temi specifici e condividere le ultime tendenze.
        5. Corsi aziendali: Molte aziende offrono programmi di formazione interni per i propri dipendenti, al fine di sviluppare competenze specifiche sulla blockchain e le sue applicazioni.

        Investire nella formazione e nell’aggiornamento sulle tecnologie blockchain è fondamentale per rimanere competitivi in un mercato in rapida evoluzione.

        Conclusioni

        La blockchain è una tecnologia rivoluzionaria che sta trasformando il modo in cui le informazioni vengono registrate, condivise e verificate. Grazie alla sua natura decentralizzata, sicura e trasparente, la blockchain sta aprendo nuove frontiere per l’innovazione in numerosi settori, dalla finanza all’energia, passando per la sanità e la supply chain.

        Sebbene la blockchain sia ancora una tecnologia emergente, il suo potenziale è già ampiamente riconosciuto a livello globale. Aziende, governi e organizzazioni di tutto il mondo stanno investendo nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni blockchain, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la trasparenza dei loro processi.Se desideri approfondire le tue conoscenze sulla blockchain e le sue applicazioni, ti invitiamo a consultare la nostra selezione di corsi e programmi di formazione. Scopri come questa tecnologia rivoluzionaria può trasformare il tuo settore e il tuo business.

        La rivoluzione digitale della blockchain è solo all’inizio, e il futuro di questa tecnologia promette ancora molte sorprese e opportunità. Rimani aggiornato sugli sviluppi della blockchain e preparati a cogliere le sfide e le opportunità che questa innovazione porterà.

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          Applicazioni, Consulenza

          Remote desktop, controlla da remoto il tuo pc!

          Impostazioni, guida e trucchi su come utilizzare la funzione Remote Desktop su Windows 11 per controllarlo ovunque tu sia

          Accedere al tuo PC da remoto è diventato semplice con l’introduzione di Remote Desktop in Windows 11 Pro. Hai mai avuto bisogno di un file importante sul tuo computer di casa mentre eri fuori sede?

          O forse dovevi risolvere un problema tecnico per un amico o un familiare, ma non potevi andare di persona? Non preoccuparti! In questa guida, ti mostreremo passo dopo passo come utilizzare questa funzione, sia nella versione Pro che nella versione Home di Windows 11.

          Windows 11 Pro

          Se stai utilizzando un PC con Windows 11 Pro, hai la possibilità di accedere remotamente a un altro computer grazie alla funzione integrata di Remote Desktop.

          Per farlo, devi solo configurare le impostazioni tramite l’app dedicata. Inizialmente, dovrai preparare il sistema per una sessione di desktop remoto e poi potrai accedere al computer da un altro PC, ovunque tu sia nel mondo.

          Configura il Pc

          Hai bisogno di abilitare la funzionalità Remote Desktop poiché non è attiva per impostazione predefinita. Ecco i passaggi corretti da seguire:

          1. Apri l’app Impostazioni di Windows 11.
          2. Seleziona Sistema e clicca su Remote Desktop.
          3. Accanto alla voce Remote Desktop, sposta la levetta da sinistra a destra per attivare questa funzione.
          4. Una volta visualizzata la schermata successiva, conferma cliccando sul pulsante appropriato.
          windows 11 remote desktop

          Connettersi in sicurezza

          Di default, l’accesso a una sessione remota avviene tramite l’account amministratore di Windows. Tuttavia, puoi modificare questa impostazione accedendo alla sezione Remote Desktop Users.

          Qui, clicca su Aggiungi per inserire un nuovo utente e il gioco è fatto. Inoltre, ti consigliamo di attivare l’opzione per richiedere ai dispositivi di utilizzare l’autenticazione a livello di rete per connettersi, così da prevenire connessioni non autorizzate al desktop remoto.

          L’app di Microsoft

          Dopo aver completato la configurazione iniziale del computer da controllare a distanza, spostati sul PC che controllerà la prima postazione e scarica gratuitamente l’app Remote Desktop Microsoft dal Microsoft Store . Puoi anche trovare l’app per iPhone sull’App Store e per smartphone Android su Google Play Store. Una volta installata l’app, aprila e segui i passaggi descritti di seguito.

          Remote desktop

          Nella schermata iniziale dell’app Desktop remoto, seleziona ‘Aggiungi’ e poi ‘PC’. Inserisci il nome o l’indirizzo IP del computer da controllare.

          Remote desktop
          Remote desktop
          Remote desktop

          Aggiungi un account utente, se necessario, e fai clic su ‘Salva’ per memorizzare le informazioni. Infine, per connetterti al computer selezionato, fai clic su ‘Inizia’ o aggiungi il collegamento al menu Start.

          Versioni precedenti di Windows

          All’inizio abbiamo chiarito che la funzionalità Remote Desktop non è disponibile su Windows 11 Home. Per utilizzarla, hai due opzioni: effettuare l’upgrade alla versione Pro o utilizzare Chrome Remote Desktop.

          Quest’ultimo consente di accedere al PC da remoto, purché sia installato un browser Internet basato su Chromium, il progetto open source da cui è nato Google Chrome e altri.

          Chrome Remote Desktop

          Per configurare l’accesso remoto tramite il browser Chrome, segui questi passaggi:

          Remote desktop chrome
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          1. Avvia Google Chrome e visita https://remotedesktop.google.com. Se non lo hai già fatto, effettua l’accesso al tuo account Google. Successivamente, fai clic sul pulsante ‘Accedi al mio computer’ per attivare la funzione di accesso remoto (fig 1).
          2. Di default, l’opzione selezionata è “Accesso remoto“. Ora, nella sezione “Configura l’accesso remoto“, clicca sul pulsante di download per avviare la configurazione (fig 2).
          3. Sarai reindirizzato alla pagina di Chrome Remote Desktop nel Chrome Web Store: per scaricare l’estensione, è sufficiente un clic su “Aggiungi” (fig 3).
          4. Torna alla schermata principale di Chrome Remote Desktop, pigia di nuovo sul pulsante di Download per scaricare stavolta l’app, dopodiché procedi con l’installazione (fig 4).
          5. Dopo aver installato il programma, torna al sito indicato nel punto 1. Nella schermata “Scegli un nome”, inserisci un nome per il computer da controllare e poi clicca su “Avanti per continuare.”
          6. Nella successiva schermata “Scegli un PIN“, scegli un codice PIN di almeno 6 cifre che fungerà da password per la connessione al tuo computer da remoto. Una volta fatto ciò, premi il pulsante “Avvia“.
          7. Se hai seguito tutte le istruzioni, dovresti vedere comparire la schermata n 7.
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          Accedi con Chrome Remote Desktop

          Ora sei pronto per accedere al tuo PC da qualsiasi altro browser connesso a Internet. Tutto ciò che devi fare è aprire il browser Chrome sul dispositivo scelto. Si nota che per realizzare l’articolo è stato utilizzato un iPhone 12 Pro Max aggiornato all’ultima versione di iOS. Ecco i passaggi da seguire per accedere al PC tramite browser:

          1. Apri Google Chrome, visita https://remotedesktop.google.com e tocca su “Accedi al mio computer”. Nella nuova schermata, seleziona il tuo computer precedentemente salvato.
          2. Ora inserisci il PIN e decidi se vuoi memorizzarlo sul dispositivo o meno. Successivamente, premi il pulsante della freccia per completare la connessione (fig 8).
          3. Dopo alcuni istanti, vedrai comparire sul tuo PC il messaggio di conferma: ‘Il tuo desktop è attualmente condiviso con [tua email].
          4. Se stai usando un dispositivo mobile, sullo schermo del dispositivo da cui sei connesso in remoto vedrai la schermata del tuo PC. Puoi spostare il cursore del mouse trascinando semplicemente il dito sul display.
          5. Puoi interrompere l’accesso remoto dal PC condiviso cliccando sul pulsante “Interrompi condivisione”.
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            Formazione

            Applicazioni che minano la nostra privacy


            La necessità di valutare attentamente l’assegnazione di permessi alle applicazioni è fondamentale, poiché autorizzazioni superflue potrebbero compromettere la stabilità del dispositivo e la tutela della privacy.

            Il consiglio di riflettere attentamente prima di concedere permessi alle applicazioni è assolutamente valido. Spesso, le applicazioni richiedono una serie di autorizzazioni per accedere a funzionalità specifiche del dispositivo. Oppure per raccogliere dati che potrebbero essere utilizzati per migliorare l’esperienza dell’utente o per scopi di marketing. Tuttavia, è importante essere consapevoli di quali autorizzazioni stiamo concedendo e valutare se sono effettivamente necessarie per il funzionamento dell’applicazione.

            Quando installiamo un’app dal Play Store, concediamo autorizzazioni che dipendono dalla natura dell’app stessa. Sebbene sia comprensibile che un’app meteorologica richieda l’accesso alla posizione, altre richieste di permessi, come fotocamera o notifiche, possono sollevare dubbi. Una ricerca di NordVPN rivela che molte app, il 87% su Android e il 60% su iPhone, richiedono permessi non strettamente necessari, spesso con l’intento di ottenere e commercializzare dati personali degli utenti. L’abuso dei permessi rimane una preoccupazione, anche per possibili attacchi informatici.

            Permessi a tempo

            Fino a Android 5.0, le app richiedevano tutti i permessi in blocco durante l’installazione, obbligando gli utenti ad accettarli contemporaneamente. Con le versioni più recenti, i permessi devono essere concessi uno alla volta, dando agli utenti la possibilità di negarne alcuni e installare l’app con funzionalità limitate se necessario. Da Android 11, se un’app rimane inutilizzata per più di tre mesi, il sistema revoca automaticamente i permessi precedentemente concessi.

            Alcuni permessi critici per la privacy, come l’accesso al microfono, sono essenziali per alcune app. In caso di preoccupazioni, gli utenti possono richiedere all’app di chiedere l’autorizzazione ogni volta. D’altra parte, le autorizzazioni di accessibilità e amministrazione del dispositivo sono particolarmente sensibili, permettendo modifiche e controllo completo, incluso l’accesso remoto e la modifica delle password.

            Privacy

            Secondo una ricerca di Statista, ogni utente Android ha in media installate 90 app sul proprio smartphone, utilizzandone solo 9 al giorno e 30 al mese. Questo comporta la presenza di numerose app inutilizzate, generando problemi di spazio e privacy poiché l’installazione richiede diverse autorizzazioni per ciascuna app. A partire da Android 11, Google ha introdotto la rimozione automatica delle autorizzazioni non utilizzate da più di tre mesi. Tuttavia, è consigliabile effettuare controlli periodici sulle app e sulle autorizzazioni concesse.

            privacy

            La frammentazione delle versioni di Android, dovuta alle personalizzazioni dei produttori, complica la definizione di un percorso unico nel sistema. Nelle versioni più recenti, come Android 14, la sezione Privacy è integrata in Sicurezza, consentendo di visualizzare e controllare le autorizzazioni concesse alle singole app. In alternativa, è possibile controllare i singoli permessi dalla sezione App, ma si suggerisce di iniziare dalla sezione Sicurezza per ottenere una visione d’insieme delle autorizzazioni.

            Pannello di controllo

            L’ultima versione di Android presenta un pannello di controllo dei permessi all’interno del menu Dashboard, nella sezione Privacy. Questo pannello consente di monitorare le app che hanno richiesto i permessi, con una dettagliata suddivisione della cronologia.

            permessi

            Ad esempio, nelle ultime 24 ore, nove app, tra cui Instagram, AccuWeather, IIMeteo.it, app di sistema di Google e un’app bancaria, hanno richiesto l’accesso alla posizione. La richiesta di accesso alla fotocamera è stata effettuata tre volte, principalmente da Instagram e dall’app di sistema Fotocamera. Il microfono è stato richiesto una volta, dall’app di fitness Samsung Health, senza un motivo chiaro.

            Le altre autorizzazioni non hanno evidenziato richieste sospette, tranne per l’app Kiwi, di cui non ci ricordavamo e che ha richiesto l’accesso alla rubrica, autorizzazione successivamente revocata.

            Gestione autorizzazioni

            La suddivisione completa delle autorizzazioni ha rivelato che, oltre alle app che hanno richiesto determinati permessi, è possibile identificare anche le app a cui è stato negato l’accesso a tali autorizzazioni. Ad esempio, sia WhatsApp che Facebook hanno tentato di accedere ai registri delle chiamate. Una richiesta considerata non necessaria e che potrebbe suscitare preoccupazioni sulla privacy.

            autorizzazioni

            Anche se queste sono applicazioni comunemente utilizzate, il solo tentativo di accedere a tali dati potrebbe spingere gli utenti a considerare la disinstallazione. Un totale di 65 app ha cercato, senza successo, di accedere alla rubrica telefonica, portando alla decisione di disinstallarne oltre la metà. Questo tipo di azione da parte degli utenti potrebbe contribuire a risolvere il problema delle app invadenti eccessivamente in cerca di autorizzazioni.

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              Formazione, Sicurezza informatica

              Cybersecurity in Italia

              Ogni anno, in Italia, si verificano con successo numerosi attacchi informatici, e questa situazione sempre più inquietante richiede l’implementazione di soluzioni per preservare la sicurezza informatica. Determinare con precisione il numero esatto di attacchi condotti dagli hacker di anno in anno può risultare complicato, principalmente a causa della sottosegnalazione o della mancata individuazione di molte di tali attività.

              Ma come fare?

              Al fine di migliorare la protezione contro potenziali minacce, è consigliabile adottare adeguate misure per rafforzare la sicurezza informatica. In questo contesto, l’utilizzo di una VPN in Italia consente agli utenti di trasmettere e ricevere dati in modo crittografato e sicuro. Nonostante sia un approccio molto efficace, va notato che questa non rappresenta l’unica soluzione adottata nel nostro Paese.

              I dati del Clusit

              Nel corso del 2022, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, Clusit, ha pubblicato un rapporto che evidenzia un aumento significativo degli attacchi informatici in Italia. Il numero di questi attacchi ha raggiunto quota 188 nell’anno precedente, registrando addirittura un incremento del 169% rispetto al 2021.

              Questo dato indica un crescente interesse degli hacker nei confronti dell’Italia, e quando riescono ad infiltrarsi nelle infrastrutture del paese, le conseguenze sono spesso gravi. Nel 83% dei casi di successo, i danni ai sistemi informatici italiani hanno avuto un impatto significativo.

              Nel corso del 2022, il settore maggiormente preso di mira è stato quello governativo, con il 20% degli attacchi informatici diretti ai siti ministeriali o ai sistemi collegati all’esecutivo. Questo trend sembra persistere anche nel 2023, con già tre casi significativi di compromissione informatica nei confronti del governo. Di fronte a questa situazione, le autorità sono pronte a prendere misure per affrontare la minaccia.

              Le soluzioni ci sono

              Per affrontare la sfida degli attacchi informatici, il governo italiano ha adottato diverse misure allo scopo di potenziare la cybersicurezza. Al fine di essere preparato in modo adeguato, sono stati destinati 623 milioni di euro dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la crescita digitale e la sicurezza informatica. Questo finanziamento mira a migliorare l’organizzazione e la robustezza delle difese contro le minacce digitali.

              Sebbene questa strategia sia promettente, il Ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, sottolinea l’importanza di investire nella formazione e nell’informazione della cittadinanza. Una popolazione consapevole è fondamentale per affrontare le minacce digitali, e la conoscenza delle tipologie di attacchi più comuni e delle contromisure è cruciale. La consapevolezza su come riconoscere e difendersi da attacchi come il phishing rappresenta la base per una presenza sicura online. È consigliato essere cauti, verificare l’autenticità delle comunicazioni e dei siti web prima di condividere informazioni personali.

              Inoltre, ci sono pratiche di sicurezza consigliate per navigare in un ambiente digitalizzato. L’utilizzo di servizi VPN è consigliato per difendere i dispositivi da accessi non autorizzati. La variazione regolare delle password, preferibilmente complesse, aiuta a prevenire la compromissione dei dati. L’installazione e l’aggiornamento regolare di software antivirus sui sistemi operativi sono fondamentali, così come effettuare frequenti backup dei dati per evitare ricatti in caso di furto di informazioni.

              I nostri servizi

              Noi di Enjoy forniamo Servizi Informatici tra cui proprio la sicurezza informatica di cui abbiamo visto l’importanza in questo articolo oltre che servizi di assistenza e consulenza.
              Per tutti i nostri servizi puoi visitare il seguente indirizzo: Base servizi Enjoy – www.enjoysystem.it.

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                Formazione, Sicurezza informatica, Software

                Password dimenticata? Ecco come recuperarla

                La Necessità di un Gestore di Password

                Se non usiamo un gestore di password online, come LastPass, oppure non utilizziamo il Gestore delle password di Google, che le archivia automaticamente, potremmo trovarci in situazioni problematiche.

                E su Windows?

                La situazione più comune è quella di un computer Windows protetto da una password locale invece di un PIN collegato all’account Microsoft. Tuttavia, specialmente sui computer meno recenti, potrebbe essere necessario resettare la password direttamente dal BIOS, se ci si dimentica quella locale. Anche se potrebbe sembrare complicato, esistono strumenti online e alcuni di essi offrono versioni di prova per testarne l’efficacia.

                PassFab 4Winkey: La Soluzione per il Recupero delle Password di Windows

                Se hai mai dimenticato la password per accedere al tuo computer con sistema operativo Windows, sai quanto possa essere stressante. Fortunatamente, esiste una soluzione affidabile e potente per risolvere questo problema: PassFab 4Winkey.

                Recupero delle Password di Windows

                Perdere o dimenticare la password di Windows può sembrare un incubo, ma con PassFab 4Winkey, puoi risolvere rapidamente questo problema. Questa potente utility è progettata per aiutarti a recuperare o reimpostare quella di accesso al tuo sistema operativo Windows.

                Facile da Usare

                La semplicità d’uso è una delle caratteristiche distintive di PassFab 4Winkey. Anche se non sei un esperto tecnico, sarai in grado di utilizzare questo software senza problemi. Il processo di recupero è guidato da un’interfaccia intuitiva che ti porta passo dopo passo attraverso il processo.

                Una guida all’utilizzo

                Abbiamo effettuato un test di PassFab 4Winkey. Inizialmente, abbiamo utilizzato la versione di prova e successivamente abbiamo optato per quella commerciale al costo di 20 euro. Il meccanismo è sorprendentemente diretto e veloce: dopo aver installato il software su un altro computer (che può anche essere un Mac), abbiamo collegato una chiavetta USB e seguito le istruzioni del software per creare un’unità Flash di ripristino. Quest’ultima sarebbe stata inserita nel computer del quale avevamo dimenticato la password, accedendo al menu delle impostazioni del BIOS.

                Immagine che mostra la schermata iniziale di PassFab 4WinKey

                Qui trovi la guida completa

                A seconda del modello del computer in uso, l’accesso al BIOS potrebbe richiedere la pressione di tasti come Canc, F2 o F12. Comunque, è relativamente semplice identificare la combinazione giusta per il nostro PC mediante un rapido ricorso a un motore di ricerca. Una volta giunti a questo punto, abbiamo modificato l’ordine di avvio, collocando la chiavetta USB in prima posizione, e successivamente riavviato il computer. Dall’apertura della finestra che si sarebbe presentata, avremmo avuto la possibilità di reimpostare la password dell’amministratore locale di Windows, la password dell’ospite o addirittura quella di Microsoft. Una volta completate queste operazioni, avremmo rimosso la chiavetta USB e riavviato il PC.

                Altre soluzioni?

                Non va tuttavia dimenticato che un tool per il recupero delle password è disponibile gratuitamente da almeno dieci anni: ci riferiamo a Ophcrack, un software open source. Tuttavia, va notato che Ophcrack funziona solamente con versioni di Windows fino alla 7 e recupera le password tramite gli hash LM e NTLM, sfruttando le Rainbow Tables. È importante notare che il software raggiunge buoni risultati proprio perché i sistemi di codifica utilizzati da Microsoft non impiegano il “salting,” una tecnica impiegata, invece, da sistemi operativi come Linux e Mac, che li rende notevolmente più resistenti agli attacchi di forza bruta.

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                  Già in passato abbiamo parlato del recupero password in questo articolo!

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                  Sicurezza informatica

                  VPN illimitata e 1 TB in cloud a meno di 6 €/mese

                  Con il piano Completo di NordVPN è possibile accedere a una VPN illimitata e a 1 TB in cloud a meno di 6 euro al mese.

                  Unire più servizi in un unico abbonamento conviene: la conferma arriva dal piano Completo di NordVPN che, con l’abbonamento biennale, ora costa 5,79 euro al mese mettendo a disposizione la VPN illimitata, un Password Manager, da utilizzare su tutti i propri dispositivi, e 1 TB in cloud. 

                  Da notare, inoltre, che l’offerta include anche 3 mesi gratis extra (per un totale di 27 mesi di abbonamento) e un Buono Amazon da 30 euro in regalo. Si tratta, quindi, di un abbonamento completo e in grado di garantire l’accesso a 3 servizi differenti con un costo ridotto.

                  In alternativa, NordVPN è attivabile senza servizi aggiuntivi e con un prezzo d 3,79 euro al mese. Tutti i dettagli sono accessibili tramite il sito ufficiale di NordVPN.

                  VPN, Password Manager e 1 TB in cloud con NordVPN

                  Scegliere NordVPN consente l’accesso a una VPN illimitata che include:

                  • la crittografia del traffico dati
                  • una politica no log che azzera il tracciamento
                  • un network di migliaia di server sparsi in tutto il mondo per aggirare le censure online grazie alla possibilità di geolocalizzare la propria posizione
                  • la possibilità di utilizzo da 6 dispositivi differenti

                  NordVPN, scegliendo il piano biennale, costa 3,79 euro al mese. Con l’aggiunta del Password Manager e dell’accesso a 1 TB in cloud, invece, il costo è di appena 2 euro in più al mese ovvero 5,79 euro al mese. 

                  Da notare che il piano biennale di NordVPN garantisce:

                  • 3 mesi extra, per un totale di 27 mesi
                  • un Buono Amazon da 30 euro in regalo (scegliendo il piano Completo)
                  Man using a switch to select a secure VPN connection. Virtual Protection Network and online privacy concept. Composite image between a hand photography and a 3D background.

                  Per attivare NordVPN è disponibile il link qui di sotto.

                  Ricordiamo che la VPN prevede la fatturazione anticipata per il piano biennale, con possibilità di pagare in 3 rate senza interessi con PayPal. C’è anche una garanzia di rimborso a 30 giorni che consente di “provare” la VPN e, eventualmente, richiedere un rimborso integrale della spesa sostenuta.

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