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Formazione, Sistemi

Cosa presenterà Apple l’8 marzo?

Cosa presenterà Apple l’8 marzo?; nell’invito si fa riferimento alle prestazioni dei nuovi dispositivi ma come sempre non si svela nulla. Però tutte le indiscrezioni online puntano a tre nuovi dispositivi.

Dopo molte indiscrezioni, la conferma: il prossimo evento di Apple si terrà l’8 marzo.

L’azienda di Cupertino ha infatti diramato gli inviti ufficiali, accompagnati come di consueto, da uno slogan: “Peek Performance”, gioco di parole tra “peak”, picco, e “peek”, sbirciare.

Comunque si parlerà di prestazioni, quindi verosimilmente al centro dell’attenzione ci saranno i processori: quelli per computer e quelli per iPhone. 

Quasi certo, un nuovo iPhone, la versione 5G del modello SE, risalente a due anni fa.

Il dispositivo sarà caratterizzato da un design identico all’attuale, ma con l’ultimo chip A15 Bionic, e dunque prestazioni molto superiori.

Potrebbe arrivare un nuovo iPad Pro con ricarica MagSafe, ma certamente ci sarà un iPad Air di quinta generazione con connessione 5G. 

apple

 I Mac

Cook aveva dichiarato che ci sarebbero voluti due anni per completare la transizione dei computer Mac su Apple Silicon, e per la WWDC 2022 il traguardo potrebbe essere raggiunto. 

Apple sta preparando i nuovi Mac Pro basati sui chip M1 Pro e M1 Max già visti sul MacBook Pro.

Secondo gli ultimi rumor, ci sarebbero dunque un Mac Pro più piccolo con fino a 40 core di CPU e 128 core grafici, un nuovo Mac mini e un iMac Pro che sostituisce il modello attuale Intel da 27 pollici. 

Atteso entro l’anno anche un MacBook Air profondamente rinnovato, non tanto nel processore, che si aspetta un po’ più potente di quello attuale, quanto nel design che dovrebbe ispirarsi agli attuali iMac: vari colori e cornice del display bianca.

Dovrebbe essere aggiornato anche il MacBook Pro entry level.

Si parla pure di un display marchiato Apple, con prezzo più abbordabile del Pro Display XDR. 

Cosa presenterà Apple l’8 marzo? Probabilmente un MacBook Pro base, senza touchbar, e un Mac mini. 

L’uovo di Pasqua

Nell’invito Apple ha nascosto un easter egg, una sorpresa.

Per scoprirla basta andare alla pagina Eventi di Apple usando iPhone o iPad, toccare il logo dell’evento/logo in alto per far partire l’esperienza AR.

Si aprirà una galleria spazio temporale con onde colorate, come si può vedere qui: 

Al prossimo evento, Apple dovrebbe anche lanciare iOS 15.4, un aggiornamento gratuito inviato agli iPhone e iPad più recenti.

L’azienda ha già annunciato che sarà presente una funzione per sbloccare Face ID anche con la mascherina, e importanti cambiamenti agli avvisi anti-stalking dei tracker intelligenti AirTag.

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Formazione

Da file PDF a Word in un attimo

Da file PDF a Word in un attimo. Hai necessità di trasformare un file pdf in Word ma non sai come fare? Non preoccuparti, ho io la soluzione.

Microsoft Word (Windows/macOS)

Il primo strumento che ti consiglio di adoperare per trasformare PDF in Word è proprio Word, funzionate sia su Windows che su macOS e parte integrante del pacchetto Office.

Per prima cosa bisogna avviare il programma, fai clic sul menu File in alto a sinistra, seleziona la voce Apri da quest’ultimo e apri il file PDF di tuo interesse.

Successivamente, fai clic sul pulsante OK, clicca nuovamente sul menu File, seleziona l’opzione Salva con nome da quest’ultimo e salva il documento scegliendo il formato DOC oppure DOCX.

Adobe Acrobat DC (Windows/macOS)

Adobe Acrobat D

Un altro metodo è Word Adoble. Collegati al sito Web del programma e fai clic sul pulsante Scarica Acrobat Reader.

A download ultimato, se stai usando Windows, apri il file .exe ottenuto e clicca sul pulsante  nella finestra mostrata sul desktop.

In seguito, attendi che il download dei componenti necessari per far funzionare il programma venga portato a termine, dopodiché premi sul pulsante Termina.

Se stai usando macOS, invece, apri il pacchetto .dmg ottenuto e fai doppio clic sul file .pkg presente nella finestra che compare.

In seguito, premi sul pulsante Continua per due volte di fila, immetti la password di amministrazione del Mac, fai clic sul pulsante Installa software e concludi il setup premendo sul pulsante Chiudi.

Una volta che visualizzi la finestra di Acrobat Reader DC sullo schermo, decidi se rendere il software il lettore predefinito per i PDF o meno, fai clic sul menu File in alto a sinistra, seleziona la voce Apri da quest’ultimo e indica il PDF da convertire in file Word.

Dopo aver aperto il PDF, seleziona la scheda Strumenti situata in alto, fai clic su Apri posto sotto la dicitura Esporta PDF, seleziona l’opzione Documento Microsoft Word (docx) oppure quella Documento Microsoft Word 97-2003 (doc) che trovi nel menu a tendina “Converti in” e premi sul tasto Esporta in Word.

Doxillion Document Converter (Windows/macOS)

Doxillion Document Converter

Per scaricare Doxillion Document Converter sul tuo computer, visita il relativo sito Internet e fai clic sul collegamento Scarica Doxillion convertitore di PDF e documenti per Windows/mac OS X presente in alto.

Se stai usando Windows, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che ti viene mostrata sul desktop, clicca , seleziona Accetto le condizioni di licenza, premi Avanti.

Se stai usando macOS e desideri trasformare PDF in Word Mac, estrai l’archivio .zip ottenuto, apri il pacchetto .dmg che si trova al suo interno e, clicca Accetto.

Trascina l’icona del programma nella cartella Applicazioni del Mac, fai clic destro sopra e seleziona Apri per due volte, per avviare il software andando ad aggirare le limitazioni imposte da Apple verso gli sviluppatori non certificata.

Ora che vedi la finestra di Doxillion Document Converter, clicca Aggiungi file che si trova in alto a sinistra e seleziona i file PDF da convertire.

Se hai necessità, puoi aggiungere anche un’intera cartella di file premendo sul pulsante Aggiungi cartella.

Dopo di che, seleziona Formato di output scegli tra .doc oppure .docx, clicca Impostazioni documento per apportare eventuali regolazioni al file finale e avvia la conversione cliccando Converti in basso a destra.

Per impostazione predefinita, i file di output vengono salvati nella stessa posizione dei file d’origine.

Per modificare questo comportamento, prima di avviare la conversione clicca Sfoglia cartella di output che trovi accanto alla dicitura Cartella di output e indica la posizione di destinazione.

Trasformare PDF in Word online

Online2PDF

Online2PDF

Il primo servizio online che ti consiglio di usare per trasformare PDF in Word agendo da Web è Online2PDF.

Si tratta di un eccellente soluzione online dedicata in maniera specifica alla modifica e alla conversione dei file in formato PDF.

È totalmente gratis, ma presenta delle restrizioni relative all’upload: non è possibile trattare più di 20 documenti in simultanea e non si può effettuare l’upload di file più grandi di 100 MB, 150 MB per gli upload multipli.

Inoltre, tutela la privacy degli utenti cancellando i file dai server dai suoi server dopo poche ore dall’upload.

Per usare Online2PDF, provvedi innanzitutto a collegarti alla home page del servizio, dopodiché premi Seleziona i file e seleziona i PDF interessati o li trascini.

Espandi il menu a tendina Converti in che si trova in basso e scegli, il formato Word 2007-2019 (.docx) oppure Word 2003 o precedenti (.doc).

Decidi poi se vuoi trasformare PDF in Word editabile gratis o meno tramite il menu a tendina dedicato alla funzione OCR che vedi comparire.

Se lo abiliti, puoi intervenire soltanto sulle prime 20 pagine del documento, devi selezionare anche la lingua e puoi decidere se attivare anche l’OCR avanzato.

In caso contrario, puoi agire sulle prime 100 pagine del file e devi spuntare la casella accanto alla voce Inserire pagine come immagini.

Per concludere, clicca Converti e attendi che la procedura venga portata a termine.

Il file sarà automaticamente scaricato sul tuo PC nella cartella predefinita del browser per i download.

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Backup del pc, quale tipologia scegliere?

Eseguire i backup del Pc spesso ci salva da scomode situazioni, ma richiede costanza e tempo, vediamo quali tipologie scegliere per farli in automatico.

La perdita di file personali dal proprio PC è un evento non così raro come si potrebbe pensare. Un guasto dell’unità di archiviazione presente sul computer, un virus o un qualsiasi errore durante le fasi di salvataggio e trasferimento possono compromettere per sempre foto, video e documenti rendendoli inutilizzabili.

Effettuare un backup periodico delle cartelle più importanti o dell’intero disco rigido rappresenta la soluzione più efficace per mettere al sicuro i propri ricordi digitali, i progetti di lavoro e i file che contengono informazioni preziose.

In questa guida vedremo come procedere per effettuare il backup del PC in modo semplice. Vedremo quali tipologie scegliere attraverso una selezione dei migliori programmi e servizi cloud attualmente disponibili.

Tipologie di backup

Prima di entrare nel vivo della questione e di andare a scoprire, in concreto, quali sono i passaggi da compiere per eseguire un backup del PC, mi sembra doveroso fornirti alcune informazioni utili al riguardo. Come anticipato a inizio articolo, desidero infatti illustrarti i vari tipi di backup presenti su piazza e quali sono i supporti solitamente usati per l’esecuzione di questo genere d’operazione.

Prima di eseguire il backup del PC (o Mac, la sostanza non cambia) è necessario scegliere il “luogo” in cui custodire una copia dei propri documenti. Lo faremo scegliendo tra un’unità di archiviazione esterna (in locale) oppure una delle tante piattaforme online (sul cloud).

Prima di creare una copia di sicurezza dei dati presenti sul pc occorre in primo luogo scegliere la tipologia di backup da effettuare, ce ne sono diverse: quelle che trovi indicate (ed esplicate) qui di seguito.

  • Backup completo – come intuibile dallo stesso nome, si tratta della tipologia di backup che prevede una copia completa dei file e delle cartelle presenti sul computer, senza esclusione alcuna.
  • Backup incrementale – prevede la memorizzazione de soli file creati e modificati dall’ultimo backup eseguito, tutti gli altri vengono lasciati inalterati. Come deducibile, prima di effettuare un backup incrementale occorre però eseguirne uno completo.
  • Backup completo sintetico – è bene o male identico al backup incrementale, con l’unica differenza che i suoi file vengono integrati all’interno del backup completo da cui ha origine.
  • Backup differenziale – si tratta di una tipologia di backup che prevede la memorizzazione di file e cartelle create a partire dall’ultimo backup completo, tutto il resto viene lasciato inalterato. Anche in tal caso, prima di creare un backup differenziale è tuttavia necessario generare almeno un backup completo.

Metodo In locale

Se si opta per un hard disk esterno è possibile utilizzare, come vedremo più avanti, uno degli strumenti già integrati nel sistema operativo oppure installare un programma di terze parti. Tale soluzione consente di selezionare in fase di salvataggio l’intero hard disk o alcune cartelle specifiche. Inoltre decidere la periodicità con cui effettuare il backup e impostare eventuali password di protezione. Questa tipologia di backup del nostro pc offre alte prestazioni grazie alla velocità lettura/scrittura del nostro disco.

Metodo In cloud

Se invece si preferisce il salvataggio su cloud è indispensabile per prima cosa individuare il servizio più adatto alle esigenze personali, selezionandone uno tra i tanti disponibili. Le piattaforme, dette cloud, custodiscono i file sui loro server online e li rendono raggiungibili in qualsiasi momento e da qualsiasi PC attraverso una connessione a Internet. Questi servizi offrono uno spazio gratuito di pochi GB con cui poter salvare una copia dei file più importanti. Tuttavia prevedono anche dei piani in abbonamento con una quantità di GB superiore per salvare documenti di grandi dimensioni o l’intero contenuto del disco. Se scegliamo questa tipologia di backup del nostro pc abbiamo il vantaggio di tenerla aggiornata continuamente. Inoltre possiamo raggiungere i vari cloud da qualsiasi dispositivo si voglia, basta avere una connessione a internet.

Qual è il metodo migliore?

Spesso l’utente si chiede quale sia la scelta della tipologia migliore per eseguire un backup dei dati del nostro pc. Ciascuno dei sistemi di backup sopra illustrati presenta pro e contro. Per quanto concerne il backup in locale, tra i principali vantaggi figura la rapidità con cui è possibile salvare e soprattutto leggere i file grazie alla velocità raggiunta dai dischi a stato solido (SSD). L’utente si troverà inoltre a dover affrontare una sola volta la spesa per l’acquisto dell’unità. Questa poi può essere gestita in modo autonomo anche in assenza di un collegamento alla rete.

metodo backup in cloud

L’utilizzo di un disco esterno porta però con sé tutti gli svantaggi di un qualsiasi componente hardware. Essendo sottoposto a possibili malfunzionamenti e manifestando una vulnerabilità agli attacchi malware e ransomware con una conseguente perdita dei dati.

Analizzando invece i benefici dei servizi cloud spicca la semplicità d’uso con cui le piattaforme sono strutturate, particolarmente intuitive e in grado di sincronizzarsi alla perfezione con caselle mail, file e cartelle del PC. In più la protezione dei dati è sempre garantita attraverso sistemi di cifratura integrati e aggiornati periodicamente.

Gli elementi che potrebbero giocare contro questo tipo di soluzione sono rappresentati dai costi mensili o annuali. Questi possono essere più elevati se si ha necessità di salvare una grande mole di dati. Un ruolo importante è giocato dalla performance della rete domestica, da cui dipende la velocità di caricamento e successiva consultazione dei documenti.

Nulla vieta di utilizzare entrambe le procedure per avere una maggiore sicurezza che i dati importanti siano al sicuro. In tal caso avremo una copia in locale dei documenti, su un’unità esterna a nostra scelta, e una seconda copia sul cloud da raggiungere da qualsiasi PC connesso online.

Eseguire backup con Windows 10

Stai usando un PC con Windows 10? In tal caso, per effettuare un backup di dati presenti sul tuo computer non devi far altro che affidarti a Cronologia File: si tratta di una funzionalità annessa al più recente sistema operativo di casa Microsoft che permette di creare backup di tipo incrementale e, eventualmente, anche di effettuarli in maniera totalmente automatica.

Per effettuare un backup con Cronologia File, il primo passo che devi compiere è quello di fare clic sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) situato nella parte in fondo a sinistra della barra delle applicazioni e sull’icona con l’ingranaggio posta nella parte sinistra del menu che si apre. Nella finestra che successivamente vedrai comparire sul desktop, seleziona la voce Aggiornamento e sicurezza e, successivamente, quella Backup (nel menu a sinistra).

metodo backup windows

Clicca ora sul pulsante “+” collocato in corrispondenza della voce Aggiungi un’unità, seleziona dall’elenco che si apre l’unità di salvataggio ed è fatta. A partire da questo momento, Windows provvederà a creare, a intervalli di tempo regolari, un backup incrementale delle cartelle più importanti del sistema sull’unità scelta.

Se lo ritieni opportuno, puoi anche modificare le impostazioni relative al backup. Per riuscirci, clicca sulla voce Altre opzioni nella finestra su schermo. Tramite la nuova finestra che andrà ad aprirsi potrai poi visualizzare la dimensione del backup corrente. Successivamente potrai effettuare subito un nuovo backup e stabilire ogni quanto tempo salvare i dati ecc.

Per quel che concerne il ripristino, invece, facendo clic sulla dicitura Ripristina i file da un backup corrente puoi recuperare i dati salvati in precedenza, attenendoti alla procedura guidata apposita che ti viene proposta su schermo.

Eseguire un backup del Mac

E per quanto riguarda il versante Mac? Come si fa a creare un bel backup dei file, delle cartelle, delle applicazioni e via discorrendo presenti su macOS? Beh, semplice: usando Time Machine, il sistema proprietario dei computer a marchio Apple, oppure ricorrendo, anche in tal caso, all’uso di applicazioni di terze parti.

metodo Time Machine
Time Machine per Mac.

Le procedure da compiere non sono poi così dissimili da quelle per Windows viste insieme in questa guida.

Time Machine provvede a copiare automaticamente su un hard disk esterno tutti i file, le applicazioni e le impostazioni presenti sul Mac. Utilizzandolo, potrai recuperare i file cancellati per sbaglio, ripristinarli ad una data precedente e ripristinare l’intero sistema in caso di problemi. Quando lo spazio sul disco di backup starà per esaurirsi, l’applicazione cancellerà in maniera intelligente i file più vecchi senza che tu debba muovere un dito.

time machine mac

Per effettuare un backup con Time Machine, basta collegare al Mac il disco sul quale salvare le copie di sicurezza dei file. Aspetta che macOS ti chieda se vuoi usare il dispositivo come disco di backup. Rispondi quindi in maniera affermativa, cliccando sul pulsante Utilizza come disco di backup, e il Mac comincerà a copiare automaticamente tutti i dati presenti sul computer sull’hard disk esterno.

Se vuoi impostare una password per proteggere i tuoi backup (e quindi richiedere l’immissione della stessa in caso di ripristino dei dati), apponi il segno di spunta accanto alla voce Codifica disco di backup e poi digita la parola chiave che intendi utilizzare nella finestra che si apre.

Programmi per eseguire un backup del PC

Se si utilizza un computer dotato di sistema operativo Windows o macOS si possiedono già tutti gli strumenti per effettuare il backup dei dati. In alternativa, è possibile utilizzare un software dedicato se si è alla ricerca di funzionalità specifiche. Vediamo i vari tipi di software impiegati per effettuare backup del pc attraverso questa tipologia, e quali scegliere in base alle nostre esigenze.

EaseUS

Se si desidera un software specifico per effettuare il backup del PC EaseUS rappresenta una delle opzioni attualmente più valide. Il programma ha una versione gratuita completa, disponibile per sistemi Windows, che consente di gestire dati fino a 16TB.

backup ease us

La suite consente di gestire cartelle e file singolarmente, salvandoli su un’unità esterna o su cloud. Consente inoltre di avere sempre a disposizione le versioni precedenti di ogni documento. EaseUS permette inoltre di copiare l’intero disco, compreso sistema operativo e impostazioni, ed effettuare una migrazione completa su un altro PC. La versione a pagamento è compatibile anche con macOS.

A scaricamento completato, apri il file .exe ottenuto e clicca sul bottone Si nella finestra che compare. Pigia, dunque, sui bottoni Avanti (per tre volte), Declino (per evitare l’installazione di Avast o altri programmi extra), Fine e Chiudi, per ultimare il setup.

Una volta visualizzata la finestra del programma sul desktop, esprimi la tua intenzione di voler usare il software in versione gratuita. Dopodiché scegli se effettuare un backup dell’intero sistema, di un disco o di una partizione, dei singoli file o se eseguire un backup rapido. Semplicemente facendo clic sui relativi pulsanti che trovi nella barra laterale di sinistra potrai procedere con l’operazione desiderata.

AOMEI

AOMEI è un software gratuito indicato per effettuare copie di backup su sistemi Windows. L’interfaccia è intuitiva e consente di programmare il backup di singole cartelle o dell’intera memoria interna del PC, comprese applicazioni e impostazioni del sistema operativo.

È compatibile con unità esterne USB, NAS o cloud. AOMEI consente inoltre di ripristinare i documenti cancellati per sbaglio e di migrare l’intero contenuto dell’HDD, compreso il sistema operativo i software a bordo, su un secondo computer in caso di necessità.

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clona disco
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Clonare un hard disk, come e perché

In questo articolo di oggi spiegheremo cosa significa clonare un hard disk, come e perché effettuare questo tipo di operazione.

A chi non è mai capitato di dover reinstallare su un nuovo hard disk un sistema operativo, e importare dati dal precedente disco. Un operazione che, sappiamo bene, spesso può risultare dispendiosa in termini di tempo. Occorre in nostro aiuto una soluzione molto veloce ed efficace: clonare l’hard disk principale sul nuovo.

Un clone è semplicemente una copia. Chi non ricorda la pecora Dolly, clonata in laboratorio per riprodurre la copia geneticamente identica di un esemplare già adulto? Naturalmente clonare un hard disk o un disco SSD è tutt’altra cosa. Non è solo un’operazione molto più facile da eseguire (per clonare un disco occorre, infatti, solo un software dedicato), ha anche un obiettivo molto diverso. Clonare un hdd o un SSD serve, infatti, a gestire e a proteggere i dati.

Ma cosa fanno esattamente i programmi che creano il clone di un disco?

Fondamentalmente i programmi per clonare hdd o SSD consentono di trasferire perfettamente ogni bit informativo dal disco di un computer a un altro. Nell’eseguire questa operazione spesso i contenuti del primo hard disk vengono trascritti in un file immagine, sfruttando un passaggio intermedio. Il secondo disco viene, quindi, creato sulla base dei contenuti di questa immagine.

Clonazione fisica

Abbiamo detto che clonare un hard disk vuol dire in pratica creare una copia esatta, un clone del disco originale. Questa operazione può essere effettuata sia a livello software, attraverso vari programmi, sia a livello hardware tramite dei dispositivi dedicati chiamati duplicatori.

Duplicatori per HDD

duplicatore hdd

Ci sono sul mercato vari duplicatori, ognuno con caratteristiche specifiche e funzioni particolari. Il funzionamento è pressoché uguale per tutti. Va connesso in entrata l’hard disk che vogliamo clonare (sorgente) e in uscita l’hard disk vergine formattato su cui andremo a fare la copia (target).

Clonare un hard disk, come e perché
A sinistra il disco principale, a destro quello secondario.

Dicevamo ache alcuni duplicatori presentano delle caratteristiche e delle funzionalità aggiuntive molto utili. Ad esempio si può scegliere di copiare l’intero disco oppure decidere se copiare solamente la parte scritta effettivamente dai dati. Questa funzione risulta molto utile se ad esempio abbiamo un disco sorgente più grande rispetto a quello vergine su cui andremo a fare la copia. In questo caso infatti non avremo abbastanza spazio per effettuare la copia dell’intero disco e quindi cloneremo solamente quella parte dell’ hard disk effettivamente scritta.

Per fare un esempio: se abbiamo un hard disk sorgente di 500 gb ma la parte occupata effettivamente dai dati e di 200 gb e l’hard disk vergine e’ di 250 giga di capienza, noi andremo a copiare soltanto la parte di hard disk occupata dai dati (200 giga). Questo poiché non avremmo abbastanza spazio nel disco in uscita, che è di soli 250 gb, per clonare l’intero disco madre.

Clonazione software

Il software di clonazione dei dischi replica in tutto e per tutto il sistema operativo, le unità, le applicazioni e le patch di un computer. Grazie alla loro clonazione è possibile azzerare il lungo processo manuale associato alla reinstallazione e alla riconfigurazione di un sistema per consentire:

  • Il riavvio e ripristino di un computer a impostazioni precedenti.
  • La duplicazione della stessa configurazione di sistema su più computer.
  • La duplicazione della stessa configurazione di sistema su più computer.
  • Il ripristino completo del sistema in caso di problematiche software o guasti del computer.
Clonazione software

Software per la clonazione

EaseUS Partition Master (Windows)

EaseUS Partition Master è uno dei migliori software per la gestione dei dischi in ambiente Windows. Permette di gestire in maniera estremamente semplice sia hard disk meccanici che SSD, sia interni che esterni, e tutti i principali file system: FATFAT32NTFSReFSExt2 ed Ext3.

software ease us

Tra le sue funzioni, oltre alla clonazione di dischi e partizioni, offre la possibilità di ridimensionare/spostare/unire/creare/formattare/cancellare le partizioni. Inoltre possiamo pulire e ottimizzare i dischi, convertire dischi e partizioni (converte le unità logiche in primarie e viceversa, le partizioni FAT in NTFS e i dischi MBR in GPT e viceversa), allinea gli SSD (per ridurre il numero di scritture e aumentarne la longevità), verifica lo stato delle partizioni, cambia le etichette dei volumi e molto altro ancora.

Istruzioni

A download completato, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che si apre, fai clic prima sul pulsante  e poi su Installa ora e Installa gratis (quest’ultimo pulsante è da premere solo nella versione Free del software). Se non vuoi condividere dati statistici anonimi con EaseUS, clicca sulla voce Installazioni Personalizzate e rimuovi la spunta dall’apposita casella che compare in basso.

A questo punto, attendi che vengano scaricati da Internet tutti i file necessari al corretto funzionamento di EaseUS Partition Master e, ad operazione terminata, premi sul pulsante Inizia ora, per concludere il setup e avviare il software.

Ora, per clonare un disco con EaseUS Partition Master, selezionalo dalla finestra principale del software e clicca sul pulsante Clona presente nella barra laterale di destra. Nella finestra che si apre, seleziona la scheda Modalità di Disco, se vuoi clonare un intero disco, o la scheda Modalità di partizione, se vuoi clonare una singola partizione; dopodiché seleziona il disco o la partizione da clonare e clicca su Avanti.

Seleziona, dunque, il disco o la partizione di destinazione (su cui clonare il disco o la partizione selezionata in precedenza) e premi sui pulsanti Avanti ed Esegui 1 operazione, per confermare. Non ti rimane, ora, che seguire le indicazioni su schermo e il gioco è fatto!

EaseUS Todo Backup (Windows)

EaseUS Todo Backup è un altro programma per clonare hard disk di EaseUS che puoi prendere in considerazione in ambito gratuito, nonché uno dei più semplici da usare. Consente di clonare dischi e singole partizioni (MBR e GPT) direttamente da Windows, crea backup di file, cartelle e sistemi operativi e permette di creare dei dischi di avvio per creare/ripristinare backup restando al di fuori del sistema operativo principale. Supporta le partizioni nascoste e l’effettuazione di backup incrementali. Come facilmente intuibile, è perfettamente compatibile con i moderni sistemi basati su UEFI e la sua interfaccia è tradotta completamente in italiano.

software todo backup

È disponibile anche una versione a pagamento di EaseUS Todo Backup che permette di trasferire il sistema da un computer all’altro. Assicura una velocità maggiore durante la copia dei dati, consente di programmare le operazioni di backup ed effettua il backup e il ripristino delle email di Outlook.

Al netto di quelle che sono le tue esigenze: la clonazione dell’hard disk del computer per fini personali, la versione free di EaseUS Todo Backup (che non si può usare per fini aziendali) dovrebbe essere più che sufficiente. Ti consiglio vivamente di provarla.

AOMEI Backupper (Windows)

AOMEI Backupper è una validissima alternativa a EaseUS Todo Backup: si tratta di un software per il backup e la clonazione dei dischi che offre una vastissima gamma di funzione. La sua versione gratuita permette di effettuare backup – anche incrementali – di file, cartelle e dischiclona interi dischi o partizioni (MBR e GPT) e permette di sincronizzare il contenuto di due o più cartelle.

software aomei backupper

noltre, la versione free di AOMEI Backupper supporta l’invio di email di notifica al completamento dei backup, permette di creare DVD e chiavette USB auto-avvianti, per gestire i backup al di fuori del sistema operativo principale, supporta pienamente i sistemi UEFI e offre molte altre funzionalità degne di nota. Purtroppo manca la traduzione italiana dell’interfaccia (che risulta comunque molto semplice da usare).

Come facilmente intuibile, nella versione Professional di AOMEI Backupper ci sono numerose funzionalità aggiuntive. Come ad esempio la clonazione dei sistemi operativi, l’unione di due immagini di backup e la sincronizzazione delle cartelle in rete.

Clonezilla

Anche se in termini di semplicità di utilizzo è un gradino sotto a EaseUS Todo Backup e AOMEI Backupper, Clonezilla rimane una delle migliori soluzioni per clonare gli hard disk. A differenza dei software menzionati in precedenza, non è un programma che si installa sul computer, bensì un software che va copiato su un dischetto o una chiavetta USB ed eseguito in modalità live (come si fa con le distro di Linux o con gli antivirus in versione live).

software clonezilla

Clonezilla supporta sia le partizioni MBR che quelle GPT. Può essere avviato anche sui moderni sistemi basati su UEFI e oltre a essere gratuito al 100%, è anche open source. Questo significa anche puoi utilizzarlo anche in ambiti commerciali senza violarne la licenza.

La clonazione – e quindi il ripristino – degli hard disk può avvenire direttamente su altri dischi o in dei file immagine. Purtroppo non sono supportati i backup incrementali e l’interfaccia del software è solo testuale (in lingua inglese). In compenso la velocità di trasferimento dei dati è molto elevata.

Acronis True Image (Windows/macOS)

Acronis True Image è uno dei programmi per clonare hard disk più famosi e utilizzati al mondo. Permette di tenere i propri dati sempre al sicuro creando backup di intere partizioni, hard disk e cartelle; sincronizza i dati presenti su due computer, clona i dischi e le partizioni (sia MBR e GPT) e molto altro ancora. Come ci si potrebbe aspettare da un software di questo livello, supporta i backup incrementali, le unità di rete e permette persino di effettuare backup sul cloud.

acronis true image

Acronis True Image è compatibile sia con Windows che con macOS. Inoltre è disponibile in una variante mobile che permette di salvare – e anche migrare – i dati sui dispositivi Android e iOS. Inoltre, è possibile creare un dischetto o una chiavetta USB da cui effettuare il boot per gestire i backup al di fuori del sistema operativo principale.

Purtroppo non esiste una versione free di Acronis True Image, tuttavia il programma è disponibile in una versione di prova gratuita della durata di 30 giorni scaricabile dal sito di Acronis previa immissione del proprio indirizzo di posta elettronica. Attenzione però, la funzione di clonazione dei dischi non è inclusa nella trial gratuita.

Software per Mac

Sebbene macOS includa un solido sistema di backup, Time Machine, grazie al quale è possibile clonare il contenuto dell’hard disk del computer e ripristinarlo all’occorrenza, ti consiglio di prendere in considerazione anche Carbon Copy Cloner.

carbon copy

Carbon Copy Cleaner è un’applicazione per Mac che consente di clonare il contenuto del disco e di trasferirlo su un’altra unità. Sì differenzia da Time Machine per la possibilità di eseguire il backup solo di determinati file/cartelle e, soprattutto, per il fatto che i dischi di backup sono avviabili.

recupero email cancellate
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Recuperare email cancellate

In questo articolo parleremo di come recuperare email cancellate.

Di solito, quando cancelli le email nella tua casella di posta, esse vanno a finire nella cartella Eliminati o cartella Cestino, e ciò ti consente di recuperarle se ne hai bisogno, ma se cancelli anche tale cartella non potrai più recuperare le email cancellate. Ti occorre in questi casi un programma di recupero dati che ti permetta di recuperare le email cancellate da GmailOutlook, Outlook Express, Apple Mail, Mozilla EML, AOL Web Email, ecc.

Recuperare email cancellate da Gmail

Ci sono momenti in cui capita che l’utente per errore cancelli dei messaggi importanti dalla posta in arrivo di Gmail. Ma è importante sapere che il recupero della posta eliminata da Gmail può avvenire facilmente in pochi passaggi facili e semplici:

Nota: se un’e-mail è stata eliminata per errore, è probabile che si trovi nella cartella del cestino a meno che non sia stata eliminata definitivamente.

Step 1: il primo step è aprire la cartella “cestino“. Quando la posta in arrivo di Gmail viene aperta per la prima volta, potrebbe essere simile a questa:

Recuperare email cancellate da Gmail
Recuperare email cancellate da Gmail

Step 2: poiché è possibile visualizzare la cartella del cestino, fai clic sull’opzione del cestino per aprire la relativa cartella.

Step 3: il passaggio successivo consiste nell’utilizzare la ricerca di Gmail per recuperare le email eliminate dalla cartella Gmail o semplicemente utilizzare la barra di scorrimento a destra per sfogliare le email eliminate. Seleziona i messaggi di posta che desideri e premi il pulsante “Sposta” in alto seguito dall’opzione “Posta in arrivo”. In questo modo potrai recuperare la posta eliminata (per sbaglio) da Gmail.

Gmail cestino

Tuttavia è importante ricordare che possono esserci molti messaggi nella cartella “cestino”, quindi potresti dover fare un piccolo sforzo (di pazienza) per recuperare l’email eliminata.

Recuperare email cancellate in Outlook

Se l’utente non ha eliminato definitivamente la posta dalla cartella di Outlook, ci sono buone possibilità di recuperare le email eliminate da Outlook facendo i seguenti passaggi:

Passo 1: in Outlook, vai all’elenco delle cartelle di posta elettronica, quindi seleziona “elementi eliminati“. Nel menu “home” seleziona “recupera elementi eliminati dal server”.

posta eliminata

Passo 2: Poi seleziona gli elementi che vorresti ripristinare, seleziona “ripristina elementi selezionati”, e infine seleziona “ok”. In questo modo l’utente può recuperare la posta eliminata da Outlook.

ripristina posta eliminata

Recuperare email eliminate da Yahoo

Ogni volta che un’e-mail viene eliminata, Yahoo la sposta automaticamente nella cartella del cestino, dove rimane per sette giorni. Il modo più semplice per recuperare i messaggi di posta elettronica eliminati da Yahoo è quindi ripristinare i messaggi di posta elettronica da quella cartella, operazione che può essere eseguita molto facilmente seguendo questi pochi step:

Passaggio 1: apri Yahoo Mail nel tuo browser web. Quindi, nel pannello di navigazione a sinistra, fai clic su “cestino“.

yahoo mail
Yahoo mail

Passaggio 2. Trova e seleziona la posta che hai cancellato per sbaglio e che vorresti recuperare. Fai clic sulla casella di controllo che si trova a sinistra del nome del mittente. Con la casella di controllo contrassegnata seleziona “ripristina in posta in arrivo“. Le email selezionate saranno ora disponibili nella Inbox

ramite questo processo l’utente può recuperare la posta eliminata da Yahoo.

Ripristinare Email rimosse su Hotmail

Chi utilizza un account hotmail per gestire la propria posta elettronica non è esente da cancellazione accidentale dei messaggi. Anche in questo caso, fortunatamente, si può ripristinare l’email cancellata per sbaglio accedendo all’apposita cartella del cestino. Ecco i pochi e semplici passaggi che dovrai seguire per provare a recuperare email cancellate (se non è passato troppo tempo dalla rimozione):

Passaggio 1: il primo step consiste nel aprire la pagina Hotmail e accedere al proprio account. Poi fai clic sull’opzione “posta eliminata” sul lato sinistro dello schermo.

Ripristinare Email rimosse su Hotmail

Passaggio 2: il passaggio successivo consiste nel fare clic sulla casella di controllo per selezionare l’e-mail che si desidera recuperare. Una volta selezionata l’email, fai clic in alto sul link “Ripristina“.

ripristina email

NB: Le email cancellate rimangono nella cartella “Posta eliminata” di Hotmail per massimo 30 giorni. Oltre questo periodo di tempo tutte le email di quella cartella vengono definitivamente rimosse.

Come Recuperare Email Cancellate con Data Recovery 

Una email cancellata non è eliminata per sempre. E’ solo segnata come eliminata e la casella di posta elettronica non la visualizzerà. Puoi comunque ancora recuperare la mail prima che venga sovrascritta. In questo articolo ti consigliamo di usare un programma professionale facile in grado di recuperare le email cancellate: Data Recovery per Windows e Data Recovery per Mac. Entrambi ti permettono di recuperare email da Outlook, AOL Web Email, Mozilla EML, Netscape Email Message, Apple Mail, e altri. Scegli la versione corretta per il tuo computer.

Note: Quando trovi le email cancellate, è meglio che salvi il risultato della scansione se vuoi recuperarle in un secondo momento, per motivi di sicurezza.

Step 1. Installa ed avvia il programma sul computer, e vedrai l’interfaccia seguente. Seleziona il box “E-MAIL” (tipo di dati da recuperare) e clicca su AVANTI per procedere.

wondershare recovery

Step 2. Scegli la destinazione dove le email sono cancellate

Di solito, la locazione predefinita è il drive C: ma me non sei sicuro puoi far controllare l’intero computer come destinazione.

destinazione mail

Step 3. Inizia la Scansione

Inizia la Scansione per recuperare le E-mail cancellate cliccando in basso sul pulsante AVVIO. Durante la scansione vedrai in alto una barra verde che mostra lo stato di avanzamento del processo di scansione e recupero dati (email).

recupero email scansione

Step 4. Seleziona e recupera le email cancellate

Dopo la scansione potrai verificare le email trovate una per una. Poi selezionale per recuperarle e salvarle sul tuo computer.

email recuperate recoverit

Importa le mail

Una volta effettuato il recupero potrai importare le email nella casella di posta elettronica. E’ facile. Prendiamo ad esempio Outlook. Apri Outlook, e seleziona File > Importa > Messaggi… dal menu di Outlook (Express), e cerca i file recuperati ed importali. Ben fatto! E’ stato facile, vero?

La soluzione sopra proposta ti può aiutare se le email cancellate non sono presenti online, magari nella cartella “Cestino”. Ecco qui di seguito come recuperare email cancellate dai principali siti come Gmail, Outlook, Yahoo.

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OneDrive: cos’è e come funziona

Nell’ articolo di oggi parleremo di uno strumento molto importante per il cloud storage, OneDrive: cos’è e come funziona.

Ovunque ti trovi, con chiunque tu desideri, su qualsiasi piattaforma tu stia lavorando: è questo il principio della condivisione di OneDrive, il servizio di cloud storage di Microsoft. Sai cos’è il cloud storage?

Si tratta di uno spazio online. Di un luogo virtuale quindi, che ti permette di archiviare su Internet i file che desideri. (supporta più di 270 tipi di file). Di condividerli in maniera facile e veloce con altre persone e di sincronizzarli su altri dispositivi semplicemente servendoti delle apposite app.

Nulla di più comodo e, alle volte, una vera e propria salvezza per chi lavora da pc.

Cos’è OneDrive

OneDrive è un servizio di cloud storage offerto da Microsoft. Abbiamo detto che i servizi di cloud storage sono come degli “hard disk” online che permettono di archiviare i file su Internet. Di sincronizzarli automaticamente su una vasta gamma di dispositivi (tramite apposite app) e di condividerli facilmente con altre persone.

Punti di forza

Uno dei principali punti di forza di OneDrive è la compatibilità multipiattaforma. Il servizio di Microsoft, infatti, è compatibile con tutte le versioni più recenti di Windows e macOS. Inoltre con i principali sistemi operativi per smartphone e tablet, cioè Android e iOS/iPadOS. Inoltre è accessibile da Xbox e direttamente via browser. Questo permette di visualizzare tutti i file archiviati sul proprio spazio e di modificarli tramite le Web application di Office.

La sincronizzazione e la compatibilità multipiattaforma sono il principale punto di forza di OneDrive, che ti permette di creare un file sul pc, ad esempio, e di modificarlo poi sul tablet o sullo smartphone, salvando tutti i cambiamenti apportati.

onedrive
OneDrive

OneDrive è compatibile con Windows Phone, Android, iOS e anche con Xbox. Questo ti permette di accedere allo stesso file da qualsiasi dispositivo, senza necessariamente doverlo inviare per e-mail o doverlo salvare sulla chiavetta per poterne disporre ovunque, e (caratteristica molto importante) ti consente di vedere le modifiche apportate in tempo reale.

Le modifiche, inoltre, possono essere apportate anche da un’altra persona con cui hai scelto di condividere il file, potendo così facilmente collaborare al medesimo progetto.

Con OneDrive puoi accedere ai tuoi file in tutta sicurezza ovunque ti trovi. Tutto quel che ti serve è una connessione a internet e un dispositivo. Ed eccolo qui l’altro vantaggio da non sottovalutare: la sicurezza.

Su OneDrive i tuoi file sono sempre al sicuro e qualsiasi cambiamento apporterai sarà salvato automaticamente e su tutti i dispositivi sincronizzati. Tutto ciò senza doverti preoccupare di fare ogni volta il backup. Quel che devi fare è solo attivare l’opzione di salvataggio automatico.

OneDrive: come funziona?

Per poter utilizzare OneDrive devi possedere un account Microsoft, ovvero un indirizzo e-mail con Outlook oppure con Hotmail o con Live.

Se utilizzi un sistema operativo Windows 8.1 o Windows 10 troverai il tuo account Microsoft già integrato nel sistema. Tutto quel che dovrai fare sarà cliccare sulla nuvoletta bianca, che puoi vedere a destra in basso vicino alla data e all’ora.

OneDrive: cos'è e come funziona

Oppure dovrai andare su Start e avviare OneDrive, dovrai inserire i dati dell’account Microsoft (indirizzo e-mail e password) e seguire il tutorial che ti sarà proposto. Quando avrai terminato (è tutto molto semplice), OneDrive sarà pronto per essere usato.

E se possiedi un sistema operativo Windows 7 o Windows 8 (non è supportato da Windows XP) oppure Mac OS? In questi casi per poter utilizzare OneDrive dovrai installarlo e, prima ancora, dovrai creare il tuo account Microsoft. Come fare?

Come iscriversi a OneDrive

iscriversi a onedrive

Collegati a questa pagina, clicca su Avvia OneDrive, segui le istruzioni per creare il tuo account e per installare OneDrive sul tuo pc, scaricando e lanciando l’apposito file.

Quando la procedura sarà terminata, dovrai cliccare su Accedi, effettuare il login al tuo account Microsoft e scegliere la posizione predefinita in cui vuoi salvare la cartella di OneDrive.

Ora clicca su Avanti e decidi se sincronizzare tutti i file del tuo pc con OneDrive o se selezionarne solo alcuni, quelli che vuoi sincronizzare. In ogni caso, questa è una scelta che potrai modificare anche in futuro.

Come usare OneDrive su PC

Adesso vediamo come funziona OneDrive su PC. Come accennato in apertura del post, il servizio è compatibile con tutte le principali versioni di Windows. Tuttavia c’è da fare un paio di precisazioni importanti.

  • OneDrive non è supportato da Windows XP.
  • OneDrive è incluso “di serie” in Windows 10 e in Windows 8.1, quindi se sul tuo PC c’è installata una di queste versioni del sistema operativo Microsoft, puoi utilizzare il servizio senza scaricare software aggiuntivi.

Per tutte le altre versioni di Windows, vale a dire Windows 7 e Windows 8.0, per utilizzare OneDrive è necessario installare un client disponibile sul sito Internet di Microsoft: per scaricarlo sul tuo PC, clicca sul pulsante Scarica collocato sotto la dicitura OneDrive per Windows.

A download completato, apri il file OneDriveSetup.exe che hai appena scaricato sul tuo PC, clicca sul pulsante  e attendi che vengano scaricati da Internet tutti i componenti necessari al funzionamento di OneDrive. Non dovrebbe volerci molto.

Ti avviso che è disponibile anche l’applicazione OneDrive sul Microsoft Store. Questa permette solo di eseguire l’upload di documenti in cloud e di sfogliare le cartelle online. Mentre il client desktop consente anche la sincronizzazione dei dati del PC.

Al termine della procedura d’installazione o nel caso in cui OneDrive fosse già installato sul tuo PC, puoi trovare l’icona del client di OneDrive (quella con il simbolo di una nuvoletta) nell’area in basso a destra, sulla barra delle applicazioni, vicino all’orologio di Windows.

Fai, dunque, doppio clic sull’icona in questione e premi sul pulsante Accedi. A questo punto, effettua l’accesso al tuo account Microsoft e scegli se confermare la posizione predefinita della cartella di OneDrive (quella in cui verranno scaricati tutti i file sincronizzati con il servizio) o se cambiarla, cliccando sul pulsante Cambia posizione.

Usare OneDrive su smartphone o tablet

Per utilizzare OneDrive su dispositivi mobili Windows Phone, Android e iOS devi semplicemente scaricare l’apposita app dal rispettivo Store e, anche in questo caso, devi effettuare l’accesso la tuo account Microsoft.

Che sia da pc o da dispositivo, una volta lanciato OneDrive, dall’interfaccia potrai creare nuove cartelle, caricare o modificare i file che desideri, copiare e gestire i file già presenti sul tuo dispositivo fisso o mobile. In più puoi condividere i file o le cartelle con chiunque tu desideri, invitando le persone a visualizzare e/o a collaborare con te.

E c’è anche un’altra caratteristica importante e vantaggiosa. Con OneDrive puoi decidere di attivare il salvataggio automatico delle foto e dei video presenti sul tuo dispositivo mobile. Come fare?

Attivare salvataggio automatico

onedrive smartphone

Accedi alla galleria fotografia del tuo smartphone e, tra le opzioni, attiva quella del salvataggio automatico su OneDrive.

Superato anche questo passaggio, clicca sui pulsanti Non oraAvantiAvanti e Apri la mia cartella OneDrive, per concludere il setup.

OneDrive sincronizza automaticamente tutte le tue cartelle in cloud sul tuo PC. Se vuoi modificare questo comportamento, fai clic sulla sua icona sulla barra delle applicazioni e seleziona le voci Altro > Impostazioni nel riquadro che ti viene mostrato.

Nella nuova schermata che visualizzi, fai clic sulla scheda Account e premi sul pulsante Scegli cartelle. A questo punto, non devi fare altro che togliere la spunta a fianco delle caselle relative ai nomi delle cartelle che non vuoi sincronizzare. Conferma, dunque, le modifiche premendo sul tasto OK.

Per accedere alla cartella dei file sincronizzati su PC, fai clic sull’icona di OneDrive sulla barra delle applicazioni e premi sul tasto Apri cartella, nel riquadro a schermo. OneDrive è accessibile anche tramite Esplora File di Windows: puoi trovare la scorciatoia rapida alle cartelle in cloud facendo clic sulla voce OneDrive che trovi sulla barra laterale di sinistra.

Condivisione dei file

Se vuoi condividere un file o un cartella pubblicamente, puoi eseguire quest’operazione facilmente direttamente da PC. Per fare ciò, apri la cartella di OneDrive tramite Esplora File o il pannello del client, usando l’apposito tasto Apri cartella.

condivisone file onedrive

Fatto ciò, clicca con il tasto destro sulla cartella o il file da condividere, così da mostrare il menu contestuale: tra le opzioni che visualizzi, seleziona quella denominata Condividi, per aprire il pannello avanzato per la gestione delle condivisioni dei file.

Adesso, devi valutare se effettuare la condivisione pubblica oppure con specifici contatti. In quest’ultimo caso, devi digitare l’indirizzo email del destinatario nell’apposito campo Immetti un nome o un indirizzo e-mail. Premi, infine, sul tasto Invia, affinché venga inviata una notifica via posta elettronica al destinatario relativa alla condivisione da te effettuata.

Genera un link per la condivisione di file

In alternativa, puoi generare un link che puoi condividere con chiunque: in questo caso, non devi inserire alcun indirizzo email, ma semplicemente gestire le opzioni di modifica del file. Se vuoi che chiunque sia in possesso del link possa modificare il file da te condiviso, devi assicurarti che sia indicata la dicitura Chiunque abbia il collegamento può modificare.

In caso contrario, se vuoi che il documento sia soltanto in lettura, impedendo qualsiasi tipo di modifica al file, fai clic sulla precedente dicitura e togli il segno di spunta dalla casella Consenti modifica. Se sei in possesso di un piano a pagamento di OneDrive, puoi anche impostare una password di accesso al file oppure la data di scadenza della condivisione. Premi poi su Applica, per confermare la tua scelta. In questo caso, l’opzione di condivisione sarà cambiata in Chiunque abbia il collegamento può visualizzare.

Il link di condivisione è disponibile premendo il tasto Copia collegamento, situato in basso. In questo modo, il link verrà copiato nella clipboard di Windows per essere incollato in un’e-mail o inviato tramite un servizio di messaggistica istantanea. Facendo clic sul pulsante Altre app, potrai condividere direttamente il link tramite altri servizi di terze parti.

Puoi verificare se un file o una cartella è attualmente in condivisione dall’icona di un omino a fianco al suo nome, nella colonna Stato di Esplora File. Per interrompere una condivisione, fai clic con il tasto destro del mouse sul file o la cartella condivisa, seleziona la voce Condividi dal menu contestuale e, nel pannello che ti viene mostrato, premi l’icona (…) collocata in alto, scegliendo l’opzione Gestisci accesso dal menu proposto.

Adesso, per rimuovere una condivisione di un file o una cartella, devi soltanto premere sul tasto X a fianco all’URL generato oppure del nome dell’utente con cui hai condiviso il file. Immediatamente, verrà cancellata la condivisione del file.

OneDrive per Mac

Se utilizzi un Mac, puoi scaricare il client ufficiale di OneDrive direttamente dal Mac App Store. Tutto quello che devi fare è raggiungere il link che ti ho fornito e premere sul tasto Ottieni/Installa, per eseguire il download e l’installazione automatica di OneDrive. Ti potrebbe essere chiesto di verificare la tua identità tramite password dell’ID Apple o Touch ID.

In alternativa, puoi scaricare il file .PKG per l’installazione “manuale” del client dal sito ufficiale di Microsoft, premendo sul pulsante Scarica. Al termine del download, fai doppio clic sul file ottenuto e, nella schermata che ti viene mostrata, premi sui tasti Continua e Installa. Fatto ciò, inserisci la password del Mac e premi sul pulsante Installa software.

onedrive mac

I due client sono esattamente uguali, quindi, puoi scaricarlo sia dal Mac App Store che tramite il sito Web ufficiale, ma ti consiglio la prima soluzione, in quanto più immediata.

Inoltre, il funzionamento del client di OneDrive è praticamente identico a quello della controparte Windows, di cui ti ho parlato in questo capitolo. La differenza risiede nel fatto che nel client per macOS non è possibile eseguire la sincronizzazione automatica dei file multimediali o il backup delle cartelle personali dell’utente. Queste procedure devono essere eseguite manualmente, spostando i file e le cartelle all’interno di quelle di OneDrive sul Mac.

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Proteggere un hard disk con una password

Vediamo come proteggere un hard disk con una password e salvaguardare i nostri dati.

Non serve spiegarti quanto sia importante proteggere i tuoi dati, sia quando essi si trovano sul computer, sia quando li salvi all’interno di un hard disk esterno. E questo vale ovviamente per un discorso molto semplice: i tuoi backup sono per natura importantissimi, ma se qualcuno accede al tuo hard disk esterno potresti perdere ogni singolo dato in uno schiocco di dita, e poi non avere alcun modo per recuperare quanto hai perso. Ecco perché oggi vedremo insieme come proteggere con una password un hard disk esterno.

Esistono diversi approcci che puoi decidere di adottare per proteggere i dati sul tuo computer, uno di questi è affidarsi a un crypter che gestisca l’accesso a un intero hard disk di dati. Se hai l’esigenza di proteggere un hard disk o una partizione da operazioni indiscrete ti segnalo uno strumento già incluso nel sistema operativo Windows, anche se non in tutte le versioni. Si tratta di BitLocker un piccolo software che predispone una password di accesso all’unità che si intende proteggere.
Il software applica una password di accesso ad un’unità quale hard disk interni, esterni collegati tramite USB, pendrive e altre memorie flash.

BitLocker

BitLocker è un prezioso strumento messo a disposizione da Microsoft ed è integrato in alcune versioni del sistema operativo Windows.Lo possiamo infatti trovare in Windows 7 Ultimate ed Enterprise, anche se va abilitato. Inoltre lo troviamo di default in Windows 10 Professional.
BitLocker è uno strumento di sicurezza che serve a crittografare un intero hard disk, o una partizione. Cifra il contenuto del disco e consente l’accesso ai dati solo dopo aver digitato una password di accesso, definita in fase di configurazione.

Come attivarlo

In Windows è sufficiente cercare BitLocker all’interno del pannello di controllo o della barra delle applicazioni, digitando la parola “bitlocker“:

bitlocker pannello di controllo

Una volta individuato BitLocker, cliccaci sopra per avviare l’applicazione che ti consentirà di selezionare i volumi da proteggere.
Come puoi notare ti verranno mostrati tutti i volumi corrispondenti alle partizioni che hai installato sul computer, specificando se BitLocker è attivo o meno su ognuna della partizioni. Seleziona la partizione che intendi proteggere, cliccando sul testo “Attiva BitLocker” corrispondente:

attiva bitlocker

Vedrai aprirsi una finestra in cui ti verrà chiesto di attribuire la password di accesso al contenuto del disco:

Proteggere un hard disk con una password

Successivamente spunta la casellina “Usa password per sbloccare l’unità” e inserisci la password, confermandola nel campo sottostante. Se la password di sicurezza è troppo semplice, non verrà accettata, per cui scegline una abbastanza complessa, con caratteri numeri e almeno un carattere speciale(.,:/[email protected]%£…):

bitlocker

Salva la tua password

Una volta inserita e confermata la password di protezione all’unità prescelta, Microsoft per sicurezza, consente di salvare tale password presso una locazione a tua scelta tra quelle proposte. Se disponi di un account Microsoft puoi salvarla al suo interno in modo che venga associata al tuo account, altrimenti puoi decidere di stamparla e/o di salvarla sul computer o un supporto esterno come una pendrive sotto forma di file:

backup chiave di ripristino dati

Al passo successivo potrai decidere se applicare la crittografia solo ai dati contenuti in un disco (o partizione). In questo caso i dati successivamente inseriti all’interno, verranno automaticamente protetti. Oppure decidere di assegnare la protezione all’intera unità, compreso lo spazio inutilizzato del disco. Sostanzialmente non cambi annulla, ti consiglio di applicare la protezione di BitLocker a tutta l’intera unità:

bitlocker dimensione

Nella successiva schermata seleziona il tipo di crittografia in base alle istruzioni riportate, a seconda che si tratti di un disco fisso all’interno del computer oppure di un disco usb esterno:

modalità crittografia

Infine non rimane che confermare il tutto avviando la procedura di crittografia del contenuto dell’unità da proteggere, cliccando sul tasto “Avvia crittografia“:

crittografia unità

Ecco fatto, basta attendere il completamento del processo e il nostro disco o partizione sarà accessibile solo dopo aver inserito la corretta password di accesso.

crittografia bitlocker

Ricordate la password

Fondamentale non dimenticare la password! Segnatevela, e ricordate che se smarrite la password Il risultato sarà quello di non aver più accesso ai dati nell’unità in questione. Per cui suggerisco di non utilizzarlo se non è strettamente indispensabile. Insomma, non prendete alla leggera il suo utilizzo.

Proteggere un hard disk esterno su Mac

password mac

Ci sono due metodi diversi che puoi usare per crittografare gli hard disk esterni su Mac: entrambi i metodi vengono direttamente incorporati sul sistema operativo Mac OS, dunque non hai alcun bisogno di scaricare o installare dei software. Tuttavia, prima di cominciare, devi innanzitutto pensare ad una password che sia sicura e che tu possa ricordarti sempre.

Come proteggere un hard disk esterno su Mac, dunque? La prima cosa che devi fare è aprire il Finder per individuare l’unità esterna, e successivamente fare click con il tasto destro del mouse, selezionando la voce “Encrypt”. A questo punto ti si aprirà una finestra di dialogo che ti consentirà di inserire una password, aggiungendo anche un suggerimento che potrà aiutarti quando accederai all’hard disk inserendola. Il suggerimento, comunque, non è obbligatorio.

Dopo aver inserito la password, il tuo disco rigido esterno è finalmente protetto. L’operazione potrebbe richiedere molto tempo, soprattutto se ospita una gran mole di file e dati.

disk utility mac

Il secondo metodo per crittografare l’hard disk esterno è farlo utilizzando lo strumento Utility Disco, che ti consentirà di proteggere determinate sezioni e dati. Ma devi formattarlo prima, il che rende questo metodo adatto solo per gli hard disk inizialmente vuoti oppure nuovi.

Una volta aperto Utility Disco, dovrai fare click col tasto destro sul device esterno, selezionare Cancella, poi Formato e infine selezionare un formato Encrypted. Fatto questo, dovrai solo inserire la password e attendere il termine della procedura.

Proteggere un hard disk esterno su Windows

bitlocker mac

Anche Windows possiede una funzione nativa per crittografare un hard disk esterno, chiamata BitLocker Drive Encryption, ma solo se possiedi una versione Pro o Enterprise. Se è il tuo caso, ti basta aprire il menu di questa funzione da Pannello di controllo, Sistema e sicurezza, Crittografia BitLocker.

Successivamente dovrai selezionare l’unità esterna da proteggere e cliccare su Attiva BitLocker, utilizzando una password per la protezione. A questo punto dovrai creare un backup della password e infine cliccare su Avvia cifratura. Dopo un po’ di tempo, potrai finalmente contare sul tuo hard disk esterno protetto.

Proteggere un hard disk esterno con VeraCrypt

veracrypt

Se non hai una versione Pro o Enterprise, puoi in alternativa utilizzare un software di terze parti, come ad esempio VeraCrypt: in assoluto il programma migliore per proteggere con una password un hard disk esterno su Windows. Dopo che avrai scaricato, installato e lanciato il software, clicca su Crea volume, seleziona l’opzione “crittografia di una unità esterna” e fai click su Procedi.

Qui dovrai selezionare Volume standard VeraCrypt e fare click su Avanti, per poi selezionare il device che intendi proteggere e seguire tutte le istruzioni che il programma ti fornisce, fino a completare il tuo obiettivo. Ricorda però che l’unico modo per accedere all’hard disk crittografato è attraverso il programma VeraCrypt, ma che puoi comunque de-crittografare l’unità.

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Problemi col microfono integrato del PC?

Se il  microfono integrato del PC o del MacBook da problemi, le cause potrebbero essere tante. In questa guida vedremo alcuni passaggi da effettuare per poter risolvere il problema.

Controllare il volume di registrazione del microfono

Per prima cosa è bene controllare il volume di registrazione del microfono integrato del laptop. Per procedere, cliccare con il tasto destro sul simbolo Suono nell’angolo in basso a destra dello schermo, poi selezionare Suoni, entrare su Registrazione, cliccare su Microfono, poi Proprietà. Qui entrare nella scheda Livelli e assicurarsi che il volume della registrazione sia sufficiente.

Problemi con il microfono su Windows 10

Se si sta utilizzando il sistema operativo Windows 10 e si riscontrano errori con il microfono integrato del proprio computer, controllare di aver aggiornato il sistema. In tal caso, molte periferiche potrebbero essere automaticamente disabilitate per motivi di sicurezza.

Per attivare il microfono su Windows 10, cliccare sul menu Start, poi ImpostazioniPrivacy e qui trovare la voce Microfono. Successivamente, attivare il Microfono e selezionare Consenti alle app di accedere al Microfono:

microfono windows 10

Come attivare il microfono interno del PC

Per iniziare, aprire Windows e cliccare nuovamente con il tasto destro sull’icona del volume in basso a destra. Nel menu che si aprirà, rientrare in Suoni, poi Registrazione. Ricercare il dispositivo e controllare se esso sia attivato o disattivato. Se il microfono, spesso denominato Microfono Interno è disattivato, fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Abilita.

Nota Bene: se aprendo il pannello delle impostazioni del suono non si visualizza il microfono interno, fare clic destro su uno spazio bianco e cliccare su Mostra dispositivi disattivati e proseguire come indicato sopra:

audio windows

Aggiornare i driver del microfono su Windows

Per aggiornare i driver, entrare su Start e cercare Gestione dispositivi. Cliccare su Controller audio, video e giochi, poi selezionare la voce Microfono interno. Entrare nella scheda Driver e cliccare su Aggiorna Driver e seguire le istruzioni sullo schermo per completare la procedura:

driver audio

Controllare il volume del microfono su Mac

Sul proprio MacBook, cliccare sul simbolo Apple nella barra del menu, poi selezionare Preferenze di sistema. Cliccare su Suono, poi entrare nella scheda Ingresso. Selezionare Microfono interno e modificare il volume di registrazione come si desidera. La barra del Livello di ingresso permetterà, così, di testare la forza del microfono.

Resettare SMC su Mac

Se non si riesce ancora a far funzionare il microfono, si può proseguire con un reset di SMC. La procedura è diversa a seconda del modello del proprio MacBook. Se il laptop ha una batteria non removibile, entrare su Apple, poi selezionare Spegni. Fatto questo, una volta che il computer è off, tener premuti i tasti SHIFT + Control + Opzioni + Power per 10 secondi. Poi rilasciare i tasti, accendere il MacBook e provare nuovamente a registrare.

Resettare SMC su Mac

Per quanto riguarda i MacBook di vecchia data che presentano una batteria removibile, entrare sul logo Apple, Spegni. Poi rimuovere la batteria e premere il tasto Power per 5 secondi. Reinserire la batteria e riaccendere il Mac.

Nota Bene: i MacBook, generalmente, sono incapaci di elaborare due input audio contemporaneamente. Per evitare che avvenga un blocco del sistema, dunque, è bene controllare che sul computer vi sia un solo dispositivo in uso.

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Recuperare password salvate

Non vi ricordate una password e non sapete come fare? Ecco una soluzione che vi potrebbe salvare per recuperare la password di Netflix, Amazon, Facebook o qualsiasi altro servizio utile.

Il presupposto per poter vedere la vostra password è che le abbiate salvate almeno una volta all’interno del vostro computer, smartphone o tablet. In caso affermativo vi spieghiamo dove poter trovare le nostre password salvate.

Dal computer (Windows e MAC)

Se state utilizzando il servizio da recuperare sul computer ecco come potremo procedere! In questo modo se avevate salvato la password di Netflix, Facebook, Instagram, Amazon e molte altre ancora potremo recuperarla.

Da Google Chrome

Recuperare password salvate chrome
  1. Apriamo il Browser internet e clicchiamo sui 3 pallini in alto e selezioniamo la voce Impostazioni
  2. Una volta dentro le Impostazioni dal campo cerca in alto cerchiamo Password
  3. Clicchiamo sulla voce Password potremo avere la lista completa di tutti i siti di cui abbiamo salvato la password
  4. Cerchiamo il sito di cui ci interessa sapere la password e una volta trovato clicchiamo sull’icona con l’occhio
  5. Ci verrà richiesta la password del nostro account e poi potremo finalmente visualizzare la nostra password.

Da Mozilla Firefox

Recuperare password salvate firefox
  1. Apriamo il browser internet
  2. In alto a destra clicchiamo sulle 3 barrette e nel menu che ci appare selezioniamo Credenziali e password
  3. Ora potremo già cercare il servizio che ci interessa e cliccare sempre sul’icona dell’occhio

Da Microsoft Edge

Recuperare password salvate edge
  1. Apriamo il browser internet
  2. In alto a destra clicchiamo sui 3 pallini e selezioniamo la voce Impostazioni
  3. Nella prima schermata potremo già vedere la voce Password
  4. Cerchiamo il servizio desiderato e clicchiamo sull’icona con l’occhio

Da Safari

Recuperare password salvate safari
  1. Apriamo Safari
  2. Clicchiamo su preferenze e selezioniamo la voce Password
  3. Cerchiamo il servizio e una volta trovate doppio click per visualizzare la password.

Da iPhone e iPad

Recuperare password salvate iphone

Se invece avete un dispositivo iOS ecco i passaggi che dovremo fare:

  1. Apriamo le Impostazioni
  2. Selezioniamo la voce Password
  3. Cerchiamo il servizio che ci interessa e clicchiamoci sopra.

Da Smartphone e tablet Android

Recuperare password salvate android
  1. Apriamo le Impostazioni del nostro dispositivo Android
  2. Selezioniamo la voce Google
  3. Ora selezioniamo la voce Gestisci il tuo account Google -> Sicurezza -> Password
  4. Ora potremo cercare e selezionare il servizio che ci interessa e trovare la password.

Questi i principali metodi per vedere le password salvate sui nostri dispositivi che oltre a permetterci di ritrovare la password ci permette anche di conoscere ed eventualmente cancellarne qualcuna.

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chiamare gratis da pc o mac
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Chiamare da PC o Mac gratis

Anche le chiamate sono ormai progredite grazie all’arrivo dei Social Network e ai servizi di chiamata via Internet. Questo significa che non è più necessario possedere una SIM (o quasi) per affrontare una conversazione audio, ma semplicemente una connessione Wi-Fi. Inoltre, tutto potrà essere fatto anche semplicemente da computer e senza il bisogno di recuperare il proprio smartphone. Oggi andremo quindi a vedere come telefonare/chiamare da PC o Mac gratis, concentrando l’attenzione sulle piattaforme più popolari e utilizzate in questo campo.

Chiamare da PC con WhatsApp

Iniziamo con il Social Network per eccellenza, ovvero WhatsApp. Diciamo che, per poter effettuare delle chiamate con WhatsApp tramite PC bisognerà utilizzare necessariamente l’applicazione desktop disponibile per PC. Attualmente non è infatti possibile sfruttare la funzione sfruttare il portale online di WhatsApp Web.

Prima di tutto quindi, sarà necessario effettuare il download del programma, disponibile sia per PC Windows a 64-bit che a 32-bit. Per farlo basterà raggiungere la pagina ufficiale cliccando su questo link e subito dopo utilizzare il tasto “Scarica per Windows” in basso a destra. Il sito riconoscerà automaticamente la versione del sistema operativo da scaricare, ma, qualora fosse errata, si potrà comunque scegliere una versione alternativa cliccando su uno dei collegamenti in basso.

Chiamare da PC con WhatsApp

Una volta concluso il download, bisognerà effettuare un doppio click sul file scaricato e avviare la procedura di installazione e prima configurazione. A questo punto ovviamente sarà necessario impugnare il proprio smartphone per inquadrare il codice QR da connettere. Tutta la procedura sarà comunque opportunamente illustrata dalle schermate del programma su PC.

codice qr whatsapp web

Quando la configurazione sarà completa, si potrà chiamare da PC e procedere con l’avvio della chiamata o videochiamata. Per farlo basterà ricercare il nome del contatto desiderato e cliccarci su (la rubrica verrà duplicata direttamente dall’app per smartphone), così da avviare la schermata di conversazione. In alto appariranno quindi due icone: quella della cornetta, utile per avviare una chiamata audio e quella della videocamera, necessaria invece per effettuare videochiamate. Una volta cliccata l’apposita icona, la telefonata partirà immediatamente.

Chiamare da Mac con WhatsApp

Tutto ciò che abbiamo detto nel paragrafo precedente ha esattamente lo stesso valore anche su Mac, in quanto i limiti e i passaggi da seguire risulteranno sostanzialmente gli stessi. Il sito utile per effettuare il download è anch’esso identico e può essere raggiunto cliccando su questo link.

Chiamare da Mac con WhatsApp

Il processo di installazione varierà leggermente, in quanto, in questi caso non servirà altro che trascinare l’icona di WhatsApp nella cartella “Applicazioni” e il gioco sarà fatto. Ora basterà aprire l’app appena scaricata e completare la configurazione del servizio attraverso il codice QR e l’applicazione per smartphone.

Se non ti viene mostrato il tutorial iniziale, pigia invece sul pulsante + collocato in alto a destra oppure sulla voce Scannerizza il codice QR e inquadra il codice QR come spiegato in precedenza.

A questo punto tutto ciò che bisognerà fare sarà cercare il contatto interessato tramite il campo di testo in alto a sinistra. Selezionare il suo nome per aprire la schermata di conversazione e cliccare sull’icona della cornetta in alto per effettuare una chiamata vocale o quella della videocamera per avviare una videochiamata.

Chiamare da PC con Skype

Per chiamare da PC con Skype, si dovrebbe fare un discorso un po’ più ampio. Questo perché grazie al “credito”, si potranno effettuare anche delle classiche chiamate verso numeri di telefono fissi o mobili, senza quindi la necessità che l’interlocutore disponga di un account Skype. Tuttavia, il suddetto credito deve essere acquistato e visto che in questa guida affronteremo solo i metodi gratuiti per effettuare chiamate, lasceremo perdere questo particolare strumento.

Chiamare da PC con Skype

Detto questo, per utilizzare correttamente le chiamate e le videochiamate di Skype tramite Internet, sarà necessario possedere un account di Microsoft e anche l’applicazione del servizio sul proprio PC. Quest’ultima potrà essere scaricata cliccando su questo link e utilizzando il tasto nella colonna di sinistra. Invece per creare un account Microsoft gratuito, qualora non si possedesse già, si potrà proseguire tramite questo link.

Una volta scaricato il programma, basterà quindi aprirlo e successivamente accedere tramite l’account Microsoft creato precedentemente. Ora bisognerà ricercare l’account dell’utente da chiamare o videochiamare (che dovrà ovviamente possedere un account Skype) utilizzando la barra di testo. Oppure possiamo cliccare sull’icona della rubrica nel caso in cui il contatto sia già stato invitato in precedenza. Selezionando il suo nome si aprirà la schermata di conversazione, con all’interno l’icona della cornetta, utile per avviare una telefonata audio e quella della videocamera per avviare una videochiamata.

Come telefonare da Mac con Skype

Anche in questo caso, per effettuare delle chiamate con Skype su Mac, varranno le stesse considerazioni viste per PC Windows. Per effettuare il download dell’app bisognerà quindi utilizzare l’opportuno tasto presente in questa pagina. Mentre, per creare un account Microsoft gratuito si potrà proseguire tramite questo link.

Come telefonare da Mac con Skype

Dopo aver installato l’applicazione sarà quindi possibile accedere tramite l’account gratuito di Microsoft creato in precedenza e procedere con la ricerca dei contatti. Per farlo, bisognerà utilizzare il campo di testo in alto a sinistra per ricercare il nome utente interessato oppure cliccare sull’icona della rubrica per selezionare un contatto già salvato.

Selezionando il nome preferito si avvierà quindi la schermata di conversazione. Una volta qui si potranno avviare delle chiamate vocali o videochiamate, cliccando rispettivamente sull’icona della cornetta o della videocamera. Ovviamente anche l’interlocutore dovrà possedere Skype, altrimenti non apparirà tra i contatti disponibili.

Telefonare da PC con Facebook Messenger

Quasi tutte le funzionalità di chiamata di Facebook Messenger sono disponibili sia sul sito Web di Messenger che sull’applicazione gratuita per PC Windows e Mac, scaricabile attraverso questo portale. Tuttavia, qualora si volessero effettuare delle videochiamate di gruppo, bisognerà utilizzare necessariamente l’applicazione, in quanto non sarà possibile farlo dal sito Web. Inoltre, per accedere a Messenger non sarà necessario possedere un account Facebook, ma sarà anche possibile attivare, eventualmente, un nuovo profilo esclusivamente dedicato alla piattaforma di messaggistica, utilizzando soltanto il numero di telefono.

In ogni caso, sia l’interfaccia Web che dell’app per PC Windows e Mac sarà esattamente la stessa e i passaggi per effettuare delle chiamate non varieranno in alcun modo. Per procedere basterà quindi utilizzare la barra di ricerca in alto a sinistra per cercare il nome dell’utente preferito (che dovrà possedere un account Messenger). Una volta qui cliccarci su per aprire la schermata di conversazione. Qui saranno quindi presenti le icone della cornetta per avviare una chiamata vocale e quella della videocamera per avviare invece delle videochiamate (anche di gruppo, ma solo con l’app).

Telefonare da PC con Facebook Messenger

Telefonare da PC Windows collegando uno smartphone Android

All’interno dei computer con Windows 10 (e successive versioni) è presente l’applicazione “Telefono”. Tale app sarà in grado di sfruttare uno smartphone Android (a partire dalla versione 7) per effettuare delle chiamate attraverso la connessione Bluetooth. Questo significa che, tutto ciò che occorrerà per completare l’operazione sarà possedere due dispositivi dotati dei suddetti sistemi operativi e giusto qualche secondo di tempo per connetterli tra loro.

Per avviare la connessione sarà infatti sufficiente aprire le impostazioni del PC Windows. Poi successivamente avviare la schermata dedicata alle connessioni, all’interno della quale bisognerà scegliere l’opzione “Bluetooth” e ricercare un nuovo dispositivo. A questo punto basterà rendere visibile lo smartphone Android dalle impostazioni del Bluetooth (in genere risulta essere visibile di default) e automaticamente apparirà tra i device disponibili per l’accoppiamento sul computer. Cliccando sul suo nome si stabilirà immediatamente una connessione fra i due..

Arrivati a questo punto, si potrà procedere con la chiamate. Per farlo basterà aprire l’applicazione “Telefono”, selezionare la voce “Chiamate” e concludere la configurazione rapida. Da questo momento in poi sarà possibile sfruttare la stessa app per avviare delle chiamate (classiche, senza connessione Internet). Quest’ultime saranno effettuate tramite la SIM dello smartphone Android, il quale dovrà comunque rimanere nel raggio del Bluetooth (circa dieci metri da PC).

Telefonare da Mac collegando un iPhone

Infine, chiudiamo con la controparte della famiglia Apple, ovvero la connessione diretta tra iPhone e Mac, sia che esso sia fisso o portatile. Partiamo col dire che, quasi tutte le funzioni di “sincronizzazione” tra smartphone e computer dell’azienda di Cupertino passano per un servizio definito Continuity (o Continuità in italiano), il quale funzionerà esclusivamente a partire da iOS 8. Per quanto riguarda macOS invece, basterà tenere aggiornato il software ad una qualsiasi versione a partire da OS X Yosemite.

Vediamo quindi quali sono le condizioni necessarie per sfruttare le chiamate su Mac attraverso iPhone. Innanzitutto, entrambi i dispositivi dovranno avere il Wi-Fi attivo e, ovviamente, dovranno essere connessi alla stessa rete (Wireless o cablata). Inoltre, di fondamentale importanza, tutti e due i device dovranno essere configurati con lo stesso Apple ID e dovranno aver eseguito l’accesso all’app di FaceTime (basta aprirla e inserire l’account dell’Apple ID).

chiamata da iphone a mac

A questo punto, su iPhone, bisognerà aprire l’applicazione “Impostazioni”, continuare con “Telefono” e assicurarsi che all’interno di “Chiamate su altri dispositivi” siano attivi i toggle relativi a “Consenti chiamate” e al nome del Mac dal quale rispondere. Su Mac invece, sarà necessario aprire l’app di “FaceTime”, continuare con “FaceTime” nella barra dei menu in alto a sinistra, cliccare su “Preferenze”, spostarsi nella sezione “Impostazioni” e abilitare la voce “Chiamate da iPhone”.

Da questo momento in poi, ogni volta che l’iPhone connesso riceverà una chiamata, questa verrà duplicata anche sul Mac, offrendo ovviamente la possibilità di rispondere tramite il microfono del computer. Per poter avviare una nuova chiamata invece, bisognerà utilizzare l’applicazione “Contatti” o “FaceTime”, all’interno delle quali appariranno le icone della cornetta e della videocamera, utili per avviare una telefonata o una videoconferenza.

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