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Formazione

Amazon Prime, consegne rapide (gratis)

Sottoscrivendo un abbonamento con Amazon Prime, è possibile ricevere numerosi prodotti direttamente a casa in un giorno lavorativo e senza costi aggiuntivi di spedizione.

Amazon Prime, il servizio di abbonamento mensile o annuale di Amazon, offre vari vantaggi, tra cui spedizioni gratuite senza importo minimo di spesa, consegne rapide, accesso anticipato a offerte speciali, Prime Video, Prime Reading, Amazon Music, Prime Photo, Prime Gaming, Amazon Fresh e Deliveroo Plus. I costi sono di 4.99 euro al mese o 49.90 euro all’anno, con tariffe scontate per gli studenti. Per ulteriori dettagli e iscrizioni, è possibile visitare https://www.amazon.it/amazonprime.

Spedizioni veloci

Il vantaggio della consegna rapida, disponibile per oltre 2 milioni di prodotti contrassegnati come Prime, è uno dei benefici più apprezzati dagli utenti Prime. Inizialmente, il servizio di consegna rapida richiedeva da 2 a 3 giorni.

Attualmente, a meno che l’indirizzo di destinazione sia in località particolarmente remota (dove la consegna può richiedere fino a 48 ore), il periodo di attesa è ridotto a un solo giorno lavorativo per ricevere l’ordine. Questa opzione, che garantisce la consegna in un giorno lavorativo, è stata inclusa sin dal lancio del servizio Prime nel 2005 negli Stati Uniti, arrivando in Italia nel 2011.

Attenzione all’orario

Per garantire la consegna entro il giorno successivo con il servizio Prime di Amazon, è necessario confermare l’ordine entro un orario specifico indicato sulla pagina del prodotto come “Ordina entro [x] ore per la consegna domani“.

L’orario di scadenza può variare in base alla posizione geografica e al prodotto selezionato. In alcune località, è possibile effettuare ordini fino al pomeriggio o alla sera per ricevere la consegna il giorno successivo, a condizione che il magazzino più vicino abbia disponibilità.

Acquisti in giornata

In alcuni CAP delle principali città italiane come Roma e Milano, per una selezione di prodotti è possibile ricevere l’ordine entro il giorno stesso, ordinando la mattina e ricevendo i prodotti nella fascia oraria tra le 18:30 e le 21:30.

Questa spedizione, chiamata “Oggi“, è gratuita per i membri Prime che raggiungono un importo di spesa minimo di 29 euro e è disponibile su articoli contrassegnati dalla dicitura accanto al logo Prime.

Ma come fanno?

Amazon ha reso la rapidità e l’affidabilità delle consegne uno dei suoi principali punti di forza. In Italia, l’azienda dispone attualmente di 54 centri logistici, utilizzando algoritmi predittivi basati sull’IA per prevedere la domanda dei prodotti e ottimizzare l’organizzazione dei magazzini.

Amazon Prime

Questo approccio consente a Amazon di garantire consegne veloci anche durante periodi critici come il Black Friday o le festività natalizie. Inoltre, l’azienda sta sperimentando nuove tecnologie, come l’uso di droni per le consegne a domicilio, per rendere ancora più efficienti i suoi servizi.

Consegne tramite droni

Amazon ha annunciato che entro il prossimo anno estenderà le consegne tramite drone, attualmente attive negli Stati Uniti, anche in alcuni Paesi europei selezionati, tra cui l’Italia. L’utilizzo di droni come il nuovo modello MK.30 è previsto per ridurre ulteriormente i tempi di consegna e migliorare la sicurezza rispetto alle tradizionali consegne su strada.

droni

Il MK.30 è dotato della tecnologia “sense-and-avoid” per rilevare e evitare ostacoli, può operare in varie condizioni climatiche ed è progettato con intelligenza artificiale per affrontare situazioni impreviste autonomamente. L’obiettivo è utilizzare questo drone per la consegna di pacchi leggeri, come prodotti per la casa, articoli di cura personale e forniture per l’ufficio.

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    Scamdoc, riconosciamo i siti fraudolenti

    Per trarre in inganno, gli imbroglioni creano siti web che sembrano sicuri, replicando quelli ufficiali di marchi o attività ben noti. Tuttavia, dietro questa apparenza di sicurezza, nascondono una pericolosa trappola. Tramite scamdoc, un servizio online che ci permette di controllare il livello di sicurezza di un sito Internet o di un indirizzo email, possiamo eseguire un’analisi ed evitare spiacevoli situazioni.

    La diffusione di Internet e soprattutto del commercio elettronico ha creato terreno fertile per i truffatori, che vedono il Web come una grande opportunità di guadagno (illecito). Seduti alla loro scrivania, magari migliaia di chilometri di distanza, un piccolo esercito di “scammer” lavora ogni giorno per truffare gli inconsapevoli utenti, spesso un po’ troppo creduloni.

    La maggior parte delle volte, infatti, i truffati si lasciano ingannare attirati da offerte imperdibili a prezzi straordinariamente bassi, il che dovrebbe bastare a far scattare un campanello d’allarme, ma non sempre è così e spesso ce ne si accorge troppo tardi. Oppure potremmo essere vittime di un furto di identità, in questo caso allarmati da una email che sembra esserci stata inviata dalla nostra banca per una verifica dei dati personali, ma finiamo per fornire le informazioni che ci riguardano a dei pericolosi malintenzionati.

    Facciamo attenzione

    Cascarci non è poi così difficile, perché i truffatori ci attirano con messaggi email, SMS o annunci online in falsi siti Web identici agli originali per non generare sospetti, anche gli utenti più esperti in un momento di distrazione possono diventare loro vittime. È quindi fondamentale distinguere i siti “ufficiali” da quelli truffaldini, cosa non poi così difficile se sappiamo come procedere. Quindi non cediamo a offerte eccessivamente convenienti: i social network sono pieni di pubblicità di prodotti venduti a prezzi ridicoli in siti che a prima vista possono non destare sospetti, anche perché abbiamo letto numerosi commenti positivi, purtroppo anche questi falsi.

    scamdoc polizia

    Fatto l’acquisto, non riceveremo nulla o, più probabilmente, ci verrà spedito qualcosa di diverso da quello ordinato e dal valore di molto inferiore a quanto abbiamo pagato, ma così il truffatore potrà dimostrare di aver effettivamente evaso l’ordine, rendendo quasi impossibile dimostrare di aver subito la truffa. Vediamo allora quali strumenti la stessa Rete ci offre per capire se stiamo visitando un sito sicuro oppure se stiamo per diventare vittime di una truffa. Ecco quindi alcuni strumenti, fra siti Internet ed estensioni per browser Web che possiamo usare per difenderci da questi rischi.

    Gli allarmi di scamdoc

    ScamDoc (scamdoc.com) è un servizio online che ci consente di verificare la sicurezza di un sito Internet o di un indirizzo email. Per utilizzarlo, è sufficiente inserire l’indirizzo che desideriamo verificare e fare clic su “Analysis” per ottenere un rapporto dettagliato.

    ScamDoc utilizza un algoritmo che considera diverse informazioni riguardanti il sito (o il dominio associato a un indirizzo email). Ad esempio, vengono valutati dati come la data di creazione del sito o se il proprietario del dominio è visibile o nascosto. Inoltre, ScamDoc ricerca recensioni online relative al sito per cercare ulteriori informazioni che possano indicarne l’affidabilità.

    Sebbene ScamDoc non sia disponibile in italiano, possiamo facilmente interpretare il punteggio in percentuale assegnato al sito analizzato per capire se è considerato affidabile o meno. Un punteggio molto basso indicherà un livello di sicurezza incerto.

    Il rapporto di Google

    Il rapporto sulla trasparenza di Google è uno strumento che analizza un vasto numero di siti alla ricerca di quelli sospetti, identificandoli e segnalando tale informazione ai visitatori tramite i risultati delle ricerche. Per accedere a questo servizio, possiamo visitare l’indirizzo https://t.ly/QN4m, inserire l’URL sospetto nella casella di ricerca e premere il pulsante a forma di lente per visualizzare il report.

    rapporto google

    Questo strumento è specificamente dedicato alla rilevazione di siti compromessi, che possono essere potenziali veicoli per trasmettere malware ai nostri sistemi. Molti di questi siti sono apparentemente legittimi ma sono stati compromessi da cracker che li sfruttano per le loro truffe, rendendoli ancora più pericolosi in quanto sembrano innocui all’occhio non esperto.

    Va sottolineato che il rapporto sulla trasparenza di Google non fornisce informazioni riguardo all’affidabilità commerciale di un sito, ma è focalizzato esclusivamente sulla rilevazione di eventuali malware presenti. Pertanto, è uno strumento utile per proteggere i nostri sistemi da minacce informatiche.

    Le recensioni di Amazon

    Anche se i principali servizi di e-commerce come eBay e Amazon stanno facendo sforzi per contrastare il fenomeno delle false recensioni, questa pratica rimane ancora un problema. Alcuni venditori hanno adottato il sistema di offrire rimborsi ai propri clienti in cambio di recensioni entusiaste, creando così danni sia ai consumatori che agli stessi siti di e-commerce, poiché la credibilità di tali piattaforme rischia di essere compromessa.

    Per affrontare questa situazione, esistono vari servizi online che si dedicano all’identificazione delle false recensioni attraverso analisi mirate, con l’obiettivo di “correggere” il giudizio eliminando quelle recensioni che risultano più sospette.

    amazon

    Un metodo particolarmente comodo è l’uso dell’estensione per browser chiamata “FakeSpot,” disponibile per i principali programmi di navigazione web. Questa estensione opera in modo trasparente, fornendo un punteggio di affidabilità (da A a F, dove A è il punteggio migliore) direttamente sulla pagina web del venditore mentre stiamo facendo acquisti online. Un semplice clic sul giudizio ci porta a una pagina con i dettagli e l’analisi della recensione. In questo modo, possiamo prendere decisioni più informate riguardo alla qualità e veridicità delle recensioni che influenzano le nostre scelte di acquisto.

    La sentinella Netcraft

    L’estensione NetCraft svolge un ruolo importante nella protezione degli utenti durante la navigazione su Internet. Questa estensione è progettata per difenderci da truffatori e pericolosi siti di phishing che cercano di rubare le nostre credenziali di accesso a servizi online. NetCraft utilizza un database in continuo aggiornamento per individuare e segnalare tali siti sospetti.

    Inoltre, questa estensione offre una protezione aggiuntiva contro il card skimming, un’attività criminale che mira a rubare i dati delle nostre carte di credito durante l’uso online. NetCraft riconosce la presenza di script malevoli e altri codici potenzialmente pericolosi, bloccando l’invio dei nostri dati sensibili.

    NetCraft non si ferma qui: è in grado di rilevare anche la presenza di “Miner”, ovvero piccoli software che possono essere incorporati nei siti web per sfruttare le risorse del nostro computer per la produzione di criptovalute, come i bitcoin. Questo aiuta a prevenire il furto di potenza di calcolo e a proteggerci dalle pratiche non autorizzate di mining.

    netcraft

    L’utilizzo di NetCraft è semplice: basta fare clic sull’icona dell’estensione tra quelle del browser, e si aprirà una scheda con una valutazione del sito web visitato. Un secondo clic su “Site Report” ci fornirà ulteriori dettagli sulla sicurezza e l’affidabilità del sito analizzato. Questo strumento è utile per prendere decisioni informate durante la navigazione web e per proteggere i nostri dati personali e finanziari da potenziali minacce online.

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      Formazione, Sistemi, Tech

      Domotica fai da te

      Grazie alla domotica possiamo controllare con la voce o lo smartphone, luci termostati e tutti i dispositivi elettrici presenti nella nostra casa, comprese le telecamere di sicurezza.

      Nelle nostre case ci sono diversi tipi di impianti: da quello elettrico al riscaldamento, da quello te­lefonico a quello di climatiz­zazione. Se abbiamo un giar­dino avremo probabilmente un impianto di irrigazione e in molti casi sarà presente an­che l’impianto di allarme. Nor­malmente ciascuno di questi funziona in modo indipenden­te rispetto agli altri, ma grazie alla domotica è possibile non solo farli interagire, ma anche gestirli a distanza.

      Così, per esempio, verremo avvisati se si sta verificando un sovracca­rico di corrente. Oppure se un sensore di movimento o una videoca­mera di sicurezza individuano dei movimenti sospetti, men­tre il sistema di irrigazione non si attiverà in caso di pioggia. Il termine domotica deriva dal latino domus (casa) che, combinato alla desinenza finale di informatica, indica che ogni elemento può essere gestito attraverso la rete Internet in combinazione ad app e sof­tware di smartphone e PC.

      Indice

      Domotica fai-da-te

      Negli appartamenti nuovi, così come in quelli ristruttu­rati da poco, è facile trovare impianti demotici evoluti che permettono di control­lare dalle luci alle tapparelle, al termostato. Questo però non significa che chi vive in un normale appartamento debba per forza rifare l’im­pianto elettrico per renderlo intelligente. Per farsi un’idea di cosa significhi avere in casa un impianto di domo­tica, basta acquistare uno dei tanti kit, disponibili su Amazon o su qualsiasi store online.

      Questi kit compren­dono sensori, lampadine intelligenti, telecamere e non richiedono particola­ri competenze tecniche. Vanno semplicemen­te collegati alle prese elet­triche già presenti in casa e naturalmente alla rete Wi-Fi dell’appartamento. Si tratta di sistemi con un nume­ro ridotto di funzioni, che potremo però controllare attraverso lo smartphone o gli assistenti digitali Alexa e Google Home. Il costo può anche essere limitato a meno di un centinaio di euro.

      Un aiuto per gli anziani

      Un aiuto per gli anziani Per la maggior parte delle persone chiedere a un as­sistente digitale di alzare le tapparelle o spegnere la luce resta soprattutto un simpa­tico trucchetto. Ma per chi è anziano o ha problemi di lo­comozione, può contribuire a migliorare la qualità della vita.

      Gli stessi servizi di teleassistenza e telesoccorso, che assicurano un pronto in­tervento nel caso di malori o di incidenti domestici, fanno a tutti gli effetti parte della domotica. E noi nelle pros­sime pagine mostreremo alcune delle soluzioni che ci hanno convinto maggior­mente e che abbiamo instal­lato nelle nostre case.

      I 3 pilastri della domotica

      Rendere smart la nostra abitazione significa prima di tutto migliorare la qualità della nostra vita. Infatti grazie alla domotica è possibile ot­tenere un aumento delle pre­stazioni e delle funzionalità dei diversi impianti e degli elettrodomestici presenti nella nostra casa.

      Otterremo di conseguenza un mi­glioramento del comfort, del­la sicurezza e del risparmio energetico. E sono proprio questi i tre pilastri della do­motica che stanno spingendo sempre più persone a rendere smart le loro case.

      Comodo è meglio

      Al di là dell’effetto WOW, inevitabile nel momento in cui mostriamo ad amici e conoscenti come sia possibile comandare luci ed elet­trodomestici con la voce, è innegabile che informatiz­zare la nostra casa la renda anche molto più comoda da viverci. Un impianto de­motico può fare diventare normali situazioni che fino a oggi eravamo abituati a vedere solo nei film di fan­tascienza. Potremo così venire svegliati dall’aroma del caffè e dalla tapparella che si solleva in autonomia. Oppure avere la certezza di trovare le stanze sempre alla giusta temperatura, sia d’inverno che d’estate.

      domotica
      Tutto a portata di smartphone
      Dalle luci alla temperatura, alla sicurezza. tutti gli impianti della casa smart possono essere comandati anche da remoto grazie alle app per smartphone.

      Potremo anche programmare differenti scenari a seconda degli ambienti e delle situazioni. Così per esempio lo scenario ” m a l a t t i a ” può rendersi cura di chi ha la febbre abbassando le luci, aumentando la temperatura della stanza e limitando il volume del televisore. Mentre lo scenario “cinema”, oltre a impostare le luci giuste per godere il nostro film, consente anche di attivare in automatico la segreteria telefonica e rendere muto il campanello di casa. Altri scenari sono poi legati solo alla nostra fantasia. Certo, per ottenere i risultati migliori sarebbe meglio avere un impianto demotico evoluto. Questo andrebbe realizzato al momento della costruzione o della ristrutturazione dell’appartamento, con un investimento notevole. Ma oggi è possibile ottenere buoni risultati anche con il fai-da-te, inserendo da soli gli elementi che ci interessano.

      Prima la sicurezza

      Avere la certezza che la nostra abitazione, e di conseguenza la nostra famiglia, siano protetti da un sistema di sicurezza evoluto, è l’ambizione di tutti. Oltretutto il Bonus Sicurezza 2022, che è già stato confermato dal Governo per i prossimi due anni, permette di mettere al sicuro la nostra casa con una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 €. Un motivo in più per valutare un impianto domotizzato evoluto. Impianto che comprenda telecamere e sensori anti intrusione e che tenga sotto controllo la nostra abitazione non solo quando non siamo in casa, ma anche quando ci sono i nostri familiari.

      domotica

       

      Serratura elettronica
      Rendere smart la serratura della porta oltre ad assicurarci che sia chiusa correttamente. ci consente di essere avvisati in caso di necessità.

      Potremo così sapere da remoto in ogni momento se le finestre sono chiuse e le luci sono spente e allo stesso tempo come stanno i figli e gli animali. Inoltre, anche se non possiamo investire grosse cifre per un impianto di sicurezza evoluto, potremo cavarcela con una telecamera collegata al router Wi-Fi dell’abitazione, con qualche sensore di apertura collegato a porte e finestre e, infine, a qualche sensore di movimento.

      Risparmiare energia

      Soprattutto in questo perio­do storico in cui la bolletta energetica continua a cre­scere, è utile avere a disposi­zione un impianto demotico che permetta di controllare quale e quanta energia viene utilizzata dai singoli elettro­domestici. Potremo così de­cidere di far partire gli elet­trodomestici nei momenti migliori, sia per il risparmio che per limitare il disturbo.





      Per quanto riguarda il ri­scaldamento e il raffredda­mento, verranno regolati in automatico basandosi sugli orari della famiglia. Se poi abbiamo a disposizione un impianto fotovoltaico, avre­mo evidenti vantaggi sull’ot­timizzazione dei processi domestici. Oltretutto anche per i nuovi impianti fotovol­taici è prevista la detrazione del 50% sulle spese soste­nute, fino a un massimo di 96.000 €, che rimane valida fino al 31 dicembre 2024.

      Domotica ”fai da te” low cost

      Per realizzare un impianto domotica evoluto è neces­sario l’intervento di professio­nisti che dovranno adattare gli impianti esistenti della nostra casa ai vari dispositivi domati­ci. Andranno questi collegati a una o più centraline in modo da control­lare e programmare tutto ciò che avviene nell’appartamen­to. Occorre prevedere un inve­stimento di alcune migliaia di euro che dipende naturalmen­te dalle dimensioni e dalla complessità del sistema. Ricordiamo che può venire in parte compen­sato al 50% dall’Ecobonus del governo.

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      Tanti accessori, un produttore.
      Anche se decidiamo di iniziare con un solo dispositivo, è meglio scegliere un produttore come SwitchBot che ha in catalogo accessori di ogni tipo.

      Un’alternativa valida resta però quella della domo­tica Plug and Play. Questa preve­de dispositivi semplici da usa­re e configurare che non richiedono interventi da parte di specialisti e nessuna modi­fica strutturale all’abitazione.

      Un passo alla volta

      Prima di tutto dovremo de­finire quali elementi della nostra casa vogliamo ren­dere smart. Amazon e i vari stare online mettono a di­sposizione un grande assor­timento di luci e lampadine smart, prese e interruttori Wi-Fi, videocitofoni e serra­ture comandabili a distanza. Il nostro consiglio, però, è quello di affidarsi a un uni­co produttore specializzato del settore. In modo tale che metta a di­sposizione un proprio ecosi­stema completo di prodotti, come è il caso di SwitchBot, https://eu.switch-bot.com. SwitchBot è presente con i suoi dispositivi anche su Amazon. SwitchBot è ideale per chi ha un budget limitato ma vuole comunque prodotti certificati e facili da installare.

       

      La qualità prima di tutto.
      Soprattutto come luci è importante scegliere elementi di qualità e per questo le Philips Hue sono una garanzia. Per iniziare è ottimo lo Starter Kit.

      Bastano 35 euro per acquistare SwitchBot Hub Mini Smart Remote. Un pic­colo scatolotto che una vol­ta collegato al router Wi-Fi dell’abitazione consentirà di comandare da remoto tutti gli elettrodomestici gestiti da un telecomando a infra­rossi, come l’impianto di aria condizionata, il televisore, l’impianto stereo. Tra gli altri accessori per la domotica di SwitchBot consigliamo il ri­levatore di movimenti Smart Motion Door Sensor, lo SwitchBot Curtain, un motore elettrico per tende compatibile con gli assistenti digitali Alexa e Google Home, lo SwitchBot interrutore intelligente che permette di coman­dare a distanza qualsiasi interruttore della nostra abita­zione. Potremo per esempio collegarlo all’interruttore del citofono in modo da aprirlo senza doverci spostare. Al momento l’ecosistema di SwitchBot comprende oltre dieci dispositivi tra teleca­mere, termostati, igrometri e strisce LED, tutti a prezzi accessibili. Il nostro consi­glio è quello di scegliere vol­ta per volta quello più adatto per noi.

      Kit base per le luci

      Quando si parla di domoti­ca molti pensano subito alle luci che si possono accende­re e spegnare da remoto e che possono creare migliaia di combinazioni cromatiche. E in effetti sono tantissimi i produttori che hanno in catalogo lampadine smart collegabili all’impianto Wi­Fi della casa e gestibili a di­stanza.

      In questo caso però occorre considerare anche la qualità delle lampadine. Sotto questo punto di vi­sta le Philips Hue, https://www.philips-hue.com, anche se decisamente costose re­stano le migliori. Il consiglio è quello di iniziare con un kit base di partenza come il Lighting Hue White Starter Kit che comprende tre lampadine White E27, un telecomando Dimmer Switch e un Bridge Philips Hue per il controllo remoto.

      Amazon Alexa per la casa domotica

      Grazie anche a una poli­tica di prezzi decisamente aggressiva, che con­sente di acquistare uno dei modelli dell’assistente digi­tale Echo Dot anche a meno di 20 euro, Amazon copre ormai il 60% del mercato italiano. Uno dei suoi punti di forza sono le Skill che consentono di in­terfacciarsi con la maggior parte degli accessori per la domotica e comandarli con­ la voce. Quindi con le Rou­tine, particolari comandi scorciatoia che permetto­no di raggruppare le azioni. Difatti grazie a queste potremo per esempio fare accendere in automatico le luci e chiudere le tapparelle quando tramonta il sole. Oppure ascoltare le ultime notizie e riprodurre la no­stra musica preferita dopo la sveglia o una volta torna­ti a casa.

      Se poi abbiamo diversi dispositivi per la casa intelligente compati­bili, potremo creare un gruppo per controllarli tut­ti. Per esempio, se abbiamo creato il gruppo “soggior­no”, potremo dire: “Alexa. accendi le luci in soggior­no” per comandare tutte le luci in quella stanza. Gran parte delle stesse azioni possono comunque essere svolte da Nest Mini, l’assistente digitale creato da Google.

      La terza via di iotty

      Tra una ristrutturazione completa, necessaria per realizzare un impianto di do­motica evoluto nella propria abitazione, e una soluzione fai-da-te, c’è sempre una ter­za via, ed è quella che propo­ne iotty, https://iotty.it/. Si tratta di un’azienda completa­mente italiana che da Porde­none è arrivata ad avere successo in tutto il mondo grazie ad accessori per la domotica che si distinguono non solo per la tecnologia, ma anche per il design.

      Placche in vetro temperato

      Si tratta in pratica di sostituire le placche esistenti con quelle smart di iotty. Queste oltre a es­sere in vetro temperato e quindi molto eleganti, integra­no i sensori per la temperatu­ra, la luminosità e la prossimi­tà. In questo momento il catalogo di iotty (il cui nome deriva dalle iniziali di Internet of Things) offre solo tre pro­dotti: la placca i3 Plus che funziona da Interruttore Intel­ligente per luci e cancelli, la i3S Plus Interruttore Intelli­gente per Tende e Tapparelle e OiT Plus, una presa Wi-Fi smart.

      Queste placche, con i loro tre tasti soft touch, vanno inserite nelle classiche scato­le di derivazione 503 (quelle presenti praticamente in tutte le case italiane) e sono dispo­nibili nei colori bianco, nero, grigio, sabbia e azzurro. L’in­stallazione non richiede parti­colari abilità tecniche se è già presente il filo neutro che arri­va all’interruttore. In ogni caso è comunque sempre possibile prenotare l’intervento di un elettricista per l’installazione attraverso il sito di iotty.

      Non solo Alexa e Google

      Il vantaggio di una scelta di questo tipo è principalmen­te legato al design e alla semplicità d’uso. Una volta installata la placca basterà collegare l’app per ottenere tutti i dati relativi ai consumi effettivi e anche alla tempe­ratura dell’ambiente in cui si trova. Potremo programma­re accensione e spegnimen­to dei vari dispositivi in base alla nostra routine giorna­liera direttamente dall’app. Possiamo farlo anche con la voce grazie alla integrazione con i più comuni assistenti vocali. Oltre ad Amazon Alexa e a Google Home, gli accessori ergonomici di iotty sono in­fatti compatibili anche con la piattaforma HomeKit di Ap­ple e con quella Matter. Quest’ultima con ogni probabilità è desti­nata a diventare lo standard del futuro per la domotica.

      Offerte speciali

      Il prezzo per ciascuna delle placche di iotty è di 99 euro, ma controllando sul sito si possono trovare spesso of­ferte speciali che permet­tono di risparmiare fino al 30%. Il servizio di installa­zione costa 135 euro fino a 3 placche e 195 euro se voglia­mo installare fino a cinque placche. L’elettricista oltre a collegare le placche, prov­vederà anche a inserire il cavo neutro se necessario e a configurare il Wi-Fi. In ogni caso il sistema funzionerà in modalità manuale anche senza la presenza di un im­pianto Wi-Fi nell’abitazione.

      Domotica senza Wi-Fi

      Praticamente tutti gli im­pianti domotici, sia quelli più evoluti che richiedono un in­tervento di tecnici specializ­zati per la loro realizzazione, sia quelli fai-da-te che per­mettono di costruire da soli la propria casa intelligente, si affidano alla rete Wi-Fi dell’abitazione. Questo però non significa che non sia possibile creare un proprio impianto indipendente da In­ternet e dal cloud. Certo, bi­sognerà fare a meno della possibilità del controllo remoto, ma in compenso la privacy sarà garantita in quanto tutti i dati necessari al funzionamento dell’impianto domotico resteranno nell’abitazione. Anche le prestazioni risulteranno migliori. Per chi non vuole, o magari semplicemente non può, affidare il proprio impianto domotico a una connessione Internet, Samsung ha realizzato la piattaforma SmartThings Edge.

       

      SmartThings Edge.
      Tutti gli accessori Samsung compatibili con la piattaforma Smart Things Edge non si collegano a Internet ma a un Hub locale e a un ‘app specifica.

      In pratica tutte le funzioni di programmazione dei vari elementi che compongono la casa domotica vengono gestite direttamente da uno SmartThings Hub. Questo sigifica quindi dallo smartphone, eliminando così la necessità di connessione basata su cloud e allo stesso tempo aumentando la velocità delle automazioni. Oltre ai dispositivi commercializzati da Samsung, anche quelli compatibili con le piattaforme ZigBee e Z-Wave saranno in grado di connettersi all’hub bypassando così il cloud.

      Arriva Matter

      Per funzionare al meglio, la domotica ha bisogno di propri protocolli wireless. Questi devono essere in grado di gestire le migliaia di dispositivi che già oggi vengono commercializzati e che sono inevitabilmente destinati a moltiplicarsi. Gli standard tradizionali Wi-Fi e Bluetooth non riescono infatti a svolgere questo compito. Tutto ciò accade sia per problemi di interferenze, sia perché richiedono un considerevole dispendio di energia. Soprattutto quando ci troviamo in un’abitazione o in un ufficio in cui gli accessori connessi sono alcune decine. Per questo motivo da alcuni anni accessori per la domotica hanno messo a punto nuovi standard, specifici per la domotica. Il più diffuso è oggi lo ZigBee che permette di connette re fino a 65.000 dispositivi. ZigBee ha consumi ridotti ed è compatibile con accessori di produttori come Amazon, Philips, Osram, Xiaomi e lkea.





      Come accade spesso nel settore informatico, contemporaneamente sono stati realizzati standard concorrenti come Z-Wave. Difatti il rischio di ritrovarsi accessori che non dialogano tra loro è molto alto. Per questo motivo oltre 170 aziende, tra cui spiccano Apple, Samsung, Amazon, Google e gli associati della ZigBee Alliance hanno deciso di mettere a punto Matter. Questo nuovo protocollo di interoperabilità dal 2023 dovrebbe diventare quello dominante. La sua forza è la sua piena compatibilità non solo con gli accessori ZigBee ma anche con molti di quelli che oggi usano il Wi-Fi per connettersi. In pratica basterà un aggiornamento firmware e si passerà al nuovo standard. Matter 1.0 è stato presentato ufficialmente il 3 novembre dalla Connectivity Standards Alliance. La tecnologia si basa su una combinazione di Wi-Fi, Bluetooth LE e reti mesh intelligenti, la cui comunicazione risulterà semplificata.

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      Sicurezza informatica

      Dispositivi Alexa hackerabili con comandi vocali

      Senza un aggiornamento critico, i dispositivi con Amazon Alexa sono hackerabili e potrebbero attivarsi e iniziare a eseguire comandi vocali creati da un pirata, secondo i ricercatori dell’università di Londra.

      Sfruttando una vulnerabilità per cui ora è disponibile una patch, un pirata con accesso a un altoparlante intelligente Amazon potrebbe inviare comandi al dispositivo stesso o ad altri nelle vicinanze. Un malintenzionato potrebbe compiere varie azioni come ad esempio fare acquisti o mettersi in ascolto dell’utente.

      Questi i risultati di una ricerca della Royal Holloway University of London. Ricerca ricordiamo condotta da Sergio Esposito e Daniele Sgandurra, in collaborazione con Giampaolo Bella dell’Università di Catania. Hanno soprannominato la vulnerabilità Alexa versus Alexa (AvA).

      Dispositivi Alexa hackerabili con comandi vocali

      Come riportato da The Registerl’attivazione dei dispositivi Echo avviene quando riproducono un file audio che contiene un comando vocale. Potrebbe, per esempio, essere ospitato su una radio su Internet a cui ci si può collegare con l’altoparlante intelligente. In questo scenario, il malintenzionato dovrebbe semplicemente far sintonizzare il dispositivo sulla radio per prenderne il controllo.

      Attenzione alle skill

      Per eseguire l’attacco bisogna sfruttare le Skill di Amazon Alexa. Quest’ultime sono analoghe ad app e vengono utilizzate per ampliare i compiti eseguibili con l’assistente vocale. Per esempio per giocare, ascoltare podcast od ordinare al ristorante. Un hacker potrebbe quindi indurre una vittima a eseguire una Skill che riproduce una Web radio malevola. Ciò vuol dire hackerare un dispositivo Alexa solamente con un comando vocale.

      Chiunque può pubblicare una nuova Alexa Skill sullo store e le Skill non hanno bisogno di permessi specifici per essere eseguite sui dispositivi abilitati, anche se Amazon dichiara di fare dei controlli prima della pubblicazione.

      Sergio Esposito, uno dei ricercatori, ha individuato anche un altro approccio per sfruttare le Skill a scopo malevolo, senza usare le radio ma sfruttando tag SSML (Speech Synthesis Markup Language) per impersonare Alexa nell’interazione con l’utente.

      La patch

      Amazon ha pubblicato patch per la maggior parte delle vulnerabilità, tranne il caso in cui un dispositivo Bluetooth accoppiato a uno speaker Amazon Echo riproduca file audio malevoli. In questo caso però il pirata dovrebbe essere a una distanza molto ravvicinata, di circa 10 metri.

      I dispositivi Amazon ricevono gli aggiornamenti software automaticamente quando si connettono a Internet e potete anche usare l’assistente vocale per aggiornare l’altoparlante Echo.

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      Digitalizzazione, Sistemi

      Amazon Fire TV Stick cos’è ?

      Oggi ti spiegheremo cos’è Amazon Fire TV Stick. Una “chiavetta” HDMI che consente di accedere a miriadi di funzionalità Smart (ad esempio, a servizi di streaming come Netflix e Amazon Prime Video), a ogni televisore usando solo la porta HDMI e una rete Wi-Fi. 

      Amazon Fire TV Stick è un dongle HDMI, cioè una sorta di chiavetta che si collega alla porta HDMI del televisore (oltre che alla presa della corrente) e permette di accedere a una vasta gamma di contenuti online: dai video di Amazon Prime Video e Netflix alla musica di Amazon Music Unlimited, passando per le tantissime App per Android disponibili nello store di Amazon, quindi VLC, Plex e molte altre.

      Consente anche di giocare e di proiettare sul televisore i contenuti provenienti da smartphone e tablet.

      Insomma, con Amazon Fire TV Stick è possibile trasformare qualsiasi TV in Smart TV senza affrontare configurazioni complicate. Bisogna solo scaricare le App giuste, individuare i contenuti di propri interesse e goderseli grazie a una qualsiasi connessione Wi-Fi e al telecomando fornito “di serie” con la chiavetta.

      Amazon Fire TV Stick

      Caratteristiche:

      Amazon Fire TV Stick è una chiavetta da collegare a una porta HDMI del televisore. A cosa serve? Semplicemente ad accedere a un vasto numero di funzionalità Smart, dato che integra un suo sistema operativo proprietario (Fire OS, basato su Android) e un negozio di applicazioni digitali “Amazon Appstore“.

      Si tratta in parole povere di un dispositivo in grado di andare oltre alle classiche funzionalità offerte da un televisore, fornendo l’accesso a tantissime applicazioni e contenuti smart, dai servizi di Amazon come Prime Video a Netflix, passando per Disney+, Apple TV+ Spotify e molto altro.

      Immancabile inoltre la possibilità di giocare e proiettare sul televisore i contenuti provenienti dai dispositivi mobili, così come la presenza dei comandi vocali tramite Amazon Alexa per cercare contenuti e svolgere altre operazioni.

      Tuttavia, Amazon Fire TV Stick può tornare utile anche se disponi già di uno Smart TV. Il fatto che il dongle HDMI integri il suo OS e soprattutto il negozio di app Amazon Appstore risulta interessante per andare oltre a quanto proposto di base dal tuo modello. Un classico Smart TV di LG che dispone del negozio LG Content Store, non integra l’app ufficiale del servizio Discovery+, che invece è disponibile passando per Amazon Fire TV Stick.

      3 tipi di Amazon Fire TV Stick

      1: Amazon Fire TV Stick Lite

      É la versione base del dispositivo, equipaggiato di un processore Quad-Core da 1,7 GHz. Supporta le reti Wi-Fi dual band, la tecnologia wireless AC, il Bluetooth e tutti i principali formati di file audio e video fino alla risoluzione Full HD con 60 FPS e HDR.

      Viene fornito con una versione basilare del telecomando Alexa (senza comandi per la TV). Clicca qui per vedere l’offerta.

      Amazon Fire TV Stick Lite

      2: Fire TV Stick

      Ha essenzialmente le stesse caratteristiche della Lite ma viene fornita con un telecomando Alexa più completo in termini di comandi per la TV (tasti per accensione/spegnimento, regolazione e disattivazione del volume e pulsanti per accedere rapidamente ai principali servizi di streaming) e ha l’audio Dolby Atmos.

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      Fire TV Stick

      3: Amazon Fire TV Stick 4K e Fire TV Stick 4K Max

      Si aggiungono, alle caratteristiche base del Fire TV Stick, il supporto ai contenuti 4K/UltraHD con Dolby Vision, HDR e HDR10+, includono il telecomando vocale Alexa in versione completa. Fire TV Stick 4K Max si distingue anche per prestazioni migliorate date dal processore più rapido, la maggiore RAM, il supporto al Wi-Fi 6 e la possibilità di usare modalità Live View e Picture-in-Picture.

      Per il resto, il telecomando vocale Alexa può essere acquistato anche singolarmente e associato ad alcuni modelli di Fire TV Stick, generalmente si va dalla Fire TV Stick di seconda generazione in poi.

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      Amazon Fire TV Stick 4K e Fire TV Stick 4K Max

      Fire TV Cube

      Una box che si connette al televisore, dotato di controllo vocale tramite Alexa e supporto ai contenuti 4K Ultra HD con Dolby Vision e audio Dolby Atmos: una sorta di ibrido tra Fire TV Stick e Amazon Echo.

      Include otto microfoni intelligenti capaci di cancellare i suoni provenienti dal televisore e recepire chiaramente i comandi impartiti dall’utente anche durante la visione di contenuti, un altoparlante, un processore Hexa-core, 2GB di RAM e 16GB di memoria interna.

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      Fire TV Cube

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      Formazione, Hardware, Internet, Tech

      Annuncio di Amazon: Smart tv basata su Alexa

      Amazon sarebbe ormai prossima all’annuncio di una propria smart tv, forse prodotta in partnership con TCL, basata su Alexa.

      Amazon sta per immettere sul mercato la propria smart tv. Sarà ovviamente basata su Alexa e, secondo i rumor che ne hanno annunciato l’arrivo, l’esordio sarebbe ormai imminente. Con ogni probabilità la stagione natalizia sarà il momento più propizio. Se così fosse, inevitabilmente le curiosità nei confronti della novità potrebbero trasformare l’idea nella grande novità dell’anno.

      Amazon produrrà televisioni?

      Entrare nel mercato dei televisori non è sicuramente semplice per Amazon sia in virtù della propria posizione di rivenditore, sia per gli ostacoli tecnici esistenti. Ma anche per i risicati margini che il comparto ha maturato in anni di innovazione continua. L’esordio potrebbe avvenire con un modello sviluppato in partnership con TCL (già produttore di televisori di questo tipo), ma in futuro potrebbe essere la stessa Amazon ad imprimere il proprio marchio sulla scocca.

      Amazon produrrà televisioni?

      Un po’ Amazon Echo e un po’ Fire TV, nel corpo di un pannello che è stimato tra 55 e 75 pollici: questo, idealmente, è il profilo di una tv Amazon. L’esordio dovrebbe comunque avvenire soltanto negli USA, dunque non vedremo molto probabilmente questa novità in Europa prima del 2022. Se è vero che Amazon sta lavorando su questo progetto ormai da 2 anni, c’è da chiedersi quali altre novità possa avere in serbo il gruppo per monetizzare il progetto meglio di quanto i produttori attuali non siano già in grado di fare.

      Una cosa è certa: se Amazon entra nel comparto, inevitabilmente sarà una presenza molto ingombrante per gli altri: le logiche smart e low cost che hanno fin qui portato avanti i progetti del gruppo si sono rivelate vincenti, ma in un settore dominato dalla corsa verso la qualità gli equilibri potrebbero essere più complessi. In passato il gruppo ha già esordito nel mondo dei televisori, ma con impegno limitato: solo in India, sulla scia dei principi AmazonBasics. Un precedente importante, tuttavia, che dimostra come il gruppo fosse attivo e attento su questo fronte. Il salto USA potrebbe essere determinante ed il trampolino internazionale sarebbe in seguito alla portata.

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      Hardware, Tech

      Hub USB Wenter a 11 porte: offerta su Amazon

      Hub USB Wenter a 11 porte l’offerta su Amazon da non perdere.

      7 slot per il trasferimento dati 3.0; supporta il trasferimento dati ultraveloce fino a 5 Gbit / s, dieci volte più veloce dell’hub USB 2.0. Puoi guardare film, valutare film o trasferire file ad alta risoluzione in pochi secondi. 4 per la ricarica rapida che possono rilevare automaticamente il protocollo di ricarica rapida del dispositivo e caricare il telefono cellulare di oltre il 50% a una velocità fino a 2,4 ampere entro 30 minuti.

      Tutti controllabili singolarmente, comprensivi di led. Proposto oggi con un doppio sconto su Amazon grazie all’offerta lampo di queste ore, l’hub USB Wenter a 11 porte, da tenere sulla scrivania per collegare o ricaricare qualsiasi dispositivo. Garantita la compatibilità con Windows, MacOS, Linux e Chrome OS. Tutti i dettagli nella scheda del prodotto.

      Hub Wenter offerta su Amazon
      Hub USB con 11 porte: l’affare di oggi su Amazon

      A rendere particolarmente interessante l’accessorio proposto da Wenter sono i pulsanti che affiancano ogni slot. E’ possibile agire per controllarli singolarmente, attivandoli o disattivandoli a seconda delle esigenze.

      Tutto questo in quello che potremmo definire l’hub USB definitivo, acquistabile ora in offerta su Amazon al prezzo di soli 28,74 euro invece di 35,99 euro come da listino.

      Trattandosi di un’ offerta lampo proposta su Amazon solo per poche ore e fino all’esaurimento delle unità disponibili, il consiglio è di non perdere tempo.

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      Tech

      La musica in streaming diventa hi-fi e più intelligente

      I principali 20 servizi di streaming musicale del pianeta hanno pagato fra gennaio e febbraio oltre 424 milioni di dollari a “The Mechanical Licensing Collective”, l’organizzazione dell’Ufficio Brevetti statunitense incaricata di raccogliere le royalty dai cosiddetti “digital service provider”.
      Una cifra importante, scaturita da una modifica introdotta a inizio 2021 sulle modalità di calcolo dei diritti e che sarà versata nelle casse di editori, musicisti e cantanti.
      I principali “contributors” di questa generosa sovvenzione? Nell’ordine Apple Music, con ben 163 milioni di dollari, Spotify 152 milioni, Amazon 42 milioni, Google quasi 33 milioni e a chiudere la lista delle prime cinque Pandora 12 milioni.

      Apple Music è anche quella che genera il profitto più alto per ogni singolo ascolto mentre Spotify è il servizio che domina il mercato delle sottoscrizioni, davanti ad Apple Music, su scala globale, catturando circa un terzo degli utenti.
      Le due rivali, inoltre, sono anche in testa alla classifica dei ricavi generati nel corso del 2020: insieme hanno portato a casa circa 7 dei 10,1 miliardi di dollari, che rappresentano il giro d’affari mondiale della musica in streaming degli ultimi dodici mesi.
      (fonte: Recording Industry Association of America)

      L’alta qualità secondo Spotify

      Con il previsto lancio di Spotify HiFi nell’estate 2021 il passo è pronto finalmente a compiersi e gli abbonati al servizio potranno ascoltare i brani preferiti tramite smartphone, pc o altoparlanti collegati attraverso il sistema Connect in qualità Cd, nel formato di compressione dati “lossless”.

      Le tracce pesano pochi megabyte senza perdita di qualità nel suono e con un bitrate massimo di 320 kbps. La certezza di un salto in avanti nella qualità di riproduzione della musica si specchia però nelle incognite relative al costo di questo “add on”, rispetto ai 9,99 euro della tariffa base mensile e ai 14,99 euro del pacchetto Family, che abilita in contemporanea alla modalità premium più utenti. I precedenti – Amazon con il suo Music Hd a 14,99 euro al mese rispetto ai 9,99 euro standard e Tidal HiFi, che arriva a 19,99 euro partendo dai 9,99 euro del servizio base – non sono incoraggianti.

      Replay 2021 per i brani più ascoltati su Apple Music

      Una playlist dinamica di tutte le tracce maggiormente ascoltate durante l’anno: l’ultima novità del servizio di streaming musicale in abbonamento della Mela ricalca la funzione Replay degli scorsi anni (emulando con qualche miglioria Spotify Wrapped) e si aggiornerà settimanalmente, ogni domenica, cambiando costantemente man mano che si ascolteranno i brani. Per attivarla basta andare nella parte bassa del tab “Ascolta ora” dell’applicazione, sia in versione mobile che desktop e uno dei suoi pregi è quella di offrire informazioni sulla maggior parte degli artisti e degli album oltre ai conteggi dettagliati delle riproduzioni e delle ore di ascolto.

      Un’altra novità delle ultime settimane che interessa Apple Music riguarda in realtà la beta di iOS 14.5, la nuova versione del sistema operativo mobile di Cupertino, che permetterà di impostare “una tantum”, tramite l’assistente Siri, il servizio di streaming musicale predefinito, anche di terze parti (Spotify per esempio), per la riproduzione di brani

      YouTube Music aggiorna la funzione “Radio”

      Sono passati più di quattro mesi da quando Google Play Musica, rendendosi non più disponibile all’uso, ha ceduto il passo a YouTube Music dando modo agli utenti del vecchio servizio di trasferire i propri dati alla nuova piattaforma. Diverse le migliorie introdotte dal gigante californiane in questo periodo e le ultime due in ordine di tempo sono la visualizzazione a griglia per la sezione Album e una innovativa modalità di avvio della funzione “Radio”. Il nuovo layout è in distribuzione graduale sia sulle varianti Android e iOS dell’app mobile sia sulla versione web e a differenza della vecchia visualizzazione ad elenco offre il vantaggio di mostrare copertine decisamente più grandi, migliorando di conseguenza le possibilità di riconoscimento dell’album o dell’artista da parte dell’utente. Decisamente sfiziosa, oltre che utile, è invece la pensata di integrare nell’interfaccia principale dell’app per Android di YouTube Music un nuovo e più rapido sistema per avviare la radio rendendo di conseguenza molto più semplice ed immediata la ricerca e l’ascolto dei brani preferiti. Cliccando sulla copertina di un album, oltre alle opzioni già previste (“Condividi”, “Aggiungi alla playlist” e “Download”) ne comparirà una, “Avvia Radio”, per attivare in pochi istanti una stazione pertinente alla canzone che si sta ascoltando in quel momento. Rispetto al passato, in altre parole, viene meno la necessità di tornare al menu a scorrimento (percorso che rimane accessibile) o di premere a lungo un brano da una playlist e fare “tap” sull’opzione “Radio” dal menu pop-up. Con la nuova funzione è tutto molto più semplice, e veloce.

      Amazon Music sbarca anche su Google TV e Android TV

      Con i suoi 60 milioni di brani a catalogo (Spotify si ferma un pochino sotto), Amazon Music è sicuramente una prima scelta per moltissimi fruitori di musica liquida (soprattutto se già abbonati alla piattaforma Prime del colosso dell’e-commerce) e con il servizio a pagamento Hd ha decisamente alzato il livello della qualità di riproduzione in streaming, garantendo un bitrate medio di 850 kbps contro i 320 kbps del servizio rivale. Compatible con Android e iOS, è integrato nativamente in tutta la galassia dei dispositivi Amazon (i tablet Fire, gli accessori Fire TV e gli smart device Echo) e si sposa perfettamente con l’assistente vocale Alexa.L’ultima buona notizia per i suoi utenti è di fine febbraio e riguarda la disponibilità dell’app sia su Google TV (l’aggregatore che facilita la ricerca e l’accesso a una serie di servizi e piattaforme di streaming) sia su Android TV (la vera e propria piattaforma smart per i televisori di BigG). L’esperienza di fruizione, passando dallo smartphone al Tv non cambia e varia quindi in base al proprio abbonamento: chi ha attivato una sottoscrizione con Amazon Music Unlimited potrà accedere alla libreria musicale completa, chi è un utente Amazon Prime avrà a disposizione un’ampia selezione di brani e coloro privi di alcun abbonamento potranno ascoltare brani interrotti dalle inserzioni pubblicitarie.
      Fonte: IlSole24Ore

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      Sicurezza informatica

      Amazon e la truffa dei 30 anni

      Sulle più importanti app di messaggistica molti utenti stanno ricevendo in queste ore un messaggio che li invita a festeggiare l’anniversario dei 30 anni di Amazon, attraverso la ricezione di buoni sconto e regali: si tratta di una truffa.

      L’obiettivo è semplice: convincere le ignare vittime a consegnare inconsapevolmente i dati della propria carta di credito. Chi ha ideato questa notizia falsa, infatti, inizia una conversazione attraverso le app di messaggistica – in particolare WhatsApp – in cui si celebrano i presunti 30 anni dell’e-commerce. Il messaggio, quindi, invita gli utenti a riscuotere i premi e i buoni a loro dedicati, cliccando su un link che porterà l’utenza su una pagina, creata ad arte dai cybercriminali.

      Amazon festeggia il suo 30esimo anniversario… regali gratis per tutti” si legge nel testo che molti utenti stanno ricevendo in queste ore su WhatsApp. Subito sotto, c’è poi un link che porta ad un sito dove richiedere il premio. Sulla suddetta pagina, ci sono quattro domande alle quali rispondere per “migliorare la qualità del servizio”. Il focus sono l’età, il sesso e un voto al servizio offerto da Amazon. C’è poi un’ultima domanda, la più pericolosa: il sito chiede se si sta utilizzando un iPhone o uno smartphone Android. Il portale in questione ha anche installato un timer, per dare alla persona un senso di urgenza nelle risposte.

      Amazon e l’anniversario dei 30 anni: la truffa su buoni e regali

      Il quiz

      Una volta aver completato il questionario, la vittima si trova davanti a quattro premi tra cui scegliere. Cliccando su uno di essi, viene chiesto di condividere il quiz con 5 gruppi WhatsApp o 20 chat individuali. Inutile dire che il regalo non verrà mai inviato, ma anzi la persona che ci casca resterà intrappolata in un circolo vizioso senza via d’uscita. Questo è il link incriminato: https://ccweivip.xyz/amazonhz/tb.php?v=ss1616516. Se vi appare anche a voi, uscite immediatamente in quanto si tratta di una truffa.

      A questo punto, i presunti vincitori devono pagare una piccola somma per poter ricevere il proprio regalo. È proprio in quel momento – a seconda del metodo di pagamento scelto – che gli ideatori della truffa entreranno in possesso dei dati di accesso di carte e conti bancari delle vittime.

      Non esiste alcuna promozione relativa ai 30 anni di Amazon, anche perché l’azienda statunitense ha festeggiato nel 2019 25 anni di attività.

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