Se non usiamo un gestore di password online, come LastPass, oppure non utilizziamo il Gestore delle password di Google, che le archivia automaticamente, potremmo trovarci in situazioni problematiche.
E su Windows?
La situazione più comune è quella di un computer Windows protetto da una password locale invece di un PIN collegato all’account Microsoft. Tuttavia, specialmente sui computer meno recenti, potrebbe essere necessario resettare la password direttamente dal BIOS, se ci si dimentica quella locale. Anche se potrebbe sembrare complicato, esistono strumenti online e alcuni di essi offrono versioni di prova per testarne l’efficacia.
PassFab 4Winkey: La Soluzione per il Recupero delle Password di Windows
Se hai mai dimenticato la password per accedere al tuo computer con sistema operativo Windows, sai quanto possa essere stressante. Fortunatamente, esiste una soluzione affidabile e potente per risolvere questo problema: PassFab 4Winkey.
Recupero delle Password di Windows
Perdere o dimenticare la password di Windows può sembrare un incubo, ma con PassFab 4Winkey, puoi risolvere rapidamente questo problema. Questa potente utility è progettata per aiutarti a recuperare o reimpostare quella di accesso al tuo sistema operativo Windows.
Facile da Usare
La semplicità d’uso è una delle caratteristiche distintive di PassFab 4Winkey. Anche se non sei un esperto tecnico, sarai in grado di utilizzare questo software senza problemi. Il processo di recupero è guidato da un’interfaccia intuitiva che ti porta passo dopo passo attraverso il processo.
Una guida all’utilizzo
Abbiamo effettuato un test di PassFab 4Winkey. Inizialmente, abbiamo utilizzato la versione di prova e successivamente abbiamo optato per quella commerciale al costo di 20 euro. Il meccanismo è sorprendentemente diretto e veloce: dopo aver installato il software su un altro computer (che può anche essere un Mac), abbiamo collegato una chiavetta USB e seguito le istruzioni del software per creare un’unità Flash di ripristino. Quest’ultima sarebbe stata inserita nel computer del quale avevamo dimenticato la password, accedendo al menu delle impostazioni del BIOS.
A seconda del modello del computer in uso, l’accesso al BIOS potrebbe richiedere la pressione di tasti come Canc, F2 o F12. Comunque, è relativamente semplice identificare la combinazione giusta per il nostro PC mediante un rapido ricorso a un motore di ricerca. Una volta giunti a questo punto, abbiamo modificato l’ordine di avvio, collocando la chiavetta USB in prima posizione, e successivamente riavviato il computer. Dall’apertura della finestra che si sarebbe presentata, avremmo avuto la possibilità di reimpostare la password dell’amministratore locale di Windows, la password dell’ospite o addirittura quella di Microsoft. Una volta completate queste operazioni, avremmo rimosso la chiavetta USB e riavviato il PC.
Altre soluzioni?
Non va tuttavia dimenticato che un tool per il recupero delle password è disponibile gratuitamente da almeno dieci anni: ci riferiamo a Ophcrack, un software open source. Tuttavia, va notato che Ophcrack funziona solamente con versioni di Windows fino alla 7 e recupera le password tramite gli hash LM e NTLM, sfruttando le Rainbow Tables. È importante notare che il software raggiunge buoni risultati proprio perché i sistemi di codifica utilizzati da Microsoft non impiegano il “salting,” una tecnica impiegata, invece, da sistemi operativi come Linux e Mac, che li rende notevolmente più resistenti agli attacchi di forza bruta.
Già in passato abbiamo parlato del recupero password in questo articolo!
Prende pertanto il via l’Edizione 2023 del BandoDigital Export: contributi a fondi perduti per la digitalizzazione 2023 per le micro, piccole e medie imprese dell’Emilia Romagna
Obiettivi
Con delibera di Giunta regionale n. 1616 del 25 settembre 2023 e in continuità con i bandi del 2020, 2021 e 2022, la Regione Emilia-Romagna e Unioncamere Emilia-Romagna hanno approvato un bando congiunto con cui intendono rafforzare la capacità delle imprese regionali di operare sui mercati internazionali, assistendole nell’individuazione di nuove opportunità di business nei mercati già serviti e nella ricerca di nuovi mercati di sbocco, contribuendo così a incrementare la competitività del sistema produttivo emiliano-romagnolo. Il bando prevede la concessione di contributi per la realizzazione di percorsi di internazionalizzazione e di promo-commercializzazione delle imprese e del sistema regionale, contribuendo ad accrescere il numero delle imprese esportatrici, oltre a supportare le imprese per accedere ai servizi offerti dagli strumenti digitali e/o per consolidare il loro utilizzo.
Stato
APERTO
Tipologia di bando
Agevolazioni, finanziamenti, contributi
Chi può fare domanda
Micro impresePMI
Data di pubblicazione
28/09/2023
Scadenza termini partecipazione
27/10/2023 14:00
Destinatari
Micro, piccole o medie imprese manifatturiere, esportatrici e non esportatrici con sede legale e/o unità operativa in Emilia-Romagna, senza vincolo di fatturato.
Tipologia e misura del contributo
Il contributo minimo sarà pari a 5 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 10 mila euro), quello massimo ammonterà a 10 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 20 mila euro). L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 50% delle spese ammissibili
Ambiti di attività
Le imprese potranno presentare un solo progetto articolato in almeno 2 ambiti di attività (senza vincolo sul numero di Paesi target):
Temporary Export Manager e Digital Export Manager
B2B e B2C
Fiere e convegni specialistici a carattere internazionale
Marketing digitale
Business online
Sito web
Materiali promozionale
Contattaci Subito
La scadenza sarà il 27/10/2023 alle ore 14:00, contattaci subito per non perdere questa grande occasione:
Con il nuovo aggiornamento in casa Apple, hai funzioni ancora più potenti per lavorare e personalizzare il tuo Mac come mai prima d’ora.
L’ultima versione del sistema operativo di casa Apple è arrivato, puntando a offrire ai suoi utenti un’esperienza ancora più avanzata e completa.
Questo aggiornamento introduce una serie di nuove funzionalità e miglioramenti progettati per semplificare l’uso del Mac, migliorare la produttività e rafforzare l’integrazione con l’ecosistema Apple.
In questo articolo, esamineremo le caratteristiche chiave di macOS Sonoma e come esse influiscono sull’esperienza dell’utente.
Design rinnovato MacOS Sonoma presenta un design rinnovato che segue lo stile di Apple già visto su iOS 15. Gli elementi vengono semplificati e resi più coerenti, offrendo un aspetto pulito e moderno. Ciò include l’introduzione di nuove icone, barre dei menu traslucide e animazioni fluide che rendono l’interazione con il Mac ancora più piacevole. I nuovi salvaschermo in slow-motion con splendidi panorami da tutto il mondo fanno un figurone sull’ampio display del tuo Mac, come nel video sottostante; quando fai login, l’ultimo fotogramma diventa lo sfondo della tua Scrivania.
Nuovi salvaschermo in slow-motion.
Focus
Con la funzionalità “Focus”, macOS Sonoma permette agli utenti di gestire meglio le notifiche e le interruzioni durante il lavoro o altre attività. Gli utenti possono personalizzare i loro profili di focus, configurando quali notifiche ricevere e quali no, consentendo una maggiore concentrazione senza distrazioni.
Scegli quelli che vuoi dalla nuova galleria widget e copiali sulla Scrivania.
Personalizzazione di safari, separando lavoro e tempo libero
Potenziamenti delle app native
Apple ha migliorato le app native di macOS con funzioni più avanzate.
L’app Mail ora include un’altra livello di privacy con la funzione “Mail Privacy Protection”, che impedisce ai remittenti di rilevare l’apertura delle email. L’app Safari ha ricevuto un aggiornamento significativo, offrendo migliore velocità di navigazione, un nuovo sistema di schede e una maggiore protezione della privacy.
Con i profili, Safari ti aiuta a separare il lavoro dal tempo libero: ciascun profilo avrà la sua cronologia, ed estensioni, gruppi di pannelli, cookie e preferiti distinti da quelli degli altri profili. E passare da uno all’altro mentre giri nel web è facilissimo e immediato.
Usa i widget dell’iPhone anche sul Mac.
Continuità con gli altri dispositivi Apple L’integrazione con gli altri dispositivi Apple è sempre stata una delle forze di macOS, e Sonoma non fa eccezione. La nuova funzionalità di Continuità permette ai Mac di lavorare ancora meglio con iPhone, iPad e Apple Watch. Gli utenti possono continuare a lavorare su un documento da un dispositivo all’altro senza interruzioni o sincronizzare rapidamente i dati tra le piattaforme.
Potenza e prestazioni
MacOS Sonoma porta con sé miglioramenti significativi in termini di potenza e prestazioni. L’architetture M1 e M2, sviluppata da Apple, offrono un notevole potenziamento delle prestazioni e una maggiore efficienza energetica. Gli utenti possono godere di macchine più veloci e reattive, nonché di una migliore gestione della batteria
Miglioramenti significativi in termini di potenza e prestazioni
Conclusione Con il suo design rinnovato, le nuove funzionalità di Focus, le app native potenziate e l’integrazione continua con gli altri dispositivi Apple, Sonoma porta un nuovo livello di produttività e fluidità all’utilizzo del Mac. Se già utilizzi questi dispositivi o se il nostro articolo ti è stato utile comunicacelo nei commenti qui sotto, ci auguriamo di vederci presto con nuove notizie sul mondo dell’informatica!
WinToys è un potente strumento di gestione per Windows, che offre accesso a una vasta gamma di opzioni di sistema
Le utility di sistema sono programmi comunemente utilizzati per risolvere problemi o effettuare la manutenzione su Windows al fine di migliorare le prestazioni che possono diminuire con il tempo. WinToys, disponibile gratuitamente nel Microsoft Store, è uno di questi programmi, ma si distingue per la sua interfaccia in stile Windows 10 e la vasta gamma di opzioni che solitamente sono sparse nel sistema, ma qui sono organizzate in modo efficiente per facilitarne l’accesso.
La schermata principale di WinToys offre una panoramica dello stato del sistema, mostrando dettagli sull’hardware, il sistema operativo e il Performance Score, un indice di valutazione delle prestazioni assegnato da Windows al PC. Nella stessa pagina, nella parte inferiore, è possibile monitorare lo stato del sistema e delle sue risorse, tra cui le app, i processi e i servizi in esecuzione, con informazioni in tempo reale. Questa sezione di WinToys permette principalmente di esplorare i dettagli del proprio computer, sia dal punto di vista hardware che software.
Le sezioni di WinToys
Nel menu di WinToys, a sinistra nella finestra, ci sono collegamenti alle diverse sezioni. Per visualizzare i nomi delle sezioni anziché solo le icone, è possibile espandere la barra del menu cliccando sulle tre linee orizzontali in alto a sinistra.
WinToys è disponibile solo in inglese, quindi è necessaria cautela, specialmente nelle sezioni più avanzate. Nel menu ci sono le sezioni Apps, Services, Boost, Health e Tweaks.
Nella sezione “Apps”, è possibile visualizzare un elenco dei programmi installati e gestirli, tra cui aprire, chiudere, resettare o disinstallare, cercare informazioni su di essi su Google o accedere ai file dell’app nella loro cartella.
Nella sezione “Services”, è possibile gestire i servizi attivi, sospendendoli temporaneamente o disattivandoli. Un segno verde indica che alcuni servizi possono essere disattivati in modo sicuro.
Le sezioni più interessanti sono “Boost”, “Health” e “Tweaks”, che offrono diverse opzioni per ottimizzare e migliorare le prestazioni del sistema.
Prestazioni migliorate
La scheda Boost raccoglie diverse impostazioni di Windows progettate per migliorare le prestazioni del computer. Non sempre si ottiene un miglioramento garantito, quindi è possibile ripristinare le impostazioni precedenti in caso di problemi o risultati insoddisfacenti. La prima opzione, chiamata “Ultimate Performance Power Plan,” fornisce al computer tutta l’energia necessaria, disabilitando il risparmio energetico.
Le descrizioni che accompagnano ogni funzione in WinToys possono essere di grande aiuto per comprendere meglio il significato e l’utilità di ciascuna opzione. Tuttavia, è importante notare che queste descrizioni sono spesso disponibili solo in lingua inglese
La funzione HAGS (Hardware Accelerated GPU Scheduling) ottimizza la gestione del processore grafico e principale per migliorare le prestazioni, soprattutto nei videogiochi, ma richiede un supporto adeguato dalla scheda grafica. La terza opzione, Virtualization-based Security (VBS), protegge il sistema da malware eseguendo il codice potenzialmente dannoso in ambienti virtuali, ma anche questa funzione richiede un supporto hardware specifico. È possibile ottenere fino al 30% di prestazioni aggiuntive disabilitando VBS, ma è consigliabile riattivarla per garantire la sicurezza del sistema quando non sono richieste prestazioni massime.
Gestiamo le app
Le successive quattro opzioni riguardano le app e la gestione delle loro funzioni:
“Startup Apps” permette di gestire quali app si avviano automaticamente all’avvio del sistema.
“Restartable Apps” controlla l’esecuzione delle app riavviabili, che mantengono lo stato tra i riavvii del PC.
“Background Apps” impedisce alle app in background di utilizzare risorse mentre si utilizza un’app principale.
“Activity History” blocca la registrazione delle attività per la Timeline di Windows.
Ci sono anche opzioni per regolare le impostazioni visive, inclusa la disattivazione delle trasparenze delle finestre per migliorare le prestazioni. Nella sezione “Gaming Settings”, è possibile attivare il “Game Mode” per dedicare le risorse del PC ai videogiochi, disattivare la registrazione in background dei giochi e altre opzioni per ottimizzare le prestazioni dei giochi. È possibile anche disabilitare servizi come “Superfetch” e l’indicizzazione del contenuto del PC, che possono influire sulle prestazioni. L’opzione “Delivery Optimization” può essere disattivata per evitare la condivisione di file di aggiornamenti e app con altri utenti su Internet. Infine, “Network Adapter Onboard Processor” sfrutta il processore della scheda di rete per alleggerire il carico sulla CPU, ma è utile solo per chi utilizza un’interfaccia Ethernet compatibile.
Teniamo il pc in salute
Per mantenere il nostro sistema sempre efficiente, è necessario eseguire la manutenzione di tanto in tanto. WinToys si dimostra uno strumento prezioso in questo caso, poiché offre un accesso rapido a tutte le funzioni di manutenzione in un’unica scheda, risparmiando tempo prezioso.
La manutenzione rapida del disco fisso con WinToys offre un metodo più semplice ed efficiente rispetto all’approccio tradizionale
Nella sezione chiamata “Health” troviamo tutte le opzioni per eseguire il “tagliando” del nostro PC Windows. Queste opzioni includono il controllo dell’avvio rapido (Fast Startup), la gestione dell’ibernazione del sistema (Hibernation) al posto dello spegnimento completo e, soprattutto, le funzioni per la manutenzione del disco fisso, che sono resi molto più semplici da utilizzare rispetto ai metodi tradizionali.
Disco fisso in salute
Abilitando la funzione di “Drive Optimization,” il sistema esegue periodicamente la deframmentazione dell’hard disk in modo autonomo, migliorando l’accesso ai file e aumentando la velocità complessiva del sistema. L’opzione “Storage Sense” controlla lo spazio libero su disco e elimina automaticamente i file ritenuti non necessari, come quelli nel cestino o i file temporanei, quando lo spazio di archiviazione si sta esaurendo.
Inoltre, c’è la funzione “Declutter” che permette di eliminare i cosiddetti “file spazzatura” (Junk Files) e svuotare la cache del Microsoft Store e del DNS. È possibile anche eliminare i Punti di ripristino del sistema, ripulire la taskbar, gli elementi recenti e la cronologia da Explorer.
Per quanto riguarda il controllo della batteria di un notebook, Windows offre una funzione integrata che consente di generare un report dettagliato sulla batteria, includendo informazioni sulla capacità nominale e massima attuale, statistiche sull’utilizzo, tempi di utilizzo con o senza la carica, e altro. WinToys semplifica notevolmente l’ottenimento di questo report nella sezione “Health” del programma, consentendo di generare facilmente il file “battery-report.html” che fornisce tutti questi dettagli.
Infine, dalla sezione “Repair,” è possibile accedere alle funzioni di manutenzione del disco fisso, come DISM, SFC e CHKDSK, per controllare l’integrità dei file di sistema e rilevare eventuali problemi nell’hard disk, permettendo anche di tentare la loro riparazione direttamente dal programma.
Gestire gli aggiornamenti
Nella scheda “Health” di WinToys, sono presenti ulteriori strumenti utili per la gestione del sistema:
È possibile modificare le impostazioni di Windows Update tramite un menu a tendina, che permette di attivare o disattivare gli aggiornamenti automatici, effettuarli manualmente o scaricare solo gli aggiornamenti relativi alla sicurezza del sistema. Premendo il pulsante di aggiornamento, si apre la finestra di Windows Update per visualizzare gli aggiornamenti in dettaglio.
Le due ultime opzioni della sezione “Health” si occupano di risolvere eventuali problemi di visualizzazione in Windows. La prima opzione consente di riavviare il driver grafico senza dover riavviare l’intero sistema, utile in caso di blocchi, schermate nere o problemi di sfarfallio. La seconda opzione riguarda la ricostruzione della cache delle icone, utile se le icone o le miniature dei file appaiono corrotte o non vengono visualizzate correttamente.
Personalizzazioni
Nella sezione “Tweaks” di WinToys, sono disponibili una serie di strumenti che consentono di personalizzare l’aspetto del sistema e attivare alcune funzioni nascoste di Windows.
Sembra che WinToys offra un sistema su misura per la personalizzazione di Windows attraverso la scheda “Tweak.” Questo è un vantaggio significativo per gli utenti che desiderano adattare il loro sistema operativo Windows alle proprie esigenze e preferenze specifiche
Desktop, Start, Explorer
Le prime opzioni nella scheda “Tweaks” sono principalmente focalizzate sulla personalizzazione dell’aspetto dell’interfaccia di Windows. Da qui, è possibile selezionare quali elementi devono essere visualizzati sul desktop, nascondere la freccia che appare sopra le icone dei file per indicare se sono collegamenti, aggiungere un’ombra ai nomi delle icone per renderli più leggibili in determinate situazioni (nota come “Drop shadow for icon labels”), mostrare i secondi nell’orologio della taskbar oppure regolare la qualità dello sfondo del desktop per non appesantire il sistema.
Se stiamo utilizzando Windows 11, c’è anche la possibilità di ripristinare i menu contestuali, quelli solitamente visualizzati con un clic destro del mouse, nel formato classico anziché nell’ultima versione aggiornata del sistema operativo, attivando l’opzione “Classic context menu”. In aggiunta, attivando la voce “Titlebar window shake”, è possibile ridurre tutte le finestre attive tranne quella corrente agitando il mouse mentre si tiene premuto il titolo della finestra.
Menu Start e esplorazione dei file
Nella sezione relativa al menu Start, è possibile disattivare gli spesso fastidiosi suggerimenti (soprattutto in Windows 10), impedire l’autoinstallazione delle applicazioni consigliate e evitare che i risultati della ricerca includano contenuti dal Web tramite il motore di ricerca Bing.
Il “God Mode” offre un maggiore controllo su Windows, consentendo anche di includere l’ibernazione nelle opzioni di spegnimento.
La sezione successiva riguarda l’Esplora File e permette di mostrare o nascondere le estensioni dei file o i file di sistema, di aprire automaticamente la cartella in cui è stato decompresso un file, di attivare il riquadro di anteprima (Show Preview Panel) e di bloccare le notifiche dei provider, come la pubblicità dei servizi di OneDrive, disabilitando l’opzione “Sync provider notification”. Inoltre, è possibile configurare l’uso dei checkbox per la selezione dei file anziché la semplice selezione con un clic del mouse e stabilire l’apertura predefinita dell’Esplora File in una specifica cartella, come Download, “Questo PC” o Accesso rapido.
Proteggiamo la privacy
Le sezioni successive nella scheda “Health” sono dedicate a tutelare la nostra privacy. La sezione chiamata “Privacy” include strumenti per disattivare la condivisione dei dati d’uso con Microsoft, tra cui Location, Telemetry, Customer Experience, App Telemetry, App launches tracking, Inking & typing ed Error Reporting. Puoi disabilitare questi servizi senza problemi. Puoi anche decidere se mantenere attiva la funzione “Camera on the lock screen” se la usi per l’accesso al sistema tramite il riconoscimento facciale. L’opzione “Camera on/off indicator” può essere utile perché ti avvertirà ogni volta che un programma accede alla tua webcam. “Online speech recognition” impedisce l’invio al cloud Microsoft delle registrazioni audio, rinunciando ai servizi di riconoscimento vocale.
Nella sezione “Ads,” puoi disattivare tutto per evitare che Microsoft monitori le tue attività a scopi pubblicitari o ti invii consigli e suggerimenti.
La sezione “System” include opzioni per attivare la cronologia degli appunti e il “Print screen key snipping,” che mostra lo strumento di cattura immagini quando premi il tasto “Stamp” per permetterti di scegliere se acquisire l’intero desktop, una finestra o una selezione. La “Mouse acceleration” può essere mantenuta attiva, poiché migliora la precisione degli spostamenti del cursore, mentre puoi disabilitare le richieste di feedback.
UAC
C’è anche la comoda funzione “Alt+Tab includes,” che inserisce i tab del browser Edge come finestre separate quando li sfogli con il comando “Alt+Tab,” permettendoti di scegliere se includere tutti i tab attivi, gli ultimi 3 o 5, oppure nessuno.
Poi c’è l’opzione per il “User Account Control” (UAC), lo strumento che chiede di confermare i privilegi dell’account Windows quando si cercano di apportare modifiche al sistema. Puoi decidere se attivare l’UAC sempre, in modo chiaro o oscurando il desktop (DIM), solo in caso di modifiche al sistema o disattivarlo completamente.
Infine, l’ultima voce, “Spotlight images,” salva su disco le immagini della schermata di blocco.
Il God Mode, più controllo su Windows
Windows 11 ha introdotto un’app Impostazioni rinnovata con un’interfaccia utente moderna e organizzata per offrire molte opzioni di personalizzazione agli utenti. Tuttavia, rispetto al tradizionale Pannello di controllo, l’app Impostazioni sembra meno potente in alcune situazioni. Per concentrare più di 200 opzioni in un’unica posizione, è possibile attivare il cosiddetto “God Mode,” una funzionalità nascosta che fornisce un accesso rapido a tutte le impostazioni e alle opzioni di personalizzazione disponibili nel sistema operativo.
Una volta abilitato, il God Mode crea una cartella speciale sul desktop che elenca tutte le impostazioni di Windows. L’interfaccia potrebbe non essere particolarmente elegante, ma è molto efficace. Il God Mode è simile a WinToys nel senso che rende rapidamente disponibili tutte queste opzioni senza la necessità di navigare nell’interfaccia talvolta complessa del Pannello di controllo. Tutte le opzioni sono raggruppate e elencate in ordine alfabetico, facilitando la ricerca.
Puoi attivare il God Mode direttamente dalla sezione “Health” di WinToys con un semplice clic. Questa è una soluzione pratica per coloro che desiderano un accesso rapido e centralizzato a tutte le impostazioni di Windows 11.
La nuova release rilasciata da qualche giorno da Apple renderà l’iphone ancora più personale ed intuitivo, con l’introduzione di importanti aggiornamenti alle app di comunicazione, una condivisione più semplice con AirDrop, input di testo più intelligente e nuove esperienze con Journal e StandBy
iOS 17 rende ancora più semplice la condivisione con AirDrop e offre modalità di input più intelligenti che rendono la digitazione ancora più veloce e precisa. iOS 17 introduce anche nuove esperienze con Journal, un’app che rende semplice per le persone praticare la gratitudine, e StandBy, per vedere informazioni a colpo d’occhio mentre iPhone è a riposo e in carica.
“Con iOS 17, abbiamo reso iPhone più personale e intuitivo rivedendo in profondità le funzioni che tutti usiamo ogni giorno” ha detto Craig Federighi, Senior Vice President of Software Engineering di Apple. “Telefono, FaceTime e Messaggi sono app fondamentali nel modo in cui comunichiamo, e questa release è piena di aggiornamenti che pensiamo saranno molto apprezzati dai nostri utenti. Abbiamo anche ripensato AirDrop aggiungendo nuove modalità di condivisione, la correzione automatica migliora ulteriormente, e stiamo introducendo nuovissime esperienze con Journal e StandBy, oltre a tante altre novità. Non vediamo l’ora che tutti lo possano provare.”
Importanti aggiornamenti all’app Telefono
Componente fondamentale dell’esperienza iPhone, l’app Telefono è stata aggiornata con i Contact Posters, che offrono agli utenti un nuovo modo di esprimere la propria personalità. L’utente può personalizzare il modo in cui appare, rivoluzionando il look delle chiamate in arrivo, e scegliere tra bellissimi effetti per foto o Memoji, oltre a splendidi stili e colori di font. I Contact Posters saranno disponibili anche per le app per telefonare sviluppate da terzi.
Live Voicemail consente all’utente di vedere la trascrizione in tempo reale dei messaggi vocali mentre vengono lasciati in segreteria, offrendo la possibilità di rispondere durante la registrazione del messaggio. Le chiamate identificate come spam degli operatori non appariranno come Live Voicemail, ma saranno rifiutate all’istante. E grazie alla potenza del Neural Engine, le trascrizioni di Live Voicemail vengono gestite sul dispositivo e rimangono completamente private.
In FaceTime arrivano le Reactions e i messaggi audio e video, e il tutto approda anche su Apple TV
Ora FaceTime supporta i messaggi vocali e video, così quando l’utente chiama una persona che non è disponibile, può lasciare un messaggio da guardare o ascoltare in un secondo momento.
Ora FaceTime supporta i messaggi vocali e video, così quando l’utente chiama una persona che non è disponibile, può lasciare un messaggio o condividere un momento da guardare o ascoltare dopo.
Le chiamate FaceTime diventano anche più espressive con Reactions, come cuori, palloncini, fuochi d’artificio, raggi laser, pioggia e tanto altro. I nuovi effetti possono essere attivati tramite semplici gesti, e sono disponibili anche per le app di videochiamata di terze parti.
Con un entusiasmante aggiornamento per Apple TV 4K, FaceTime approda ora anche sul grande schermo di casa. Grazie alla fotocamera Continuity, sarà possibile avviare una videochiamata direttamente da Apple TV o farla partire da iPhone e passarla poi su Apple TV per vedere amici, amiche e parenti sul televisore. E con Inquadratura automatica l’utente sarà sempre al centro della scena anche se si sposta nella stanza.
Un nuovo look e grandi novità per Messaggi
L’app Messaggi è stata aggiornata in modo sostanziale con iOS 17: tra le novità ci sono la nuova esperienza con gli adesivi per le emoji e la possibilità di creare Live Stickers a partire dalle proprie foto, sollevando i soggetti dallo sfondo. Si possono anche aggiungere degli effetti ai Live Stickers per animarli, e un nuovo cassetto della tastiera raggruppa tutti gli adesivi in un unico posto, per accedervi comodamente ovunque in iOS.
Una nuovissima esperienza di adesivi aggiunge la possibilità di creare Live Stickers prendendo i soggetti dalle foto; si possono aggiungere effetti che contribuiscono a dare vita agli adesivi.
Le nuove funzioni di Messaggi migliorano il modo di comunicare. Grazie al menu espandibile con un semplice tocco per vedere le app per iMessage, il look di Messaggi si alleggerisce. La ricerca diventa più potente e precisa grazie ai filtri di ricerca, che consentono agli utenti di avviare una ricerca e aggiungere ulteriori filtri per restringere i risultati e trovare esattamente ciò che stanno cercando. Una nuova freccia indica all’utente il punto in cui aveva lasciato la conversazione, e rispondere a un messaggio è semplicissimo: basta scorrere il dito sul fumetto di testo. Se l’utente condivide la propria posizione, questa si aggiornerà in tempo reale nella conversazione. E i messaggi audio vengono trascritti automaticamente durante l’invio, così l’utente può scegliere se leggere subito o ascoltare dopo.
Messaggi introduce anche Check In, un’importante funzione che permette di avvisare amici, amiche e parenti che si è giunti sani e salvi a destinazione. Dopo aver avviato un Check In, la persona prescelta riceverà in automatico una notifica non appena l’utente arriva. Se l’utente non procede verso la destinazione prevista, il contatto riceverà temporaneamente utili informazioni, come la posizione precisa del dispositivo, il livello di carica della batteria e lo stato del servizio cellulare. Tutte le informazioni condivise sono protette dalla crittografia end-to-end.
Condivisione più semplice con AirDrop e NameDrop
Con AirDrop è facile condividere un file con un collega o inviare foto a un amico in pochi secondi, e con iOS 17 AirDrop offre ancora più modalità di condivisione. NameDrop consente di condividere le informazioni di contatto semplicemente avvicinando il proprio iPhone a quello dell’altra persona, o tra iPhone e Apple Watch.1 Con lo stesso gesto, l’utente può anche condividere contenuti o avviare SharePlay per ascoltare musica, guardare un film o giocare a un gioco con altri iPhone nelle vicinanze.
NameDrop permette di condividere le informazioni di contatto semplicemente avvicinando il proprio iPhone a quello dell’altra persona.
Miglioramenti alla funzione di correzione automatica e input più intelligente per Dettatura
La funzione di correzione automatica è stata aggiornata con un modello linguistico trasformer, un modello di machine learning su dispositivo all’avanguardia per il completamento delle parole, migliorando così la precisione e l’esperienza di digitazione. Ha anche un design tutto nuovo per supportare meglio la scrittura, e la correzione automatica a livello di frase è in grado di riconoscere più tipologie di errori grammaticali. Ora l’utente riceverà suggerimenti di parole contestuali mentre digita e basterà premere la barra spaziatrice per aggiungere il termine proposto o completare la frase, rendendo l’inserimento di testo più rapido che mai. Inoltre Dettatura sfrutta un nuovo modello di riconoscimento del parlato per offrire una maggiore precisione.
StandBy mostra informazioni a colpo d’occhio mentre l’iPhone è in carica
iOS 17 introduce StandBy, che offre all’utente un’esperienza a tutto schermo con informazioni a colpo d’occhio pensate per essere visibili a distanza quando l’iPhone è sul lato e in carica. L’opzione StandBy è perfetta quando l’iPhone è appoggiato su un supporto notturno, sul piano della cucina o sulla scrivania, e può essere personalizzata scegliendo cosa vedere tra un’ampia gamma di splendidi stili di orologio, foto preferite o widget, tra cui Smart Slacks che mostra i widget giusti al momento giusto. Con il supporto per Attività in tempo reale, Siri, chiamate in arrivo e notifiche più grandi, StandBy rende iPhone ancora più utile quando si trova a una certa distanza. Durante la ricarica via MagSafe, StandBy ricorda la vista preferita dell’utente. Per far apparire le informazioni con StandBy basta toccare lo schermo, mentre su iPhone 14 Pro con display always-on sono sempre visibili.
Journal: un nuovo modo di apprezzare i momenti della vita
Journal è una nuova app che aiuta l’utente iPhone a riflettere e praticare la gratitudine tenendo un diario, un’attività che è stato dimostrato essere utile per migliorare il benessere. Usando il machine learning on-device, possono essere forniti dei suggerimenti personalizzati come spunti di scrittura per aiutare l’utente a trovare l’ispirazione. I suggerimenti sono selezionati in modo intelligente in base all’attività recente, che può riguardare anche foto, persone e luoghi, così è più semplice iniziare a inserire un pensiero nel diario. Inoltre le notifiche programmate possono contribuire a creare una routine di scrittura giornaliera. Grazie alla possibilità di bloccare l’app, all’utilizzo dell’elaborazione on-device e alla crittografia end-to-end, Journal protegge la privacy dell’utente e garantisce che nessuno, inclusa Apple, possa accedere ai contenuti dell’utente. E con la nuova API Journaling Suggestions, i team di sviluppo possono aggiungere alle proprie app i suggerimenti di scrittura in Diario.2
Altre funzionalità di iOS 17 includono:
Safari introduce ulteriori misure di protezione per le sessioni di navigazione privata, sia contro i tracker durante la navigazione, sia contro chiunque possa avere accesso al dispositivo dell’utente. La protezione avanzata per tracciamento e fingerprinting è stata migliorata per contribuire a evitare che i siti web traccino o identifichino il dispositivo dell’utente. La navigazione privata viene ora bloccata se non in uso, consentendo all’utente di lasciare aperti i pannelli anche quando si allontana dal dispositivo.
Per rendere più semplice e sicura la condivisione di password e passkey, è possibile condividerle con un gruppo di contatti fidati. Chiunque faccia parte del gruppo potrà aggiungere e modificare le password per tenerle aggiornate. Poiché la condivisione avviene tramite il Portachiavi iCloud, è protetta dalla crittografia en-to-end.
L’app Salute offre nuove funzioni per il benessere mentale. L’utente può registrare i propri stati d’animo nel corso della giornata e le emozioni momentanee, vedere cosa potrebbe contribuire al suo stato mentale, e accedere facilmente a valutazioni relative a depressione e ansia spesso usate negli ospedali, oltre a risorse disponibili nella propria zona. Inoltre, se si aumenta la distanza dalla quale si guarda il telefono, si contribuisce a ridurre il rischio di miopia per bambini e bambine e si permette a chi è adulto di limitare la stanchezza visiva. Distanza dallo schermo in Tempo di utilizzo usa la fotocamera TrueDepth per incoraggiare l’utente ad allontanare ulteriormente il dispositivo quando viene tenuto a meno di 30 cm dal volto per un periodo prolungato.
Mappe offre ora le mappe offline, così l’utente può scaricare quella di un’area specifica e accedere al navigatore, vedere il tempo di arrivo stimato, trovare luoghi nell’app e molto altro offline. Inoltre con Mappe è ancora più facile scoprire migliaia di sentieri nei parchi negli Stati Uniti, e chi usa l’auto elettrica può trovare informazioni in tempo reale sulla disponibilità dei punti di ricarica.
Ogni AirTag può essere condiviso con altre cinque persone, così anche parenti, amici e amiche possono localizzare gli oggetti in Dov’è. Chiunque faccia parte del gruppo potrà vedere dove si trova l’AirTag condiviso, riprodurre un suono e usare Posizione precisa per individuarne il punto esatto quando è nelle vicinanze. La condivisione funziona anche con tutti gli altri accessori della rete Dov’è.
Apple Music introduce le Collaborative Playlists che semplificano al massimo l’ascolto di musica con amici e amiche, e SharePlay in auto permette a tutte le persone presenti nell’abitacolo di contribuire facilmente con i propri brani.3 Ognuno potrà controllare la musica dal proprio dispositivo, anche se non ha un abbonamento a Apple Music.
Condividere contenuti usando AirPlay è ancora più semplice, perché ora l’intelligenza on-device impara le preferenze dell’utente. AirPlay funzionerà anche con determinati televisori negli hotel, così l’utente potrà godersi i propri contenuti preferiti sulla TV anche quando viaggia. Basata su solide fondamenta di privacy e sicurezza, questa funzione sarà disponibile entro la fine dell’anno in alcuni alberghi, a cominciare dai brand del gruppo IHG Hotels & Resorts.
Su AirPods arrivano nuove potenti funzioni, fra cui Audio adattivo, Volume personalizzato e Rilevamento conversazioni che ridefiniscono l’esperienza audio personale. Inoltre, miglioramenti a Passaggio automatico e ai controlli di chiamata rendono auricolari e cuffie AirPods ancora più semplici da usare.
L’app Casa offre la possibilità di visualizzare fino a 30 giorni di cronologia dell’attività relativa a serrature delle porte, serranda del garage, sistemi di allarme e sensori di contatto. Inoltre, due note funzioni di HomeKit, ovvero Tocca per sbloccare e i codici PIN, sono ora disponibili per le serrature compatibili con Matter, offrendo così ancora più modi di connettere la casa.
La lista della spesa di Promemoria raggruppa automaticamente gli elementi in categorie per semplificarne l’acquisto. L’utente può cambiare la modalità di raggruppamento e l’elenco memorizza le sue preferenze.
Ricerca visiva è ora disponibile nei fotogrammi video in pausa. Ora gli utenti possono identificare cibi, vetrine, insegne e simboli e sollevare singoli soggetti da foto e video.
Siri si può attivare dicendo semplicemente “Siri”. Dopodiché, l’utente potrà impartire vari comandi in successione senza dover riattivare l’assistente.
In Foto, l’album Persone usa il machine learning on-device per riconoscere più foto dei soggetti preferiti dell’utente, inclusi cani e gatti.
Gli aggiornamenti per la protezione della privacy includono l’estensione oltre Messaggi di “Migliora la sicurezza delle comunicazioni” per contribuire a proteggere l’utente mentre invia e riceve contenuti via AirDrop, Contact Posters e i messaggi in FaceTime, e quando seleziona in Foto i contenuti da inviare. Protegge anche i contenuti video oltre alle immagini. Una nuova funzione, Avviso di contenuti sensibili, aiuta gli adulti a evitare immagini e video di nudità non desiderati. Proprio come con “Migliora la sicurezza delle comunicazioni”, l’elaborazione delle immagini e dei video per “Avviso di contenuti sensibili” avviene interamente sul dispositivo, così Apple non ha accesso ai contenuti.
Gli aggiornamenti alle funzioni di Accessibilità includono Assistive Access, un’interfaccia personalizzabile che aiuta l’utente con disabilità cognitive a usare iPhone con maggiore semplicità e indipendenza; Live Speech, che permette a chi non può parlare di digitale e far pronunciare le proprie parole, sia in presenza che durante le telefonate e le chiamate FaceTime; Personal Voice, che offre all’utente che rischia di perdere la capacità di parlare l’opportunità di creare una voce simile alla sua; e Point and Speak, che aiuta le persone cieche e ipovedenti a leggere i testi presenti su oggetti fisici semplicemente puntandovi la fotocamera.
Come tornare a usare il servizio bloccato in Italia con una semplice VPN
Il Garante della Privacy italiana ha recentemente bloccato l’utilizzo di Chat GPT di OpenAI in Italia, viste le sue preoccupazioni sulla protezione dei dati personali e la privacy degli utenti che interagiscono con sistemi di intelligenza artificiale.
Se hai necessità di continuare ad usare ChatGpt, per studio o per lavoro, occorre installare una VPN (Virtual Private Network), ovvero una rete privata virtuale, impostando una nazione diversa dall’Italia per la localizzazione. Si tratta di una pratica semplice e legale. La nostra scelta è ricaduta sul prodotto gratuito Psiphon, di cui abbiamo parlato in questo articolo “Psiphon: la VPN senza censura”
E’ necessario scaricare e installare Psiphon dal sito ufficiale, scegliere un server VPN in una regione (nazione) dove ChatGPT non è bloccato , quindi connettersi a tale server. C’è l’imbarazzo della scelta della nazione, dato che oltre al nostro paese, solo Cina, Russia, e Corea del Nord inibiscono il dispositivo di intelligenza artificiale. Nel nostro test abbiamo selezionato la nazione Spagna , come nell’immagine sottostante.
Come ultimo passaggio, bisogna cliccare sul pulsante centrale bianco e attendere che diventi blu, appena la connessione col server è avvenuta.
Ricorda che l’utilizzo di una VPN potrebbe rallentare la tua connessione a Internet, quindi potresti riscontrare una riduzione della velocità di navigazione. Inoltre, l’utilizzo di una VPN potrebbe non essere legale in alcune regioni, quindi è importante verificare le normative locali prima di utilizzarla.
L’app per la comunicazione di Microsoft, Skype, si aggiorna e introduce una traduzione automatica dei testi e del parlato. Scopriamo come attivare questa funzione
Negli ultimi anni le piattaforme per la comunicazione si sono evolute enormemente, in particolare Teams, sulla quale Microsoft sta puntando moltissimo aggiornandola molto frequentemente con funzionalità basate sull’Intelligenza Artificiale. Parallelamente il colosso di Redmond non ha abbandonato lo sviluppo di un’altra soluzione di comunicazione che, pur avendo molti anni sulle spalle, è ancora apprezzata: Skype.
È perfettamente integrata in Windows ed è comoda soprattutto per gli utenti domestici, che non necessitano delle funzionalità evolute di Microsoft Teams. L’ultima novità introdotta in Skype è la traduzione automatica di messaggi di testo ma anche dell’audio.
Traduzione simultanea
Skype Translator è la nuova funzione integrata in Skype che semplifica la comunicazione fra persone che parlano differenti lingue. È infatti in grado di tradurre in tempo reale testi e audio. Per quanto riguarda la traduzione di testi, supporta 60 lingue, mentre il traduttore vocale è in grado di riconoscere altrettante lingue. Tuttavia, fornirà un output solo per 11 differenti idiomi, fra cui italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, cinese (mandarino), portoghese (Brasile), arabo e russo.
Richiesta d’attivazione. Per funzionare, tutti i partecipanti alla conversazione devono abilitare la traduzione automatica. Per farlo bisogna cliccare sull’ingranaggio a fianco del nome del nostro interlocutore e inviargli la richiesta di traduzione con la corrispondente voce presente nel menu che appare. L’interlocutore dovrà accettare.
Microsoft in ogni caso sta aggiornando di frequente gli idiomi supportati. Basti pensare che al lancio della funzione erano 45, ma se ne aggiungono altri 15. La funzionalità di traduzione è disponibile sia su desktop sia sull’app mobile, oltre che su Xbox e i dispositivi indossabili.
All’opera
Utilizzarla è semplicissimo e non richiede l’installazione di plug-in o altro: basta assicurarsi di avere installato l’ultima versione di Skype (disponibile qui o nello store di Microsoft) e attivarla dalle opzioni. A tal proposito, abbiamo realizzato una breve guida passo passo qui in basso. Una volta attivata, i messaggi di testo saranno automaticamente tradotti e sarà possibile visualizzare in ogni istante il testo iniziale facendo clic sulla scritta Mostra originale che appare sotto ogni messaggio. Per quanto riguarda l’audio, invece, si potranno scegliere due voci, una maschile e una femminile, e le conversazioni si tradurranno istantaneamente, con un piccolo ritardo che è più che accettabile.
Le traduzioni non sono perfette, soprattutto nel caso dell’audio, ma sono di buona qualità e possono consentire a due persone che non parlano una lingua comune di intrattenere una conversazione e capirsi senza problemi. Certo, la qualità della pronuncia fa la sua differenza, ma sarà possibile migliorare il riconoscimento attivando la funzione Contributo di clip vocali, nelle Impostazioni, sotto la voce Privacy. Facendolo, verranno inviate a Microsoft delle nostre clip vocali, che contribuiranno a migliorare il riconoscimento vocale e il servizio stesso. Va detto che non è obbligatorio farlo e se abbiamo particolari esigenze di privacy è meglio tenerla disabilitata.
Questo perché con Contributo di clip vocali verranno inviati ai server di Microsoft spezzoni delle nostre conversazioni, che saranno a disposizione del team dell’azienda, che avrà quindi modo di ascoltarle. Disabilitandola, l’audio verrà cancellato automaticamente alla fine di ogni chiamata.
Traduzioni vocali con la tua voce
Abbiamo detto che sono disponibili solamente due voci, una maschile e una femminile, per le traduzioni vocali in italiano. In realtà c’è una terza opzione. Mettendo la spunta, sempre da Impostazioni > Privacy, alla voce Truvoice AI, Skype utilizzerà la nostra voce per fornire la traduzione a chi sta dall’altra parte della “cornetta”. Il suo funzionamento è semplice: una volta attivata, Microsoft inizierà a raccogliere campioni della nostra voce a intervalli di alcuni secondi.
Questi serviranno per generare una firma vocale, sulla base della quale verrà generato l’audio. Valgono anche in questo caso le considerazioni che abbiamo fatto in precedenza sulla privacy e se trattiamo informazioni importanti e riservate, per esempio per le comunicazioni di lavoro, è saggio disabilitarla. Questo anche perché in alcuni Paesi la firma vocale è a tutti gli effetti considerata un dato biometrico, alla pari di impronte digitali e scansione del viso.
Trascrizioni: la funzione “segreta” di Word
A volte può capitare di dover sbobinare un’intervista, magari fatta in inglese, per doverla poi mettere su un documento di testo da utilizzare successivamente. Un lavoro lungo e laborioso, ma che è possibile velocizzare enormemente usando semplicemente la versione online di Word. Apriamo un documento Word dal sito www.office.com e clicchiamo sull’icona a forma di microfono. Selezioniamo la voce Trascrivi e carichiamo il nostro file audio.
Vanno bene anche i filmati, anche se il loro caricamento sarà un po’ più lungo rispetto a quello delle semplici clip. Non ci resta che attendere qualche minuto, il tempo impiegato dai server di Microsoft per elaborare il file che abbiamo caricato per poi ritrovarci la trascrizione già pronta sul documento aperto. Non sarà perfetta, ma è un’ottima base di partenza.
Alcuni aggiornamenti relativi a Windows 11 possono creare problemi al nostro computer e farlo andare in crash, vediamo quali.
Alcuni possessori di computer Lenovo, si sono lamentati del fatto che da dopo l’installazione di alcuni aggiornamenti in Windows 11, il computer cominciasse a fare le bizze. Nello specifico il pc andava in crash, un problema abbastanza grave.
Di fatto il computer va in blu screen ogni pochi minuti, indipendentemente da quello che si sta facendo, rendendo di fatto impossibile svolgere il proprio lavoro. Anche aggiornando tutti i driver, rimuovendo qualsiasi periferica USB, il problema sembra non risolversi. Perché?
Una periferica che da problemi
Il problema è abbastanza frequente su alcuni notebook di Lenovo ed è dovuto a un driver particolare: l’Intel Management Firmware. L’Intel Management Engine serve in ambito aziendale a favorire le operazioni di gestione dei singoli pc da remoto; è un componente incluso in ogni chipset Intel recente, e in ambito Windows per poter utilizzare questa tecnologia occorre installare un driver apposito, fornito a corredo della scheda madre insieme agli altri driver.
Questo driver tende infatti a mandare il computer in crash molto frequentemente rendendolo inutilizzabile. Per nostra fortuna esiste però una soluzione, anche abbastanza semplice per ovviare a questa situazione di disagio. Bisogna andare su Gestione Dispositivi digitando sulla barra della ricerca e a questo punto appariranno tutte le periferiche connesse al nostro pc (vedi figura), anche quelle più “sconosciute”. Cerchiamo la voce Intel Management Engine, che dovrebbe essere evidenziata da un punto esclamativo, proprio a indicarci che presenta delle problematiche da risolvere.
Periferica malfunzionante. Basta disabilitare l’Intel Management Engine Firmware per evitare i ripetuti crash dei notebook Lenovo con i recenti aggiornamenti di Windows 11.
Selezioniamo questa periferica, clicchiamoci sopra con il tasto destro e disabilitiamola. Successivamente, disinstalliamola. Riavviamo il computer e a questo punto dovrebbe funzionare tutto come prima e i crash saranno eliminati.
La casa di Redmond ha lanciato PC Manager, un’applicazione volta al miglioramento delle prestazioni del PC attraverso pulizia del disco rigido e ottimizzazione dei processi. Scopriamola.
Quante volte ci sarà capitato di utilizzare programmi come CCleaner per migliorare un po’ le prestazioni del nostro Personal Computer? Chiunque lo abbia fatto sarà felice di sapere che Microsoft ha ufficialmente rilasciato un programma creato appositamente per soddisfare tale richiesta. PC Manager, dopo diversi mesi di rodaggio all’interno del mercato cinese, è ufficialmente arrivato anche in occidente in lingua inglese.
Durante il corso degli anni, innumerevoli sono state le applicazioni e i programmi votati all’ottimizzazione delle risorse in ambiente Windows: dalla pulizia del registro di sistema alla deframmentazione del disco, passando poi per la pulizia dei file temporanei o per l’eliminazione del bloatware, cioè dei programmi inutili spesso installati dai produttori. Tutto per usare al meglio le risorse del nostro PC. L’arrivo di PC manager rappresenta un’interessante prima volta per Microsoft, che mai si era approcciata al problema con uno strumento omnicomprensivo.
Per mesi l’applicazione Pc Manager è risultata accessibile esclusivamente agli utenti del mercato cinese e solo recentemente è diventata disponibile anche per gli utenti anglofoni all’interno della pagina pcmanager-en.microsoft.com. Secondo dei report, l’app sarebbe già disponibile sul Microsoft Store in forma invisibile per gli utenti normali, il tutto in attesa del lancio ufficiale.
Cento vie
Un grande vantaggio di PC Manager è il suo essere particolarmente intuitivo da utilizzare. Una volta avviata l’applicazione, l’interfaccia offre all’utente diverse possibilità di azione, comodamente separate in due categorie diverse: Cleanup (ottimizzazione delle risorse) e Security (sicurezza informatica). In entrambi i casi abbiamo dei pulsanti che permettono di avviare processi di ottimizzazione: da una parte abbiamo Boost che elimina i file temporanei e chiude i processi non indispensabili che occupano RAM; dall’altra, invece, troviamo Scan che avvia una scansione di Windows Defender alla ricerca di malware da eliminare.
PC Manager è compatibile con Windows 10 e 11 e permette di effettuare le operazioni di ottimizzazione con qualche clic. Secondo alcuni detrattori si tratterebbe di un programma eccessivamente semplificato per svolgere funzioni come quelle di ottimizzazione; tuttavia, risulta davvero difficile capire quale possa essere il problema se uno strumento immediato e facile da usare permette di effettuare ottimizzazione di base del nostro computer.
Scarichiamo e utilizziamo Pc Manager
1 Dalla pagina Web di Microsoft PC Manager, pcmanager-en.microsoft.com, facciamo clic su Download per scaricare i 4 MB di eseguibile dell’applicativo, che per ora è disponibile solo in lingua inglese.
2 Avviamo l’eseguibile, mettiamo la spunta sul riquadro al fianco di “I accept end user license and privacy agreements” e clicchiamo su lnstall. Come indica la finestra, il tool è ancora in versione beta, non definitiva.
3 Per migliorare rapidamente le prestazioni del PC, con PC Manager aperto, facciamo clic sul pulsante Boost presente nella pagina principale della scheda Cleanup. Questo comando applica tutti i miglioramenti in un colpo solo.
4 Cliccando su Health Check, Storage Managero Process Management accediamo ai singoli strumenti per la gestione dello spazio di archiviazione, dei processi in esecuzione o dei file da eliminare.
5 Facciamo clic su Security nella parte bassa della finestra per cambiarne il contenuto. Facciamo clic su Scan per attivare una scansione con Windows Defender e cercare di isolare e risolvere problemi di sicurezza.
6 Facendo clic sull’ingranaggio nella parte alta dello schermo accederemo alle impostazioni. Qui decidiamo se attivare gli aggiornamenti automatici dell’app o il suo avvio automatico all’accensione del computer.
Documenti personali, foto di famiglia e file privati sono in ostaggio di un computer che non ne vuole sapere di avviarsi? Niente panico! Ecco redo rescue, il tool che recupera facilmente tutti i tuoi dati preziosi tramite una pen drive.
Secondo un sondaggio effettuato da Backblaze a inizio 2022, il 30% degli utenti di computer non ha mai effettuato un backup. La cifra è davvero impressionante, soprattutto se si considera il fatto che la quantità di possibili cause di perdita di dati è costantemente in aumento.
La rottura di un disco rigido, nonostante molti pensino sia l’evento peggiore che possa capitare, non è di certo una cosa frequente. L’affidabilità, sia dei dischi rigidi che degli SSD, ormai è talmente elevata che è molto più probabile un guasto ad altri componenti, la vendita o la dismissione del computer per obsolescenza, che non la rottura di un disco.
Molto più subdoli e frequenti sono, invece, i malware. Tra questi grande pericolosità hanno i ransomware, che si installano sul computer criptando silenziosamente tutti i documenti rendendoli così illeggibili, a meno di non conoscere la chiave con la quale sono stati codificati. Purtroppo per avere questa chiave o si tenta un attacco brute force senza alcuna certezza di riuscita, oppure si paga per farsela mandare dai criminali che gestiscono il malware e, anche in questo caso, non ci sono certezze che questi mantengano la parola. Ma i malware non sono l’unica causa di perdita di dati: grande rilevanza hanno anche le “distrazioni”. Può capitare, ad esempio, di cancellare dei file o delle cartelle per errore e non accorgersene subito rendendo inutile ogni tentativo di recupero dei file.
Cosa possiamo fare per evitare disastri con i nostri file importanti? Semplice: un backup. La realizzazione di un backup del disco rigido non sempre è facile: per fortuna possiamo utilizzare uno strumento potente e semplice da utilizzare: Redo Rescue. Grazie al fatto che Redo Rescue è contenuto su un sistema basato su Linux totalmente indipendente dal sistema presente sul nostro computer, potremo recuperare i file presenti sul nostro disco rigido anche quando il sistema operativo si rifiuta di avviarsi per un qualunque motivo.
Prossimamente vedremo come utilizzare Redo Rescue per effettuare un backup completo del sistema, così da poterlo ripristinare in un qualunque momento. Non solo: vedremo anche come con Redo Rescue sia possibile salvare file e cartelle su un disco esterno. Quest’opzione è importante perché permette di non perdere documenti anche quando il sistema non si avvia più.
Ovviamente Redo Rescue dopo averci messo in grado di salvare tutto con un backup, permette anche di fare la cosa opposta, ovvero ripristinare in pochi clic un backup per riportare in vita un computer in panne. Ovviamente, condizione indispensabile affinché tutto ritorni a funzionare correttamente è che il disco rigido non abbia problemi hardware. In questo caso, infatti, l’unica soluzione è la sostituzione del disco rigido prima di effettuare il ripristino. Ma vediamo come recuperare i nostri dati più importanti in caso di PC bloccato e come effettuare una copia di backup del nostro sistema.
Per creare una chiavetta USB avviabile che permetta l’uso di Redo Rescue ci serviamo del tool Rufus. Vediamo la procedura.
1) Muoviamo i primi passi Preleviamo sia Redo Rescue che il tool Rufus e copiamoli in una cartella del nostro disco rigido. Colleghiamo una chiavetta USB da almeno 32GB al computer e avviamo Rufus con un doppio clic sull’eseguibile.
2) Selezioniamo l’unità da usare All’avvio il programma seleziona automaticamente la prima unità USB disponibile, nel nostro caso E: Se non dovesse essere quella giusta possiamo selezionarne una diversa cliccando sulla freccia in fondo alla casella di selezione Dispositivo/unità.
3) Scegliamo la ISO Clicchiamo sulla casella Seleziona e sfogliamo alla ricerca dell’immagine di Redo Rescue. Dopo averla trovata, selezioniamola, clicchiamo su Apri per caricarla nel programma, che la analizzerà velocemente e imposterà automaticamente l’etichetta e il tipo di file system da utilizzare.
4) Pronti alla scrittura! A questo punto siamo pronti per creare la chiavetta avviabile con Redo Rescue. Clicchiamo sul pulsante Avvia in fondo alla schermata; riceveremo un alert che ci informerà del fatto che una volta creata la chiavetta questa potrà essere utilizzata per contenere ulteriori file. Clicchiamo su Ok per proseguire.
Se il nostro computer non ne vuole proprio sapere di avviarsi, con Redo Rescue possiamo far partire il sistema in una particolare modalità operativa e recuperare i nostri dati più importanti. Vediamo come procedere.
1) Troviamo il disco con i dati… Inseriamo la chiavetta sulla quale abbiamo caricato Redo Rescue e avviamo il computer. Una volta che la Redo si è caricata dovremo “montare” il disco sul quale sono contenuti i dati da copiare, per cui clicchiamo sull’icona a forma di ingranaggio in basso a sinistra per aprire il menu. Nella lista di applicazioni a destra facciamo un doppio clic su Disks per avviarla.
2)… e montiamolo nel sistema Avviata l’utility Disks ci troveremo di fronte una finestra con tutti i dischi presenti sul nostro computer. Nella colonna di sinistra clicchiamo sul disco sul quale sono presenti i dati da copiare. Solitamente l’unità C: è la prima in alto. Spostiamoci poi nella finestra al centro, selezioniamo la partizione sulla quale sono presenti i dati e clicchiamo sull’icona a forma di “play” per montarla nel sistema.
3) Apriamo il file manager… Clicchiamo sul link presente dopo la scritta Mounted at, portiamoci nuovamente nel menu della Redo Rescue e stavolta avviamo l’utility File manager. Portiamoci nella casella degli indirizzi, eliminiamo il contenuto e con Ctrl+V incolliamo il link copiato al passo precedente, quindi premiamo OK per aprire la partizione precedentemente montata.
4)… e copiamo i dati Avviamo una seconda volta File Manager, selezioniamo file e cartelle da copiare, clicchiamo su di esse e trasciniamole nella seconda istanza di File Manager per copiarle nella root della chiavetta USB dalla quale abbiamo avviato il sistema. Quando avremo ultimato le operazioni di copia potremo arrestare il sistema cliccando sull’icona in basso a sinistra.
Redo Rescue è una straordinaria utility che viene però eseguita su sistema Linux, e questo può creare dei problemi all’utente. Il fatto è che Linux non è un sistema operativo user friendly come Windows e per questo, nonostante permetta di fare cose straordinarie, a volte rende complicate anche delle semplici operazioni. Ad esempio, mentre quasi tutte le moderne distribuzioni Linux, compresa quella che fornisce la base per poter avviare Redo Rescue, permettono di utilizzare chiavette o dischi USB immediatamente dopo che questi sono stati collegati alla porta del computer, lo stesso non si può dire per i dischi rigidi non removibili.
Questi ultimi, per poter essere utilizzati hanno bisogno di essere “presentati” al sistema, che dovrà riconoscerli come memorie di massa e consentire l’accesso in lettura e scrittura a essi. Quest’operazione si chiama “mount” (montaggio). In passato l’operazione di mounting era prettamente manuale: da una finestra terminale si digitava una serie di comandi creando un Punto di mount all’interno della cartella di sistema Media. Questi comandi servivano per comunicare al sistema il nome del disco e le partizioni in esso presenti e alle quali si voleva accedere. Le moderne distribuzioni Linux, invece, permettono di utilizzare un sistema decisamente più semplice: l’utility Disks, come visto nel Macropasso B.
Uno dei principali vantaggi di Redo Rescue è quello di poter creare un’immagine dell’intero sistema che, all’occorrenza, può essere ripristinata in pochi clic.
1) Scegliamo cosa salvare Clicchiamo sul pulsante Backup, poi scegliamo il disco del quale effettuare una copia completa. Solitamente in presenza di più dischi rigidi, troveremo selezionato il disco principale, ovvero quello sul quale è presente il sistema operativo. Clicchiamo Next per proseguire e selezioniamo le partizioni delle quali effettuare il backup.
2) Teniamo tutto! Solitamente il disco principale ne contiene almeno due, ma possono essere anche molte di più perché di solito il produttore crea automaticamente delle partizioni di recupero e supporto dalle quali è possibile reinstallare il sistema operativo (posto che il disco rigido non si danneggi irreparabilmente). Di default troveremo tutte le partizioni selezionate; lasciamo così e proseguiamo con Next.
3) Dove salvare la copia? Scegliamo adesso il disco sul quale effettuare la copia (ovviamente deve avere spazio disponibile a sufficienza) e proseguiamo con Next per scegliere la cartella nella quale memorizzare il backup. Clicchiamo su Select per aprire il file manager sul disco scelto, poi clicchiamo sull’icona a forma di cartella con il “+” in alto a destra e inseriamo “Backup” come nome per la cartella che stiamo creando. Un clic su Create finalizzerà il processo.
4) Avviamo il backup dell’intero sistema Clicchiamo infine sul pulsante OK in basso a destra per selezionare la cartella. Clicchiamo su Next per proseguire e inseriamo un commento al backup, ad esempio “Backup completo del 20/11/2022” e clicchiamo su Next per proseguire. Al termine del backup basterà cliccare sul pulsante OK che appare e poi su Exit per ultimare l’operazione.
La nuova versione del tool aggiunge alcune interessanti novità a partire dal sistema basato su Debian 10 a 64 bit; include il supporto UEFI Secure Boot e un nuovo e stupendo tema per il bootloader basato sul GRUB con layout dinamico. Redo Rescue funziona con macchine virtuali e reali e permette di ripristinare i vecchi backup creati con la versione 1.0.
Tutte le volte che il PC inizia a manifestare rallentamenti vistosi o blocchi accidentali continui, è preferibile procedere a un ripristino del backup creato al Macropasso precedente. Vediamo come fare.
1) Scegliamo il disco con il backup Dal menu principale della Redo Rescue clicchiamo su Restore per avviare la procedura di ripristino. Nella schermata successiva dovremo selezionare il disco sul quale sono contenuti i file di backup. Clicchiamo quindi sulla freccia accanto alla casella Local Disk e scegliamolo, quindi clicchiamo su Next.
2) Selezioniamo il backup Dopo qualche istante durante il quale il sistema leggerà il contenuto del disco scelto, apparirà una nuova schermata dalla quale scegliere il backup da ripristinare. Clicchiamo sul pulsante Select per far apparire il file manager e da qui sfogliamo il disco fino a selezionare il backup desiderato. Premiamo Ok per proseguire, poi Next.
3) Individuiamo la destinazione… Nella schermata successiva dovremo scegliere il disco sul quale effettuare il ripristino. Clicchiamo quindi sulla freccia in fondo alla casella di selezione Target poi sul disco scelto e infine proseguiamo con un clic su Next. Ci verrà chiesto quali partizioni ripristinare. Se il sistema non si avviava conviene effettuare un ripristino totale, quindi clicchiamo direttamente su Next.
4)… e attendiamo la fine Rispondiamo con un clic sul pulsante Yes, I’m sure! alla richiesta di conferma per l’operazione e attendiamo pazientemente il completamento. La percentuale di completamento verrà evidenziata nella barra colorata in alto, mentre in basso vedremo l’avanzamento per file. Al termine un clic del mouse su Ok e poi su Exit ci consentirà di chiudere la procedura.
Quando si avvia il tool Rufus e si sceglie il file ISO da inserire nell’unità USB che si vuole rendere avviabile (pulsante Seleziona a destra del menu a tendina Selezione boot), il tool si fa carico di impostare automaticamente il file system (menu File system) sulla base del contenuto dell’immagine utilizzata. La selezione dello Schema partizione (MBR o GPT) è importante perché selezionando GPT la chiavetta avviabile non potrà essere utilizzata sui dispositivi più vecchi dotati di vecchi BIOS (non UEFI per intenderci).
Rufus è uno dei pochi tool che permette di creare unità USB avviabili compatibili sia con i vecchi BIOS che con i sistemi più moderni facenti uso di UEFI (Unified Extensible Firmware Interface: il successore del tradizionale BIOS che si trova sui nuovi personal computer). Selezionando la voce GPT, nel menu a tendina Sistema destinazione l’unica voce che apparirà sarà UEFI; diversamente, optando per MBR, verrà mostrato BIOS o UEFI CSM.