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Come usare la carta d’identità elettronica

La Carta d’Identità Elettronica (CIE) sta diventando uno strumento sempre più utile, anche per chi inizialmente non ha gradito il passaggio dal vecchio documento cartaceo alla tessera plastificata.
I motivi sono semplici: molti servizi che prima erano gratuiti per comunicare con la Pubblica Amministrazione stanno diventando a pagamento e, in diversi casi, è richiesto l’uso dell’identità digitale anche per accedere a siti non istituzionali, come quelli per adulti.

Attivare e utilizzare la CIE come strumento di identità digitale è spesso la scelta più conveniente, anche in sostituzione dello SPID.
Molti, però, non hanno attivato subito la carta al momento del rilascio o, pur avendo PIN e PUK, non hanno conservato con cura i codici. La buona notizia è che è possibile recuperarli e ripristinare tutto tramite una semplice procedura e un’app gratuita.

Perché abilitare la CIE al posto o insieme allo SPID

Per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione – che si tratti di Ministeri, Agenzie, ospedali o enti di formazione – oggi si utilizzano principalmente due strumenti: SPID e CIE. Negli ultimi anni molti cittadini sono stati “spinti” ad attivare lo SPID, che però in molti casi è diventato a pagamento, con canoni annuali per mantenere attiva l’identità digitale.

Abilitare la CIE tramite l’app ufficiale del Ministero è quindi una scelta intelligente: consente di usare la carta come chiave di accesso ai servizi della PA online, riducendo il numero di credenziali e password da ricordare e, in molti casi, evitando costi ricorrenti. Per farlo servire tre elementi: l’app CieID, il codice PUK e il PIN.

PIN e PUK: cosa sono a cosa servono

PIN e PUK sono codici fondamentali per utilizzare la CIE come strumento di identità digitale. Si tratta di credenziali di sicurezza che consentono di associare in modo certo la carta alla persona, rendendo la nostra identità digitale attiva e verificata.

  • Il PIN è una password numerica di 8 cifre che permette di confermare la nostra identità quando utilizziamo la CIE per accedere ai servizi online.
  • Il PUK è un codice di sblocco, anch’esso di 8 cifre, che entra in gioco se il PIN viene inserito in modo errato troppe volte, causando il blocco di sicurezza della carta. Tramite il PUK è possibile sbloccare la CIE e impostare un nuovo PIN.

Entrambi i codici vengono generati al momento del rilascio della carta e vengono ricevuti in due parti: la prima metà su un foglio cartaceo rilasciato dal Comune o Consolato, la seconda metà su una lettera spedita all’indirizzo di residenza. Per ricostruire PIN e PUK completi è necessario unire le due porzioni. Non sorprende, quindi, che molti utenti si siano smarriti almeno una delle due parti.

Se hai perso PIN e PUK: cosa fare

Anche se hai perso i codici, non è un problema senza soluzione. È possibile recuperare il PUK e impostare un nuovo PIN grazie all’app ufficiale CieID , messa a disposizione gratuitamente dal Ministero dell’Interno.

Per procedere:

  1. Assicurati di avere installata sullo smartphone l’ultima versione dell’app CieID. In caso contrario, aggiorna l’app.
  2. Apri l’app e tocca l’icona del menu in alto a sinistra.
  3. Scorri le voci fino a selezionare Recupero PUK .

A questo punto dovrai avvicinare il tuo CIE allo smartphone, sfruttando il chip NFC, proprio come se fa una carta contactless su un POS. Per facilitare la lettura è consigliabile appoggiare la carta su un pianoforte e posizionare il telefono sopra, lasciandolo fermo per alcuni secondi.

L’app leggerà i dati della carta, ma ti chiederà anche un intervento manuale:

  • inserire il numero di serie della CIE, riportato in alto a destra sul fronte della tessera (ad esempio, un codice del tipo CA00000AA);
  • indicare il numero di telefono o l’indirizzo e-mail che hai fornito al momento della richiesta della carta.

Terminati questi passaggi, non resta che attendere. Per motivi di sicurezza, la visualizzazione del PUK diventa possibile soltanto 48 ore dopo la richiesta. Trascorso il tempo necessario, riceverai un’e-mail con le istruzioni per visualizzare il codice PUK all’interno dell’app e potrai finalmente impostare un nuovo PIN.

Per farlo, torna nel menu dell’app CieID, entra in Gestione carta e seleziona Sblocca carta : inserisci il PUK, imposta il nuovo PIN e la carta tornerà pienamente operativa.

Se la carta non era mai stata registrata nell’app

Se la CIE non è mai stata aggiunta all’app CieID, una volta recuperati PIN e PUK puoi procedere alla registrazione.

Dalla voce Gestione carta scegli Registra carta e segui le istruzioni a schermo: ti verrà richiesto il PIN e dovrai nuovamente avvicinare la CIE al telefono per la lettura NFC. Dopo questa operazione, la tua carta sarà associata al dispositivo e pronta per l’uso con i servizi online.

Se non puoi usare lo smartphone o l’app

Nel caso in cui l’app CieID non sia stata attivata, tu non abbia uno smartphone compatibile o non riesca a utilizzare il dispositivo, esiste sempre una strada alternativa: recarsi presso il proprio Comune di residenza .

Presso gli uffici anagrafe è possibile richiedere la ristampa dei codici PIN e PUK. La procedura richiede la presenza fisica del titolare e un documento d’identità valido. Alcuni Comuni consegnano direttamente un documento cartaceo con i nuovi codici, altri mettono a disposizione una postazione digitale da cui effettuare il recupero tramite l’app, guidando l’utente passo passo.

Attivare l’identità digitale con la CIE

Una volta recuperato il PUK, impostato il nuovo PIN e registrato la carta nell’app CieID, puoi utilizzare la CIE come strumento di identità digitale al posto dello SPID.

L’accesso ai servizi online è regolato da tre livelli di sicurezza :

  • Per gli accessi di livello 1 e 2 non è necessaria la lettura fisica della carta: è sufficiente usare le credenziali attivate (ad esempio tramite CieID e dispositivo certificato).
  • Il livello 3 prevede invece la lettura NFC della CIE tramite l’app CieID e l’inserimento del PIN, garantendo il massimo livello di sicurezza.

Per attivare le credenziali:

  1. Vai sul sito ufficiale https://www.cartaidentita.it .
  2. Accedi alla sezione Attiva le tue credenziali .
  3. Se hai già registrato la carta nell’app CieID, puoi selezionare Entra con CIE ; in alternativa, inserisci manualmente i dati della tua carta, incluso il codice PUK.
  4. Dopo aver certificato il dispositivo tramite l’app CieID, potrai autenticarti sui siti compatibili direttamente da smartphone o PC, anche tramite scansione del codice QR .

Da questo momento, la CIE diventa a tutti gli effetti la tua identità digitale, utilizzabile al posto dello SPID in tutti i servizi che lo supportano.

Buone abitudini per usare la CIE in sicurezza

Per evitare problemi futuri e usare la Carta d’Identità Elettronica in modo pratico e sicuro, conviene adottare alcune semplici regole:

  • Conservare sempre i documenti originali
    Quando viene rilasciata la CIE, custodisci con cura sia la ricevuta dal Comune sia la lettera con le due metà dei codici. Sono gli unici documenti che permettono di ricostruire PIN e PUK senza procedure aggiuntive.
  • Scegliere un PIN sicuro ma memorizzabile
    Il PIN è la tua chiave digitale. Evita sequenze ovvie come 12345678 o combinazioni facilmente intuibili. Scegli un codice personale, significativo per te ma difficile da indovinare per gli altri.
  • Non insistere con tentativi errati
    Se sbagli PIN più volte, fermati. Dopo 10 tentativi consecutivi la carta si blocca e sarà obbligatorio usare il PUK per sbloccarla. Meglio interrompere e recuperare il PUK piuttosto che forzare il blocco.
  • Aggiornare regolarmente l’app CieID
    Mantieni sempre l’app aggiornata all’ultima versione: in questo modo hai accesso alle funzionalità più recenti, a miglioramenti di sicurezza e una procedura semplificata per la gestione della tua CIE.

Con questi accorgimenti, la Carta d’Identità Elettronica diventa uno strumento comodo, sicuro e in molti casi più conveniente rispetto ad altre forme di identità digitale.

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Incentivi per famiglie, ecco come ottenerli

Ora è possibile accedere ai nuovi contributi e incentivi attraverso Internet, offrendo un valido sostegno per famiglie, giovani, madri e persone in difficoltà finanziarie. Ecco come richiederli.

Anche per il 2024 sono disponibili oltre 20 bonus in denaro, ma ancora in pochi ne sono a conoscenza. Questi incentivi sono destinati principalmente a persone con problemi economici, ma non solo. In molti casi si rivolgono a chi desidera cambiare l’auto, installare la fibra ottica o rottamare la TV. Inoltre, c’è un bonus di 500 euro anche per gli studenti che si diplomeranno a giugno con il massimo dei voti.

Fino a qualche anno fa, per comprendere a cosa avevamo diritto ed effettuare la domanda, era necessario rivolgersi a un patronato, a un CAF o a un commercialista. Tuttavia, oggi grazie a Internet è possibile accedere direttamente e in modo veloce al bonus che ci interessa. Gli unici requisiti indispensabili per gli incentivi sono il possesso dell’Identità Digitale, cioè dello SPID (o di una carta d’identità elettronica ovvero della CNS, Carta Nazionale dei Servizi), e della certificazione ISEE dei nostri redditi familiari.

L’ identità digitale

Allo stesso modo, è diventato più semplice ottenere l’Identità Digitale SPID, il vero grimaldello per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. Oggi, questa identità può essere ottenuta sia tramite il Web che in qualsiasi Ufficio Postale. Cercheremo di mostrare quanto sia tutto sommato semplice e veloce individuare i bonus più adatti per noi e effettuare le relative domande per ottenerli. Oggi, con l’Identità Digitale SPID, è possibile accedere sia al sito dell’INPS che a quello dell’Agenzia delle Entrate e di tutti gli enti e comuni italiani, senza obbligare le persone a recarsi fisicamente negli uffici e fare ore di code. Questo strumento è ancora poco utilizzato, in parte a causa della carenza di questi nuovi documenti e in parte perché i codici vengono persi regolarmente.

spid

La procedura per acquisire lo SPID è in realtà non proprio semplice, poiché l’identificazione online deve essere sicura e resistente agli hacker e ai criminali informatici, e allo stesso tempo unica. Al posto dello SPID, in molti casi è possibile utilizzare la carta di Identità Elettronica, ma solo se si hanno i codici forniti dal comune al momento dell’emissione. Inoltre, poiché la maggior parte delle persone utilizza lo smartphone per navigare su Internet, è stata aggiornata anche l’app unica della Pubblica Amministrazione, IO.

Molti la conoscono dai tempi del Covid, quando veniva usata per il Green Pass o per gestire l’operazione Cashback. Anche oggi, l’app IO è convenzionata solo con un numero limitato di enti e amministrazioni locali, ma da qualche tempo è possibile usarla per ricevere tutte le comunicazioni degli enti pubblici più grandi che vi stanno aderendo, e presto permetterà anche di archiviare documenti di identità, come la patente di guida.

ISEE: indispensabile per gli incentivi

La certificazione ISEE è necessaria per accedere agli incentivi previsti dalla Legge Finanziaria 2024, valutando il reddito familiare, l’eventuale possesso di immobili e il numero di componenti del nucleo familiare per ottenere un valore unico in euro. In passato, per ottenere questo certificato, era necessario presentare documenti finanziari presso un CAF o un patronato.

Tuttavia, oggi è possibile richiederlo online tramite il Portale Unico ISEE dell’INPS. È richiesta un’identità digitale SPID o una carta di Identità Elettronica con il codice PIN del comune. Il calcolo dell’ISEE richiede la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), che riporta informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare.

bonus

Prima di iniziare la procedura per ottenere l’ISEE online è consigliabile effettuare in pochi minuti una simulazione, inserendo alcuni indicatori come il reddito, il possesso di immobili e il saldo del proprio conto corrente. Il valore ottenuto sarà molto simile a quello reale e ci permetterà di capire subito se potremo accedere ai bonus per i quali è previsto un valore ISEE da rispettare. Una volta ottenute le indicazioni dalla simulazione, potremo passare alla procedura vera e propria, consapevoli di cosa ci spetti e cosa no. La DSU può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno.

Tuttavia, è importante ricordare che gli ISEE elaborati nel 2024 hanno validità fino al 31 dicembre 2024. Affinché la DSU sia completa, tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare devono dare il consenso all’utilizzo dei loro dati, per il quale è necessario che abbiano anche un’identificazione digitale SPID.

Attivati 35 milioni di SPID

I dati più recenti relativi al 2023 indicano che in Italia sono attive circa 35 milioni di Identità Digitali SPID, con oltre un miliardo di accessi nel 2022. Questi numeri significativi hanno portato il governo in carica a rinnovare la convenzione con i diversi gestori del servizio per il 2024. Tuttavia, l’obiettivo rimane quello di creare un’Identità Digitale e un portafoglio elettronico unico, sostituendo tutti i documenti cartacei dei cittadini e valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

posteid

Al momento non ci sono date certe per il lancio di questo strumento, ma i più ottimisti sperano che sia disponibile nel 2025. Attualmente, l’unica alternativa allo SPID è la Carta d’Identità Elettronica (CIE), che può essere utilizzata tramite un lettore di smart card sul proprio computer o attraverso uno smartphone dotato di tecnologia NFC, simile a quella utilizzata per le carte di credito contactless. Tuttavia, è necessario disporre del codice PIN fornito al momento dell’emissione della carta.

Se non abbiamo ancora l’Identità Digitale SPID, possiamo attivarla gratuitamente attraverso Poste Italiane (https://www.poste.it) se siamo già clienti BancoPosta o PostePay, oppure utilizzando una Carta di Identità Elettronica con il codice PIN fornito dal comune che l’ha emessa. In alternativa, è possibile richiedere lo SPID direttamente in uno degli uffici postali diffusi in tutta Italia.

Tuttavia, dovremo prendere prima un appuntamento dall’app Poste Italiane e pagare 12 euro per il servizio. Per conoscere tutti i dettagli sul funzionamento e avviare la procedura, basta visitare il sito https://posteid.poste.it/. Da qui è possibile consultare diverse sezioni, tra cui quella delle domande frequenti degli utenti, richiedere assistenza online o conoscere l’elenco dei contatti telefonici diretti tramite i quali essere guidati passo dopo passo. Dalla stessa pagina si possono anche sospendere e riattivare le credenziali.

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    Differenza tra SPID e Carta d’Identità Elettronica

    Molte volte ci chiediamo che differenza c’è tra SPID e Carta d’Identità Elettronica CIE. Oggi scopriamolo insieme. Per molti potrebbe sembrare la stessa cosa, ma non è così. Per prima cosa, vediamo che cosa sono.

    1: SPID

    Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), rappresenta l’Identità Digitale e non è fisica, permette di accedere a diversi servizi online, tra cui quelli inerenti alla PA.

    É un servizio creato dalla Pubblica Amministrazione, non può essere utilizzata come sistema di riconoscimento in caso di richiesta da parte delle autorità (Polizia, Carabinieri, ma anche negli aeroporti)

    L’identità SPID prevede tre diversi livelli di sicurezza, che consentono di accedere a diverse tipologie di servizi.

    Lo SPID, come già detto, permette ai cittadini di accedere ai servizi e alle applicazioni della Pubblica Amministrazione e dei privati aderenti, come amministrazioni locali e centrali, enti pubblici, agenzie e fornitori privati.

    Può essere attivato con diversi gestori, sia di persona che tramite webcam.

    In termini di accesso ai servizi della pubblica amministrazione online, SPID e CIE sono quasi identiche e danno diritto ad accedere agli stessi pannelli.

    Questo perché a partire dallo scorso 19 Ottobre 2021 lo SPID è diventato obbligatorio per accedere ai sistemi online della Pubblica Amministrazione. Nella maggioranza dei casi al fianco del pulsante “Entra con SPID” è anche presente quello che consente di effettuare l’accesso con CIE.

    Per validare l’accesso con CIE è necessario però prima associarla a un dispositivo provvisto di chip NFC (come lo smartphone), tramite l’applicazione ufficiale che chiederà il codice PIN ricevuto al momento della consegna della Carta.

    In molti continuano a chiedere un’integrazione dello SPID nella CIE, ma al momento ancora non si è andata verso questa direzione.

    documento SPID

    2: Carta d’identità Elettronica CIE

    la Carta d’Identità Elettronica rappresenta il documento di riconoscimento ufficiale dello Stato Italiano, ed è fisica.

    Questo documento viene emesso dal Ministero dell’Interno e prodotto dal Poligrafico e Zecca dello stato.

    Permette l’accesso ai servizi online delle Pubbliche Amministrazioni sia in Italia che in diversi Paesi dell’Unione Europea.

    La validità della CIE varia a seconda dell’età del titolare: 3 anni per i minori che hanno meno di 3 anni di età; 5 anni per i minori con un’età compresa tra i 3 e i 18 anni; 10 anni per tutti gli altri.

    documento CIE

    Quindi, la differenza tra SPID e Carta d’identità Elettronica (CIE) è che il primo documento è solo digitale e non possiamo identificarci alle autorità con esso.

    Mentre con il secondo possiamo identificarci ed è fisico.

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    Certificati anagrafici disponibili online

    Da oggi gli italiani possono scaricare certificati anagrafici disponibili online, gratis ed in pochi secondi, sfruttando SPID e ANPR: un grosso passo per il Paese.

    Gli italiani da oggi possono scaricare certificati anagrafici disponibili online senza dover andare in un ufficio pubblico e senza dover pagare una marca da bollo. Da lunedì 15 novembre è attiva una nuova piattaforma informatica che permette di scaricare gratuitamente e autonomamente da casa vari certificati anagrafici. Fino ad oggi per ottenerli era necessario andare in un ufficio dell’anagrafe e pagare una marca da bollo. Grazie alla nuova piattaforma è possibile fare tutto online, dal sito anagrafenazionale.gov.it.

    Accedere con SPID

    Per accedere basterà utilizzare lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), il sistema di autenticazione digitale utilizzato da un paio d’anni da diversi siti e app della pubblica amministrazione. O in alternativa inserire il numero della propria carta d’identità elettronica. La piattaforma è accessibile sia dai cittadini residenti in Italia sia da quelli residenti all’estero, e permette di richiedere un certificato per se stessi o per un componente ancora in vita della propria famiglia.

    spid

    I cittadini residenti in Italia possono richiedere i certificati anagrafici di nascita, di matrimonio, di cittadinanza, di esistenza in vita, di residenza, di stato civile, di stato di famiglia, di stato civile e di stato di famiglia insieme, di residenza in convivenza, di stato di famiglia con rapporti di parentela, di stato libero, di unione civile e di contratto di convivenza. L’elenco dei certificati disponibili varia in base ai dati anagrafici registrati dal comune quindi, ad esempio, se si è celibe o nubile nell’elenco non si troverà il certificato anagrafico di matrimonio.

    Certificati anagrafici disponibili online

    I cittadini residenti all’estero (iscritti all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero,  AIRE) possono invece richiedere i certificati di nascita, di matrimonio, di cittadinanza, di residenza AIRE, di stato di famiglia AIRE, di unione civile e di contratto di convivenza.

    Una volta scelto il certificato che si vuole ottenere, si deve selezionare il motivo della richiesta da un elenco e in seguito scegliere se scaricare il documento o riceverlo via email. I certificati hanno una validità di tre mesi, e quelli già emessi e non ancora scaduti restano a disposizione nella sezione “Certificati” del sito.

    Anagrafe digitale: certificati subito e gratis

    Il primo certificato anagrafico disponibile online è stato scaricato in anteprima domenica dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il ministro per l’innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, ne ha parlato come della «prima di una serie di innovazioni tecnologiche che la pubblica amministrazione implementerà per migliorare la vita di tutti». Nei prossimi mesi la piattaforma verrà implementata con altri servizi. Questi permetteranno ai cittadini di svolgere online pratiche per cui finora è necessario per forza andare in un ufficio pubblico.

    Quel che potrebbe sembrare un miraggio è invece il frutto di un lungo lavoro di cesellatura attorno ad un progetto di transizione digitale ben più ampio e ambizioso: il passo odierno è un passo decisivo, perché farà comprendere a sempre più persone che il digitale non è un ostacolo da affrontare, ma un grande acceleratore da premere.

    Dal cartaceo ai bit

    Un passo che coinvolge tutti e che il Quirinale ha voluto immediatamente rendere mainstream attraverso una nota video che ritrae il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mentre scarica il primo certificato con il nuovo sistema. La nota è stata quindi ripresa da giornali e telegiornali, così che potesse arrivare con forza anzitutto a chi si affida a questi canali per la propria informazione:

    Un’immagine che in sé ha ancora un difetto: quel foglio di carta che esce dalla stampante rende palese e concreto il vantaggio di un servizio di Anagrafe Digitale. Ma riporta sulla carta quel che in molte occasioni potrebbe tranquillamente restare in bit.

    Il progetto Anpr è un progetto del ministero dell’Interno la cui realizzazione è affidata a Sogei, partner tecnologico dell’amministrazione economico-finanziaria, che ha curato anche lo sviluppo del nuovo portale. Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri è titolare del coordinamento tecnico-operativo dell’iniziativa.

    I certificati

    anagrafe servizi al cittadino

    I certificati che si possono scaricare sono i seguenti:

    • anagrafico di nascita
    • anagrafico di matrimonio
    • di Cittadinanza
    • Esistenza in vita
    • di Residenza
    • Residenza AIRE
    • di Stato civile
    • Stato di famiglia
    • Stato di famiglia e di stato civile
    • di Residenza in convivenza
    • Stato di famiglia AIRE
    • di Stato di famiglia con rapporti di parentela
    • di Stato Libero
    • Anagrafico di Unione Civile
    • di Contratto di Convivenza

    Il download è possibile dal sito https://www.anpr.interno.it/ e per accedervi è necessario fornire la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS). Subito e gratis grazie al digitale. Quel digitale troppo spesso vituperato nel nostro Paese e violentato da visioni preconcette che lo hanno tenuto ai margini per troppo tempo. Oggi la transizione può essere al centro dell’evoluzione del sistema Italia ed i margini di miglioramento fotografati dall’indice DESI 2021 la dicono lunga in merito.

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