In Italia lo sport non è un semplice passatempo: ci dividiamo su tutto, ma quando iniziano le competizioni internazionali, la magia ci unisce tutti! In queste settimane, tra le vette innevate di Milano-Cortina, sta accadendo qualcosa di nuovo: l’Intelligenza Artificiale è passata dagli uffici alle piste, diventando parte integrante della competizione.
Non si tratta di sostituire l’emozione umana, ma di potenziarla attraverso un’infrastruttura silenziosa che rende ogni movimento più chiaro e ogni sfida più intensa.
Il “Trainer Tascabile”: Biomeccanica a portata di smartphone
Una delle rivoluzioni più concrete riguarda la capacità di trasformare un normale smartphone in un laboratorio professionale. Grazie alle capacità multimodali di Gemini e alla ricerca di Google DeepMind, gli atleti possono ora correggere dettagli invisibili a occhio nudo.
L’Evoluzione dell’Aerodinamica: Dal Corpo al Bit
L’integrazione tra scansione 3D e simulazioni avanzate sta riscrivendo le regole della performance sportiva. Ecco come la tecnologia trasforma un atleta in un sistema biomeccanico perfetto:
1. La Genesi del Gemello Digitale (Digital Twin)
Il processo inizia con una scansione corporea millimetrica. Grazie a sensori LiDAR e fotogrammetria, l’app cattura ogni dettaglio anatomico dell’atleta, creando un “gemello digitale” ad altissima fedeltà. Non si tratta di una semplice immagine 3D, ma di un modello matematico preciso che tiene conto della struttura fisica e delle proporzioni reali, eliminando la necessità di lunghe e costose sessioni fisiche in galleria del vento.
2. Simulazione tramite Fluidodinamica Computazionale (CFD)
Una volta ottenuto l’avatar, entra in gioco il software di Fluidodinamica Computazionale (CFD). Questo motore di calcolo simula virtualmente il flusso d’aria che investe l’atleta, mappando i vettori di pressione e la resistenza aerodinamica (drag). L’analisi permette di visualizzare l’invisibile: come l’aria si muove sulla pelle e sull’attrezzatura, rivelando come una micro-correzione della postura — ad esempio l’inclinazione della testa o la posizione dei gomiti — possa abbattere la resistenza e incrementare sensibilmente la velocità.
3. Gestione delle Turbolenze oltre i 50 km/h
Nelle discipline dove si superano costantemente i 50 km/h (come il ciclismo su pista, lo sci di velocità o il triathlon), l’aria smette di essere un fluido armonioso e diventa un ostacolo caotico. A queste velocità, le simulazioni sono vitali per identificare e gestire le turbolenze che si generano dietro il corpo dell’atleta. Ottimizzare il “gemello digitale” significa minimizzare le zone di bassa pressione che “tirano” l’atleta all’indietro, trasformando ogni watt di potenza in puro movimento lineare.
Dati e Medaglie: Il metodo Snowflake per il Bob
In discipline come il bob e lo skeleton, non si vince con una singola invenzione, ma con la somma di piccoli miglioramenti.
Piattaforma di analisi: La nazionale USA ha scelto Snowflake per organizzare ogni singolo dato di allenamento.
Decisioni rapide: Un assistente IA aiuta coach e atleti a capire in tempi record cosa funziona e cosa no, permettendo di limare quei minuscoli margini che sul ghiaccio decidono tutto.
Ottimizzazione: L’obiettivo è rendere la partenza più pulita o sincronizzare meglio la spinta, individuando rapidamente ogni dettaglio da correggere.
Un’esperienza aumentata per i tifosi
L’IA non lavora solo per gli atleti, ma anche per chi guarda. Il CIO ha introdotto Olympic GPT, un assistente che fornisce risultati in tempo reale e spiega i regolamenti delle discipline meno note.
Contemporaneamente, l’Olympic Broadcasting Services (OBS) sta usando l’IA per gestire l’oceano di immagini provenienti da droni e telecamere. Il sistema è in grado di “congelare” un salto in aria, generando fotogrammi che mostrano il cambio di posizione dell’atleta e visualizzando dati come l’altezza del salto e la velocità di atterraggio direttamente sullo schermo.+2
In conclusione, che si tratti della prevenzione infortuni per campionesse come Federica Brignoneo delle traiettorie previste da Curling Hunter, l’IA è ormai la “metà invisibile” dello sport moderno.
La minaccia dello spam: come riconoscerla e come difendersi
Ogni giorno, mentre navighiamo su Internet, controlliamo la posta elettronica o utilizziamo lo smartphone, siamo esposti a un enorme flusso di messaggi pubblicitari. Una parte di queste comunicazioni viene filtrata come spam dai servizi di posta, dai sistemi automatici dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) o dai nostri stessi dispositivi, ma molti messaggi riescono comunque a superare questi controlli.
Le forme dello spam
Così ci ritroviamo a ricevere:
Telefonate indesiderate da call center
SMS che segnalano addebiti inesistenti
Offerte presentate come imperdibili
Concorsi a premi fasulli
Presunti aggiornamenti urgenti di sistema
In moltissimi casi queste pubblicità sono pensate per ingannare gli utenti, allo scopo di ottenere dati personali, installare software malevoli o truffare consumatori inconsapevoli.
I rischi reali per la sicurezza
Oltre al semplice disturbo e alla perdita di tempo causata dalle chiamate dei call center, spesso registrate, il vero pericolo è rappresentato dal furto e dall’uso improprio dei dati personali. Queste informazioni possono essere rivendute sul mercato nero digitale e utilizzate per attività fraudolente, mettendo a rischio sia la privacy sia la sicurezza.
Basta rispondere a un finto avviso di pagamento o cliccare su un link costruito ad arte per infettare il computer o lo smartphone con programmi dannosi in grado di controllare il dispositivo da remoto, raccogliere informazioni sensibili o mostrare pubblicità particolarmente invasive. Se poi inseriamo i nostri dati fiscali o bancari su siti pirata, corriamo il rischio di prelievi non autorizzati o vere e proprie frodi finanziarie, con conseguenze economiche anche gravi.
Gli strumenti di protezione disponibili
Per limitare questi fenomeni esistono diversi strumenti utili:
Registro Pubblico delle Opposizioni: iscrizione del proprio numero di telefono nelle liste gestite dall’AGCOM per ridurre le chiamate promozionali indesiderate
Polizia Postale: attraverso il portale https://www.commissariatodips.it/index.html mette a disposizione moduli per le segnalazioni e promuove campagne informative rivolte ai cittadini
Queste iniziative aiutano a riconoscere le frodi e a sviluppare maggiore consapevolezza sui rischi legati allo spam e alla pubblicità ingannevole.
Regole pratiche contro lo spam via email
Per difendersi dallo spam via e-mail è utile adottare alcune semplici regole di comportamento:
Proteggere il proprio indirizzo: evitare di diffondere l’indirizzo di posta su siti poco affidabili
Usare caselle temporanee: quando è necessario registrarsi a servizi di dubbia serietà, utilizzare email temporanee
Non rispondere mai a messaggi sospetti: confermare la propria attività può favorire l’invio di nuove mail indesiderate
Evitare allegati e link sospetti: non aprire contenuti provenienti da mittenti sconosciuti
Attivare filtri antispam: utilizzare i filtri offerti dai principali provider di posta elettronica
Mantenere aggiornati gli antivirus: proteggere i dispositivi con software di sicurezza costantemente aggiornati
Verificare l’indirizzo del mittente: controllare sempre l’indirizzo reale prima di fidarsi del contenuto di un messaggio
App su misura
Ogni giorno i sistemi di filtraggio delle chiamate indesiderate diventano più sofisticati, ma spesso non sono ancora sufficienti. Il meccanismo di blocco delle chiamate di spam gestito dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, insieme ai filtri integrati da Apple e Google nei rispettivi sistemi operativi, riduce molte telefonate moleste, ma non riesce a fermarle tutte. In questi casi può essere utile affidarsi ad app dedicate, pensate proprio per individuare e bloccare numeri sospetti.
Negli store di Android e iPhone esistono moltissime applicazioni che promettono di bloccare le chiamate indesiderate, ma non tutte sono realmente efficaci. Alcune, infatti, si limitano ad aggiungere pubblicità non richiesta o a rallentare il dispositivo, senza offrire una protezione concreta. Per questo motivo è fondamentale scegliere con attenzione quali strumenti installare, puntando su soluzioni affidabili e con una buona reputazione.
Tra le app più note e utilizzate a livello mondiale spicca Truecaller, disponibile sia per Android sia per iPhone (https://short.tips/url/anti-truffa). Questa applicazione si basa su un vastissimo database di numeri segnalati e su una community molto attiva di milioni di utenti che inviano report ogni giorno. Tra le sue funzioni ci sono l’identificazione in tempo reale del chiamante, il blocco automatico delle chiamate sospette, la messaggistica sicura e la possibilità di visualizzare il nome di chi chiama anche se non è salvato in rubrica.
Un’altra soluzione efficace è Hiya (https://short.tips/url/antitruffa), particolarmente apprezzata per la forte integrazione con i dispositivi Samsung, per i quali fornisce il servizio Samsung Smart Call, e con altri marchi asiatici. Oltre al blocco dello spam telefonico, offre strumenti di protezione contro le frodi e permette di ricevere avvisi quando si riceve una chiamata potenzialmente pericolosa. Queste app non si limitano a fermare le chiamate “spazzatura”, ma permettono di filtrare diverse categorie di numeri, come quelli privati, internazionali o legati al telemarketing, adattandosi ai prefissi di qualunque Paese grazie a database specifici sempre aggiornati.
Bloccare le pubblicità ingannevoli durante la navigazione sul Web è fondamentale non solo per migliorare l’esperienza online, ma anche per proteggere la privacy e difendersi da potenziali rischi di sicurezza. Per raggiungere questi obiettivi è necessario combinare strumenti tecnici, impostazioni del browser e buone abitudini di navigazione.
Le estensioni anti-pubblicità
Uno dei metodi più efficaci per bloccare le pubblicità consiste nell’installazione di estensioni specifiche per i browser più diffusi come Chrome, Firefox, Edge e Safari. Si tratta di piccoli strumenti che si integrano direttamente nel software di navigazione per estenderne o personalizzarne le funzionalità secondo le proprie esigenze. Queste estensioni sono disponibili nel Web Store di ciascun browser, sono generalmente gratuite e si installano con un semplice clic.
Le estensioni più avanzate riescono a eliminare automaticamente gran parte degli annunci popup, molti banner pubblicitari, video promozionali e script di tracciamento che monitorano il comportamento degli utenti. Tra le soluzioni più efficaci troviamo uBlock Origin (https://short.tips/url/antitruffa), un’estensione che non richiede configurazione particolare, è completamente gratuita e permette di filtrare anche i tracker che profilano le abitudini di navigazione.
Altre soluzioni consigliate
Altrettanto valida è Total Adblock (https://short.tips/url/antitruffa), che offre funzionalità avanzate per bloccare anche annunci contenenti malware o tentativi di phishing, offrendo così un livello di protezione superiore. Infine, AdGuard (https://short.tips/url/antitruffa) rappresenta una soluzione completa che oltre a bloccare la pubblicità protegge dal tracciamento e migliora le prestazioni di caricamento delle pagine web, rendendo la navigazione più veloce e sicura.
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Cosa è l’assistenza informatica e perché è importante
L’assistenza informatica è un servizio essenziale per aziende e individui che dipendono dalla tecnologia per il loro lavoro e la loro vita quotidiana. Questa forma di supporto tecnico può includere la risoluzione di problemi hardware e software, la manutenzione preventiva dei sistemi, l’installazione di nuove applicazioni e molto altro ancora. Un servizio di assistenza informatica affidabile e competente può fare la differenza tra il successo e il fallimento di un’organizzazione, evitando costosi fermi macchina, perdita di dati e interruzioni del lavoro.
Nelle società moderne, la dipendenza dalla tecnologia è sempre più marcata. Aziende di ogni dimensione, professionisti e persino utenti domestici hanno bisogno di un aiuto specializzato per mantenere i loro sistemi informatici efficienti e sicuri. Avere accesso a un team di esperti IT a cui rivolgersi quando sorgono problemi può essere cruciale per la produttività e la continuità aziendale.
Inoltre, l’assistenza informatica può anche aiutare a prevenire problemi futuri, attraverso la manutenzione regolare, gli aggiornamenti di sicurezza e la consulenza su come sfruttare al meglio le tecnologie a disposizione. Questo può portare a una riduzione dei costi a lungo termine e a una maggiore tranquillità per chi utilizza i sistemi informatici.
I vantaggi di scegliere un servizio di assistenza informatica professionale
Scegliere un servizio di assistenza informatica professionale può offrire numerosi benefici, tra cui:
Risoluzione rapida dei problemi: Un team di esperti IT può individuare e risolvere rapidamente i guasti hardware e software, minimizzando i tempi di inattività.
Maggiore efficienza operativa: Un’assistenza informatica efficiente contribuisce a mantenere i sistemi aziendali funzionanti e aggiornati, aumentando la produttività del personale.
Maggiore sicurezza informatica: I professionisti IT possono implementare misure di sicurezza adeguate, proteggendo i dati e i sistemi da minacce come virus, malware e attacchi hacker.
Consulenza e supporto specializzato: Gli esperti IT possono fornire preziosi consigli e suggerimenti su come sfruttare al meglio la tecnologia per raggiungere gli obiettivi aziendali.
Riduzione dei costi a lungo termine: Prevenire problemi e guasti attraverso una manutenzione regolare può portare a un risparmio significativo rispetto agli interventi d’emergenza.
Maggiore tranquillità: Avere un team di assistenza informatica affidabile e competente a cui rivolgersi quando necessario consente di concentrarsi sulle attività principali, senza preoccuparsi dei problemi tecnologici.
Statistiche sull’assistenza informatica e il feedback dei clienti
Secondo uno studio recente, oltre il 70% delle aziende italiane utilizza regolarmente servizi di assistenza informatica per mantenere efficienti i propri sistemi IT. Inoltre, il 65% dei clienti che hanno usufruito di tali servizi ha dichiarato di essere molto soddisfatto della qualità dell’assistenza ricevuta.
Tra i principali vantaggi evidenziati dai clienti, spiccano:
Tempi di risposta rapidi e risoluzione tempestiva dei problemi (82% dei clienti)
Competenza e professionalità del personale di assistenza (78% dei clienti)
Capacità di fornire soluzioni innovative e personalizzate (71% dei clienti)
Miglioramento dell’efficienza operativa e della produttività (68% dei clienti)
Riduzione dei costi IT a lungo termine (64% dei clienti)
Questi dati dimostrano chiaramente l’importanza di scegliere un servizio di assistenza informatica di qualità per ottenere i massimi benefici in termini di produttività, sicurezza e risparmio.
Come scegliere il miglior servizio di assistenza informatica per le tue esigenze
Quando si tratta di scegliere un servizio di assistenza informatica, è importante valutare attentamente diverse opzioni per trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Ecco alcuni fattori chiave da considerare:
Esperienza e competenze del team: Verifica la formazione e l’esperienza del personale di assistenza, assicurandoti che siano in grado di gestire problemi di diversa complessità.
Gamma di servizi offerti: Valuta se il fornitore può fornire un’ampia gamma di servizi, come supporto remoto, manutenzione preventiva, consulenza strategica e formazione del personale.
Tempi di risposta e disponibilità: Verifica i tempi di risposta e la disponibilità del servizio di assistenza, in modo da garantire un supporto tempestivo in caso di emergenze.
Flessibilità e personalizzazione: Accertati che il fornitore sia in grado di adattare i suoi servizi alle tue esigenze specifiche e di offrirti soluzioni su misura.
Reputazione e referenze: Chiedi referenze ad altri clienti e leggi le recensioni online per valutare l’affidabilità e la qualità del servizio offerto.
Sicurezza e conformità normativa: Assicurati che il fornitore rispetti gli standard di sicurezza e di protezione dei dati richiesti dal tuo settore.
Prendere in considerazione attentamente questi fattori ti aiuterà a individuare il miglior servizio di assistenza informatica per la tua azienda o per le tue esigenze personali.
Valutare i costi dell’assistenza informatica e trovare la soluzione migliore per il tuo budget
I costi dell’assistenza informatica possono variare notevolmente in base ai servizi richiesti, alla dimensione dell’azienda e alla complessità dei sistemi IT. Alcuni dei principali fattori che influenzano i costi includono:
Tipologia di servizi (supporto remoto, on-site, manutenzione preventiva, ecc.)
Numero di utenti o dispositivi da assistere
Livello di competenza e specializzazione del personale di assistenza
Eventuali costi di installazione, configurazione o aggiornamento di hardware e software
Frequenza e durata degli interventi richiesti
Per trovare la soluzione più conveniente per il tuo budget, ti consigliamo di:
Definire le tue esigenze: Identifica chiaramente i servizi di cui hai bisogno, in modo da poter confrontare le offerte in modo più efficace.
Richiedi preventivi dettagliati: Chiedi ai fornitori di assistenza informatica di fornire preventivi completi, inclusi i costi di manodopera, materiali e eventuali abbonamenti o servizi aggiuntivi.
Confronta le opzioni: Valuta attentamente i preventivi ricevuti, tenendo conto non solo dei costi, ma anche della qualità dei servizi offerti e della reputazione dei fornitori.
Negozia le condizioni: Non esitare a negoziare con i fornitori per ottenere condizioni più vantaggiose, come sconti, pacchetti personalizzati o servizi aggiuntivi inclusi.
Considera soluzioni su misura: In alcuni casi, potrebbe essere più conveniente sviluppare un servizio di assistenza informatica interno o affidarsi a un fornitore specializzato in base alle tue esigenze specifiche.
Seguendo questi passaggi, sarai in grado di trovare il miglior servizio di assistenza informatica che si adatta perfettamente al tuo budget e alle tue necessità.
Servizi di consulenza informatica e consulenza ICT: cosa offrono e come possono aiutarti
Oltre ai servizi di assistenza informatica, molte aziende offrono anche servizi di consulenza informatica e consulenza ICT (Information and Communication Technology). Questi servizi possono essere estremamente utili per le aziende che desiderano ottenere il massimo dalla loro tecnologia e migliorare l’efficienza operativa.
La consulenza informatica tipicamente include:
Analisi dei processi aziendali: Valutazione dei flussi di lavoro e dei processi per identificare aree di miglioramento.
Pianificazione strategica IT: Sviluppo di una roadmap tecnologica allineata agli obiettivi di business.
Selezione e implementazione di soluzioni software: Assistenza nella scelta e nell’implementazione di applicazioni gestionali, CRM, ERP, ecc.
Ottimizzazione delle infrastrutture IT: Consulenza per migliorare l’efficienza e la scalabilità delle reti e dei sistemi IT.
Formazione e sviluppo delle competenze: Corsi e programmi di formazione per il personale su nuove tecnologie e best practice.
La consulenza ICT, invece, si concentra maggiormente sugli aspetti di comunicazione e collaborazione, offrendo servizi come:
Progettazione di soluzioni di comunicazione unificata: Implementazione di sistemi per migliorare la collaborazione e la produttività del team.
Sviluppo di strategie di digitalizzazione: Consulenza per la trasformazione digitale dell’azienda.
Analisi e ottimizzazione dei flussi di informazione: Miglioramento dei processi di condivisione e gestione dei dati.
Consulenza sulla sicurezza informatica: Valutazione dei rischi e implementazione di misure di protezione adeguate.
Sfruttando questi servizi di consulenza, le aziende possono ottenere un vantaggio competitivo, migliorando l’efficienza, la produttività e la sicurezza dei propri sistemi IT.
Corsi e formazione per sviluppare competenze informatiche di base
Oltre ai servizi di assistenza informatica professionale, molte aziende offrono anche corsi e programmi di formazione per aiutare i propri dipendenti a sviluppare competenze informatiche di base. Queste iniziative possono essere particolarmente utili per:
Migliorare l’efficienza operativa: Fornendo ai dipendenti le conoscenze necessarie per utilizzare in modo più efficace gli strumenti IT aziendali.
Aumentare l’autonomia del personale: Permettendo ai dipendenti di risolvere autonomamente problemi semplici e di sfruttare al meglio le funzionalità dei software.
Ridurre la dipendenza dai servizi di assistenza: Riducendo il numero di richieste di supporto per problemi di base, permettendo ai tecnici di concentrarsi su attività più complesse.
Favorire l’adozione di nuove tecnologie: Facilitando l’apprendimento e l’utilizzo di nuove applicazioni e soluzioni IT introdotte in azienda.
Migliorare la motivazione e l’engagement del personale: Offrendo opportunità di sviluppo delle competenze e di crescita professionale.
I corsi di formazione possono coprire una vasta gamma di argomenti, tra cui l’utilizzo di software office, la navigazione sicura in Internet, la gestione della posta elettronica, l’archiviazione e la condivisione dei file, e molto altro ancora. Alcuni fornitori di assistenza informatica offrono anche programmi di formazione personalizzati in base alle esigenze specifiche dell’azienda.
Investire nella formazione informatica del personale può quindi portare a numerosi benefici a lungo termine, migliorando l’efficienza, la produttività e la competitività dell’organizzazione.
I servizi di assistenza informatica per le piccole imprese: come possono aiutare a migliorare l’efficienza operativa
Le piccole e medie imprese (PMI) spesso hanno esigenze specifiche in termini di assistenza informatica, poiché generalmente dispongono di risorse e budget limitati. Tuttavia, i servizi di assistenza informatica possono rivelarsi estremamente preziosi anche per le realtà di piccole dimensioni, aiutandole a:
Ridurre i costi IT: I servizi di assistenza informatica possono aiutare le PMI a ottimizzare i costi legati alla gestione dei sistemi IT, evitando investimenti eccessivi in hardware, software e personale interno.
Migliorare l’efficienza operativa: Un supporto IT efficiente e tempestivo può contribuire a mantenere i sistemi aziendali sempre operativi, minimizzando i tempi di inattività e aumentando la produttività del personale.
Potenziare la sicurezza informatica: I professionisti IT possono implementare misure di sicurezza adeguate per proteggere i dati e i sistemi aziendali da minacce come virus, malware e attacchi hacker.
Accedere a competenze specialistiche: Le PMI possono beneficiare delle competenze e dell’esperienza di un team di assistenza informatica senza dover sostenere i costi di un reparto IT interno. Conclusioni: come trovare il servizio di assistenza informatica ideale per te.
Perchè scegliere Enjoy Sytem
Trovare il servizio di assistenza informatica più adatto alle tue esigenze può sembrare una sfida, ma seguendo alcuni semplici passaggi puoi individuare la soluzione perfetta per la tua azienda o per le tue necessità personali.
Innanzitutto, è importante avere ben chiare le tue priorità e i tuoi requisiti specifici. Fai un elenco delle funzionalità e dei servizi che ti servono, dal supporto remoto alla manutenzione preventiva, dalla consulenza strategica alla formazione del personale. Questo ti aiuterà a valutare in modo più obiettivo le diverse opzioni sul mercato.
Successivamente, esegui una ricerca approfondita sui fornitori di assistenza informatica, confrontando attentamente le loro offerte in termini di competenze del team, gamma di servizi, tempi di risposta, flessibilità e costi. Non esitare a chiedere referenze e a leggere le recensioni dei clienti per avere un quadro completo della loro affidabilità e qualità del servizio.
È inoltre importante tenere conto del tuo budget e valutare attentamente i costi associati ai diversi pacchetti di assistenza. Cerca di trovare il giusto equilibrio tra qualità del servizio e convenienza economica, senza sacrificare l’essenziale per risparmiare a breve termine.
Infine, non sottovalutare l’importanza di una consulenza IT e di servizi di formazione per il tuo personale. Investire in queste soluzioni può portare a notevoli benefici in termini di efficienza operativa, produttività e sicurezza informatica a lungo termine.Scopri ora i migliori servizi di assistenza informatica sul mercato e scegli la soluzione perfetta per te.
Seguendo questi consigli, sarai in grado di individuare il servizio di assistenza informatica ideale per le tue esigenze, ottenendo così tutti i vantaggi di un supporto IT affidabile e di qualità.
Cosa facciamo
Enjoy System supporta i propri clienti con assistenza informatica sia tecnica che sistemistica su chiamata, a contratto, in modalità remota o attraverso un piano di manutenzione programmata.
Interveniamo con la massima disponibilità, anche in urgenza, attraverso uno staff tecnico specializzato, che riflette la qualità dei nostri servizi. Piccole e medie imprese, studi professionali, enti e istituti hanno già scelto l’assistenza dedicata di Enjoy System.
Forniamo servizi di assistenza informatica volti a garantire la piena continuità operativa del cliente, minimizzando l’insorgere di problematiche attraverso un’idonea pianificazione degli interventi ordinari e preventivi ed operando tempestivamente in caso di fermi o imprevisti.
Ogni anno, in Italia, si verificano con successo numerosi attacchi informatici, e questa situazione sempre più inquietante richiede l’implementazione di soluzioni per preservare la sicurezza informatica. Determinare con precisione il numero esatto di attacchi condotti dagli hacker di anno in anno può risultare complicato, principalmente a causa della sottosegnalazione o della mancata individuazione di molte di tali attività.
Ma come fare?
Al fine di migliorare la protezione contro potenziali minacce, è consigliabile adottare adeguate misure per rafforzare la sicurezza informatica. In questo contesto, l’utilizzo di una VPN in Italia consente agli utenti di trasmettere e ricevere dati in modo crittografato e sicuro. Nonostante sia un approccio molto efficace, va notato che questa non rappresenta l’unica soluzione adottata nel nostro Paese.
I dati del Clusit
Nel corso del 2022, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, Clusit, ha pubblicato un rapporto che evidenzia un aumento significativo degli attacchi informatici in Italia. Il numero di questi attacchi ha raggiunto quota 188 nell’anno precedente, registrando addirittura un incremento del 169% rispetto al 2021.
Questo dato indica un crescente interesse degli hacker nei confronti dell’Italia, e quando riescono ad infiltrarsi nelle infrastrutture del paese, le conseguenze sono spesso gravi. Nel 83% dei casi di successo, i danni ai sistemi informatici italiani hanno avuto un impatto significativo.
Nel corso del 2022, il settore maggiormente preso di mira è stato quello governativo, con il 20% degli attacchi informatici diretti ai siti ministeriali o ai sistemi collegati all’esecutivo. Questo trend sembra persistere anche nel 2023, con già tre casi significativi di compromissione informatica nei confronti del governo. Di fronte a questa situazione, le autorità sono pronte a prendere misure per affrontare la minaccia.
Le soluzioni ci sono
Per affrontare la sfida degli attacchi informatici, il governo italiano ha adottato diverse misure allo scopo di potenziare la cybersicurezza. Al fine di essere preparato in modo adeguato, sono stati destinati 623 milioni di euro dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la crescita digitale e la sicurezza informatica. Questo finanziamento mira a migliorare l’organizzazione e la robustezza delle difese contro le minacce digitali.
Sebbene questa strategia sia promettente, il Ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, sottolinea l’importanza di investire nella formazione e nell’informazione della cittadinanza. Una popolazione consapevole è fondamentale per affrontare le minacce digitali, e la conoscenza delle tipologie di attacchi più comuni e delle contromisure è cruciale. La consapevolezza su come riconoscere e difendersi da attacchi come il phishing rappresenta la base per una presenza sicura online. È consigliato essere cauti, verificare l’autenticità delle comunicazioni e dei siti web prima di condividere informazioni personali.
Inoltre, ci sono pratiche di sicurezza consigliate per navigare in un ambiente digitalizzato. L’utilizzo di servizi VPN è consigliato per difendere i dispositivi da accessi non autorizzati. La variazione regolare delle password, preferibilmente complesse, aiuta a prevenire la compromissione dei dati. L’installazione e l’aggiornamento regolare di software antivirus sui sistemi operativi sono fondamentali, così come effettuare frequenti backup dei dati per evitare ricatti in caso di furto di informazioni.
I nostri servizi
Noi di Enjoy forniamo Servizi Informatici tra cui proprio la sicurezza informatica di cui abbiamo visto l’importanza in questo articolo oltre che servizi di assistenza e consulenza. Per tutti i nostri servizi puoi visitare il seguente indirizzo: Base servizi Enjoy – www.enjoysystem.it.
Se non usiamo un gestore di password online, come LastPass, oppure non utilizziamo il Gestore delle password di Google, che le archivia automaticamente, potremmo trovarci in situazioni problematiche.
E su Windows?
La situazione più comune è quella di un computer Windows protetto da una password locale invece di un PIN collegato all’account Microsoft. Tuttavia, specialmente sui computer meno recenti, potrebbe essere necessario resettare la password direttamente dal BIOS, se ci si dimentica quella locale. Anche se potrebbe sembrare complicato, esistono strumenti online e alcuni di essi offrono versioni di prova per testarne l’efficacia.
PassFab 4Winkey: La Soluzione per il Recupero delle Password di Windows
Se hai mai dimenticato la password per accedere al tuo computer con sistema operativo Windows, sai quanto possa essere stressante. Fortunatamente, esiste una soluzione affidabile e potente per risolvere questo problema: PassFab 4Winkey.
Recupero delle Password di Windows
Perdere o dimenticare la password di Windows può sembrare un incubo, ma con PassFab 4Winkey, puoi risolvere rapidamente questo problema. Questa potente utility è progettata per aiutarti a recuperare o reimpostare quella di accesso al tuo sistema operativo Windows.
Facile da Usare
La semplicità d’uso è una delle caratteristiche distintive di PassFab 4Winkey. Anche se non sei un esperto tecnico, sarai in grado di utilizzare questo software senza problemi. Il processo di recupero è guidato da un’interfaccia intuitiva che ti porta passo dopo passo attraverso il processo.
Una guida all’utilizzo
Abbiamo effettuato un test di PassFab 4Winkey. Inizialmente, abbiamo utilizzato la versione di prova e successivamente abbiamo optato per quella commerciale al costo di 20 euro. Il meccanismo è sorprendentemente diretto e veloce: dopo aver installato il software su un altro computer (che può anche essere un Mac), abbiamo collegato una chiavetta USB e seguito le istruzioni del software per creare un’unità Flash di ripristino. Quest’ultima sarebbe stata inserita nel computer del quale avevamo dimenticato la password, accedendo al menu delle impostazioni del BIOS.
A seconda del modello del computer in uso, l’accesso al BIOS potrebbe richiedere la pressione di tasti come Canc, F2 o F12. Comunque, è relativamente semplice identificare la combinazione giusta per il nostro PC mediante un rapido ricorso a un motore di ricerca. Una volta giunti a questo punto, abbiamo modificato l’ordine di avvio, collocando la chiavetta USB in prima posizione, e successivamente riavviato il computer. Dall’apertura della finestra che si sarebbe presentata, avremmo avuto la possibilità di reimpostare la password dell’amministratore locale di Windows, la password dell’ospite o addirittura quella di Microsoft. Una volta completate queste operazioni, avremmo rimosso la chiavetta USB e riavviato il PC.
Altre soluzioni?
Non va tuttavia dimenticato che un tool per il recupero delle password è disponibile gratuitamente da almeno dieci anni: ci riferiamo a Ophcrack, un software open source. Tuttavia, va notato che Ophcrack funziona solamente con versioni di Windows fino alla 7 e recupera le password tramite gli hash LM e NTLM, sfruttando le Rainbow Tables. È importante notare che il software raggiunge buoni risultati proprio perché i sistemi di codifica utilizzati da Microsoft non impiegano il “salting,” una tecnica impiegata, invece, da sistemi operativi come Linux e Mac, che li rende notevolmente più resistenti agli attacchi di forza bruta.
Già in passato abbiamo parlato del recupero password in questo articolo!
Se non abbiamo completa fiducia nel cloud per conservare i nostri documenti più importanti, possiamo utilizzare CryptSync per garantirne la protezione.
La cosiddetta “nuvola” o cloud, che consiste in un sistema di server su Internet utilizzato per l’archiviazione remota di dati, è una comodità notevole. Essa ci consente di avere una copia sicura dei nostri file accessibile ovunque ci sia una connessione Internet disponibile. Tuttavia, c’è un’altra faccia della medaglia: i file sono in qualche modo nelle “mani” di qualcun altro, o meglio, sui dischi di qualcun altro, e possono essere esposti al pubblico.
Anche se sono protetti dal nostro account, c’è la possibilità che qualche malintenzionato possa riuscire ad accedervi e sottrarre i file. Benché questa eventualità sia remota, se vogliamo essere più tranquilli, possiamo aggiungere un ulteriore livello di protezione ai sistemi di sicurezza propri del cloud: crittografare i dati prima di salvarli in remoto. In questo modo, anche nel caso in cui qualcuno riuscisse ad accedere al nostro account, non sarebbe comunque in grado di leggere il contenuto dei file criptati.
Usiamo CryptSync per crittografare i nostri file
Per garantire la sicurezza dei dati memorizzati nel cloud, possiamo utilizzare l’applicazione open source CryptSync. Questa applicazione si occupa di sincronizzare il contenuto di due cartelle, crittografando quello di una di esse. Può essere impiegata per sincronizzare una cartella locale con una chiavetta USB, oppure con un server locale, o addirittura con un servizio di archiviazione cloud.
La procedura è semplice: le applicazioni dei servizi cloud creano una cartella sul nostro computer che si sincronizza automaticamente con il servizio di archiviazione remota. Successivamente, creiamo una seconda cartella in cui inseriamo i file originali e configuriamo CryptSync in modo che sincronizzi il contenuto delle due cartelle, crittografando ciò che verrà poi sincronizzato con il cloud. I documenti saranno crittografati e compressi, permettendoci anche di risparmiare un po’ di spazio.
Per accedere ai file, dovremo utilizzare un programma di gestione dei file compressi, come WinRar o 7-Zip, e inserire la password che abbiamo impostato in CryptSync.
Guida all’utilizzo
CryptSync è un’applicazione disponibile gratuitamente. Per ottenerla, accediamo al sito https://bit.ly/ci292_crypt e scarichiamo l’ultima versione disponibile (sia a 32 che a 64 bit), procedendo poi con l’installazione. Dopo l’installazione, avviamo l’applicazione per accedere all’interfaccia di CryptSync e attiviamo l’opzione di avvio automatico con Windows.
Per avviare la sincronizzazione tra le due cartelle, dalla schermata principale, clicchiamo sul pulsante “New Pair”. Comparirà una nuova finestra dove potremo specificare la cartella originale e quella da crittografare. Per selezionarle, faremo clic sul pulsante con i tre puntini sulla destra.
Come cartella di destinazione (ovvero quella in cui il contenuto sarà crittografato), selezioniamo una cartella all’interno di quella creata dal nostro servizio cloud. In questo caso, abbiamo scelto di utilizzare il servizio cloud di Microsoft, OneDrive.
Inseriamo la password che utilizzeremo per accedere ai file crittati. L’opzione “Encrypt Filename” cripta anche i nomi dei file e delle cartelle, ma in questo caso non saremo in grado di riconoscerli se non li apriamo uno per uno. Lasciamo le altre opzioni come sono.
La sincronizzazione delle cartelle avviene automaticamente ad ogni cambiamento, oppure può essere effettuata manualmente premendo il pulsante “Sync Files”. Nella cartella di destinazione di CryptSync, appariranno i file originali ma saranno crittografati. Per accedervi, sarà necessario utilizzare l’applicazione 7-Zip che puoi scaricare da https://bit.ly/ci292_7zip.
Aprire i file crittati con 7-Zip ci permetterà di decomprimerli e decifrarli contemporaneamente, inserendo la password precedentemente impostata in CryptSync. In alternativa, possiamo utilizzare altri programmi per la gestione dei file compressi, come ad esempio WinRar che puoi scaricare da https://bit.ly/ci292_rar.
Grazie alla domotica possiamo controllare con la voce o lo smartphone, luci termostati e tutti i dispositivi elettrici presenti nella nostra casa, comprese le telecamere di sicurezza.
Nelle nostre case ci sono diversi tipi di impianti: da quello elettrico al riscaldamento, da quello telefonico a quello di climatizzazione. Se abbiamo un giardino avremo probabilmente un impianto di irrigazione e in molti casi sarà presente anche l’impianto di allarme. Normalmente ciascuno di questi funziona in modo indipendente rispetto agli altri, ma grazie alla domotica è possibile non solo farli interagire, ma anche gestirli a distanza.
Così, per esempio, verremo avvisati se si sta verificando un sovraccarico di corrente. Oppure se un sensore di movimento o una videocamera di sicurezza individuano dei movimenti sospetti, mentre il sistema di irrigazione non si attiverà in caso di pioggia. Il termine domotica deriva dal latino domus (casa) che, combinato alla desinenza finale di informatica, indica che ogni elemento può essere gestito attraverso la rete Internet in combinazione ad app e software di smartphone e PC.
Negli appartamenti nuovi, così come in quelli ristrutturati da poco, è facile trovare impianti demotici evoluti che permettono di controllare dalle luci alle tapparelle, al termostato. Questo però non significa che chi vive in un normale appartamento debba per forza rifare l’impianto elettrico per renderlo intelligente. Per farsi un’idea di cosa significhi avere in casa un impianto di domotica, basta acquistare uno dei tanti kit, disponibili su Amazon o su qualsiasi store online.
Questi kit comprendono sensori, lampadine intelligenti, telecamere e non richiedono particolari competenze tecniche. Vanno semplicemente collegati alle prese elettriche già presenti in casa e naturalmente alla rete Wi-Fi dell’appartamento. Si tratta di sistemi con un numero ridotto di funzioni, che potremo però controllare attraverso lo smartphone o gli assistenti digitali Alexa e Google Home. Il costo può anche essere limitato a meno di un centinaio di euro.
Un aiuto per gli anziani Per la maggior parte delle persone chiedere a un assistente digitale di alzare le tapparelle o spegnere la luce resta soprattutto un simpatico trucchetto. Ma per chi è anziano o ha problemi di locomozione, può contribuire a migliorare la qualità della vita.
Gli stessi servizi di teleassistenza e telesoccorso, che assicurano un pronto intervento nel caso di malori o di incidenti domestici, fanno a tutti gli effetti parte della domotica. E noi nelle prossime pagine mostreremo alcune delle soluzioni che ci hanno convinto maggiormente e che abbiamo installato nelle nostre case.
Rendere smart la nostra abitazione significa prima di tutto migliorare la qualità della nostra vita. Infatti grazie alla domotica è possibile ottenere un aumento delle prestazioni e delle funzionalità dei diversi impianti e degli elettrodomestici presenti nella nostra casa.
Otterremo di conseguenza un miglioramento del comfort, della sicurezza e del risparmio energetico. E sono proprio questi i tre pilastri della domotica che stanno spingendo sempre più persone a rendere smart le loro case.
Al di là dell’effetto WOW, inevitabile nel momento in cui mostriamo ad amici e conoscenti come sia possibile comandare luci ed elettrodomestici con la voce, è innegabile che informatizzare la nostra casa la renda anche molto più comoda da viverci. Un impianto demotico può fare diventare normali situazioni che fino a oggi eravamo abituati a vedere solo nei film di fantascienza. Potremo così venire svegliati dall’aroma del caffè e dalla tapparella che si solleva in autonomia. Oppure avere la certezza di trovare le stanze sempre alla giusta temperatura, sia d’inverno che d’estate.
Tutto a portata di smartphone Dalle luci alla temperatura, alla sicurezza. tutti gli impianti della casa smart possono essere comandati anche da remoto grazie alle app per smartphone.
Potremo anche programmare differenti scenari a seconda degli ambienti e delle situazioni. Così per esempio lo scenario ” m a l a t t i a ” può rendersi cura di chi ha la febbre abbassando le luci, aumentando la temperatura della stanza e limitando il volume del televisore. Mentre lo scenario “cinema”, oltre a impostare le luci giuste per godere il nostro film, consente anche di attivare in automatico la segreteria telefonica e rendere muto il campanello di casa. Altri scenari sono poi legati solo alla nostra fantasia. Certo, per ottenere i risultati migliori sarebbe meglio avere un impianto demotico evoluto. Questo andrebbe realizzato al momento della costruzione o della ristrutturazione dell’appartamento, con un investimento notevole. Ma oggi è possibile ottenere buoni risultati anche con il fai-da-te, inserendo da soli gli elementi che ci interessano.
Avere la certezza che la nostra abitazione, e di conseguenza la nostra famiglia, siano protetti da un sistema di sicurezza evoluto, è l’ambizione di tutti. Oltretutto il Bonus Sicurezza 2022, che è già stato confermato dal Governo per i prossimi due anni, permette di mettere al sicuro la nostra casa con una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 €. Un motivo in più per valutare un impianto domotizzato evoluto. Impianto che comprenda telecamere e sensori anti intrusione e che tenga sotto controllo la nostra abitazione non solo quando non siamo in casa, ma anche quando ci sono i nostri familiari.
Serratura elettronica Rendere smart la serratura della porta oltre ad assicurarci che sia chiusa correttamente. ci consente di essere avvisati in caso di necessità.
Potremo così sapere da remoto in ogni momento se le finestre sono chiuse e le luci sono spente e allo stesso tempo come stanno i figli e gli animali. Inoltre, anche se non possiamo investire grosse cifre per un impianto di sicurezza evoluto, potremo cavarcela con una telecamera collegata al router Wi-Fi dell’abitazione, con qualche sensore di apertura collegato a porte e finestre e, infine, a qualche sensore di movimento.
Soprattutto in questo periodo storico in cui la bolletta energetica continua a crescere, è utile avere a disposizione un impianto demotico che permetta di controllare quale e quanta energia viene utilizzata dai singoli elettrodomestici. Potremo così decidere di far partire gli elettrodomestici nei momenti migliori, sia per il risparmio che per limitare il disturbo.
Per quanto riguarda il riscaldamento e il raffreddamento, verranno regolati in automatico basandosi sugli orari della famiglia. Se poi abbiamo a disposizione un impianto fotovoltaico, avremo evidenti vantaggi sull’ottimizzazione dei processi domestici. Oltretutto anche per i nuovi impianti fotovoltaici è prevista la detrazione del 50% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 €, che rimane valida fino al 31 dicembre 2024.
Per realizzare un impianto domotica evoluto è necessario l’intervento di professionisti che dovranno adattare gli impianti esistenti della nostra casa ai vari dispositivi domatici. Andranno questi collegati a una o più centraline in modo da controllare e programmare tutto ciò che avviene nell’appartamento. Occorre prevedere un investimento di alcune migliaia di euro che dipende naturalmente dalle dimensioni e dalla complessità del sistema. Ricordiamo che può venire in parte compensato al 50% dall’Ecobonus del governo.
Tanti accessori, un produttore. Anche se decidiamo di iniziare con un solo dispositivo, è meglio scegliere un produttore come SwitchBot che ha in catalogo accessori di ogni tipo.
Un’alternativa valida resta però quella della domotica Plug and Play. Questa prevede dispositivi semplici da usare e configurare che non richiedono interventi da parte di specialisti e nessuna modifica strutturale all’abitazione.
Prima di tutto dovremo definire quali elementi della nostra casa vogliamo rendere smart. Amazon e i vari stare online mettono a disposizione un grande assortimento di luci e lampadine smart, prese e interruttori Wi-Fi, videocitofoni e serrature comandabili a distanza. Il nostro consiglio, però, è quello di affidarsi a un unico produttore specializzato del settore. In modo tale che metta a disposizione un proprio ecosistema completo di prodotti, come è il caso di SwitchBot, https://eu.switch-bot.com. SwitchBot è presente con i suoi dispositivi anche su Amazon. SwitchBot è ideale per chi ha un budget limitato ma vuole comunque prodotti certificati e facili da installare.
La qualità prima di tutto. Soprattutto come luci è importante scegliere elementi di qualità e per questo le Philips Hue sono una garanzia. Per iniziare è ottimo lo Starter Kit.
Bastano 35 euro per acquistare SwitchBot Hub Mini Smart Remote. Un piccolo scatolotto che una volta collegato al router Wi-Fi dell’abitazione consentirà di comandare da remoto tutti gli elettrodomestici gestiti da un telecomando a infrarossi, come l’impianto di aria condizionata, il televisore, l’impianto stereo. Tra gli altri accessori per la domotica di SwitchBot consigliamo il rilevatore di movimenti Smart Motion Door Sensor, lo SwitchBot Curtain, un motore elettrico per tende compatibile con gli assistenti digitali Alexa e Google Home, lo SwitchBot interrutore intelligente che permette di comandare a distanza qualsiasi interruttore della nostra abitazione. Potremo per esempio collegarlo all’interruttore del citofono in modo da aprirlo senza doverci spostare. Al momento l’ecosistema di SwitchBot comprende oltre dieci dispositivi tra telecamere, termostati, igrometri e strisce LED, tutti a prezzi accessibili. Il nostro consiglio è quello di scegliere volta per volta quello più adatto per noi.
Quando si parla di domotica molti pensano subito alle luci che si possono accendere e spegnare da remoto e che possono creare migliaia di combinazioni cromatiche. E in effetti sono tantissimi i produttori che hanno in catalogo lampadine smart collegabili all’impianto WiFi della casa e gestibili a distanza.
In questo caso però occorre considerare anche la qualità delle lampadine. Sotto questo punto di vista le Philips Hue, https://www.philips-hue.com, anche se decisamente costose restano le migliori. Il consiglio è quello di iniziare con un kit base di partenza come il Lighting Hue White Starter Kit che comprende tre lampadine White E27, un telecomando Dimmer Switch e un Bridge Philips Hue per il controllo remoto.
Grazie anche a una politica di prezzi decisamente aggressiva, che consente di acquistare uno dei modelli dell’assistente digitale Echo Dot anche a meno di 20 euro, Amazon copre ormai il 60% del mercato italiano. Uno dei suoi punti di forza sono le Skill che consentono di interfacciarsi con la maggior parte degli accessori per la domotica e comandarli con la voce. Quindi con le Routine, particolari comandi scorciatoia che permettono di raggruppare le azioni. Difatti grazie a queste potremo per esempio fare accendere in automatico le luci e chiudere le tapparelle quando tramonta il sole. Oppure ascoltare le ultime notizie e riprodurre la nostra musica preferita dopo la sveglia o una volta tornati a casa.
Se poi abbiamo diversi dispositivi per la casa intelligente compatibili, potremo creare un gruppo per controllarli tutti. Per esempio, se abbiamo creato il gruppo “soggiorno”, potremo dire: “Alexa. accendi le luci in soggiorno” per comandare tutte le luci in quella stanza. Gran parte delle stesse azioni possono comunque essere svolte da Nest Mini, l’assistente digitale creato da Google.
Tra una ristrutturazione completa, necessaria per realizzare un impianto di domotica evoluto nella propria abitazione, e una soluzione fai-da-te, c’è sempre una terza via, ed è quella che propone iotty, https://iotty.it/. Si tratta di un’azienda completamente italiana che da Pordenone è arrivata ad avere successo in tutto il mondo grazie ad accessori per la domotica che si distinguono non solo per la tecnologia, ma anche per il design.
Si tratta in pratica di sostituire le placche esistenti con quelle smart di iotty. Queste oltre a essere in vetro temperato e quindi molto eleganti, integrano i sensori per la temperatura, la luminosità e la prossimità. In questo momento il catalogo di iotty (il cui nome deriva dalle iniziali di Internet of Things) offre solo tre prodotti: la placca i3 Plus che funziona da Interruttore Intelligente per luci e cancelli, la i3S Plus Interruttore Intelligente per Tende e Tapparelle e OiT Plus, una presa Wi-Fi smart.
Queste placche, con i loro tre tasti soft touch, vanno inserite nelle classiche scatole di derivazione 503 (quelle presenti praticamente in tutte le case italiane) e sono disponibili nei colori bianco, nero, grigio, sabbia e azzurro. L’installazione non richiede particolari abilità tecniche se è già presente il filo neutro che arriva all’interruttore. In ogni caso è comunque sempre possibile prenotare l’intervento di un elettricista per l’installazione attraverso il sito di iotty.
Il vantaggio di una scelta di questo tipo è principalmente legato al design e alla semplicità d’uso. Una volta installata la placca basterà collegare l’app per ottenere tutti i dati relativi ai consumi effettivi e anche alla temperatura dell’ambiente in cui si trova. Potremo programmare accensione e spegnimento dei vari dispositivi in base alla nostra routine giornaliera direttamente dall’app. Possiamo farlo anche con la voce grazie alla integrazione con i più comuni assistenti vocali. Oltre ad Amazon Alexa e a Google Home, gli accessori ergonomici di iotty sono infatti compatibili anche con la piattaforma HomeKit di Apple e con quella Matter. Quest’ultima con ogni probabilità è destinata a diventare lo standard del futuro per la domotica.
Il prezzo per ciascuna delle placche di iotty è di 99 euro, ma controllando sul sito si possono trovare spesso offerte speciali che permettono di risparmiare fino al 30%. Il servizio di installazione costa 135 euro fino a 3 placche e 195 euro se vogliamo installare fino a cinque placche. L’elettricista oltre a collegare le placche, provvederà anche a inserire il cavo neutro se necessario e a configurare il Wi-Fi. In ogni caso il sistema funzionerà in modalità manuale anche senza la presenza di un impianto Wi-Fi nell’abitazione.
Praticamente tutti gli impianti domotici, sia quelli più evoluti che richiedono un intervento di tecnici specializzati per la loro realizzazione, sia quelli fai-da-te che permettono di costruire da soli la propria casa intelligente, si affidano alla rete Wi-Fi dell’abitazione. Questo però non significa che non sia possibile creare un proprio impianto indipendente da Internet e dal cloud. Certo, bisognerà fare a meno della possibilità del controllo remoto, ma in compenso la privacy sarà garantita in quanto tutti i dati necessari al funzionamento dell’impianto domotico resteranno nell’abitazione. Anche le prestazioni risulteranno migliori. Per chi non vuole, o magari semplicemente non può, affidare il proprio impianto domotico a una connessione Internet, Samsung ha realizzato la piattaforma SmartThings Edge.
SmartThings Edge. Tutti gli accessori Samsung compatibili con la piattaforma Smart Things Edge non si collegano a Internet ma a un Hub locale e a un ‘app specifica.
In pratica tutte le funzioni di programmazione dei vari elementi che compongono la casa domotica vengono gestite direttamente da uno SmartThings Hub. Questo sigifica quindi dallo smartphone, eliminando così la necessità di connessione basata su cloud e allo stesso tempo aumentando la velocità delle automazioni. Oltre ai dispositivi commercializzati da Samsung, anche quelli compatibili con le piattaforme ZigBee e Z-Wave saranno in grado di connettersi all’hub bypassando così il cloud.
Per funzionare al meglio, la domotica ha bisogno di propri protocolli wireless. Questi devono essere in grado di gestire le migliaia di dispositivi che già oggi vengono commercializzati e che sono inevitabilmente destinati a moltiplicarsi. Gli standard tradizionali Wi-Fi e Bluetooth non riescono infatti a svolgere questo compito. Tutto ciò accade sia per problemi di interferenze, sia perché richiedono un considerevole dispendio di energia. Soprattutto quando ci troviamo in un’abitazione o in un ufficio in cui gli accessori connessi sono alcune decine. Per questo motivo da alcuni anni accessori per la domotica hanno messo a punto nuovi standard, specifici per la domotica. Il più diffuso è oggi lo ZigBee che permette di connette re fino a 65.000 dispositivi. ZigBee ha consumi ridotti ed è compatibile con accessori di produttori come Amazon, Philips, Osram, Xiaomi e lkea.
Come accade spesso nel settore informatico, contemporaneamente sono stati realizzati standard concorrenti come Z-Wave. Difatti il rischio di ritrovarsi accessori che non dialogano tra loro è molto alto. Per questo motivo oltre 170 aziende, tra cui spiccano Apple, Samsung, Amazon, Google e gli associati della ZigBee Alliance hanno deciso di mettere a punto Matter. Questo nuovo protocollo di interoperabilità dal 2023 dovrebbe diventare quello dominante. La sua forza è la sua piena compatibilità non solo con gli accessori ZigBee ma anche con molti di quelli che oggi usano il Wi-Fi per connettersi. In pratica basterà un aggiornamento firmware e si passerà al nuovo standard. Matter 1.0 è stato presentato ufficialmente il 3 novembre dalla Connectivity Standards Alliance. La tecnologia si basa su una combinazione di Wi-Fi, Bluetooth LE e reti mesh intelligenti, la cui comunicazione risulterà semplificata.
File spariti? No problem. File corrotti o cancellati per errore, CD e DVD illeggibili, computer colpiti da ransomware: ecco la guida completa per recuperare i dati in queste situazioni.
Il miglior modo per recuperare dati da un hard disk o una scheda di memoria che ha smesso di funzionare? Molto semplice: recuperare il backup.
Bastano pochi clic e qualche minuto di pazienza per riprendere possesso di tutto quello che si temeva perduto.
C’è un problema, però: bisogna ricordarsi di fare le copie di sicurezza e, soprattutto, di aggiornarle frequentemente.
Ed è qui che casca l’asino: se chiedessimo ai nostri lettori se considerano fondamentale avere copie di sicurezza custodite in maniera sicura e sempre aggiornate, siamo certi che tutti risponderebbero affermativamente.
Se però andassimo a verificare in quanti hanno adottato una politica anche solo sufficiente per i backup, siamo altrettanto certi che in molti casi i backup saranno inesistenti o, più probabilmente, vecchiotti.
Non ci stupirebbe, anche perché sono dinamiche che ci capita di vedere non solo fra gli utenti comuni, ma anche fra le aziende e spesso anche in alcune Pubbliche Amministrazioni.
Insomma, è statisticamente probabile che più di qualcuno abbia bisogno di recuperare informazioni e non abbia a disposizione una copia recente dei dati.
Fortunatamente, anche in questi casi ci sono alcune soluzioni che possiamo adottare, soluzioni che torneranno utili anche ai più diligenti, per esempio per recuperare le immagini da una scheda di memoria che ha improvvisamente smesso di funzionare prima ancora che potessimo mettere in sicurezza i file.
Se un giorno, accendendo il PC, scopriamo di essere vittima di un ransomware o di aver cancellato erroneamente dei dati importanti, non perdiamo la calma, anche se non abbiamo effettuato copie di sicurezza.
Potrebbero esserci copie dei documenti sul cloud. Windows, infatti, integra OneDrive che automaticamente salva alcune cartelle, come Documenti, Immagini e il desktop, sul cloud di Microsoft.
A meno di aver disabilitato il servizio, insomma, avremo una copia di sicurezza costantemente aggiornata alla quale accedere in qualsiasi momento, anche da altri dispositivi, semplicemente facendo login con le nostre credenziali sul sito onedrive.live.com.
Se abbiamo installato il pacchetto Microsoft 365 (Office), tutti i documenti aperti e creati saranno salvati automaticamente su OneDrive, a meno di specificare il contrario, e recuperarli sarà un gioco da ragazzi: basta cliccare sopra al file in questione con il tasto destro e selezionare Scarica.
E se il file lo abbiamo cancellato per errore?
Anche in questo caso, nessun problema: il cestino di OneDrive è infatti indipendente da quello di Windows e conserverà tutti gli elementi cancellati per 30 giorni.
Se quindi in un eccesso di zelo nel ripulire il computer abbiamo erroneamente cancellato per sempre alcuni file o cartelle, abbiamo sempre la possibilità di recuperarli dal cestino del servizio cloud di Microsoft, a patto di accorgercene in tempi brevi, non più di 30 giorni.
Non è l’unica opzione utile di OneDrive. Può infatti capitare di aver fatto un errore magari sovrascrivendo un file, o dando il comando Salva nel momento sbagliato.
In tal caso, clicchiamo sul file incriminato con il tasto destro e selezioniamo Cronologia versioni: cliccandoci sopra potremo accedere alle precedenti versioni del file, visualizzare le differenze e ripristinare quella che desideriamo.
OneDrive non è l’unico servizio di backup automatico che gli utenti non sempre sanno di avere a disposizione.
Nel caso di Android, per esempio, le immagini scattate con la fotocamera dello smartphone vengono sincronizzate con Google Foto e lo stesso avviene con gli iPhone, che sono sincronizzati con iCloud.
Se quindi è il telefono a fare le bizze, possiamo recuperare velocemente dal cloud i nostri scatti, sia sul dispositivo stesso, sia su altri dispositivi.
Dobbiamo semplicemente “ringraziare” il modo in cui sono concepiti i file system.
Quando cancelliamo un file dal nostro disco, non stiamo eliminando fisicamente le informazioni ma, più semplicemente, togliendolo “dall’indice”.
Non sarà elencato in Esplora file e i settori su cui sono conservate le informazioni verranno indicati come “liberi” per successive scritture, ma quei dati saranno ancora registrati.
Software come Disk Dril o Recuva effettuano un’analisi del disco e, in molti casi, riescono a ripristinare i dati eliminati.
Questo, però, a patto che i settori su cui sono archiviati non siano stati sovrascritti da altri dati, rendendo quindi l’operazione impossibile.
Se il file è appena stato cancellato, è estremamente probabile riuscire a recuperarlo interamente.
Se sono passati mesi, durante i quali abbiamo continuato a usare il computer, l’esito del recupero non è così scontato.
Entrambi i software che abbiamo citato funzionano piuttosto bene e sono anche semplici da usare.
Se però Recuva è gratuito, almeno per le funzioni che ci interessano in questa sede, lo stesso non si può dire di Disk Drill.
La versione gratuita di quest’ultimo, infatti, è limi-tata al ripristino senza alcuna spesa di un massimo di 500 MB. Per recuperare una maggiore quantità di informazioni, è necessario acquistare la versione PRO, venduta a poco più di 108 dollari.
DMDE, complesso ma estremamente potente
Se i software citati in precedenza non hanno risolto il problema, è possibile tentare soluzioni più evolute, come DMDE.
Questo programma è basato su algoritmi molto avanzati ed è in grado di recuperare partizioni eliminate per errore e di ricostruire array RAID che esibiscono problemi, recuperando le informazioni presenti sui dischi.
Fra le funzioni più interessanti troviamo una serie di strumenti per ripristinare dati.
Recuperare dati dal cestino di Onedrive
1. Indirizziamo il browser e utilizziamo le nostre credenziali per accedere. Se richiesto, autorizziamo l’accesso tramite Microsoft Authenticator o usando l’OTP ricevuto.
2. Clicchiamo sul Cestino per accedere a tutti i file che abbiamo cancellato, anche dal PC personale, dalle cartelle sincronizzate con OneDrive. Selezioniamo i file che ci interessa recuperare.
3. Clicchiamo con il tasto destro e selezioniamo la voce Ripristina per recuperare i file che avevamo spostato nel cestino.
4. Cliccando con il tasto destro sui file di OneDrive possiamo recuperare anche le precedenti versioni del file, se disponibili. Possibilità molto utile se abbiamo sovrascritto per errore un file di Office.
Come recuperare i dati con Disk Rill
1. Andiamo all’URL www.cleverfiles.com/it/data-recovery-software.html e scarichiamo la versione gratuita di Disk Drill, che ci consentirà di recuperare un massimo di 500 MB di dati. Installiamo il software e riavviamo il PC.
2. Riavviato il PC, eseguiamo Disk Drill. Al primo avvio ci verrà chiesto se vogliamo abilitare la protezione dati per incrementare le chance di recupero in caso di problemi. Mettiamo la spunta per confermare e clicchiamo su Iniziamo.
3. Selezioniamo il disco o la partizione contenente i dati che desideriamo recuperare. Se la partizione interessata non è accessibile, selezioniamo l’intero disco.
4. Possiamo selezionare il metodo di recupero dal menu sulla destra. Il nostro consiglio è però quello di lasciare fare al programma, che utilizzerà in serie tutti i metodi, partendo dal più veloce e approfondendo la scansione se questo fallisce.
5. Clicchiamo su Cerca dati persi per avviare la ricerca di file e partizioni perse. Una ricerca che può durare a lungo, soprattutto su hard disk di grandi dimensioni. Possiamo usare il PC nel frattempo.
6.Terminata la scansione, i file verranno suddivisi per tipologia (immagini, documenti, archivi) e verrà indicata una stima sulla possibilità di recupero. Selezioniamo i file e clicchiamo su Recupera.
Il mini pc tascabile. Non stiamo parlando di computer con caratteristiche hardware dalle “piccole” prestazioni o di assemblati di “basso profilo”, bensì di macchine attrezzate di tutto punto, che hanno il loro punto di forza nelle dimensioni.
Sono “mini” anche se al loro interno nascondono componenti hardware che offrono prestazioni di tutto rispetto. Certo, non si può pretendere di poter acquistare un Pc che misuri appena dieci centimetri per lato e che disponga di una scheda grafica come l’AMD Radeon RX 6500 XT, giusto per fare un esempio, che già di per sé misura venti centimetri di lunghezza.
Ma se l’obiettivo è quello di acquistare un Pc che permetta di navigare, di utilizzare la suite Office o di lavorare con foto e video, allora le soluzioni in commercio ci sono.
Il mono pc delle meraviglie sotto la lente
BASE
La base del mini-Pc contiene al suo interno un vano già predisposto all’inserimento di una unità SSD supplementare.
2. COLLEGAMENTO BASE MINI-PC
Collegare le base al mini-Pc è semplicissimo: basta adagiarla sul fondo e far combaciare il collegamento USB-C nell’apposito alloggiamento.
3. CONNESSIONI LATO SUPERIORE
Su questo lato sono presenti: una porta Ethernet, 2 HDMI e un ingresso USB 2.0 (ideale per collegare mouse o tastiera).
4. CONNESSIONI LATO DESTRO
Oltre al tasto di accensione, sono presenti: una porta USC 2.0, due USB 3.0 (molto più veloci delle prime, consigliate per collegare pendrive, stampanti o masterizzatori esterni), un lettore di schede TransFlash e un ingresso per le cuffie.
5. STAFFA DI MONITORAGGIO VESA
Il NiPoGi AK1 viene venduto con una staffa di montaggio VES utile per installare il dispositivo anche dietro il monitor; basta fissarla con le viti in dotazione negli appositi alloggiamenti e agganciare il mini pc.
Dov’è il mio smartphone? Che tu l’abbia perso o che ti sia stato rubato, poco importa! Ecco i modi per scoprire che fine ha fatto.
Sempre più frequentemente, oggi usiamo il cellulare per archiviare dati importanti e sensibili, che riguardano il lavoro e la vita privata, ad esempio per conservare password, effettuare pagamenti, autenticarci sui portali della pubblica amministrazione e così via.
Ecco perché perderlo o subirne il furto può rivelarsi fonte di grande stress. Come fare per minimizzare il problema?
Una soluzione, per ogni piattaforma
Beh, innanzitutto sfruttando le funzionalità native del telefono che ne permettono la localizzazione tramite servizi Web da una postazione remota, ad esempio un computer. A questo proposito, i possessori di terminali Android possono fare affidamento sullo strumento “Trova il mio dispositivo’’ Gli utenti iPhone, invece, devono affidarsi al servizio “Dov’è”.
Esistono anche sistemi proprietari e customizzati: ad esempio per gli utenti Samsung è disponibile la piattaforma “Find My Mobile“.
Oltre a individuare la posizione del terminale smarrito o rubato, questi sistemi offrono funzionalità aggiuntive come l’inizializzazione e il ripristino delle condizioni di fabbrica, una procedura estrema ma necessaria in tutte quelle situazioni in cui il recupero del dispositivo possa rivelarsi difficoltoso o dall’esito incerto.
Per i più smanettoni, inoltre, è possibile ricorrere all’utilizzo di app di terze parti che implementano funzionalità anche piuttosto sofisticate, come ad esempio la possibilità di cogliere il ladro in flagranza di reato scattandogli una foto mentre sta tentando di sbloccare il telefono.
Vediamo ora, un po’ più da vicino, come attivare i vari sistemi nativi di localizzazione.
Il “trova dispositivo” di Android
Ecco come configurare il sistema nativo di localizzazione da remoto del proprio terminale utilizzando uno degli smartphone più popolari tra quelli oggi in circolazione: Xiaomi Redmi Note.
1.Verifiche preliminari
Dalla schermata principale clicchiamo Impostazioni, selezioniamo Stato Sicurezza e leggiamo se accanto alla voce Trova dispositivo ci sia scritto Attivato o Disattivato.
Se disattivato, dalla schermata Impostazioni scorriamo fino a trovare Mi Account e clicchiamoci sopra. Clicchiamo su Dispositivi. Selezioniamo il terminale in nostro possesso, quindi clicchiamo la voce Trova dispositivo.
2. Attiviamo “trova dispositivo”
Nella pagina Trova ofcpos/f/izo abilitiamo la funzionalità omonima tramite l’interruttore corrispondente. Fatto questo, per procedere è necessario digitare le credenziali d’accesso al proprio account Xiaomi (Mi Account).
Una volta digitata la password clicchiamo OK. Ora siamo pronti per provare se tutto è funzionante.
3. Accediamo a Xiaomi Cloud
Colleghiamoci a https://i.mi.com dal PC. Clicchiamo Accedi con Xiaomi Account. Digitiamo le nostre credenziali d’accesso. Premiamo Accedi. Una volta autenticati, accediamo a Trova dispositivo cliccando il pulsante corrispondente.
Il sistema andrà a rilevare quali sono i dispositivi collegati all’account Xiaomi visualizzandoli in alto a destra.
4. Vediamo dov’è il cellulare
Selezioniamo il terminale da localizzare cliccandolo nella finestra in alto a destra. Pochi secondi e il sistema visualizza la posizione del device sulla mappa.
Nel caso di furto possiamo anche seguire gli spostamenti di chi lo ha sottratto aggiornando di volta in volta la posizione, semplicemente cliccando il pulsante Trova di nuovo.
E SE POSSIEDI UN SAMSUNG?
Se il tuo smartphone è un Samsung puoi sfruttare il servizio proprietario creato ad hoc dal rinomato produttore coreano, che si chiama FindMy Mobile.
Ad esempio sui telefoni della serie Galaxy, una volta attivata la funzionalità Trova dispositivo personale, la piattaforma FindMy Mobile permette di localizzare il cellulare anche quando è offline.
Inoltre, una volta localizzato è possibile controllarlo da remoto, bloccarne l’accesso a SamsungPay, effettuare un backup dei dati su Samsung Cloud e così via.
Anche il colosso di Mountain View offre ai propri utenti un servizio di localizzazione da remoto, utile soprattutto quando sul tuo smartphone gira una versione di Android non proprio di ultima generazione.
1. Attiviamo il servizio
Innanzitutto assicuriamoci di aver abilitato la funzionalità di localizzazione da remoto tramite Google. Dalla schermata principale clicchiamo su Impostazioni, scorriamo verso il basso e selezioniamo la voce Google. Scorriamo in basso fino a individuare la voce Trova il mio dispositivo. Clicchiamoci sopra. Nella schermata successiva abilitiamo il servizio tramite l’apposito interruttore.
2. Colleghiamoci al nostro account Google
Dal browser del computer digitiamo l’indirizzo www.google.com/android/find, digitiamo le nostre credenziali di accesso relative all’account Google a cui è collegato il terminale (username e password) e attendiamo qualche secondo che compaia la posizione del dispositivo sulla mappa.
3. Et voilà!
Una volta intercettato il terminale, il sistema offre diverse possibilità.
Ad esempio possiamo fare in modo che squilli per 5 minuti, anche se è in modalità silenziosa, cliccando su Riproduci Audio.
In questo modo sarà più facile localizzarlo fisicamente qualora ci troviamo in prossimità del luogo in cui, ad esempio, lo abbiamo smarrito.
4. Altre funzioni
Possiamo bloccare il device tramite l’opzione Blocca il dispositivo, aggiungendo perfino un messaggio e/o un numero di telefono a cui poter essere contattati per chiunque lo ritrovi.
Il sistema offre anche la possibilità di cancellare tutti i dati presenti nel telefono con Resetta dispositivo. In quest’ultimo caso, però, non sarà più possibile localizzato.