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File di grandi dimensioni: trasferiscili con Android

Con gli smartphone Android e gli iPhone è possibile trasferire file di qualsiasi tipo e dimensione tra loro e verso un PC senza nemmeno il bisogno di una connessione Wi-Fi

Capita spesso di dover condividere dallo smartphone un video o un film pesante diversi Gigabyte e di non poterlo fare perché WhatsApp ha i I limite di 100 MB per file. Gmail addirittura quello di 25 MB. Pensare di usare la connessione Bluetooth non è idea particolarmente intelligente, considerando che in mediala velocità reale non arriva al Megabyte al secondo e per trasferire un GB serve circa un’ora … Chi usa il computer di solito utilizza servizi come WeTransfer, che consente di trasferire file grandi fino a 20GB. Tuttavia non è particolarmente pratico per chi usa lo smartphone.

Fortunatamente esistono negli store di Android e iOS diverse app che permettono di trasferire file di qualsiasi dimensione sia verso altri dispositivi mobile che verso computer. Addirittura se vogliamo trasferire un file tra due smartphone Android potremo usare la tecnologia Wi-Fi Direct. Questa infatti permette di spostare file alla velocità massima di 30 MB al secondo, circa 30 volte più veloce di quella Bluetooth. In pratica per trasferire un file da un GB basteranno 40 secondi. Wi-Fi Direct è una tecnologia wireless peer-to-peer che consente agli smartphone di connettersi tra loro senza doversi appoggiare a una rete pubblica condivisa.

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Più modalità di invio

Tra le app presenti negli store di Android e iOS, una delle più scaricate e utilizzate per la sua semplicità e praticità è sicuramente Send Anywhere. L’app consente di condividere uno o più file di qualsiasi dimensione sia tra due smartphone, sia tra un dispositivo mobile e un computer. Per condividere il file caricato sarà possibile generare un link della durata di 48 ore che potremo condividere via email o con i programmi di messaggistica. Oppure, se vogliamo trasferire il file a un altro smartphone su cui sia già installata la stessa app, potremo generare un QR Code o anche un semplice codice di 6 cifre per fare
partire il trasferimento. Chi poi ha un dispositivo Android potrà usare anche il trasferimento via Wi-Fi Direct ed evitare così di appoggiarsi alla rete Internet.

Tra le altre app disponibili negli store segnaliamo Filemail. Quest’app consente di creare un link che poi potremo condividere senza problemi con chiunque e che avrà una durata personalizzabile da uno a sette giorni. Se invece vogliamo proprio utilizzare la connessione Bluetooth è possibile scarica re dagli store un’app come Easy Share. Lo smartphone con cui vogliamo condividere i file dovrà naturalmente avere installato la stessa app e dovrà inquadrare anche il QR Code che verrà generato da chi invia il file. Si tratta di un’app semplice da usare ma che va bene soprattutto se non dobbiamo trasferire file di grandi dimensioni.

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Dopo avere scaricato l’app Send Anywhere gratuitamente dal Play Store di Google oppure dall’Apple Store di Apple, ci verrà richiesto di registrarci oppure di accedere utilizzando l’account di Google. Quindi dovremo fornire i permessi necessari all’app per accedere ai file, alle immagini e ai nostri contatti. A questo punto visualizzeremo la schermata principale che ci permetterà di selezionare il file che vogliamo condividere tra quelli presenti nel nostro smartphone. L’operazione di ricerca è semplificata dal fatto che la schermata è divisa in sezioni e che potremo perciò facilmente trovare file di foto, video, audio, app o anche di contatti. Come si può notare nella prima schermata in alto, il nostro dispositivo è compatibile con la modalità Wi -Fi Direct che abbiamo attivato spostando il cursore a destra.

send anywhere

Se anche il dispositivo ricevente è compatibile con la stessa modalità, verrà creata una specie di connessione Wi-Fi locale tra i due dispositivi e non sara necessario passare da Internet. Se invece non è possibile utilizzare questa tecnologia potremo comunque caricare online il nostro file e quindi generare un link che permetta il download da Internet. Oppure, ancora, potremo fare scaricare il file direttamente online attraverso un codice di 6 cifre o un QR Code. In tutti i casi è comunque indispensabile che chi vuole ricevere il file scarichi l’app Send Anywhere e quindi, dopo avere fornito i permessi necessari ed essersi registrato, selezioni la voce Ricevi che si trova nella barra in basso.

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Il modo più semplice per trasferire un file, dopo avere fatto tap su Invia, è quello di comunicare il codice di sei cifre che viene fornito e che dovrà essere inserito dal ricevente dopo avere fatto tap su Ricevi. In alternativa chi riceve potrà inquadrare il QR Code che viene visualizzato. Infine resta sempre la possibilità di generare un link che potremo condividere via email o programmi di messaggistica.

send anywhere 2

Naturalmente dovremo considerare anche i tempi di caricamento del file online che possono essere molto lunghi se si tratta di un file pesante molti Giga. Come impostazione standard è possibile caricare online i file sia via Wi-Fi che utilizzando la connessione dati dello smartphone. Dalle Impostazioni dell’app è comunque possibile disattivare la possibilità di connettersi con la connessione dati per evitare di ritrovarsi ad avere esaurito il proprio plafond previsto dal l’abbonamento.

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Se invece vogliamo trasferire da smartphone a PC un video piuttosto pesante (riprendere un video in 4K a 60 fps crea un file MP4 di circa 500 MB al minuto, per cui se giriamo un video da 10 minuti ci troveremo a dover trasferire un file da 5 GB), il modo migliore resta quello della creazione di un link che poi potremo, condividere con il computer via email o programmi di messaggistica. Il link potrà essere utilizzato entro un periodo massimo di 48 ore e una volta scaricato il file il link non sarà più utilizzabile.

send anywhere 3

Per questo motivo, se vogliamo condividere il nostro fi le con più persone, dovremo condividere più file. Attenzione poi che come impostazione standard dell’app il nostro dispositivo risulta non visibile, per cui prima di effettuare un trasferimento diretto con un altro smartphone sarà necessario che su entrambi risulti attivata la voce Rendi il dispositivo rintracciabile e Trova dispositivi nelle vicinanze.

Trasferimento totale dei dati dello smartphone

Tra le varie app che permettono il trasferimento di file di grandi dimensioni spicca EasyShare, realizzata dal gigante della tecnologia cinese Vivo Communication. La sua caratteristica, oltre a quella di fare condividere file attraverso una connessione locale Wi-Fi Direct oppure Bluetooth, è quella di permettere una completa clonazione del nostro smartphone. Quando si cambia dispositivo utilizzando la modalità assistita di Google, vengono infatti trasferite le impostazioni, i contatti e le app ma non tutti gli altri file. Con la funzione Clonazione Telefono sarà invece possibile mettere in contatto di retto i due dispositivi attraverso un QR Code (su entrambi deve essere installata l’app) e quindi selezionare tutti i documenti che si vogliono trasferire.

Naturalmente se vogliamo trasferire alcune centinaia di GB saranno necessarie diverse ore, ma l’operazione avviene in locale e non richiede il trasferimento dei dati online, garantendo la privacy. Volendo è anche possibile effettuare un backup der dati su PC, ma in questo caso bisognerà prima installare il software desktop EasyShare per PC, disponibile solo per Windows, all’ indirizzo
https://eu-es.vivo.com. Sia smartphone che PC dovranno essere connessi alla stessa rete Wi-Fi. Naturalmente è sempre possibile trasferire singoli file anche di grandi dimensioni utilizzando la connessione Wi-Fi Direct dello smartphone o in mancanza di questa con la connessione Bluetooth. Tenendo comunque sempre presente i tempi lunghi richiesti dal Bluetooth che lo rendono pratico solo per trasferire file sotto il Gigabyte.

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Creative

Foto di Windows, novità per i video

In caso di emergenza o anche solo per fare in fretta, grazie all’app Foto di Windows possiamo fare al volo dei tagli ai nostri video senza aprire pesanti editor video

Creare un video è molto sempli­ce: possiamo realizzarlo con lo smartphone, con la webcam del computer o anche registrando quello che accade nello schermo del PC con un programma di cattura schermo (per esempio premendo Win + G per apri­re l’Xbox Game Bar in Windows). Una volta registrato il filmato, con un editor video facciamo eventuali montaggi, cor­reggiamo i colori e altro ancora.

Magari questo video ci servirà per una presen­tazione, oppure per una festa da amici, quindi ci rechiamo sul posto, mandiamo in riproduzione il filmato per vedere se tutto è a posto … e ci accorgiamo di aver messo qualche clip di troppo, ma il no­stro editor video è nel computer di casa. Come fare? Beh, se tutto quello che ci serve è solo fare qualche taglio, niente paura, possiamo effettuarlo con Micro­soft Foto, presente sia in Windows 10 sia in Windows 11. E se per caso non ci fosse, la troviamo gratis nel Microsoft Store.

Ecco come fare

Foto di Windows apri
1 Con Esplora file raggiungiamo la posizione del filmato da tagliare. Facciamo clic destro sul file e scegliamo la voce Apri con > Foto. In un attimo si aprirà il filmato in riprodu­zione. Fermiamolo e prepariamoci all’editing.
Foto di Windows taglia
2 Nella parte alta dell’interfaccia di Foto troviamo l’icona Taglio
video
. È la prima partendo da sinistra dopo il nome del file aperto. Clicchiamola per aprire lo strumento di taglio. In al­ternativa possiamo attivare la stessa funzione premendo Ctrl+E.
Foto di Windows edit
3 Si apre quindi il semplice editor di Foto. In pratica abbiamo solo due cursori su cui agire, li vediamo nella parte bassa della finestra. Se li spostiamo, tutto quello che rimane fuori dai cursori viene elimina­to dal filmato finale.
Foto di Windows salva
4 Racchiusa tra i cursori la parte di video da salvare, clicchiamo in alto il pulsante Salva con nome. Nella finestra che si apre rag­giungiamo la cartella di destinazione e assegniamo un nome al file. Il video originale non verrà modificato.

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Software

Syncthing: crea il tuo cloud personale e sicuro

Syncthing è un software che ci aiuta a non perdere i file importanti come le foto dello smartphone. È disponibile per numerosi sistemi operativi e può collegare tra loro più dispositivi.

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Accedi ai tuoi file ovunque senza regalare dati ai big del web

In un mondo in cui la mag­gior parte dei documenti più importanti e le foto­grafie sono in formato digita­le diventa sempre più rilevante se non essenziale tenerne una copia di riserva. In caso contrario rischiamo di perdere, per esempio, le foto scattate con lo smartphone in vacanza oppure le garanzie degli oggetti acquistati onli­ne.

Dobbiamo inoltre sotto­lineare che dispositivi come lo smartphone o il disco fisso si possono guastare senza alcun preavviso, con l’utente che spesso si giustifica con la frase “Funzionava fino a un istante fa!”.

Possibili soluzioni

Esistono due tecniche differenti per mettere al sicuro i dati: la sincronizzazione e il salvatag­gio (backup). Nel primo caso si crea una seconda cartella che conterrà esattamente gli stessi file di quella originale, mentre nel secondo si memorizzano le informazioni su un dispositivo remoto scegliendo se mantenere anche le versioni meno recenti dei documenti. Il principale vantaggio della sincronizzazione consiste nella possibilità di utilizzare immediatamente i file di riserva mentre con il salvataggio è possibile risparmiare spazio comprimendo i dati. In entrambi i casi è importante far intervenire automaticamente il programma all’insorgere di determinate circostanze oppure a orari prestabiliti, per esempio quando non siamo al computer. Scegliendo il salvataggio manuale è infatti facile dimenticarsene oppure attivarlo solo saltuariamente.

versione file
Funzione indispensabile
Ci è tornata utile tante volte, in caso di cancellazioni o modifiche accidentali: la gestione delle versioni dei file è davvero top.

Tra i software gratuiti per la sincronizzazione scaricabili da Internet abbiamo testato Syncthing, soluzione che offre numerosi vantaggi, primo tra tutti la possibilità di lavorare sia tramite LAN che Internet e di essere utilizzata su diverse piattaforme, Windows e Android compresi. Tra le altre caratteristiche salienti ricordiamo che tutte le comunicazioni sono crittografate per impedire intercettazioni da parte di malintenzionati e ogni dispositivo è protetto contro utilizzi illeciti. Da non sottovalutare che Syncthing non richiede di configurare opportunamente il router o di conoscere l’indirizzo IP di ogni computer, ma basta leggere semplicemente l’identificativo assegnato automaticamente dal programma a ogni dispositivo. Ricordiamo inoltre che si tratta di software Open Source con il codice sorgente disponibile qui.

Non tutti i file vengono persi

Poiché Syncthing riporta automaticamente tutte le modifiche effettuate sulle due cartelle collegate, può accadere che eliminando per errore un file nella prima perdiamo anche la copia presente nella seconda. Per questa ragione Syncthing è in grado di conservare anche i file cancellati o le diverse versioni degli stessi. Questa funzione Offre quattro possibilità: Controllo Versione con Cestino. Controllo Versione Semplice. Controllo Versione e Controllo Versione Esterno. Nel primo caso i file rimossi o sostituiti li troveremo in una cartella che può essere svuotata dopo un determinato numero di giorni.

Con “Controllo Versione Semplice” vengono trasferiti in una cartella predefinita e ne vengono tenute un determinato numero di versioni. Se per esempio, impostiamo quest’ultimo valore su 5 e modifichiamo un file 10 volte troveremo solo le ultime 5 versioni. Scegliendo “Controllo Versione Cadenzato” si definisce per quanti giorni tenere una versione mentre con “Controllo Versione Esterno” rimandiamo la verifica a dei comandi specifici.

Un aiuto

Uno dei problemi che si possono incontrare utilizzando software Open Source riguarda la soluzione di eventuali problemi. Con Syncthing tutto diventa più facile poiché esiste un forum dedicato a questo software, lo troviamo all’indirizzo web https://forum.syncthing.net. Raggiungendo queste pagine entriamo in contatto con la comunità che segue il progetto ed è quindi facile trovare una risposta ai propri interrogativi oppure chiedere un aiuto ai partecipanti.

traduzione syncthing
In inglese, ma …
Grazie al traduttore di Chrome possiamo leggere
i messaggi nella nostra lingua. Dovremo però scrivere i nostri post in inglese, ma possiamo affidarci a Google Translate, translate.google.com

L’interfaccia è in inglese ma con il traduttore automatico di Chrome è possibile averla in italiano. Ricordiamo, inoltre, che è possibile consultare la documentazione di questo prodotto all’indirizzo https://docs.syncthing.net/.

Il contributo della comunità

Syncthing è un’applicazione gestita tramite riga di comando, eseguita in background nella classica ma fastidiosa finestra nera, in cui vedremo scorrere le varie istruzioni. Possiede però anche una semplice interfaccia utente integrata, basata su HTML e JavaScript da sfruttare con più facilità da un browser Web. Poiché si tratta di una soluzione Open Source è possibile trovare numerose utility gratuite scritte dagli appassionati che aggiungono interessanti funzionalità a Syncthing.

comunità

Basta andare alla pagina https://docs.syncthing.net/users/contrib.html per avere un elenco di integrazioni, componenti aggiuntivi e pacchetti creati dalla community. Tra i tool disponibili ricordiamo SyncTrayzor e sync-macos, due utility che trasformano Syncthing in un’applicazione in stile Windows e macOS, applicazione che è possibile lanciare automaticamente all’avvio del sistema operativo.

Syncthing non ha bisogno di indirizzi IP o di configurazioni avanzate ed è disponibile per i sistemi operativi più importanti. Possiamo installare Syncthing anche su una Raspberry Pi che ha consumi energetici ridotti.

Installazione sotto Windows

windows syncthing
Per prima cosa dobbiamo andare all’indirizzo Web https://syncthing.net/downloads/ per scaricare la versione desiderata. Troviamo quella per i sistemi operativi più diffusi tra cui Windows, macOS e Linux. Ricordiamo che è necessario installare Syncthing anche sul computer remoto.
windows syncthing
Estraiamo il contenuto del file scaricato in una cartella a nostra scelta. per esempio “C:\syncthing”, e facciamo doppio clic sull’eseguibile syncthing.exe che comparirà nella stessa. Se appare il box PC protetto da Windows bisogna cliccare su Ulteriori informazioni e poi su Esegui comunque.
windows syncthing
A questo punto vengono eseguite automaticamente le operazioni necessarie all’installazione tramite riga di comando nella classica finestra con sfondo nero e viene quindi aperto il menu per la gestione di Syncthing all’interno del browser pre­definito.
windows syncthing
Prima di effettuare qualsiasi operazione è preferibile inse­rire il nome utente e la password di autenticazione per evi­tare che chiunque possa accedere al software. Scegliamo quindi impostazioni, poi la scheda Interfaccia Grafica Utente e inseriamo Utente/Password dell’interfaccia Grafica.

Installazione su Android

syncthing android
Per prima cosa apria­mo il Play Stare dello smartphone e cerchia­mo l’app Syncthing. Ora dob­biamo scegliere Installa e attendere che venga scaricata e attivata sul dispositivo. Fac­ciamo tap quindi Apri e leggiamo l’introduzione che il­lustra le potenzialità offerte dall’app.
syncthing android
Poiché questa app de­ve accedere alla memo­ria dello smartphone è necessario concederne l’au­torizzazione. Possiamo inoltre accordare l’uso del GPS interno per gestire la sincro­nizzazione in funzione delle reti wireless a cui è collegato e disattivare l’ottimizzazione della batteria poiché potreb­be interrompere la sincronizzazione.
syncthing android
A questo punto viene aperta la finestra princi­pale che mostra le car­telle condivise. Di base tro­veremo quella Camera che contiene le immagini ripre­se con la fotocamera dello smartphone. Per evitare er­rori, questa cartella viene condivisa in modalità “Invia­re soltanto” con i file protetti dalle modifiche apportate su altri dispositivi.
syncthing android
Come per la versione per PC, per prima cosa dobbiamo connettere il computer remoto. Selezionia­mo la scheda DISPOSITIVI e quindi il simbolo +. Nella fi­nestra che appare premiamo sulla piccola icona che mo­stra un QR Code di fianco alla scritta ID Dispositivo in mo­do da leggere (o meglio, in­quadrare con la fotocamera del telefono) il QR Code generato dal computer remoto quando si attiva “Mostra ID”.
Dopo aver collegato il di­spositivo remoto al no­stro smartphone tornia­mo nella scheda CARTELLE, scegliamo quella denomina­ta “Camera” e attiviamo la condivisione con il compu­ter appena collegato (INTEL). Quest’ultimo ci chiederà automaticamente se vogliamo aggiungerla tra quelle condivise. Scegliamo Aggiungi.
Ora le due cartelle ver­ranno sincronizzate automaticamente. E sempre possibile decidere la posizione della cartella del PC che conterrà le foto presenti in quella DCIM dello smartphone. Anche con
Android è possibile attivare
Controllo Versione File.

Configuriamo il nostro cloud

Terminata l’installazione bisogna richiamare il software digitando http://localhost:8384/ nel browser e collegare i dispositivi con i file da sincronizzare. La pagina che compare riporta sul lato sinistro le cartelle condivise e sul destro le informazioni sui dispositivi coinvolti.
Per prima cosa dobbiamo connettere il PC remoto. Selezioniamo Aggiungi dispositivo Remoto (su cui abbiamo installato Syncthing come suggerito prima) e inseriamo nella scheda Generale il codice che viene mostrato sul computer remoto scegliendo la voce Azioni/Mostra ID.
Passiamo ora alla scheda Aggiungi dispositivo/Condivisione e mettiamo il segno di spunta su Cartella predefinita sotto la scritta Cartelle non condivise, scritta tradotta in modo errato da quella originale in inglese (“Share folders With Device”). Premiamo quindi Salva. Ripetiamo questi due ultimi passi anche sul computer remoto.
A questo punto i due dispositivi condividono una directory vuota. Per sapere dove si trova questa cartella basta fare clic su Cartella predefinita del PC locale e controllare il percorso riportato di fianco alla scritta Percorso Cartella. Nel nostro caso “C:\Utenti\sagra\Sync”.
Ora la cartella locale conterrà sempre i medesimi file di quella remota e viceversa. Per sincronizzare altre cartelle basta scegliere + Aggiungi Cartella, inserirne il relativo percorso e nella scheda Condivisione mettere un segno di spunta sui dispositivi che condividono questa cartella (nel nostro caso Asus e Smartphone).
Poiché quando si cancella un file l’operazione viene eseguita automaticamente su entrambi i computer è possibile eliminare per errore un documento. Fortunatamente Syncthing offre l’opzione Controllo versione file utile per salvare anche le vecchie versioni dei file. Per attivare questa funzionalità basta fare clic sulla cartella desiderata, scegliere Modifica e andare nella scheda Controllo Versione File.

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PicPick: registrare lo schermo del pc

Vediamo come creare dei filmati con tutto quello che succede sullo schermo del nostro computer usando un comodo programma: picpick, dotato di funzioni evolute e in grado anche di catturare schermate.

Ci possono essere diverse ragioni per registrare quello che viene riprodotto sullo schermo del PC: per esempio potremmo creare dei tutorial per spiegare ad altri determinate operazioni da compiere, oppure, come di gran moda negli ultimi anni, riprendere delle partite con un videogioco per poi magari pubblicare il filmato su YouTube. Windows 10 e 11 integrano questa funzione, ma con poche opzioni e pensata in particolare per la registrazione di videogame.

C’è però un programma che ci semplificherà notevolmente questo compito, grazie alla sua semplicità d’uso e alle numerose funzioni disponibili. Si tratta di PicPick che nelle sue ultime versioni ha aggiunto alla capacità di catturare schermate quella di registrare l’intero schermo o anche solo una sua parte e memorizzarlo in file video in formato MP4 oppure creare immagini GIF animate, scegliendo anche la cadenza di fotogrammi al secondo. Ed è tutto in lingua italiana.

Registriamo lo schermo con audio utilizzando PicPick

Scarichiamolo

PicPick
1 PicPick è un programma disponibile gratuitamente per applicazioni
domestiche. Per un utilizzo professionale è invece richiesto
un canone mensile di 2,50$. Le funzioni sono esattamente
le stesse, solo senza supporto e con qualche pubblicità.
PicPick
2 Una volta scaricato, procediamo eseguendo il file di installazione
di PicPick come con qualsiasi altro programma. Esattamente
come il sito e l’applicazione, anche lo strumento di
installazione di PicPick è completamente in lingua italiana.

Impostiamolo

PicPick
3 Questa è la schermata principale di PicPick che ci comparirà
al suo avvio. Da qui possiamo avviare tutte le funzioni
del programma, oppure configurarlo secondo le nostre preferenze
accedendo alle sue impostazioni, dalla barra a sinistra
PicPick
4 Dalle impostazioni possiamo modificare la modalità di registrazione
schermo, indicando il formato del file, la qualità
dell’immagine e il numero di fotogrammi per secondo, e le impostazioni
dell’audio. I valori in figura vanno bene in molte situazioni.
5 Nella sezione Cattura delle impostazioni di PicPick possiamo
invece configurare la funzione di acquisizione delle
schermate. Questo programma, al contrario degli strumenti
di Windows, permette di catturare anche il puntatore del mouse.
6 PicPick ci permette di impostare una combinazione di tasti
per ognuna delle sue funzioni, così da poterle richiamare in
modo molto veloce. Ricordiamoci che l’uso del tasto rapido
Stampa sostituisce la funzione standard di cattura in Windows.

Avviamo la registrazione

7 Quando avviamo la registrazione schermo, PicPick ci mostrerà
una barra superiore e il riquadro da registrare. Possiamo
modificare l’inquadratura dal menu Area di registrazione, o
passare all’intero schermo cliccando l’icona a forma di monitor
8 Anche la selezione della registrazione della parte audio può
essere modificata direttamente dalla barra di PicPick. Se
clicchiamo sull’icona a forma di altoparlante ci apparirà un
menu in cui scegliere se registrare l’audio e, se sì, da che fonte

Il gioco è fatto

9 Nella barra superiore della registrazione schermo di PicPick
troviamo anche l’icona che ci permette di selezionare il formato
di destinazione della registrazione, scegliendo fra MP4
o GIF animato, con le impostazioni che abbiamo configurato
10 Possiamo attivare PicPick anche dall’icona nella barra delle
applicazioni. Con un clic destro apriremo un menu da cui
selezionare una delle funzioni, ovviamente comprese quelle
per la registrazione schermo e per la cattura delle schermate.

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Creative, Formazione

Photodemon: rimozione di persone o cose dalle nostre foto

Con un programma semplice e gratuito come PhotoDemon 9.0 abbiamo tutti gli strumenti necessari per compiere l’operazione in un paio di minuti

Se non abbiamo molto tempo a disposizione per usare programmi di editing complessi o più semplicemente non vogliamo pagare alcuna licenza o abbonamento, in Rete possiamo trovare delle ottime alternative a sua maestà Photoshop di Adobe. Una delle più interessanti è rappresentata da PhotoDemon 9.0. Questo è un programma Open Source e gratuito che permette di modificare le foto in modo semplice e intuitivo.

L’editor, infatti, mette a disposizione una serie di funzionalità utili, supporta un buon numero di formati (RAW, PSD, GIF e altro) e non necessita di alcuna installazione (può essere avviato da una chiavetta USB). Tra le molteplici funzioni proposte da PhotoDemon 9.0 la più interessante è quella che permette di rimuovere da una foto un qualsiasi elemento in pochi istanti: l’Intelligenza Artificiale cancella automaticamente l’area selezionata sostituendo i pixel eliminati. Vi spieghiamo come fare.

Indice

Photodemon, modificare foto

Photodemon
1) Per utilizzare il programma dobbiamo semplicemente andare sul sito ufficiale (https://photodemon.org) e cliccare su PhotoDemon 9.0 (zip file, 14.3 mb) per scaricare il file che non necessita di alcuna installazione su Windows.
Photodemon
2) Per decomprimere il file PhotoDemon-9.0.zip dobbiamo fare clic destro su di esso e scegliere la voce Estrai tutto… Poi indichiamo in quale cartella estrarre PhotoDemon. Per far partire il programma basta cliccare sul file PhotoDemon.exe.

Scegli la lingua

Photodemon
3) Una volta avviato il programma troveremo una schermata che permette di selezionare la lingua (c’è l’italiano), decidere se avere un’interfaccia chiara o scura (compreso il tipo di colore) oppure icone monocromatiche o colorate.
Photodemon
4) Dopo aver effettuato le nostre scelte, possiamo finalmente iniziare a modificare le foto. Il programma propone un menu di avvio rapido (Nuova immagine, Apri immagine, Importa da appunti, Elaborazione in lotti).

Selezione l’oggetto da rimuovere

5) Per modificare una foto carichiamola con Apri immagine. Una volta caricata, per eliminare gli elementi inutili (nel nostro caso alcune persone) usiamo lo strumento Selezione ellittica (barra di sinistra, seconda icona della sezione seleziona).
6) Per attivare lo strumento possiamo premere il tasto S oltre che fare clic sull’apposito pulsante nella barra laterale di sinistra. Tenendo premuto il tasto sinistro del mouse possiamo allungare, allargare e spostare l’area selezionata a piacimento.

Riempiamo lo sfondo

7) Se l’immagine è piccola possiamo ingrandirla utilizzando la combinazione Ctrl + (Ctrl – per rimpicciolirla). Sulla barra in alto clicchiamo su Modifica e nel menu a tendina selezioniamo la funzione Riempimento sensibile al contenuto.
8) Le impostazioni di base permettono di ottenere dei buoni riscontri: per un risultato ottimale possiamo indicare le aree della foto dalle quali devono o non devono essere estratti i pixel. Con la combinazione Ctrl+Z possiamo ripristinare la foto originale.

Et voilà! Il gioco è fatto!

Per dare gli ultimi ritocchi all’area che ci interessa, clicchiamo con Ctrl+D per ripulirla e premendo C sulla tastiera scegliamo il Timbro clone. Sulla barra in alto selezioniamo la dimensione del pennello e il grado di opacità (va bene un 70%).
10) Premiamo Ctrl mentre clicchiamo sull’area che vogliamo clonare: con un altro clic completiamo l’operazione. Sulla barra in alto andiamo su Regolazioni e selezioniamo Migliora automaticamente: ora possiamo salvare la nostra foto.

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Tabelle di Excel in Word

Portare i dati di Excel in Word è tutto sommato semplice. Quello che è decisamente più impervio è scegliere il modo giusto di farlo, a seconda dei diversi bisogni. Scopriamo le diverse modalità possibili.

Inseriamo una tabella nei diversi modi

1 Questa guida ha soprattutto la finalità di mostrarci le differenze fra le varie opzioni, quindi nei prossimi passaggi lavoreremo in Word.

Il punto di partenza di Excel infatti è sempre lo stesso: copiamo la parte che ci interessa.

2 Come prima opzione, dal menu Incolla, scegliamo di incollare mantenendo la formattazione: come possiamo vedere già dall’anteprima, in questo caso la tabella sarà semplicemente inserita.

3 Se invece scegliamo Incolla speciale… avremo accesso a una serie di opzioni.

Un consiglio: per capire al meglio il meccanismo, facciamo le prove su documenti di Word diversi, in modo da non “sovrapporre” le impostazioni.

4 Questa è la schermata fondamentale. In tutti i passaggi successivi useremo l’opzione Foglio di lavoro di Microsoft Excel Oggetto, ma nel primo caso a destra scegliamo l’opzione Incolla.

Vedremo nuovamente la tabella inserita.

5 Facendo doppio clic sulla nostra tabella all’interno del documento di Word, come potremo vedere si aprirà una sorta di finestra “ibrida” in cui avremo accesso ai comandi principali di Excel.

6 Ripetiamo il passaggio al punto 4 e scegliamo Incolla collegamento.

Il modo più rapido per capire la differenza è fare clic sulla tabella con il tasto destro e scegliere Oggetto collegato, che ci permetterà di aprire o modificare il file in Excel.

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Nuove scorciatoie da tastiera

I tempi in cui ci chiedevamo a cosa servisse il tasto Windows sono lontani. Oggi le scorciatoie da tastiera che offre sono fra le più interessanti. Scopriamole insieme.

Niente dice “utente esperto” come la capacità di utilizzare le scorciatoie da tastiera.

Alcune, per esempio i classici Ctrl + C e Ctrl + V sono conosciute praticamente da tutti, mentre altre sono decisamente più esotiche, ma non meno necessarie, per esempio Ctrl + Tab per passare da una scheda aperta all’altra di un qualsiasi browser o, più in generale, di qualsiasi programma dotato di schede.

Le scorciatoie basate sul tasto Windows si sono fatte strada nel tempo.

Ai tempi del suo debutto il tasto Windows permetteva di aprire il menu Start e poco altro, ma oggi sono moltissime e alcune particolarmente utili.

Vediamone alcune, sia vecchi classici, sia alcune novità.

Usare meglio lo spazio

Passare da un punto all’altro dell’interfaccia di Windows in modo rapido è uno dei modi migliori per risparmiare tempo.

Windows + D permette di mostrare immediatamente il desktop (e poi ripristinare le finestre), mentre Windows + B permette di focalizzare la tray di sistema, dove poi potremo spostarci con le frecce.

Windows + T è una delle più interessanti, perché ci permette di focalizzare i programmi presenti nella barra delle applicazioni, dove potremo spostarci con le frecce della tastiera.

Windows + M è interessante perché permette di minimizzare tutte le finestre aperte, in modo permanente (quindi, non come Win + D che è reversibile).

Infine, una novità introdotta nell’aggiornamento 22H2 è Windows + Z che permette di aprire il menu degli snap per la finestra aperta e di scegliere un layout attraverso le frecce.

Windows a portata di tastiera

Oggi Windows ha numerosissime funzionalità integrate, dall’area di notifica ai Widget.

Ciascuna di queste ha la propria scorciatoia da tastiera, che permette di raggiungerle più facilmente.

Windows + A permette di aprire le Impostazioni Rapide, Windows + G ci porta nella Xbox Game Bar, mentre Windows + K permette di avviare la trasmissione su schermi wireless.

Windows + N apre il Centro Notifiche.

Se usiamo più schermi, sicuramente Windows + P ci servirà, dal momento che consente di cambiare le impostazioni di proiezione.

Curiosamente ci sono due scorciatoie gemelle, Windows + Q e Windows + S: entrambe aprono il nuovo menu di ricerca.

Windows + W evoca i Widget (o li chiude).

Se abbiamo bisogno di usare le impostazioni di accessibilità, possiamo usare Windows + U e non possiamo dimenticare la “regina” delle scorciatoie, Windows + I, che apre le Impostazioni di Windows.

Windows + H, infine, fa apparire la dettatura vocale.

Se abbiamo già l’aggiornamento 22H2 inoltre, Windows + Ctrl + L apre i sottotitoli automatici (che, purtroppo, non supportano ancora l’italiano).

Sotto al cofano

Naturalmente non mancano le scorciatoie che permettono di accedere anche a funzioni più dedicate a gestione e manutenzione del sistema.

Anche se in questo caso, per la verità, troviamo soprattutto scorciatoie storiche come Windows + E, che apre Esplora file, e Windows + R che apre la finestra Esegui.

Windows + L permette di bloccare lo schermo e infine Windows + X apre il menu Power User, che di fatto contiene l’accesso alle più importanti funzionalità avanzate.

IL “SUPER INCOLLA” È QUASI OBBLIGATORIO

Una delle scorciatoie più interessanti che esistono nelle ultime versioni di Windows è senza dubbio Windows + V.

Questa, infatti, permette di attivare la cronologia degli appunti. In pratica non saremo più limitati a incollare l’ultima cosa che abbiamo copiato, ma potremo scegliere da un elenco fra tutte quelle che abbiamo copiato a partire da quando abbiamo acceso il computer.

Si tratta di una funzione comodissima, già presente in Windows 10, che però deve essere attivata.

In pratica, la prima volta che premiamo questa scorciatoia, dovremo approvare alcune autorizzazioni aggiuntive prima di poterla utilizzare.

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GDPR

Violazione dei dati personali?

Violazione dei dati personali? Vuoi sapere se qualcuno sta violando i tuoi dati? Ecco la soluzione per te. Le informazioni degli account esposte in violazioni di dati possono portare a un furto di identità. F‑Secure ti aiuta a verificare se i tuoi dati personali sono inclusi in violazioni di dati note. Indirizzi e‑mail e informazioni sulle violazioni non verranno archiviati.

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DOMANDE FREQUENTI

Cos’è una violazione di dati?

Una violazione di dati si verifica quando un criminale informatico accede al database di un servizio o un’azienda che contiene i dati privati degli utenti. Questi dati possono essere nomi utente, password, codici fiscali, indirizzi e persino dati di pagamento. Gli elenchi vengono solitamente venduti online a gruppi criminali che intendono sfruttarli per trarne profitto.

Come può interessarmi una violazione di dati?

Le conseguenze più gravi possono verificarsi quando dati particolarmente sensibili come nomi utente, pass­word o codici fiscali vengono violati. Assicurati di non usare mai la stessa pass­word per più servizio: se uno di questi servizi che usi viene violato, considera come compromessi tutti gli account che usano la stessa password.

Cos’è il furto di identità?

Il furto di identità, specialmente se online, implica che qualcuno si fingerà te sfruttando i tuoi dati privati, solitamente per trarre un profitto. I criminali spesso ottengono questi dati in seguito a furti fisici, accesso a informazioni pubbliche o tramite violazioni di dati.

Il modo migliore per proteggere la tua identità online è proteggere i tuoi dati privati usando pass­word robuste e facendo attenzione a cosa condividi in servizi diversi.

Come faccio a sapere se la mia password è stata violata?

Quando le password vengono violate, significa solitamente che il servizio su cui usi tale password è stato vittima di una violazione di dati, che ha lasciato la tua password e, potenzialmente, altri tuoi dati personali esposti. In molti casi, possono passare anni prima che gli utenti sappiano che una loro password è stata resa pubblica.

Cosa rende robusta una password?

Una password robusta deve essere lunga, in quanto più complessa da indovinare. Avere almeno 8 caratteri è un buon punto di partenza, ma è ancora più importante usare una pass­word univoca per ogni servizio. Se un servizio viene violato e la tua pass­word trafugata, ci saranno rischi molto maggiori se utilizzi lo stesso indirizzo e‑mail e la stessa pass­word per accedere a più servizi.

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Formazione, Software

Raccogliere dati dalle immagini

Una funzione già presente da tempo in Office Mobile sbarca finalmente anche in Excel per computer: la possibilità di acquisire e raccogliere direttamente i dati a partire dalle immagini. Ecco come funziona.

Le immagini, e soprattut­to le fotografie, stanno guadagnando sempre più importanza nel mondo dei computer e nelle nostre vite. Grazie anche agli smartpho­ne, oggi spesso ci troviamo a usare le fotografie anche al posto dei promemoria o degli appunti.

Fotografare una lo­candina, un volantino o una tabella è abbastanza comune e per questo gli sviluppatori di Excel hanno messo a pun­to già da tempo nella versione mobile del programma uno strumento in grado di acqui­sire dati dalle immagini. Oggi questo strumento arriva an­che in Excel per desktop, dove possiamo farne un uso leg­germente diverso ma non per questo meno efficace.

Indice

Quanto è utile?

Al momento lo strumento incluso in Excel per desktop non offre, come invece la con­troparte mobile, un processo per raddrizzare le immagini prima di cercare di leggere i dati, quindi l’idea di usarlo come pseudo-scanner non è proprio quella migliore. Tutta­via ci sono decine di possibili applicazioni. Immaginiamo per esempio, tutto il patrimo­nio di informazioni mal acqui­site presenti online, ma anche nei nostri dischi fissi.

File PDF acquisiti in modo errato, per esempio, ma anche informa­zioni che non abbiamo avuto modo di ottenere in formati diversi. Oppure fotografie di tabelle a cui abbiamo fatto un piccolo aggiustamento attraverso un programma di fotoritocco. Insomma ci sono ottimi margini per sfruttare questa funzionalità in molti modi diversi.

Un po’ di lavoro

Si tratta di una funzione ag­giunta da poco in Excel e, come sempre succede con le novità. è probabile che venga migliorata in futuro. Ma già oggi fa un ottimo lavoro. In questa prova la redazione ha deliberatamente usato un file di scarsissima qualità, che ha richiesto numerosi aggiusta­menti, ma nonostante questo il tempo richiesto per inserire i dati in una tabella è stato in­feriore a quello necessario per digitarli a mano.

Abbiamo già accennato più volte in queste pagine come questa sia preci­samente la filosofia dietro alle nuove funzioni dei prodotti Microsoft: farci risparmiare tempo, anche senza bisogno di raggiungere la perfezione. Nell’esempio il risparmio di tempo non è poi molto (la ta­bella è piuttosto piccola) ma immaginiamo cosa potrebbe succedere se, per esempio, avessimo la scansione di un vecchio foglio A4 pieno di ci­fre che aspetta da tempo che troviamo la voglia di riversarle in un foglio Excel.

Non la trovi? Forza l’aggiornamento

Una nota importante: la funzionalità per raccogliere dati dalle immagini è piuttosto nuova e, come sappiamo, anche Office risponde a un sistema di aggiornamenti che non è sempre chiarissimo. Se non la troviamo ancora, proviamo a forzare un aggiornamento di Office.

tabella dati

Acquisizione dati passo a passo

acquisizione dati
1. Per raccogliere dati da immagini dobbiamo spostarci nella scheda Dati. Qui, nella zona Recupera e trasforma dati, scegliamo la voce Da immagine e poi Immagine da file.
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2. Nella finestra di Esplora file che si apre possiamo scegliere l’immagine da acquisire. Come possiamo vedere il sistema supporta tutti i formati più comuni.
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3. L’elaborazione richiede pochi secondi, poi si aprirà la scheda Dati da immagine: al di sopra troviamo l’immagine, al di sotto i dati che il sistema ha estratto.
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4. Facendo clic su Revisione, possiamo scorrere tutte le aree che richiedono attenzione, confrontarle ed eventualmente correggerle, per poi fare clic su Accetta.
5. Quando abbiamo finito con le correzioni, clicchiamo su Inserisci dati. La piccola finestra che si apre ci ricorda che è compito nostro assicurarci della loro validità. Per confermare facciamo clic sul secondo Inserisci dati.
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6. I dati vengono inseriti a partire dalla cella che era selezionata prima di avviare il processo. Come possiamo vedere il processo ha margini di miglioramento, ma la tabella ottenuta è decisamente fedele.
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Formazione

App Spesa elettrica

App Spesa elettrica: calcola i tuoi consumi facilmente. La verifica dei consumi di luce e gas è importante tanto quanto la scelta della giusta offerta.

Risparmiare energia con un’app sembra quasi fantascienza, ma è possibile.

Esistono infatti numerose applicazioni gratuite che ci aiutano a monitorare i consumi e a valutare lo storico delle nostre abitudini e, di conseguenza, ci fanno capire come risparmiare.

Quali sono le app per il controllo del consumo di energia elettrica

Esistono diverse app, gratuite che aiutano a controllare i dati dei consumi. Non tutte, però, sono uguali: alcune richiedono un setup più complesso.

Più si approfondisce la sincronizzazione tra l’app e l’impianto elettrico, più i risultati che l’app ci fornisce sono completi.

Vediamo alcuni esempi di app per energia elettrica.

Energy Consumption Analyzer

Energy Consumption Analyzer, anche detta ECAS, è un’app disponibile per Android su Google Play che monitora i consumi di luce, gas e acqua.

L’interfaccia è semplice e intuitiva ed è disponibile in italiano.

Le letture possono essere codificate per colore e possono essere aggiunti commenti che aiutino a ricordare un dato anomalo.

Dopo aver inserito i nostri dati, che si possono facilmente dedurre dalle bollette o dall’app luce e gas del nostro fornitore, ECAS calcola il tasso medio di consumo per ora, giorno, settimana o mese, che formalizza in un grafico che evidenzia il tasso di consumo nel tempo.

Se, oltre ai dati di consumo, l’utente fornisce anche il costo medio della componente energia, Energy Consumption Analyzer è in grado di calcolare anche i costi dei singoli consumi.

Purtroppo per ora non è disponibile per iPhone e sistema operativo iOs.

Omnia Genius

Omnia Genius è un’App gratuita con la quale è possibile monitorare tutti i consumi di energia della casa.

È perfetta per chi ha reso intelligente la propria abitazione, in quanto è più facile leggere e gestire i consumi di una smart home rispetto a quelli di una casa tradizionale.

Attraverso Omnia Genius  è possibile monitorare da remoto e in tempo reale i consumi di luce e gas, sia da smartphone che da tablet.

Accedere in tempo reale ai consumi aumenta la consapevolezza delle proprie abitudini di consumo energetico e ci aiuta ad adottare uno stile di vita più sostenibile, a basso impatto, amico dell’ambiente e del nostro portafoglio.

Omnia Genius, inoltre, può monitorare gli impianti fotovoltaici di casa, aiutando l’utente a controllare quanta energia del sole viene utilizzata nei consumi domestici e quanta, invece, viene ceduta alla rete.

Elios4you

Un’altra app per il consumo di energia è Elios4you, dedicata proprio agli impianti fotovoltaici.

È gratuita, ma è utilizzabile solo in abbinamento con il dispositivo Elios4you, acquistabile a parte.

Un primo utilizzo senza dispositivo è comunque fruibile grazie all’opzione “Demo”.

Elios4you monitora gli impianti fotovoltaici residenziali con efficienza e facilità.

In un’unica app, sono disponibili i dati dell’autoconsumo, dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico, dell’energia scambiata (immessa o prelevata) con la rete e l’energia consumata dal cliente.

Il dispositivo addizionale non necessita di un’installazione particolare e può essere installato in autonomia dall’utente stesso.

MyWatt Plug

L’app di MyWatt Plug è un’ottima soluzione gratuita per chiunque abbia bisogno di gestire da remoto le prese elettriche e monitorarne i relativi consumi.

Applicare un misuratore a una presa elettrica, infatti, è il miglior modo per affinare la lettura dei consumi.

Ogni singola presa può accogliere uno o più elettrodomestici e il misuratore può rivelare quanta energia viene assorbita dal dispositivo, sia in funzione sia in standby.

MyWatt Plug funziona con i misuratori MyWatt e consente di gestire i dispositivi da remoto sia da smartphone che da tablet.

La gestione da remoto dei dispositivi permette all’utente di accendere, spegnere o programmare l’avvio e lo spegnimento di computer, lampade, televisione e altro ancora, solo grazie all’app.

Per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, quest’app misura il dispendio energetico in tempo reale e gestisce uno storico delle ultime ore fino agli ultimi mesi.

Beeta Game

Quest’app, un po’ diversa dalle precedenti, è sviluppata in Italia e coniuga la gamification (cioè l’applicazione dei principi tipici del gioco a obiettivi non ludici) al risparmio in bolletta.

Grazie a una combinazione di missioni e punteggi (gli Honey Point), l’utente partecipa al gioco e viene inserito, in base ai propri risultati, in una classifica insieme agli utenti che utilizzano l’app.

Beeta Game ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza energetica, insegnando comportamenti virtuosi per risparmiare a casa e al lavoro nonostante non sia progettata specificamente per il controllo e la gestione dei consumi.

Gli utenti primi in classifica riceveranno un Beeta kit per il monitoraggio energetico.

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