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Un monitor ultralargo per la produttività e il gioco

Tra le prime periferiche a marchio Legion, l’Y44W è un monitor ultralargo curvo che può attrarre i gamer ma anche chi, per motivi di lavoro, ha bisogno di un’area ampia in cui affiancare molte finestre.

Chi lavora al Pc mantenendo spesso aperte molte finestre conosce bene i vantaggi di una configurazione con due monitor affiancati. Se la scrivania è abbastanza spaziosa, infatti, si possono sfruttare i due pannelli per visualizzare più applicazioni e finestre. Oppure per sfruttare a fondo lo spazio disponibile e controllare simultaneamente più schermate o attività senza essere costretti a intervenire sullo zoom. Per esempio nel caso dei software di montaggio video o di elaborazione audio multitraccia.

Ma questo setup, per quanto pratico e abbastanza semplice da realizzare, ha qualche difetto non trascurabile. Innanzitutto, l’utente si trova con la linea di demarcazione tra i due schermi proprio al centro del suo campo visivo. Inoltre servono monitor con cornici sottili per limitare la larghezza dello spazio vuoto tra i due pannelli. La configurazione con due schermi non è molto adatta all’utilizzo multimediale. Se ad esempio si riproduce un video a tutto schermo, questo ne occupa soltanto uno dei due, lasciando l’altro attivo e luminoso (o costringendo a spegnerlo a mano). Lo stesso vale per le sessioni di gioco. A meno di tentare la fortuna con improbabili configurazioni avanzate capaci di estendere la finestra su più schermi.

Un’alternativa interessante ai setup multimonitor sono gli schermi ultrawide. Le prime generazioni avevano un rapporto d’aspetto di 21:9, ma più recentemente hanno iniziato a fare la loro comparsa modelli ancor più spinti, con rapporto di 32:9 o 32:10. Queste sono le caratteristiche del Legion Y44W di Lenovo. Uno schermo di grandi dimensioni pensato per i giocatori e gli utenti evoluti, che cercano un’area di lavoro particolarmente ampia.

Indice

Lenovo Legion Y44W

Il Legion Y44W è un monitor 32:10, con una risoluzione di 3.840 x 1.200 pixel e un rapporto d’aspetto di 32:10. L’area disponibile è quindi simile a quella fornita da una coppia di più tradizionali monitor wide con risoluzione Full HD. È importante evidenziare non soltanto l’estensione orizzontale, esattamente doppia rispetto a un monitor panoramico tradizionale, ma anche quella verticale. Ogni colonna è composta da 1.200 pixel, e quindi garantisce uno spazio verticale leggermente superiore rispetto allo standard Full HD, prezioso per ottenere il massimo da tutte le applicazioni a scorrimento verticale (dal browser Web fino ai software di produttività come Word o Excel).

monitor ultralargo Lenovo
Artery integra una semplice procedura di calibrazione, ma per ottenere la massima corrispondenza cromatica bisogna utilizzare un colorimetro e
un software di calibrazione più potente.

In genere, il rapporto 16:10 è meno adatto alla riproduzione multimediale, poiché costringe il software ad aggiungere piccole bande nere orizzontali sopra e sotto il video. In questo caso la larghezza è così elevata da offrire spazio in abbondanza per allargare qualsiasi contenuto fino a occupare tutto lo schermo in altezza.

Più spazio per tutti

La diagonale è pari a 43,4 pollici, pari a circa 110 cm, mentre l’altezza del pannello è di circa 32,5 cm. Nel complesso, l’ingombro e l’impatto visivo sono simili a due monitor 16:10 posizionati uno a fianco all’altro con un leggero angolo tra loro. Lo schermo dell’Y44W, infatti, non è piatto, ma ha invece un raggio di curvatura di 1,8 metri (1800R). Il risultato è un dispositivo abbastanza imponente e certamente capace di catturare l’attenzione, ma non mastodontico o impossibile da collocare.

La larghezza complessiva, infatti, è di “soli” 122 cm, mentre l’altezza minima è inferiore a 47 cm. La scrivania che dovrà ospitarlo deve comunque garantire una buona profondità, poiché il piedistallo è piuttosto voluminoso. I dati di targa indicano una profondità minima di 37,6 cm, ma il cablaggio potrebbe richiedere un paio di centimetri in più.

Attacco Vesa

A proposito di piedistallo: è voluminoso e piuttosto ingombrante anche visivamente. La base, infatti, ha una V rovesciata che si estende l’utilizzatore, superando la verticale del pannello. Il vantaggio offerto da questa struttura è un’eccellente solidità: lo schermo rimane sempre stabile, nonostante una dimensione molto generosa e un peso tutt’altro che trascurabile. Lo stand è regolabile in altezza e consente di angolare il pannello lungo l’asse orizzontale (verso l’alto o verso il basso) e verticale (verso destra o sinistra). Nel complesso, le regolazioni consentono una discreta flessibilità. Rimangono sempre almeno 10 cm tra il tavolo e il bordo inferiore dello schermo, anche nella posizione più bassa.

Chi non riuscisse proprio a sopportare la forma dello stand, o avesse bisogno di collocarlo in posizioni non supportate, può sfruttare l’attacco Vesa 100×100 e acquistare un braccio o un sistema di installazione alternativo. Deve comunque fare naturalmente attenzione a scegliere un modello capace di sopportare il peso e le dimensioni del pannello. Lenovo reclamizza questo monitor come “near edgeless”, ma questa dicitura non è del tutto veritiera. La cornice vera e propria lungo i lati verticali e superiore è pari a soli 3 mm, ma, una volta acceso il pannello, si nota un’ulteriore cornice nera che porta lo spessore complessivo del bordo a circa 1 cm.

Caratteristiche e prestazioni

Il pannello è di tipo VA, ha una luminosità di picco dichiarata a 450 cd/m2, che scendono a 380 nella modalità tipica. Il monitor supporta i segnali Hdr (è certificato Vesa DisplayHdr 400). Tuttavia le sue caratteristiche tecniche non consentono una riproduzione efficace dei segnali a gamma dinamica estesa. La luminosità è accettabile (anche se certamente non eccezionale), ma ancor più penalizzante è l’assenza di qualsiasi tecnologia di local dimming, che limita i valori di contrasto, specialmente nella parte più scura dello spettro. I nostri test hanno confermato le attese. Il processore del monitor è tecnicamente in grado di supportare i segnali Hdr, ma la resa è mediocre. Si nota soltanto un leggero incremento della luminosità di picco, che supera le 500 cd/m2.

L’ingombro laterale del monitor non è trascurabile, sia per la curvatura (1800R) del pannello, sia per il suo spessore, sia infine per le dimensioni dello stand, che assicurano per contro un’ottima stabilità.
La dotazione di porte presenti sul retro è piuttosto ricca dal punto di vista quantitativo, ma mancano alcuni dettagli: i due ingressi Hdmi, per esempio, si fermano alla versione 2.0 dello standard.

Calibrazione di fabbrica, un aspetto su cui migliorare

A questo proposito, un altro aspetto negativo è la calibrazione di fabbrica. Le misurazioni con un colorimetro hanno evidenziato errori davvero elevati, con valori DeltaE superiori a 4. Con un po’ di lavoro si può ricondurre il pannello a un’accuratezza molto superiore (DeltaE medio di 1.2), ma servono competenze e attrezzature che non sono alla portata di tutti. Questo, probabilmente, è l’aspetto più deludente per un monitor venduto con un prezzo di listino che sfiora i 1.200 euro. Sicuramente il suo costo è dovuto al formato, alle dimensioni o alle molte funzioni aggiuntive, e non alla particolare accuratezza nella riproduzione dei colori. Ma i risultati ottenibili con una calibrazione accurata sono ottimi, ed è un peccato che almeno una parte degli acquirenti non sfrutterà mai tutto il potenziale di questo monitor.

Lenovo Legion Y44W perfetto per il gaming

Per quanto riguarda il gaming, l’Y44W è compatibile con le modalità FreeSync 2 di Amd e GSync di Nvidia, e vanta una latenza gray to gray minima di 4 millisecondi (6 ms in modalità normale). Proprio la resa in ambito videoludico è uno dei punti di forza dell’Y44W. La dimensione orizzontale e la curvatura riempiono il campo visivo in modo molto convincente garantiscono una sensazione di immersione superiore a quella ottenibile con un monitor classico, e anche con un ultrawide da “soli” 21:9.

Anche se la risoluzione non è elevatissima, a causa del rapporto d’aspetto estremo la quantità di pixel da muovere è comunque elevata. Serve quindi un sistema, e in particolare una scheda video, capace di garantire prestazioni almeno discrete per potersi godere i titoli più immersivi senza scendere a troppi compromessi sul fronte della qualità. Bisogna anche mettere in conto di perdere qualche minuto per convincere molti titoli a lavorare alla risoluzione nativa. La situazione migliora con i giochi più recenti, ma il supporto non è sempre immediato.

Nulla che una ricerca sul Web e qualche minuto di lotta con le impostazioni non possa quasi sempre risolvere. Per quanto riguarda la dotazione di ingressi, il y44w è piuttosto ben fornito. Il pannello posteriore ospita 2 prese Hdmi 2.0, una DisplayPort 1.4, una Usb TypeC 3.1 Gen2 (DisplayPort 1.4 Alt Mode) e una Usb TypeC 3.1 Gen1 (DisplayPort 1.2 Alt Mode); manca il supporto Hdmi 2.1, un’assenza che tradisce l’età del progetto.

USB 3.1

È invece disponibile un hub Usb 3.1 con quattro porte Type A, due delle quali collocate in un elemento estraibile con una pressione lungo il margine inferiore dello schermo (lo stesso pannello ospita anche una presa audio jack da 3,5 mm). A proposito di audio, nella confezione del monitor si trova anche un curioso speaker a forma di tronco di cono, pensato per essere montato nella base dello stand.

Lo speaker integrato nella base propone una fila di tasti non troppo evidente, che permettono di accendere e spegnere il dispositivo, regolare il volume e controllare i led Rgb integrati.

Questo accessorio è marchiato Harman/Kardon e ospita anche un’illuminazione a Led Rgb piuttosto scenografica, che può comunque essere disattivata tramite un piccolo pulsante collocato sullo speaker stesso. Altri pulsanti controllano l’accensione dell’altoparlante e consentono di regolare il volume. Lungo la base si trova una seconda presa per le cuffie, anch’essa con jack da 3,5 mm.

Sotto il logo,
al centro del bordo inferiore,
è presente un elemento estraibile che offre due prese Usb 3.1 di tipo A, collegate all’hub integrato nel monitor, e un jack da 3,5 mm per le cuffie.

Il collegamento con il monitor e l’alimentazione richiedono un cavetto dedicato, che occupa due prese Usb (esaurendo la dotazione di porte Type A posteriori). Nonostante qualche difetto, quest’accessorio sarebbe anche interessante se garantisse una qualità audio almeno discreta. Il logo Harman/Kardon ci aveva fatto sperare, ma invece la resa acustica è piuttosto scadente. Difatti è adatta al massimo a un uso casuale (ad esempio per riprodurre i suoni di sistema o qualche video proveniente da Internet), principalmente a causa di un vuoto pressoché totale sulla gamma bassa.

Le funzioni avanzate del Lenovo Legion

Sfruttare adeguatamente un monitor con un formato così particolare non è sempre un’impresa semplice. La classica suddivisione dello schermo con due finestre affiancate è infatti poco adatta a un rapporto d’aspetto così sbilanciato in orizzontale. Diventa quindi preziosissima la funzione snap layouts di Windows 11, che permette di organizzare le finestre anche in più di due colonne. Ma chi è rimasto alla versione precedente del sistema operativo può sfruttare l’impagabile FancyZones, uno strumento estremamente flessibile e potente che fa parte della collezione PowerToys di Microsoft.

monitor ultralargo gaming lenovo
Il Legion Y44W
integra funzioni Kvm che permettono di utilizzare mouse
e tastiera con due sistemi diversi, collegati a due ingressi del monitor; raggiungerle però è davvero scomodo, a causa dell’intricato menu Osd.

Lenovo Artery

Interessanti sono anche le opzioni offerte dal software di gestione Lenovo Artery. Questo tool consente per esempio di attivare le funzioni picture in picture (che mostra in una finestra le immagini provenienti da un secondo ingresso). E soprattutto picture by picture, che consente di dividere lo schermo in verticale in due sezioni distinte (di dimensioni uguali oppure con rapporto 2 a 1), assegnando poi un ingresso diverso a ciascuna metà.

monitor ultralargo lenovo
Per sfruttare al massimo l’ampia superficie del monitor si possono attivare diverse modalità picture by picture (Pbp), che dividono lo schermo in due zone alimentate da ingressi diversi.

In questo modo si possono collegare al monitor più dispositivi, anche se il passaggio da un contesto all’altro non è semplicissimo. L’Y44W offre una funzione Kvm (per sfruttare le stesse periferiche di input con due computer), ma le procedure necessarie per attivare questa funzione (tramite i menu Osd) sono talmente laboriose che spesso è più veloce spostare i cavi da un computer all’altro. O ancor meglio sfruttare le funzioni di continuità offerte da applicazioni come Synergy, Barrier o ShareMouse. Più in generale, Artery è un software piuttosto povero e poco ergonomico, che avrebbe bisogno di essere svecchiato e reso molto più rapido nelle risposte. Invece, purtroppo, non si registrano aggiornamenti ormai da molti mesi.

Conclusioni

Il Legion y44w dai Lenovo offre un formato non comune, un’ampia area di lavoro e un pannello curvo perfetto rendere più immersivi i titoli videoludici. Non tutte le caratteristiche tecniche sono a livello di un progetto così ambizioso (l’Hdr in particolare non brilla), ma chi cerca un prodotto così particolare deve scendere a qualche compromesso. Buona la fedeltà cromatica dopo la calibrazione, che però è necessaria perché la configurazione di fabbrica è davvero scadente.

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Monitor BenQ MOBIUZ EX3415R

Un grande monitor BenQ MOBIUZ EX3415R curvo con formato panoramico è l’ideale per entrare nelle scene dei giochi e dei film.

BenQ ha raggruppato i display per il gaming sotto l’egida Mobiuz (ma esiste anche la serie Zowie, specifica per gli eSport), a cui appartiene il modello in prova.

L’apparecchio coniuga molte caratteristiche richieste dai gamer con un pannello Ips veloce, che lo rende adatto anche a un uso generico. Il monitor è imponente per via delle sue dimensioni importanti e per il rapporto d’aspetto panoramico di 21:9.

Lo schermo è effettivamente enorme con i suoi 34” e la curvatura dà veramente l’impressione di avvolgere il giocatore. Il design del monitor è giocato sul contrasto tra la curva dello schermo e la spigolosità delle linee della base e della colonna portante.

BenQ MOBIUZ EX3415R

Le superfici in plastica sono nere davanti intorno al pannello e lungo la colonna a sezione trapezoidale, mentre grigio argentato è il colore del retro e della base.

Quest’ultima ha forma a V e mostra all’utente una parte delle superfici di colore arancione.

L’articolazione tra corpo del display e colonna consente la regolazione dell’altezza, l’inclinazione e la rotazione.

Le cornici intorno al pannello seguono lo stile attuale: sono sottilissime su tre lati. In ogni caso, una volta acceso diventa visibile il bordo nero del pannello Lcd, che fa salire a poco più di un centimetro la cornice complessiva dei bordi laterali e superiore.

I tasti fisici per comandare le funzioni sono distribuiti lungo il bordo inferiore.

Ne troviamo infatti uno davanti nell’angolo in basso a destra, per l’attivazione delle tre modalità Hdr (giochi, cinema, display), altri due sotto la cornice in basso, sulla destra vicino al centro, per selezionare l’input e per l’accensione/spegnimento.

Chiude la serie il piccolo joystick, posto proprio tra i due tasti precedenti, necessario per navigare nel menu Osd.

Il prodotto di BenQ è fornito con un telecomando a infrarossi, un parallelepipedo piccolo e piatto in plastica nera opaca con una decina di tasti e un selettore circolare, molto comodo per l’accesso diretto al volume, alle modalità gioco e audio, alla funzione Pip.

PRO di BenQ

  • Ottime prestazioni cromatiche
  • Con il formato panoramico 21:9 e la curvatura sembra veramente di entrare nelle scene
  • Sezione audio efficace.

CONTRO di BenQ

  • Luminosità in Hdr non esaltante
  • Prezzo impegnativo

Il menu Osd è molto ricco e ben strutturato, con i numerosi parametri raggruppati in livelli gerarchici, ognuno visibile in una sezione dedicata e affiancata alle altre.

Con questa disposizione è sempre possibile vedere in che parte del menu si sta agendo.

I preset cromatici sono numerosi: quattro specifici per i giochi, altri cinque per impieghi più generici.

Le funzioni per i gamer includono Black eQual-izer e Light Tuner per schiarire le zone scure, B.I.+ (Bright Intelligence Plus) per regolare in automatico la luminosità, il contrasto e la temperatura colore in base alla luce ambiente rilevata dal sensore integrato, posto al centro del bordo inferiore della cornice frontale del monitor.

Da notare che, se si attivano le modalità Game Hdri oppure Cinema Hdri, la funzione B.I.+ entra automaticamente in funzione, ma è possibile disattivarla navigando nel menu Osd.

Nei nostri test abbiamo apprezzato il bilanciamento cromatico di base, già buono una volta selezionato il preset sRgb.

Con la calibrazione con la sonda le cose migliorano, ma solo leggermente, segno che il setup di fabbrica è stato fatto in maniera corretta.

In particolare abbiamo apprezzato la resa alle basse luci, che consente di distinguere bene i dettagli anche nelle zone più scure dalla scena.

Nonostante il pannello sia un Ips, la nitidezza dei piccoli dettagli in rapido movimento è risultata ottima, con scie estremamente corte.

Per ottenere questo risultato – ovviamente reso possibile dal refresh a 144 Hz – abbiamo impostato il parametro Ama (Advanced Motion Accelerator) a 3, il valore massimo, e abbiamo spento Blur reduction.

Il valore Mprt ottenuto con il test della scacchiera in rapido movimento è stato di 6,4 ms, mentre Mcr è risultato 157.

BenQ MOBIUZ EX3415R

La visione dei giochi e dei film in modalità Hdr non ha riservato brutte sorprese, anche se dobbiamo ammettere che la luminosità non è stata nulla di eccezionale.

Il monitor è conforme allo standard DisplayHdr 400, che in effetti non è molto.

Dei tre preset disponibili per l’Hdr il migliore è Display, Giochi è simile ma più contrastato e con maggior enfasi ai dettagli (forse troppa), Cinema è Il gamut del prodotto di BenQ è ben centrato sullo spazio colore sRgb, con blu e rosso quasi coincidenti, verde poco oltre il riferimento.

L’uniformità dei colori attraverso l’ampio pannello curvo è piuttosto buona, non altrettanto invece la costanza della luminosità.

270 mm815 mm550 mm425 – 525 mm34”8,5Kg praticamente inutilizzabile, dato che i colori sono falsati e le basse luci sono troppo alte.

Il monitor è dotato anche di un’ottima sezione audio 2.1, che abbiamo apprezzato con i giochi, i film e la musica.

Merito di un’amplificazione di 2 watt per canale per le due casse anteriori e di 5 watt per il subwoofer posteriore.

L’elettronica implementa la tecnologia TrueSound di treVolo e include un Dsp.

A conti fatti, il monitor di BenQ risulta essere un’ottima scelta per quanto riguarda le prestazioni visive e sonore.

Il formato panoramico curvo, poi, favorisce l’illusione di entrare nelle ambientazioni dei giochi e dei film e il prezzo è proporzionato alle caratteristiche dell’oggetto.

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Come collegare due monitor al PC

Se fino a qualche tempo fa collegare due monitor al PC poteva rivelarsi una spesa eccessiva, oggi quasi tutti li utilizzano per lavorare, così da poter suddividere meglio i programmi e le varie finestre. Praticamente ogni PC moderno può supportare il doppio monitor e, se così non fosse, possiamo sempre montare una scheda video con una doppia uscita video. A questo aggiungiamo che, nelle ultime versioni di Windows, possiamo trovare molte funzionalità di supporto alla configurazione dual monitor, cosa che prima richiedeva l’utilizzo di programmi appositi per “sdoppiare” il segnale.

collegare due monitor al PC

Con Windows 10 ogni monitor può avere la propria barra delle applicazioni e il pulsante Start, possiamo avere due sfondi diversi oppure uno solo panoramico esteso sui due schermi. In questa guida vi mostreremo i passaggi da seguire per collegare due monitor al PC, partendo dai requisiti e finendo con le impostazioni da configurare su Windows.

Tipo di schermo per il dual monitor

Per realizzare questa modalità sono ovviamente richiesti due monitor, che non devono per forza essere uguali. Si possono usare anche monitor di produttori diversi anche se, per ottenere i migliori risultati, conviene che i due monitor abbiamo la stessa risoluzione massima. Se si utilizzano due monitor con una diversa risoluzione, meglio farli operare ad una risoluzione supportata da entrambi (nell’esempio in alto, impostiamo entrambi i monitor a 1366×768 pixel).

Utilizzando due monitor con risoluzione diversa (uno a 1920×1080 pixel e l’altro a 1366×768 pixel per esempio) otterremo un ridimensionamento automatico delle finestre trascinandole da uno schermo all’altro. Questo potrebbe cambiare anche le proporzioni dei contenuti in una finestra (per esempio il testo di Word).

Tipo di collegamento tra PC e monitor

La seconda cosa da controllare sono i collegamenti presenti sul retro del PC e sul retro di entrambi i monitor. Sul computer devono essere presenti due uscite per il monitor, che possono essere disponibili sia sulla scheda madre sia sulla scheda video dedicata.

I tipi di collegamento più diffusi sono HDMIDisplayPort e DVI. Assicuriamoci che due di questi siano presenti sul retro del computer e controlliamo che entrambi i monitor posseggano almeno di una porta DVI (il più “anziano” tra quelli citati).

Cavi monitor

Evitiamo di utilizzare (se possibile) la connessione VGA, ormai datata per la maggior parte delle risoluzioni odierne. I due monitor possono anche avere due tipi diversi di connessione. Per esempio possiamo collegare un monitor con un cavo HDMI e l’altro con un cavo DVI o DisplayPort senza problemi.

Nel caso in cui dobbiamo comprare un secondo monitor controlliamo che siano presenti HDMI e DisplayPort, così da poterlo adattare a qualsiasi tipo di computer. Se si lavora con un portatile, possiamo collegare due monitor comprando una Docking Station, che fa da tramite e aggiunge le porte VGA o HDMI per il collegamento.

Scheda grafica del PC

Una scheda grafica dedicata di buon livello dovrebbe avere una porta HDMI, una porta DisplayPort e una porta DVI (anche se ultimamente non viene più inserita); sulle schede video più costose possiamo collegare fino a 6 monitor su altrettante porte!

scheda video

Se la scheda grafica è integrata nella scheda madre, quasi tutti i computer moderni offrono DVI e HDMI come porte video. Basterà sfruttare questi per ottenere il dual monitor. Dopo aver collegato i due monitor alla scheda video possiamo utilizzare sia le impostazioni di Windows sia il pannello di controllo dei driver dedicati alla scheda video per gestire la risoluzione e la modalità d’utilizzo

Configurare i due monitor su Windows

Dopo aver effettuato i vari collegamenti è il momento di accendere il computer e configurare i due schermi. Consigliamo di partire sempre con un solo monitor inserito (quello che identificheremo come principale), poi procedere al collegamento e alla configurazione del secondo.

Dopo la prima configurazione non dovremo fare nient’altro: Windows si ricorderà le nostre impostazioni. Una volta collegato il secondo monitor portiamoci in Impostazioni -> Sistema -> Schermo e premiamo sul tasto Rileva; se abbiamo collegato tutto correttamente comparirà il secondo monitor nel sistema di gestione.

impostazioni schermi

Lo schermo primario viene indicato con un simbolo 1 sopra, mentre quello secondario con il 2.

Selezioniamo quindi il monitor che si vuole come primario dal menu a tendina, premiamo su Identifica per sapere se è effettivamente impostato come 1 o come 2.

Dopo aver configurato il monitor primario, premiamo insieme i tasti Windows+P per accedere rapidamente alla finestra di configurazione degli schermi.

proietta schermi

Estendere lo schermo significa fare in modo di disporre un monitor ancora più ampio, che estende i suoi margini sul display accessorio. Viene creata un’estensione del desktop originale con nuova barra delle applicazioni separata. La risoluzione dello schermo deve essere identica su entrambi i monitor, anche a costo di sacrificare la qualità di quello più nuovo. Da notare che il menu Start si vedrà su entrambi gli schermi, ma ogni programma si aprirà sullo schermo principale e sarà, nel caso, da spostare e trascinare sull’altro monitor.

Sempre in Windows 10 è possibile scegliere uno sfondo panoramico per entrambi i monitor, dalla finestra per selezionare lo sfondo (premere col tasto destro del mouse sul desktop vuoto e poi andare su Personalizza).

Collegare due monitor in modalità wireless

Per collegare due monitor non è più indispensabile ricorrere a una soluzione “cablata”. Da qualche tempo a questa parte, infatti, è possibile usare Chromecast e lo standard Miracast. Chromecast, la chiavetta HDMI di Google da tempo disponibile nella sua seconda versione, è uno strumento eccellente che consente di trasformare qualunque televisore in una TV davvero “smart”. Una volta configurata la chiavetta, per trasmettere lo schermo a Chromecast, basta avviare il browser Chrome, cliccare con il tasto destro del mouse in un’area libera della pagina e scegliere Trasmetti. Non è più necessario installare alcuna estensione, requisito indispensabile in passato.

modalità wireless

Chrome permetterà così di clonare la singola scheda visualizzata nel browser oppure l’intero schermo. Di base, Chromecast permette soltanto di clonare lo schermo. A suo tempo, noi abbiamo individuato una procedura non supportata ufficialmente che permette di estendere il monitor del PC. I monitor/TV Miracast vengono automaticamente rilevati da Windows e utilizzando la combinazione di tasti Windows+P citata in precedenza. Si potrà attivare la duplicazione o l’estensione dello schermo.

Verifica supporto Miracast

Nel caso in cui lo schermo accessorio non supportasse direttamente Miracast, si potrà utilizzare un adattatore Miracast come questo. A patto però di avere disponibile sul monitor una porta USB per l’alimentazione del dispositivo. È fondamentale, ovviamente, che anche il computer supporti Miracast. Per verificarlo, basta scrivere dxdiag nella casella Apri e premere Invio. Al termine delle verifiche svolte dallo Strumento di diagnostica DirectX, si dovrà fare clic sul pulsante Salva tutte le informazioni quindi memorizzare il report (dxdiag.txt) in una cartella di propria scelta.

Dopo aver aperto il file .txt con un normale editor di testo, accanto alle voci Miracast si dovrebbe trovare un messaggio che conferma il supporto Miracast o che, viceversa, indica l’impossibilità di utilizzare questo standard. In quest’ultimo caso, viene chiarito se il problema dipenda dalla scheda WiFi o dalla scheda grafica (not supported by Wi-Fi driver o not supported by graphics driver).

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