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Macadam l'app che ti paga per camminare
Formazione

Cos’è Macadam e come funziona

Macadam è un’applicazione mobile che promette di farti guadagnare ogni volta che cammini, combinando contapassi, motivazione al movimento e un sistema di ricompense in denaro. L’idea alla base è semplice: trasformare un’attività quotidiana e salutare, come il camminare, in una fonte di micro-entrate o di donazioni a favore di associazioni benefiche.

Disponibile su Google Play e App Store, Macadam utilizza il sensore contapassi dello smartphone e l’integrazione con Google Fit o HealthKit per registrare i passi effettuati nell’arco della giornata. Ogni passo viene convertito in “coins”, una valuta virtuale che può essere successivamente convertita in euro tramite partner, buoni regalo o pagamento diretto.​


Installazione e requisiti dell’app

Per iniziare a usare Macadam basta scaricare l’app dallo store del proprio dispositivo, creare un account e consentire l’accesso ai dati di attività fisica. Su Android l’app si appoggia a Google Fit per leggere il numero di passi, mentre su iOS sfrutta i sensori integrati e l’integrazione con l’app Salute.

  • È richiesta una versione relativamente recente del sistema operativo per garantire compatibilità con i sensori e le API fitness.
  • È necessario abilitare i permessi per conteggio passi, notifiche e, opzionalmente, geolocalizzazione per funzioni social e sfide di prossimità.

L’installazione è gratuita, ma l’app può integrare pubblicità, sondaggi o mini-giochi come fonti aggiuntive di coins rispetto ai soli passi.​


Come Macadam trasforma i passi in denaro

Il cuore di Macadam è il sistema di conversione passi → coins → euro, che rende il camminare un’attività potenzialmente remunerativa. Ogni passo genera una piccola frazione di coin, che si accumula durante la giornata fino al raggiungimento di soglie prestabilite.​

  • A fine giornata è necessario convertire i passi registrati in coins all’interno dell’app, altrimenti i passi non convertiti possono andare persi.
  • I coins ottenuti possono essere convertiti in varie forme di ricompensa: accredito su conto, carte regalo, sconti presso partner o donazioni a enti benefici.​

Il rapporto tra coins e denaro è deliberatamente conservativo: servono molti passi (e spesso anche interazioni con annunci, survey o mini-task) per raggiungere cifre rilevanti. Per questo, Macadam è più una leva motivazionale a muoversi e a guadagnare piccole somme, piuttosto che una vera fonte di reddito.​


Funzioni principali: contapassi, statistiche e sfide

Macadam offre una serie di funzionalità pensate per rendere l’attività fisica più coinvolgente e facile da monitorare. L’interfaccia si concentra su pochi elementi: passi giornalieri, coins accumulati, obiettivo e progressi nelle sfide o missioni.

Le funzioni chiave includono:

  • Contapassi giornaliero con storico, grafici e medie settimanali, per visualizzare l’andamento nel tempo.
  • Statistiche su calorie bruciate, distanza percorsa e durata dell’attività, calcolate a partire dai passi e dai dati di profilo.
  • Sfide e obiettivi, come raggiungere un certo numero di passi al giorno o partecipare a challenge con la community per accumulare bonus di coins.

Queste funzionalità si combinano con notifiche e sistemi di ricompensa per mantenere alta la motivazione e trasformare il cammino in un’esperienza ludica e social.


Community e aspetti social dell’app

Uno degli elementi distintivi di Macadam è la dimensione comunitaria, che permette di sentirsi parte di un gruppo di persone che camminano con un obiettivo comune. L’app integra funzioni per scoprire altri utenti nelle vicinanze, partecipare a sfide condivise e, in alcuni casi, sostenere cause benefiche camminando.

  • La community può essere usata per confrontare i propri risultati, ottenere ispirazione e partecipare a eventi o sfide a tempo.
  • Alcune campagne promozionali collegano i passi a donazioni per associazioni, facendo percepire il camminare come un gesto utile per sé e per gli altri.

Questo approccio social rende l’app più interessante per chi cerca motivazione esterna e gamification, non solo numeri in una schermata.


Vantaggi di usare Macadam per camminare di più

Per chi ha uno stile di vita sedentario o lavora molte ore al computer, Macadam può rappresentare una spinta concreta a muoversi di più. Il sistema di ricompense, anche se economicamente limitato, aggiunge quel fattore di “gioco” che spesso manca nelle app fitness tradizionali.​

I principali vantaggi includono:

  • Maggiore motivazione quotidiana, grazie a obiettivi chiari, coins e progressi visibili in tempo reale.
  • Monitoraggio strutturato dell’attività, con statistiche che aiutano a capire se si sta migliorando nel medio periodo.
  • Possibilità di convertire una buona abitudine (camminare) in piccole ricompense economiche o donazioni, rendendo il gesto ancora più gratificante.​

Per molte persone, l’idea di “non sprecare i passi” può diventare un potente driver per fare una fermata in meno con i mezzi o scegliere le scale invece dell’ascensore.


Limiti, recensioni critiche e rischi percepiti

Come spesso accade per le app “walk to earn”, Macadam non è esente da critiche e punti deboli rilevati dagli utenti. Alcune recensioni segnalano problemi legati al conteggio dei passi, alle notifiche e alla reale convenienza economica del sistema di ricompense.

Tra i limiti più citati:

  • Necessità di convertire manualmente i passi in coins a fine giornata, con perdita dei passi non convertiti e mancanza di avvisi chiari in certi casi.
  • Discrepanze tra il conteggio dei passi registrati da Macadam e quello di smartwatch o altre app, che generano dubbi sull’accuratezza.
  • Rapporto coins/euro poco vantaggioso, che richiede moltissimo tempo e attività (o compiti aggiuntivi come survey e pubblicità) per ottenere cifre modeste.​​

Su alcuni forum online, utenti si interrogano esplicitamente se app come Macadam siano convenienti o se il modello di business, basato su pubblicità e task, sposti l’attenzione dal camminare al completare offerte. Tuttavia, fino alle ultime discussioni, l’app viene vista più come un programma di ricompense borderline “low-pay” che come una truffa vera e propria.​​


Come massimizzare i guadagni con Macadam

Chi decide di usare Macadam con costanza può adottare alcune strategie per ottimizzare il ritorno in coins senza distogliere troppo l’attenzione dalla salute.​

Alcuni suggerimenti pratici:

  • Impostare promemoria personali (anche con altre app) per ricordarsi di convertire i passi in coins prima della fine della giornata.
  • Combinare l’uso di Macadam con una routine strutturata di camminate, come 8.000–10.000 passi al giorno, in modo da trasformare il guadagno in un “bonus” della propria attività.
  • Valutare con attenzione task aggiuntivi (pubblicità, sondaggi, mini-giochi), selezionando solo quelli che offrono un rapporto coins/tempo accettabile.​​

Una gestione consapevole evita di trasformare la ricerca di coins in un’attività stressante o assorbente, mantenendo il focus sul benessere fisico.​


Macadam è sostenibile e sicura?

La sostenibilità di un modello “walk to earn” dipende dalla capacità dell’azienda di monetizzare le interazioni degli utenti e di reinvestirne una parte sotto forma di ricompense. Le fonti di entrata tipiche sono pubblicità, partnership commerciali, survey e offerte promozionali integrate nell’app.​

Per quanto riguarda la sicurezza:

  • L’app richiede accesso ai dati di attività fisica e, in alcuni casi, alla posizione, quindi è fondamentale leggere con attenzione l’informativa sulla privacy.
  • Dati come email e metodi di pagamento, se utilizzati per riscatti e prelievi, devono essere protetti da cifratura e conformità alle normative vigenti.

Al momento, le recensioni pubbliche mettono più in discussione la convenienza economica che non la sicurezza tecnica, ma è sempre consigliabile usare app di questo tipo con prudenza e monitorare eventuali cambi di condizioni.​


Per chi è adatta Macadam

Macadam è indicata soprattutto per chi vuole un incentivo in più per muoversi, senza aspettarsi guadagni significativi ma apprezzando la gamification del cammino. L’app è adatta a:

  • Persone sedentarie che cercano un motivo concreto e “tangibile” per alzarsi dalla sedia più spesso.
  • Studenti, lavoratori da remoto e professionisti che camminano molto nel quotidiano e vogliono monetizzare in piccola parte questa abitudine.​
  • Utenti attenti alle cause sociali, interessati a trasformare i propri passi in donazioni alle associazioni partner.

Chi invece cerca uno strumento avanzato per allenamento sportivo, con focus su programmazione, frequenza cardiaca e metriche approfondite, potrebbe preferire app fitness specializzate e usare Macadam solo come complemento.​


Consigli d’uso per un’esperienza equilibrata

Per sfruttare al meglio Macadam senza sviluppare aspettative irrealistiche, è utile impostare da subito un approccio equilibrato.​

Alcuni consigli chiave:

  • Considerare i coins come un bonus, non come l’obiettivo principale; il focus resta il miglioramento dello stile di vita.​
  • Impostare obiettivi di passi realistici, in linea con il proprio livello di forma e gli impegni quotidiani, evitando di sovraccaricarsi.
  • Monitorare periodicamente se il tempo speso su task e pubblicità è in linea con il valore effettivo delle ricompense ottenute.​​

In questo modo l’app diventa un alleato per la salute, non una fonte di stress o frustrazione legata ai guadagni.


Confronto con altre app di camminata remunerata

Nel panorama delle app “walk to earn” e “move to earn”, Macadam si colloca nella fascia delle soluzioni che puntano su semplicità, community e conversione diretta in denaro o buoni. Altre app possono invece concentrarsi su criptovalute, NFT o premi puramente virtuali, con dinamiche più complesse e volatili.​

  • Macadam privilegia l’uso di moneta fiat e gift card, evitando complessità legate al mondo cripto e rendendo il meccanismo più comprensibile a un pubblico generalista.​
  • Il focus su passi, challenge e community la rende particolarmente adatta come primo ingresso nel mondo delle app che remunerano l’attività fisica.

La scelta tra Macadam e altre soluzioni dipende da quanto l’utente è disposto a gestire strumenti finanziari alternativi e dalla propria sensibilità al rischio.​​


Conclusione: ha senso usare Macadam nel 2026? SI!

Nel 2026 Macadam rappresenta una delle opzioni più semplici e dirette per chi vuole trasformare il proprio camminare in una piccola fonte di ricompense economiche o sociali. Non sostituisce un lavoro né garantisce guadagni elevati, ma può fare la differenza sul piano motivazionale, aiutando a mantenere la costanza nel movimento quotidiano.​

Se l’obiettivo principale è migliorare la salute, tenere traccia dei passi e sentirsi parte di una community attiva, Macadam può essere uno strumento utile, a patto di usarlo con consapevolezza e aspettative realistiche sui guadagni. In questo scenario, ogni passo conta davvero: per il corpo, per la mente e, in minima parte, anche per il portafoglio.​

Scarica l’app!!

attacco hacker regione lazio
Formazione, Internet, Sicurezza informatica, Sistemi

Attacco hacker senza precedenti alla Regione Lazio

È un attacco hacker che non ha precedenti in Italia quello avvenuto la scorsa notte contro il sistema informatico della Regione Lazio. L’intrusione ha mandato in tilt il sistema di prenotazione del vaccino, ma potrebbe avere causato danni ben più gravi, minacciando la riservatezza dei dati sensibili del 70% degli abitanti di Roma e Province vicine che si erano vaccinati. Mentre il virus informatico è ancora attivo, i servizi di intelligence italiani ed europei stanno indagando per ricostruire l’accaduto. Dai primi accertamenti della polizia postale è emerso che l’attacco è partito dall’estero, anche se non è ancora stato possibile circoscrivere l’area geografica.

I dati sensibili di milioni di cittadini vaccinati a Roma e nelle provincie potrebbero finire nelle mani dei pirati del web, che hanno chiesto un ingente riscatto in bitcoin: informazioni di comuni cittadini, ma anche di politici, dirigenti e imprenditori. Si teme che la minaccia diventi nazionale.

Fonti di sicurezza fanno inoltre sapere che i pirati non hanno avuto accesso alle storie cliniche dei milioni di utenti registrati sul Ced regionale, visto che la violazione ha interessato l’area delle prenotazioni Cup e vaccinali che hanno permesso loro l’accesso ai dati anagrafici.

Attacco hacker alla Regione Lazio: le piste

I pirati informatici sono entrati utilizzando la postazione aperta di un dipendente degli uffici della Regione, scrive il quotidiano. Gli hacker hanno utilizzato un malware poco complesso: il loro intento non consisterebbe nel rubare i dati di milioni di persone, ma di sabotare l’intero sistema e rendere le reti inutilizzabili, causando così un danno molto difficile da riparare. La componente dell’attacco sarebbe, quindi, di matrice criminale e non politica: inizialmente era stata considerata la pista no vax. Ma gli inquirenti non escludono ancora nulla.

Attacco hacker alla Regione Lazio

Secondo la prima informativa inviata agli organi di sicurezza, come riporta ‘La Repubblica’, non si sarebbe trattato un attacco di uno Stato straniero.

La paura, però, è che i dati sanitari della classe dirigente italiana possano essere venduti sul mercato nero. E inoltre che possa essere messa all’asta la capacità di sabotare la campagna vaccinale del Lazio.

Dalle indagini è emerso che l’attacco è partito dalla Germania, anche se potrebbe trattarsi anche solo di una triangolazione studiata per rendere non riconoscibile il luogo di partenza degli hacker.

Attacco hacker alla Regione Lazio: come sono entrati nel sistema

Gli hacker si sono introdotti nel sistema informatico della Regione Lazio non attraverso una mail, bensì da una postazione lasciata aperta. In pratica un computer collegato alla rete dell’agenzia Lazio Crea.

In queste ore, tra le cose, si sta tentando di capire se a lasciare aperta la postazione sia stato per caso o dimenticanza oppure volontariamente.

Da quella postazione è stato inserito un malware abbastanza comune, ma che, a causa dell’inadeguato sistema di protezione delle reti sanitarie della Regione Lazio, è riuscito ad arrivare fino al CED (il Centro di Elaborazione Dati della Regione Lazio, dove sono contenuti tutti i dati sanitari).

Al momento non risultano cancellati i dati.

Per bloccare l’attacco, però, i tecnici hanno dovuto spegnere il CED. La paura è che, una volta fatto ripartire, i dati possano essere cancellati o resi inutilizzabili.

Attacco hacker alla Regione Lazio: il riscatto

Nel pomeriggio di domenica è stata trovata una mail in cui veniva indicato un indirizzo mail a cui pagare il riscatto, senza però indicare la cifra.

Secondo attacco hacker alla Regione Lazio

Nella notte tra domenica e lunedì, all’1,30, i tecnici hanno tentato di riavviare il CED ma è partito un nuovo attacco hacker.

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jbs sotto attacco ransomware
Formazione, Sicurezza informatica

JBS sotto attacco ransomware

Mercoledì la società statunitense controllata dalla multinazionale brasiliana JBS, la prima al mondo nel settore della lavorazione della carne, ha fatto sapere di aver pagato 11 milioni di dollari (9 milioni di euro) come riscatto per un attacco informatico “ransomware” subìto la scorsa settimana. L’amministratore delegato di JBS USA, Andre Nogueira, ha detto che l’attacco ha impedito il funzionamento dei macelli negli stabilimenti degli Stati Uniti e dell’Australia per un giorno.

Come l’attacco informatico dello scorso 7 maggio a danno dei sistemi della Colonial Pipeline, uno dei più grandi e importanti oleodotti degli Stati Uniti. Anche questo compiuto con un “ransomware”, ovvero un software malevolo installato dagli hacker che blocca alcuni dati, sbloccati solo con il pagamento di un riscatto (in inglese ransom). Secondo le indagini preliminari, nell’attacco non sarebbero stati sottratti dati aziendali né dati relativi ai dipendenti. Reuters ha scritto che secondo una persona coinvolta nelle indagini, l’attacco è opera di un gruppo di hacker che ha legami con la Russia. Questi ultimi avrebbero utilizzato il ransomware REvil, o Sodinokibi. Il colosso della carne ha versato una somma pari a 11 milioni di dollari per evitare qualsiasi potenziale interruzione dell’attività.

JBS ha pagato la somma chiesta in bitcoin

La conferma di quanto avvenuto giunge oggi direttamente dal sito ufficiale, con un comunicato che mette nero su bianco la cifra versata. Non è dato sapere il nome della gang, ma secondo FBI si tratta di una delle più pericolose, con un modus operandi sofisticato. Riportiamo di seguito le parole attribuite a Andre Nogueira, CEO di JBS USA.

JBS sotto attacco ransomware

È stata una decisione molto difficile da prendere per la nostra azienda e per me personalmente. Ciò nonostante, abbiamo ritenuto la scelta fosse necessaria al fine di prevenire qualsiasi potenziale rischio per i nostri clienti.

A rendere la vicenda di particolare interesse non è tanto la cifra pagata (oltre il doppio rispetto al riscatto di Colonial Pipeline, ora in parte recuperato), quanto il fatto che il passaggio della valuta sia avvenuto senza uno stop dell’infrastruttura vero e proprio: i sistemi informatici di JBS non si sono mai fermati se non in minima parte, grazie ai protocolli di sicurezza integrati e alla possibilità di contare su solidi sistemi di backup. Potrebbe dunque essere questa la nuova frontiera degli attacchi ransomware? Estorcere denaro non in seguito alla messa offline dei network colpiti, ma a fronte della minaccia di farlo.

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