NotebookLM è uno degli strumenti più interessanti dell’ecosistema Google per chi lavora con testi, documenti, ricerche e contenuti complessi. Pensato come un taccuino intelligente, unisce appunti, fonti e intelligenza artificiale in un unico spazio di lavoro.
A differenza di un semplice blocco note digitale, NotebookLM analizza i materiali caricati, ne estrae i concetti chiave e permette di interrogarli con domande mirate. Il risultato è un assistente che aiuta a studiare, sintetizzare, scrivere e rielaborare informazioni in modo più rapido e ordinato.
Come funziona NotebookLM
Il funzionamento è semplice: si crea un nuovo notebook, si aggiungono fonti come PDF, documenti, link, trascrizioni video o appunti testuali, e si lascia che la piattaforma analizzi il contenuto. Una volta completata l’elaborazione, l’utente può porre domande, chiedere riassunti, confronti, spiegazioni o materiali di supporto.
NotebookLM non si limita a rispondere come un chatbot generico, ma lavora sulle fonti caricate dall’utente. Questo lo rende particolarmente utile quando serve mantenere il contesto e ottenere risposte ancorate a documenti specifici, con un approccio più affidabile per studio, ricerca e lavoro operativo.
Le funzioni più utili
Tra le funzioni più interessanti ci sono i riassunti automatici, le mappe mentali, le timeline, le tabelle comparative, gli elenchi di pro e contro e le spiegazioni passo-passo. Questi strumenti aiutano a trasformare materiali lunghi e complessi in contenuti più facili da comprendere e da ricordare.
Molto utili anche le panoramiche audio e video, che permettono di ascoltare o seguire i contenuti in forma più dinamica. In questo modo NotebookLM diventa utile non solo per leggere e scrivere, ma anche per ripassare e assimilare meglio le informazioni.
Per chi è davvero utile
NotebookLM è ideale per studenti, ricercatori, docenti, giornalisti, manager, copywriter e professionisti che devono gestire grandi quantità di informazioni. Può velocizzare la preparazione di tesi, report, presentazioni, briefing e documentazione tecnica.
Anche nel lavoro di squadra offre vantaggi concreti, perché permette di condividere i notebook con altre persone e mantenere coerenti fonti, note e output. Questo lo rende uno strumento interessante per team creativi e progetti collaborativi.
Versione gratuita e piani avanzati
La versione standard di NotebookLM è gratuita per gli utenti con account Google e consente di creare fino a 100 notebook, con limiti specifici sul numero di fonti e sulle interazioni giornaliere. Per chi ha bisogno di più capacità, Google offre anche NotebookLM Plus tramite Google One AI Premium, con limiti più ampi e funzionalità avanzate.
Nel file allegato viene citata anche una versione Enterprise per le aziende, pensata per esigenze organizzative e di sicurezza più strutturate. In sintesi, NotebookLM parte da una base gratuita molto valida e si adatta bene anche a usi professionali più intensivi.
Perché può fare la differenza
Il vero punto di forza di NotebookLM è la sua capacità di trasformare documenti sparsi in conoscenza organizzata. In pratica, aiuta a concentrarsi meno sulla ricerca manuale e più sull’analisi, sulla creatività e sulla produzione di contenuti di valore.
Per chi lavora ogni giorno con testi, progetti e contenuti, può diventare un supporto concreto per risparmiare tempo, ridurre il caos informativo e migliorare la qualità del lavoro.
Ci sono molte novità in arrivo per l’intelligenza artificiale sviluppata da Google, ovvero Google Cloud Next. Esaminiamole insieme.
Con l’avvento dell’intelligenza artificiale che sta ridefinendo le frontiere della tecnologia, il Google Cloud Next ’24 emerge come l’evento chiave dove BigG sceglie di presentare le nuove frontiere e innovazioni nel campo dell’AI, consolidando ulteriormente la sua posizione nel settore. Questo convegno di portata internazionale non solo segna un’importante pietra miliare negli annunci relativi a google cloud ai, ma sottolinea anche l’impegno continuo di Google nel promuovere un ecosistema cloud più intelligente, accessibile e sicuro per le imprese di tutto il mondo.
Nel dettaglio, l’articolo si propone di esaminare le principali innovazioni IA annunciate durante il Google Cloud Next ’24, valutandone l’impatto sulle aziende e sul panorama del cloud computing in generale. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle questioni di sicurezza e scalabilità nell’uso dell’IA, evidenziando come Google stia affrontando queste sfide. Sarà inoltre discusso il ruolo emergente dell’IA generativa integrata in Google Workspace, delineando come queste avanzate tecnologie siano destinate a trasformare il modo in cui lavoriamo. Concludendo, questo testo offrirà una panoramica completa delle rivelazioni fatte al Google Cloud Next ’24, fornendo al lettore una chiara comprensione delle future direzioni che il giant della tecnologia intende perseguire nell’ambito dell’intelligenza artificiale.
Le innovazioni IA annunciate a Google Cloud Next ’24
Importanza del Google Cloud Next per l’evoluzione dell’IA
Google Cloud Next ’24 ha segnato un punto di svolta nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, con l’introduzione di Duet AI e altre tecnologie avanzate.
Queste innovazioni promettono di rivoluzionare il modo in cui interagiamo con le macchine, migliorando la produttività e la sicurezza.
Overview delle principali innovazioni IA presentate
Durante l’evento, Google ha presentato notevoli avanzamenti in vari ambiti, tra cui la generazione di contenuti in Gmail e Google Documenti, e l’integrazione migliorata di AI in Google Meet e Google Chat. Duet AI, in particolare, si è distinto per la sua capacità di assistere in diverse operazioni, dalla codifica alla gestione dei dati, fino alla sicurezza, evidenziando l’impegno di Google nell’offrire soluzioni AI sempre più integrate e accessibili.
Impatto sulle aziende e sul cloud computing
L’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando il modo in cui le aziende operano e innovano. L’hardware, essenziale per il tech stack e per la filiera che arriva sino alle imprese utilizzatrici dell’AI, ha visto impatti significativi sui ricavi e sugli utili netti, come evidenziato da Nvidia. Anche il cloud computing ha registrato un impatto crescente sui bilanci, con aziende come Microsoft e Google che mostrano entusiasmo per le evoluzioni nel loro cloud.
Come l’IA generativa sta trasformando il business
La proliferazione dell’IA generativa e delle sue capacità multimodali ha inaugurato una nuova era di innovazione. Questa tecnologia migliora la produttività, ottimizza i flussi di lavoro e consente ai dipendenti di concentrarsi su attività di alto valore, trasformando le operazioni aziendali e migliorando le interazioni con i clienti.
Esempi di come le aziende stanno utilizzando le nuove tecnologie IA
Aziende come Uber e Duolingo stanno impiegando l’IA per ottimizzare i percorsi del traffico e personalizzare le esperienze di apprendimento.
Allo stesso modo, piattaforme come Microsoft Copilot assistono i software, facilitando la gestione dei dati e la sicurezza. Questo dimostra come l’IA sia fondamentale non solo nello sviluppo del software ma anche in numerosi altri settori.
Focus su sicurezza e scalabilità nell’uso dell’IA
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la sicurezza informatica, migliorando la protezione dei dati e l’integrità dei carichi di lavoro attraverso algoritmi avanzati di Machine Learning. Questi sistemi non solo rilevano minacce in tempo reale, ma possono anche rispondere autonomamente isolando gli asset compromessi. Tuttavia, la gestione della privacy e la sicurezza dei dati rimangono critiche, con normative come GDPR e CCPA che sottolineano l’importanza della conformità.
Miglioramenti nella protezione dei dati e nell’integrità dei carichi di lavoro
L’IA generativa offre nuove possibilità per la descrizione e l’analisi delle minacce, migliorando la comprensione e la reattività. Nonostante ciò, l’accuratezza e la correttezza rimangono sfide significative che necessitano di continui miglioramenti tecnologici.
Innovazioni nell’infrastruttura per supportare l’IA a larga scala
L’adozione dell’IA nella sicurezza informatica richiede un’infrastruttura robusta che supporti la scalabilità e la gestione dei rischi. Investimenti in ricerca e sviluppo sono essenziali per sfruttare il potenziale dell’IA e migliorare le misure di cyber security, garantendo un ambiente digitale sicuro contro le minacce in evoluzione.
L’integrazione dell’IA generativa in Google Workspace
Novità per migliorare la produttività e la collaborazione
Google Cloud ha introdotto significative innovazioni in Google Workspace, sfruttando l’intelligenza artificiale generativa per elevare la produttività e la collaborazione.
Funzioni come Smart Composing e Risposte Rapide anticipano e suggeriscono frasi durante la composizione di email e documenti, ottimizzando i tempi e migliorando l’efficienza comunicativa. Inoltre, l’IA assiste nella creazione di presentazioni multimediali, facilitando l’integrazione di immagini, audio e video generati automaticamente.
Esempi pratici di applicazione dell’IA in ambiente Workspace
L’IA generativa in Workspace permette agli utenti di iniziare bozze di testo automaticamente, ad esempio per annunci di lavoro o inviti, personalizzando il tono in base al contesto. Gemini, un assistente virtuale, supporta la pianificazione e la gestione di riunioni, mentre strumenti di analisi predittiva trasformano dati grezzi in insight azionabili, accelerando la creazione di report e decisioni data-driven.
Queste applicazioni dimostrano come l’IA generativa stia trasformando il modo in cui interagiamo e lavoriamo, rendendo le operazioni quotidiane più intuitive e meno onerose.
Conclusioni
Attraverso le innovazioni presentate al Google Cloud Next ’24, Google ha delineato un futuro del cloud computing fondamentalmente trasformato dall’intelligenza artificiale, ponendo le basi per avvolgere la produttività, la sicurezza e la collaborazione in un tessuto sempre più intelligente e intuitivo. Le implicazioni di queste innovazioni si estendono ben oltre l’efficienza operativa, incidendo profondamente sul modo in cui le aziende concepiscono e implementano soluzioni tecnologiche, enfatizzando la rapidità con cui l’IA generativa sta diventando centrale in una vasta gamma di applicazioni e servizi.
Lo sguardo rivolto al futuro che Google ha condiviso con il mondo durante il Google Cloud Next ’24 suggerisce chiaramente che l’integrazione dell’IA nel cloud computing non è semplicemente una tendenza, ma una progressione inevitabile verso ambienti digitali più capaci e personalizzati. Man mano che ci avviciniamo a questa nuova era, la continua esplorazione e integrazione dell’IA nelle nostre infrastrutture digitali rimane cruciale, invitando sia i creatori che gli utilizzatori di tecnologia a rimanere al passo con l’evoluzione delle capacità dell’IA, garantisce un impatto significativo e positivo sul mondo aziendale e oltre.
Ecco alcuni suggerimenti pratici per difenderti dalle frodi dei truffatori che, nel corso del 2024, stanno esplorando nuove modalità, non solo limitate agli sms truffa.
L’uso degli SMS per comunicare con amici e familiari sta diminuendo gradualmente, poiché sono stati in gran parte sostituiti dalle app di messaggistica istantanea come WhatsApp, Telegram e altre simili.
Tuttavia, gli SMS rimangono ancora uno strumento molto utilizzato da aziende, istituti bancari e altre attività commerciali. Queste entità li utilizzano per scopi di marketing, per inviare avvisi agli utenti o per questioni di sicurezza, come l’invio di codici OTP (One Time Password). Purtroppo, questa diffusione degli SMS ha iniziato ad attirare anche malintenzionati che cercano di truffare gli utenti che li ricevono.
Falsi sms delle banche
Quante volte ci è capitato di ricevere SMS da istituti bancari o dalle Poste Italiane riguardanti conti correnti bloccati o transazioni non autorizzate? O magari ci siamo ritrovati a essere annunciati come vincitori di grandi premi, o con un pacco in consegna che sembra non arrivare mai. Molte volte, vero? E se ci fai caso, spesso sono accompagnati da un link su cui cliccare per risolvere il problema.
L’app ufficiale di Google per dispositivi Android include funzionalità di rilevamento del messaggio spam. Utilizzando tecniche avanzate di analisi dei dati e machine learning, l’app è in grado di studiare le abitudini degli utenti e individuare i messaggi spam provenienti da mittenti sconosciuti o improbabili. Questo aiuta a proteggere gli utenti dalle truffe e dai messaggi indesiderati, garantendo una migliore esperienza di utilizzo dell’app Messaggi su dispositivi Android.
Ma questo è solo un esca per rubare i tuoi dati e, nel peggiore dei casi, svuotare il tuo conto corrente. La maggior parte di questi SMS è facilmente riconoscibile come falso, ma purtroppo, negli ultimi anni, le tecniche di phishing tramite messaggi di testo sono diventate sempre più sofisticate e possono ingannare anche persone esperte. Di conseguenza, ogni anno, si stimano truffe per diversi milioni di euro, illegalmente sottratti ad utenti ignari o poco informati sulla sicurezza informatica.
Riconosciamo le truffe
Nonostante le tecniche utilizzate dai malintenzionati siano sempre più sofisticate, tanto che ormai gli SMS truffa e quelli legittimi finiscono per apparire nella stessa chat, è ancora possibile individuare un tentativo fraudolento prestare attenzione ad alcuni dettagli. In genere, gli SMS truffa sono accompagnati da un invito urgente a fare clic su un link per procedere con una procedura fittizia, come “sbloccare” un conto corrente o richiedere un premio non reale. Spesso, è facile identificare questi messaggi a causa degli errori grammaticali, poiché spesso vengono scritti da individui che non conoscono bene l’italiano e si affidano a strumenti di traduzione automatica. Inoltre, se apriamo il link proposto, potremmo essere reindirizzati a una pagina web progettata per sembrare autentica, come quella di una banca o delle Poste Italiane, ma in realtà mira solo a rubare le nostre credenziali o informazioni sensibili.
Tra le truffe più diffuse nell’ultimo anno ci sono quelle degli SMS riguardanti pacchi in arrivo, con un link falso per il monitoraggio, oppure la truffa delle spedizioni bloccate, richiedendo un pagamento per sbloccarle.
Fortunatamente, la semplice apertura del link non comporta rischi immediati, poiché il suo obiettivo è solo quello di catturare i dati che inseriamo nei campi appositamente predisposti. Per verificare se una pagina è falsa, possiamo toccare la barra degli indirizzi (che si trova in alto o in basso, a seconda del dispositivo) e controllare attentamente che l’URL corrisponda a quello ufficiale. Tuttavia, spesso gli indirizzi utilizzati sono completamente falsi e poco simili a quelli originali, ma è comunque una buona pratica confrontarli con l’indirizzo ufficiale (che possiamo trovare facilmente cercando su Google) per confermare le nostre sospetti.
Gli sms truffa
Purtroppo, non c’è un modo infallibile per proteggerci dagli SMS truffa senza bloccare la ricezione di tutti gli SMS, il che non è pratico. Tuttavia, possiamo prendere alcune precauzioni per rimanere al sicuro. Prima di tutto, è importante non rispondere mai agli SMS di questo tipo, nemmeno per richiedere di interromperne la ricezione, e evitare di cliccare sui link proposti. Anche se un clic sul link non comporta necessariamente un rischio, è meglio essere cauti, perché potremmo essere indotti a inserire dati personali senza rendercene conto. Inoltre, è importante non condividere il nostro numero di telefono o indirizzo email, specialmente in risposta a presunte vincite o offerte allettanti.
Se gli SMS provengono da numeri con mittente visibile, possiamo utilizzare la funzione integrata nell’app Messaggi del nostro smartphone per segnalarli come spam e bloccarli. Infine, è consigliabile mantenere sempre aggiornato il sistema operativo del nostro smartphone, installando gli aggiornamenti inviati dal produttore, poiché spesso contengono correzioni di sicurezza importanti. Ad esempio, su Android, Google rilascia patch di sicurezza mensili che vengono poi distribuite dalle varie aziende per i loro modelli, mentre su iPhone, Apple rilascia regolarmente aggiornamenti per garantire la sicurezza dei dispositivi.
Stai incontrando problemi con Internet? DAZN e Netflix che si bloccano? Hai difficoltà a giocare online a causa di tempi di risposta prolungati? I tuoi download procedono lentamente? Ecco cosa puoi fare per risolvere questi inconvenienti e migliorare la tua esperienza
Sebbene i dati più recenti di Ookla, noti soprattutto per il sito www.speedtest.net che misura la velocità di navigazione, indichino che in Italia la velocità di download sia in media di ben 112 Mbps, persistono notevoli differenze tra le aree urbane più grandi e i centri più piccoli, nonché tra le regioni settentrionali e meridionali. Un considerevole numero di persone, oltre 17 milioni, pari a circa un terzo della popolazione italiana, risiede in comuni in cui la velocità di download media è inferiore ai 40 Mbps. Inoltre, pochi hanno accesso alla banda ultra larga su rete fissa, nota come Fiber to the Home (Ftth), ovvero la connessione che porta la fibra ottica direttamente a casa dell’utente.
Nonostante la promessa di estendere la copertura della banda ultralarga in tutta Italia entro il 2026 attraverso i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dobbiamo al momento riconoscere l’apporto positivo degli operatori di telefonia mobile, i quali hanno esteso il 4G a oltre il 92% della popolazione. Questa tecnologia può fungere da valida alternativa al cavo, specialmente ora che sono disponibili varie offerte con dati illimitati.
Nel caso in cui, dopo aver verificato la velocità di connessione, riteniamo che sia troppo lenta, anziché lamentarci con il nostro fornitore di servizi telefonici, sarebbe prudente controllare l’hardware a nostra disposizione. Indipendentemente dal fatto che stiamo utilizzando una connessione ADSL da 10 Mbps, una fibra FTTC da 30 Mbps o una FTTH da 1 Gbps, spesso il vero elemento limitante risiede nel router, nel computer o persino nel browser utilizzati.
Il mio router è affidabile?
Indipendentemente dalla tipologia di connessione Internet in uso, il modem-router costituisce sempre il cuore della nostra connessione domestica e, di conseguenza, è responsabile di eventuali rallentamenti. Mentre è possibile che i cavi nella centralina siano stati danneggiati da animali, come topi, questa situazione porterebbe più probabilmente a un’interruzione della connessione anziché a un degrado della stessa.
Va considerato, inoltre, che un modem-router di buona qualità e configurato correttamente non può compiere miracoli, ma è sicuramente in grado di risolvere problemi e migiorare la navigazione su Internet all’interno di ciascun appartamento, specialmente per quanto riguarda i dispositivi Wi-Fi. Può inoltre assegnare correttamente le priorità a determinate applicazioni, privilegiando, ad esempio, lo streaming e le sessioni di gioco tramite la funzione QoS (Quality of Service), a discapito della navigazione o dei download in background.
Oggi, con la presenza di computer, smartphone, tablet, assistenti digitali, telecamere e altri dispositivi domestici, è comune avere più di una decina di accessori Wi-Fi collegati simultaneamente. Un router economico potrebbe incontrare difficoltà a gestire un così elevato numero di connessioni contemporanee e potrebbe non essere compatibile con i più recenti e efficienti protocolli di comunicazione wireless presenti su smartphone e PC.
FRITZ!Box 4040
I modem forniti in comodato d’uso dagli operatori, sebbene non richiedano installazione o manutenzione, spesso limitano le opzioni avanzate come il cambio di DNS, l’impostazione di una VPN e la condivisione dei dischi in rete. Un router valido dovrebbe essere in grado di gestire connessioni sia a 2,4 GHz che a 5 GHz (e preferibilmente anche a 6 GHz) e dovrebbe essere compatibile con i protocolli 802.11 ac o ax, andando oltre l’802.11n.
Un altro aspetto da considerare è la presenza della tecnologia MIMO (Multiple Input, Multiple Output), che implica la presenza di più antenne utilizzate contemporaneamente per gestire più flussi di dati in ingresso e uscita. Sebbene non siamo obbligati a utilizzare il modem-router fornito dal gestore, spesso vincoli contrattuali o economici possono ostacolare la sostituzione. Per risolvere questa limitazione, è possibile collegare un nuovo router al modem fornito e connettere i dispositivi a quest’ultimo, lasciando il modem operatore a gestire solo la connessione Internet in ingresso.
L’acquisto di un router di buona qualità e facilmente programmabile non richiede una spesa eccessiva. Ad esempio, un modello altamente configurabile come il FRITZ!Box 4040 del produttore tedesco AVM ha un prezzo di soli 70 euro e, oltre a integrare 4 porte Gigabit Ethernet, consente la configurazione della funzione di priorità del traffico per il gaming o lo streaming.
Scegliere il canale adatto
Un router Wi-Fi trasmette il segnale attraverso diversi canali radio, e la scelta di un canale diverso da quello predefinito può essere utile per evitare interferenze. Spesso, le interferenze disturbano il segnale, impedendo al modem/router di coprire efficacemente un’area ampia in un’abitazione o un ufficio.
Normalmente, il router stesso seleziona automaticamente il miglior canale, ossia quello meno utilizzato da dispositivi (non solo i nostri, ma anche quelli dei vicini, soprattutto in condomini dove si possono trovare numerose reti Wi-Fi nelle vicinanze) e al contempo meno influenzato da interferenze elettromagnetiche. Tuttavia, gli algoritmi non sempre riescono a scegliere il canale più libero, e talvolta è possibile ottenere risultati migliori intervenendo manualmente sulla selezione del canale.
Per determinare il canale più adatto all’ambiente in cui si vive, ci sono diverse app Android disponibili gratuitamente nel Play Store. Si consiglia l’uso di un’app come Wi-Fi Analyzer (Open Source), in quanto è una delle poche che non richiede ulteriori pagamenti per accedere a tutte le funzionalità.
Dopo l’installazione dell’app e la selezione del nostro Access Point, possiamo visualizzare non solo i canali utilizzati, ma anche il protocollo Wi-Fi e il tipo di sicurezza. L’app stessa suggerirà eventuali canali più liberi per ottenere le massime prestazioni. Per modificare il canale, sarà necessario accedere all’interfaccia Web del modem, la cui posizione può variare in base al modello, ma spesso si trova all’indirizzo http://192.168.1.1/ (o comunque l’indirizzo e le credenziali di accesso sono solitamente presenti sotto la base del modem).
Priorità delle app su misura con il QoS
Modificare i valori del QoS (Quality of Service) consente di assegnare priorità a servizi specifici, come ad esempio i giochi online in cui le latenze sono cruciali, o alle applicazioni di streaming video e alle app di videoconferenza. Purtroppo, solo pochi dei router forniti in comodato d’uso dai gestori consentono la modifica di questi valori.
Al contrario, anche un router Dual Band Wi-Fi 6, come il TP-Link Mercusys MR1S00X, disponibile a soli 50 euro (https://amzn.to/3tY8fEt), dotato di 4 antenne multidirezionali con funzione beamforming (capace di direzionare il segnale), permette di regolare questi parametri. Inoltre, la compatibilità con lo standard Wi-Fi 6 consente di raggiungere una velocità di 1,2 Gbps, a condizione ovviamente che anche il dispositivo collegato sia compatibile con tale standard e che la fibra fornita dal gestore possa supportare questa velocità.
L’uso dei DNS
La scelta dei DNS (Domain Name System) che utilizzi può influenzare la tua esperienza di navigazione su Internet. Gli indirizzi a cui ci connettiamo durante la navigazione sono identificati da una complessa combinazione numerica, ma il sistema di server DNS funge da traduttore, convertendo questi numeri in nomi riconoscibili.
Ci sono diversi server DNS che possono variare in velocità e vengono utilizzati non solo per gestire la navigazione, ma anche per controllarla. I server DNS italiani dei vari gestori, ad esempio, vengono utilizzati per oscurare siti ritenuti illegali, indirizzando la navigazione verso pagine della polizia postale che indicano che il sito è stato oscurato.
Modificare il server DNS con uno open source come OpenDNS, Cloudflare o Google può consentire una navigazione più veloce e bypassare i blocchi imposti dalle autorità italiane. Puoi modificare il DNS a livello di router o anche su singoli dispositivi come computer e smartphone.
Sui computer Windows e macOS, puoi utilizzare software come Namebench (disponibile all’indirizzo https://code.google.com/p/namebench/downloads/) che ti mostra i migliori server DNS per la tua zona e connessione Internet. Una volta scelto il server DNS desiderato, su un PC con Windows 11, puoi andare su Impostazioni > Rete e Internet > Wi-Fi o Ethernet, selezionare Assegnazione server DNS, scegliere Manuale, attivare IPv4 e inserire gli indirizzi dei DNS che vuoi utilizzare.
Per Android, puoi utilizzare un’app come DNS Changer o andare su Impostazioni > Rete e Internet > Avanzate > DNS privato per inserire manualmente i server DNS desiderati.
Modificare i DNS può contribuire a una navigazione più veloce e bypassare eventuali restrizioni imposte.
Due connessioni
Oggi è comune avere due connessioni Internet sempre attive, la connessione casalinga tramite ADSL o fibra e quella dello smartphone, entrambe in alcuni casi senza limiti di traffico. Tuttavia, può sorgere un problema quando entrambe le connessioni sono lente e poco affidabili. Una possibile soluzione potrebbe essere l’utilizzo di un software come Speedify (https://speedify.com/) disponibile per Windows e macOS. Questo programma consente di combinare le bande di trasmissione di diverse connessioni, come ADSL, fibra ottica, 3G, 4G LTE, Wi-Fi e qualsiasi altra connessione disponibile.
Speedify è un servizio a pagamento, ma offre la possibilità di provarlo senza impegno, in quanto i primi 5 GB di traffico sono gratuiti. Per attivare il servizio, è necessario collegare il computer a tutte le reti e connessioni disponibili. Speedify riconoscerà automaticamente tutte le connessioni disponibili, come ad esempio l’ADSL di casa e il tethering dello smartphone, bilanciando il carico di lavoro in base alla banda a disposizione, alla stabilità e alla potenza del segnale.
Il software esegue anche un controllo accurato delle prestazioni, fornendo un’idea della velocità Internet che è possibile raggiungere grazie alla combinazione delle connessioni. I prezzi di Speedify partono da 7,50 dollari al mese per collegare un massimo di cinque connessioni contemporaneamente.
Attenzione ai malintenzionati
La lentezza della connessione Internet potrebbe essere causata dalla presenza di un estraneo che si è collegato al tuo Wi-Fi. Non è necessariamente un hacker; potrebbe essere il vicino di casa a cui hai temporaneamente fornito la password o che l’ha copiata dal router.
Se sospetti la presenza di un intruso nella tua rete Wi-Fi, la prima cosa da fare è controllare i dispositivi collegati alla rete. Puoi farlo utilizzando l’interfaccia Web del tuo router, a cui si accede con il nome utente e la password generalmente indicati sotto la base del router stesso.
Dentro il pannello di gestione del router, individua la sezione dedicata ai dispositivi connessi, dove puoi ottenere informazioni come il nome del dispositivo, l’indirizzo IP e l’indirizzo fisico. Se trovi dispositivi sospetti, potrai bloccarli direttamente dalla finestra di gestione del router.
Se non riesci ad accedere al pannello di gestione del router e stai utilizzando un PC Windows, puoi utilizzare un’utility gratuita chiamata Wireless Network Watcher (disponibile su https://www.nirsoft.net/utils/wireless_network_watcher.html), che analizza la rete Wi-Fi alla ricerca di dispositivi sconosciuti.
Con Wireless Network Watcher, potrai visualizzare informazioni come l’indirizzo IP, l’indirizzo fisico e il nome della scheda wireless dei dispositivi connessi alla rete Wi-Fi, ma non potrai bloccarli direttamente dall’app. Per questo, sarà necessario collegarti alla finestra di gestione del router.
Se stai utilizzando uno smartphone Android o iOS, puoi utilizzare Fing, uno scanner di rete efficace. Anche in questo caso, non sarà possibile bloccare direttamente il dispositivo sospetto dall’app, ma potrai cambiare immediatamente la password per bloccarlo automaticamente.
Scegli il browser giusto
Google Chrome è il browser più utilizzato, con oltre il 65% di utenti sia su computer che su smartphone. Tuttavia, nel tempo, Chrome ha guadagnato la fama di essere più pesante e lento rispetto ai suoi concorrenti. Questa reputazione non è del tutto infondata, considerando che una sessione di Chrome con 20 schede aperte può occupare quasi 2 GB di RAM, mentre Edge ne utilizza poco più della metà e Firefox solo 1,6 GB. Nonostante Edge utilizzi lo stesso codice del Progetto Chromium, riesce a gestire meglio l’apertura delle pagine e ad eseguire codice JavaScript più velocemente di Chrome.
Le estensioni sono una delle cause dei rallentamenti dei browser, compreso Chrome. Questi “programmini” ampliano le funzionalità del browser, fornendo accesso rapido a servizi online e notifiche. Il problema è che molte persone si dimenticano di averle installate, e molte estensioni non ufficiali possono essere instabili o compromettere la privacy.
Per disattivare o rimuovere le estensioni da Chrome, è sufficiente fare clic sul simbolo della tessera del puzzle nella barra in alto. Oltre alle estensioni, Chrome può gestire anche applicazioni, componenti aggiuntivi più complessi che sfruttano le funzionalità del browser. Tuttavia, queste applicazioni possono avviarsi automaticamente e rimanere aperte anche dopo la chiusura del browser.
Per effettuare una pulizia più completa, si consiglia l’utilizzo di BleachBit (www.bleachbit.org/), un programma gratuito e open source in grado di eliminare la maggior parte dei file superflui generati dalle estensioni installate, contribuendo a migliorare le prestazioni del browser.
Blocca la pubblicità
Un efficace adblocker, ovvero un software progettato per bloccare la pubblicità, impedisce al tuo dispositivo di caricare contenuti non necessari da un sito web, come pop-up, finestre aggiuntive e tracciatori. Questo contribuisce a ridurre la quantità di dati che devono essere caricati durante la navigazione, migliorando la velocità complessiva.
In Chrome, è possibile attivare la prevenzione dei popup e dei reindirizzamenti dalle impostazioni del browser. Nella sezione “Sicurezza” e “Pop-up e reindirizzamenti“, è possibile impedire l’apertura di finestre pubblicitarie. Tuttavia, potrebbe capitare che alcuni siti non si aprano correttamente se non possono visualizzare le finestre pubblicitarie. In tal caso, puoi scegliere se rinunciare a visitare il sito o inserire un’eccezione specifica per quel sito dalle impostazioni.
Per bloccare in modo più efficace alcuni tipi di finestre pop-up che potrebbero sfuggire alle impostazioni predefinite di Google, potresti considerare l’installazione di estensioni specializzate per Chrome progettate per bloccare la comparsa di finestre pubblicitarie indesiderate. Ci sono diverse estensioni disponibili sul Chrome Web Store che offrono funzionalità avanzate di blocco della pubblicità e miglioramento della navigazione.
Negli ultimi giorni, è stato rilasciato un’aggiornamento dell’app Google Drive. Questo aggiornamento ha coinvolto la funzione di scansione dei documenti, che ha portato a una rielaborazione dell’interfaccia grafica e all’introduzione di nuove funzionalità specifiche. Fino a quel momento, la possibilità di utilizzare lo scanner non era estesa a iOS/iPadOS. Tuttavia, grazie all’ultimo aggiornamento, questa lacuna è stata finalmente colmata.
Aggiornamento Apple
Nelle ultime ore, l’app Google Drive per Apple è stata oggetto di un aggiornamento significativo, includendo ora la tanto attesa funzione di scansione documenti. Per utilizzarla, è sufficiente premere il tasto dedicato alla fotocamera, posizionato sopra il simbolo (+) nell’angolo in basso a destra della schermata principale.
Una volta premuto il tasto, viene attivato un mirino che può eseguire la scansione, mentre nella parte inferiore è possibile optare anche per l’acquisizione manuale. La fotocamera aiuta a posizionare il documento per ottenere una scansione di qualità ottimale. Basta toccare l’anteprima per regolare i bordi, ruotare l’immagine e applicare filtri come Colore, Scala di grigi, Bianco e nero e Foto. È possibile scannerizzare anche documenti composti da più pagine.
Per completare il processo, è sufficiente toccare il tasto “Salva”, e l’app sfrutterà l’apprendimento automatico per suggerire un titolo pertinente. Inoltre, Google Drive potrebbe suggerire automaticamente se si tratta di una ricevuta e aggiungere l’ubicazione del negozio. Naturalmente, è possibile decidere dove salvare il PDF prima del caricamento.
Il cambiamento
Questo funzione essenziale finalmente non è più solamente limitata ai dispositivi Android ma è divenuta disponibile anche per i prodotti di casa Apple. Un importante aggiornamento che si è fatto attendere a lungo ma finalmente da la possibilità agli utenti Apple di scannerizzare i propri documenti e condividerli facilmente.
Se non usiamo un gestore di password online, come LastPass, oppure non utilizziamo il Gestore delle password di Google, che le archivia automaticamente, potremmo trovarci in situazioni problematiche.
E su Windows?
La situazione più comune è quella di un computer Windows protetto da una password locale invece di un PIN collegato all’account Microsoft. Tuttavia, specialmente sui computer meno recenti, potrebbe essere necessario resettare la password direttamente dal BIOS, se ci si dimentica quella locale. Anche se potrebbe sembrare complicato, esistono strumenti online e alcuni di essi offrono versioni di prova per testarne l’efficacia.
PassFab 4Winkey: La Soluzione per il Recupero delle Password di Windows
Se hai mai dimenticato la password per accedere al tuo computer con sistema operativo Windows, sai quanto possa essere stressante. Fortunatamente, esiste una soluzione affidabile e potente per risolvere questo problema: PassFab 4Winkey.
Recupero delle Password di Windows
Perdere o dimenticare la password di Windows può sembrare un incubo, ma con PassFab 4Winkey, puoi risolvere rapidamente questo problema. Questa potente utility è progettata per aiutarti a recuperare o reimpostare quella di accesso al tuo sistema operativo Windows.
Facile da Usare
La semplicità d’uso è una delle caratteristiche distintive di PassFab 4Winkey. Anche se non sei un esperto tecnico, sarai in grado di utilizzare questo software senza problemi. Il processo di recupero è guidato da un’interfaccia intuitiva che ti porta passo dopo passo attraverso il processo.
Una guida all’utilizzo
Abbiamo effettuato un test di PassFab 4Winkey. Inizialmente, abbiamo utilizzato la versione di prova e successivamente abbiamo optato per quella commerciale al costo di 20 euro. Il meccanismo è sorprendentemente diretto e veloce: dopo aver installato il software su un altro computer (che può anche essere un Mac), abbiamo collegato una chiavetta USB e seguito le istruzioni del software per creare un’unità Flash di ripristino. Quest’ultima sarebbe stata inserita nel computer del quale avevamo dimenticato la password, accedendo al menu delle impostazioni del BIOS.
A seconda del modello del computer in uso, l’accesso al BIOS potrebbe richiedere la pressione di tasti come Canc, F2 o F12. Comunque, è relativamente semplice identificare la combinazione giusta per il nostro PC mediante un rapido ricorso a un motore di ricerca. Una volta giunti a questo punto, abbiamo modificato l’ordine di avvio, collocando la chiavetta USB in prima posizione, e successivamente riavviato il computer. Dall’apertura della finestra che si sarebbe presentata, avremmo avuto la possibilità di reimpostare la password dell’amministratore locale di Windows, la password dell’ospite o addirittura quella di Microsoft. Una volta completate queste operazioni, avremmo rimosso la chiavetta USB e riavviato il PC.
Altre soluzioni?
Non va tuttavia dimenticato che un tool per il recupero delle password è disponibile gratuitamente da almeno dieci anni: ci riferiamo a Ophcrack, un software open source. Tuttavia, va notato che Ophcrack funziona solamente con versioni di Windows fino alla 7 e recupera le password tramite gli hash LM e NTLM, sfruttando le Rainbow Tables. È importante notare che il software raggiunge buoni risultati proprio perché i sistemi di codifica utilizzati da Microsoft non impiegano il “salting,” una tecnica impiegata, invece, da sistemi operativi come Linux e Mac, che li rende notevolmente più resistenti agli attacchi di forza bruta.
Già in passato abbiamo parlato del recupero password in questo articolo!
Con le Smart TV è semplice guardare tutti i contenuti che vogliamo come Netflix e Youtube dal nostro divano.
Ma come possiamo fare se non abbiamo una Smart TV?
Tutti i nuovi televisori sono Smart TV, hanno quasi sempre la possibilità di connettersi ad Internet e di guardare YouTube, Netflix, Disney + e altri servizi. Non avendo una Smart TV possiamo ricorrere ad un semplice ed economico accessorio: Chromecast di Google
Google Chromecast
Ecco quindi come connettere il tuo Android alla TV
Per poter trasmettere in streaming il contenuto del nostro smartphone su una TV, è essenziale che entrambi i dispositivi siano connessi alla stessa rete Wi-Fi. Basta toccare l’opzione “Trasmissione” presente nella sezione “Dispositivi Connessi” e visualizzare i ricevitori compatibili, è possibile effettuare la connessione tramite l’applicazione Google Home. Dall’app, basta toccare la scheda “Dispositivi”, quindi selezionare “Aggiungi Nuovo Dispositivo” e specificare l’ambiente in cui aggiungerlo, come ad esempio la sala o lo studio.
Può capitare di visualizzare il simbolo della trasmissione wireless, raffigurato come un rettangolo con onde al suo interno, mentre si utilizza un’app compatibile come YouTube. In questo caso, è sufficiente toccare questo simbolo per avviare direttamente la trasmissione, evitando di dover passare attraverso le normali schermate di Android.
Esistono anche altri pratici dispositivi come il Fire TV Stick di Amazon o il clone del Chromecast chiamato Monbeq
Amazon FireTVStick
Andiamo a vedere come usare questi dispositivi
Il menu Impostazioni di Android può variare da uno smartphone all’altro a causa delle personalizzazioni apportate dai produttori e dalla versione di Android in uso. Il menu Trasmissione si trova generalmente all’interno della sezione “Dispositivi Connessi”, accessibili tramite uno swipe dal bordo superiore dello smartphone. Una volta individuato il comando, se hai a disposizione una Smart TV o un TV Box Android, dovresti vedere il dispositivo nella finestra di Trasmissione. È fondamentale, comunque, che sia lo smartphone e il TV o TV Box siano connessi alla stessa rete Wi-Fi.
Se non visualizzi automaticamente il TV Box o la Smart TV, puoi aggiungerli manualmente. In questo caso, dovrai installare l’app Google Home dal Play Store, che gestisce gli accessori domotici della casa.
Puoi acquistare un adattatore come il Chromecast, che si collega direttamente alla porta HDMI del televisore su https://store.google.com, a partire da circa 40 euro. Puoi anche risparmiare ulteriormente acquistando un clone del Chromecast come l’adattatore Monbeq, disponibile su Amazon a soli 19 euro (https://amzn.to/45YMAtp).
Infine, puoi trasmettere in streaming il contenuto dello schermo dello smartphone utilizzando il Fire TV Stick di Amazon, parte ad un costo di 35 euro su https://amzn.to/480C2fl.
Una guida al collegamento
Una volta selezionato il dispositivo che desideriamo connettere al nostro smartphone tramite la trasmissione wireless, Avverrà una richiesta per la trasmissione di tutto lo schermo.
Tuttavia, esiste anche la possibilità di trasmettere al televisore solo un video di YouTube o un film in streaming. Basterà toccare direttamente sull’app il simbolo del rettangolo con tre onde al suo interno e verrà visualizzata una richiesta di connessione. In questo modo, potremo condividere solo quel contenuto specifico senza esporre i dati sensibili del nostro smartphone. Questo è particolarmente utile se desideriamo condividere lo smartphone con familiari o amici senza preoccuparci che venga utilizzato in modo improprio.
Google Home
L’app Google Home è disponibile sulla maggior parte dei dispositivi Android, e nel caso non fosse preinstallata, è possibile scaricarla gratuitamente dal Google Play Store. Questa app consente di gestire tutti gli accessori della casa domotica, organizzandoli per stanze o ambienti. Puoi aggiungere dispositivi come Chromecast, altoparlanti o assistenti virtuali. Ci sono oltre un centinaio di dispositivi compatibili che possono essere configurati facilmente attraverso l’app.
Grazie a Google Home, puoi collegare non solo i Chromecast ma anche la maggior parte dei TV Box disponibili sul mercato. Attraverso l’app, puoi avviare la trasmissione wireless dello schermo, regolare il volume e collegare il dispositivo all’Assistente Google, l’utilizzo di comandi vocali.
Inoltre, puoi effettuare videochiamate direttamente dal tuo televisore, ma è importante ricordare che il microfono utilizzato rimarrà quello integrato nel tuo smartphone Android.
Trasmetti ovunque dal tuo smartphone
La maggior parte degli Smart TV e dei TV Box è compatibile con Chromecast, il che consente di trasmettere il contenuto dello schermo del tuo smartphone sul televisore. Tuttavia, esistono anche altri protocolli di connessione, come Miracast o DLNA, che richiedono app specifiche. Quello che rende XCast un’applicazione interessante è la sua capacità di gestire tutti questi protocolli di connessione senza la necessità di installare diverse app separate.
XCast è in grado di cercare i dispositivi disponibili e di identificare i file video, audio e foto, consentendo di trasmetterli al televisore. L’app è compatibile con una vasta gamma di Smart TV e dispositivi come Google Chromecast, Amazon Fire TV Stick, Roku e altri ricevitori DLNA. È inoltre compatibile con le console Xbox.
Per trasmettere il contenuto dello schermo dal tuo smartphone al TV, è necessario che entrambi i dispositivi siano collegati alla stessa rete Wi-Fi. Puoi sempre utilizzare il tuo smartphone come hotspot e trasmettere contenuti come immagini e video o anche contenuti online.
L’app è gratuita, ma richiede la visualizzazione di annunci pubblicitari prima dell’avvio della connessione. Se desideri eliminare la pubblicità, puoi optare per la versione Pro che costa 7,50 euro e offre funzionalità aggiuntive come individuare contenuti video già riprodotti e creare segnalibri.
Se già utilizzi questi dispositivi o se il nostro articolo ti è stato utile faccelo sapere nei commenti qui sotto, ci auguriamo di vederci presto con nuove notizie sul mondo dell’informatica!
Google è un efficace motore di ricerca che si distingue per la sua potenza e facilità d’uso. Tuttavia, utilizzando alcune strategie, è possibile migliorare ulteriormente i risultati in modo più rapido
Nel 1998, al momento della sua fondazione, Google si differenziò dai concorrenti dell’epoca grazie alla sua interfaccia essenziale, alla sua sorprendente facilità d’uso e alla sua abilità nel fornire immediatamente i risultati desiderati. Nel corso degli anni, sono state introdotte nuove funzionalità e apportate modifiche agli algoritmi, ma quella semplicità originaria è rimasta intatta. Nonostante l’interfaccia basilare, non mancano le opzioni: alcune funzioni meno conosciute possono rendere le ricerche su Google ancora più efficaci.
Ordiniamo i risultati per data
È comune finire per essere tratti in inganno da informazioni datate, spesso anche di molti anni fa. Quante volte ci è capitato di cercare una notizia, condividerla con gli amici, e solo successivamente scoprire che si trattava di notizie ormai obsolete? Dopo aver effettuato una ricerca su Google, notiamo diverse opzioni sotto la barra di ricerca, tra cui ‘Strumenti’.
Cliccando su di essa, abbiamo la possibilità di limitare la ricerca ai siti italiani, ma anche di specificare di cercare solo informazioni pubblicate dopo una determinata data o in un intervallo temporale specifico. In alternativa, possiamo utilizzare la barra di comando, utilizzando ‘before:<data>’ o ‘after:<data>’ per cercare rispettivamente risultati precedenti o successivi a una data specifica. Ad esempio, scrivendo ‘il miglior smartphone 5G after:2023’ tra virgolette doppie, otterremo solo risultati pubblicati dal 2023 in poi.
Le ‘virgolette’
Spesso, ci troviamo a dover esplorare tra i risultati per individuare quello più pertinente tra le diverse opzioni. Un metodo per ottimizzare la ricerca è l’uso delle virgolette. Ad esempio, se stiamo cercando una specifica opzione per Windows 10, come l’attivazione del backup, inseriamo questa frase tra virgolette. La query, ovvero il testo che inseriamo in Google, ‘come si fa il backup in Windows 10′, restituirà risultati anche per versioni precedenti di Windows.
Ma se la modifichiamo in ‘come si fa il backup in “Windows 10”‘, restringeremo notevolmente il campo. Questa caratteristica si rivela preziosa anche per frasi lunghe, come le citazioni di personaggi celebri.
Usiamo gli operatori booleani
Gli operatori booleani sono stati utilizzati sin dagli esordi dei primi motori di ricerca, ma non tutti conoscono il loro utilizzo. Se non sei familiare con il concetto degli operatori booleani, non preoccuparti, è un concetto molto semplice. Fondamentalmente, ci sono due operatori principali in Google: AND e NOT.
Ad esempio, se cerchiamo ‘programma di editing immagini “windows 10” AND “Linux”’, otterremo risultati che includono i termini ‘editor di immagini’, ‘windows 10’ e ‘Linux’. Al contrario, ‘programma di editing immagini “windows 10” NOT “Linux”’ escluderà dai risultati tutte le pagine che contengono il termine ‘Linux’.
Ricerca specifica dentro un sito x
Esistono alcuni siti vasti, colmi di informazioni e non sempre organizzati in modo chiaro. In queste situazioni, individuare un contenuto specifico attraverso la navigazione nei menu può richiedere molto tempo. Un trucco per trovare rapidamente ciò che cerchiamo è limitare la nostra ricerca a un singolo sito, utilizzando il comando ‘site:’.
Ad esempio, inserendo la frase ‘backup windows 10 site:www.enjoysystem.it‘, troveremo tutti gli articoli sul backup di Windows 10 pubblicati sul sito di enjoy system.
Scopri da dove viene un immagine
Sia su internet che sui social media, è diffuso il fenomeno delle notizie false e delle immagini manipolate. Succede spesso di imbattersi in messaggi indignati riguardanti immagini legate a eventi molto discussi come alluvioni, terremoti, pandemie o guerre, che però sono completamente fuori contesto.
Per evitare di essere ingannati, possiamo utilizzare un trucchetto: carichiamo l’immagine in questione su Google Immagini e osserviamo i risultati che otteniamo. Questo ci permetterà di scoprire facilmente l’origine dell’immagine e quando è stata utilizzata per la prima volta. È una tecnica ampiamente adottata anche dai debunker per individuare e svelare le notizie false.
Usiamo gli Strumenti
Le voci del menu ‘Strumenti’ sono dipendenti dal contesto e variano a seconda della ricerca effettuata. Come abbiamo visto precedentemente, possiamo utilizzarlo per limitare la ricerca a date specifiche, ma le opzioni disponibili sono molteplici. Quando effettuiamo una ricerca per immagini, ad esempio, oltre alla data, abbiamo la possibilità di specificare la dimensione (piccola, media, grande o dimensioni personalizzate) e di selezionare immagini con licenza Creative Commons. Questo ci consente di riutilizzarle senza violare i diritti d’autore, sia sul nostro sito che a fini personali.
Funzioni avanzate per la ricerca
Google funge in pratica come un sistema operativo a sé stante, con le sue applicazioni. Considerando che probabilmente avremo sempre una finestra del browser aperta, ha senso sfruttarlo anche per altre attività. Ad esempio, se dobbiamo effettuare dei calcoli, perché utilizzare una calcolatrice? Basta inserire le operazioni da svolgere nella barra di ricerca per ottenere il risultato. Non sarà nemmeno necessario premere Invio: man mano che digitiamo, vedremo il risultato dell’operazione.
Inoltre, può svolgere molte altre funzioni, come la conversione di valute o unità di misura. Alcuni esempi pratici di comandi potrebbero essere ’15 cm in inches’ per convertire da centimetri a pollici, oppure ’10 celsius in fahrenheit’ per convertire da gradi centigradi a Fahrenheit. Naturalmente, possiamo fare lo stesso tipo di conversioni anche con le valute, come ad esempio ‘100 dollari in euro’ per sapere quanti euro corrispondono a 100 dollari.
L’IA Bard
A luglio, Google ha introdotto in Italia Bard, il suo sistema di chat basato su Intelligenza Artificiale, il corrispettivo di Google di ChatGPT ma con la capacità di effettuare ricerche online, simile a Bing Chat che l’ha preceduto di alcune settimane. L’utilizzo è molto simile a quello di ChatGPT e possiamo interagire con esso come se stessimo parlando con una persona. Ad esempio, possiamo scrivere ‘trovami il volo più conveniente da Milano a New York nella prima settimana di agosto’. Inoltre, possiamo chiedere ‘come funziona un digital twin’ o addirittura richiedere ‘scrivimi un racconto nello stile di Umberto Eco’. Se non abbiamo voglia di scrivere, possiamo anche limitarci a parlare cliccando sull’icona del microfono.
A differenza di Bing Chat, Bard ha un’interfaccia più pulita e non ci sommerge di pubblicità. Tuttavia, manca il fatto che le risposte di Bard non includano link di riferimento, che potrebbero essere utili per approfondire o verificare l’accuratezza delle informazioni fornite. È importante ricordare che, come con ChatGPT, è sempre meglio non fidarsi ciecamente delle risposte e verificarle sempre. Le Intelligenze Artificiali sono strumenti molto utili, ma ancora in fase di sviluppo: sono efficaci nel manipolare e elaborare testi, ma possono commettere errori e talvolta addirittura inventare informazioni. Gli ingegneri che lavorano su questi modelli li definiscono ‘allucinazioni‘. Questo è un problema con cui dovremo convivere ancora probabilmente per un po’ di tempo.
Un breve documento di testo rappresenta una potente risorsa per affrontare numerosi problemi nel campo della sicurezza informatica, e la sua adozione si estende a livello governativo sia in Italia che negli Stati Uniti, oltre ad essere utilizzato da importanti aziende come Google e Facebook, vediamo questo nuovo standard.
Security.txt è il nome di un recente standard di sicurezza per i siti Web, che consiste in un file di testo (txt) con un nome standardizzato e facile da riconoscere tra i vari file che compongono un sito. Il file serve a fornire le indicazioni necessarie per gli esperti di sicurezza e gli hacker etici, cioè quelli che cercano di scoprire e segnalare le vulnerabilità dei siti senza danneggiarli o sfruttarli.
Security.txt è un formato che sta riscuotendo molta popolarità: lo usano siti molto noti e rilevanti, come Google, Facebook, GitHub, e anche i siti dei governi di diversi paesi, tra cui l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito. Il governo olandese ha addirittura imposto l’uso di security.txt per i siti della pubblica amministrazione, mentre in Rete si è aperto un interessante dibattito sull’utilità reale di questo tipo di soluzioni, che potrebbero anche avere degli svantaggi o dei rischi.
Perché usarlo
L’avanzamento di Internet ha portato con sé una maggiore complessità per i ricercatori di sicurezza e anche per i motori di ricerca nel distinguere tra siti web legittimi e quelli potenzialmente dannosi o non attendibili. Nonostante i quasi quarant’anni di sviluppo del Web e gli standard creati da Tim Berners-Lee, non esiste ancora una guida specifica su come fornire queste informazioni cruciali riguardo alla natura e alla sicurezza di un sito web.
Tuttavia, un gruppo di ricercatori indipendenti ha proposto una soluzione innovativa a questo problema. L’idea alla base di questa iniziativa è di creare un piccolo documento di testo, facilmente implementabile da amministratori di siti web di qualsiasi dimensione, che consenta di fornire indicazioni chiare su come contattarli nel caso di rilevamento di un’eventuale vulnerabilità o insicurezza nel sito.
Questo documento di testo, chiamato “Indicazioni per la Sicurezza”, offre una soluzione semplice ma efficace per aiutare a identificare correttamente la natura e l’affidabilità di un sito web. Esso consentirebbe ai motori di ricerca e ai ricercatori di sicurezza di ottenere informazioni chiare sulla gestione della sicurezza del sito e su come notificare tempestivamente gli amministratori in caso di problemi.
L’iniziativa sta guadagnando rapidamente terreno e ha già suscitato l’interesse di importanti attori del settore, tra cui i creatori di WordPress. Questa piattaforma software è ampiamente utilizzata in tutto il mondo per la creazione di siti web e blog. In effetti, stanno valutando di rendere questa funzione standard all’interno del loro sistema, rendendo ancora più semplice per gli utenti implementare queste importanti indicazioni di sicurezza.
Chi dovrebbe usarlo
Chiunque può creare il file di testo security.txt e caricarlo nella cartella principale (root) del proprio sito web. Il modo in cui deve essere redatto è illustrato nel sito dell’ente non profit del progetto Open Source: www.securitytxt.org.
Seguendo una sintassi precisa, si facilita l’invio automatico delle segnalazioni di eventuali problemi di sicurezza. Infatti molte volte gli esperto fanno le verifiche in modo automatico, quindi non si può avvisare manualmente centinaia di migliaia di gestori di siti compromessi.
Per redigere il file security.txt, si consiglia di consultare il sito www.securitytxt.org. In tale sito, è possibile visionare un esempio reale cliccando sul link See it in action. Per approfondire le norme ufficiali, si può accedere al documento RFC cliccando su Read the RFC. In tale documento, sono illustrate le finalità, le modalità e la sintassi del file security.txt.
Sul sito www.securitytxt.org, c’è anche un form Web dove possiamo mettere le informazioni del nostro sito Web. Così facendo, ci dà un file security.txt già fatto che possiamo copiare nel nostro spazio Web.
Una soluzione come security.txt permette di automatizzare il processo. Inoltre il proprietario del sito può mettere nel file di testo la sua chiave pubblica (PGP), così da poter comunicare con lui in modo sicuro usando la crittografia.
Conclusioni
In conclusione, questa nuova iniziativa sta cercando di colmare una lacuna critica nella sicurezza di Internet, offrendo uno strumento semplice ma potente per migliorare la comprensione e l’affidabilità dei siti web, proteggendo gli utenti da potenziali minacce cibernetiche e rendendo l’esperienza online più sicura per tutti.
DragGAN, l’avanzato strumento di editing fotografico basato su IA. Trasforma immagini con precisione e velocità. Uscita prevista: Giugno 2023
I ricercatori di Google hanno recentemente rilasciato una nuova tecnica di intelligenza artificiale. Consente agli utenti di manipolare le immagini in pochi secondi con un semplice clic e trascinamento.
Il nuovo DragGAN è uno strumento di editing AI che sfrutta un GAN (Generative Adversarial Network) pre-addestrato per sintetizzare idee che seguono con precisione l’input dell’utente pur rimanendo sulla molteplicità di immagini realistiche.
Il potere di DragGAN
DragGAN è una rivoluzionaria tecnologia di fotoritocco basata sull’intelligenza artificiale che promette di cambiare radicalmente il modo in cui modifichiamo le immagini. Questo nuovo strumento di editing offre un approccio completamente diverso rispetto ai tradizionali software di fotoritocco come Photoshop. DragGAN eliminerà la complessità e gli infiniti livelli di Photoshop, aprendo la strada a qualcosa di completamente nuovo e innovativo.
DragGAN si basa sull’intelligenza artificiale e utilizza algoritmi avanzati per trasformare le immagini in modo preciso e veloce. Grazie a questa tecnologia, sarà possibile apportare modifiche e miglioramenti alle immagini con estrema precisione, consentendo agli utenti di ottenere risultati sorprendenti con facilità, come nel video seguente:
Secondo quanto riportato, DragGAN sarà disponibile a partire dal mese di giugno 2023.
Nonostante non siano disponibili ulteriori dettagli specifici sull’uso e sulle funzionalità esatte di DragGAN, si prevede che questo strumento avrà un impatto significativo nel campo del fotoritocco, semplificando il processo di editing delle immagini.
In conclusione, DragGAN è un innovativo strumento di editing fotografico basato sull’intelligenza artificiale che sta per rivoluzionare il modo in cui modifichiamo le immagini. Con la promessa di semplificare il processo di fotoritocco e offrire risultati sorprendenti, DragGAN è sicuramente un’interessante tecnologia da tenere d’occhio