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Cloud Computing, Formazione, Smart working

Smart working e cloud computing: un connubio perfetto!

Negli ultimi anni si è parlato moltissimo di smart working o lavoro agile, una modalità di lavoro che permette di svolgere i propri compiti e mansioni a distanza, da casa o da un altro luogo che non sia la postazione di lavoro fissa.

Questa modalità ha portato sicuramente molti vantaggi, primo fra tutti un risparmio di denaro e tempo per i lavoratori – non più costretti a muoversi in auto o con i mezzi – e la possibilità di conciliare al meglio impegni lavorativi e vita privata. In crescita non solo nelle grandi aziende ma anche nelle piccole/medie imprese e nella pubblica amministrazione. Lo smart working porta dei benefici anche per l’azienda, che vede aumentare la produttività e l’efficienza dei propri dipendenti.

smart working

Lo smart working è reso possibile dalle innovazioni tecnologiche che permettono lo svolgimento del lavoro a distanza. Internet, smartphone e app innovative assumono un ruolo fondamentale permettendo la condivisione e il controllo di dati e progetti. Tra queste innovazioni, un grande aiuto lo porta anche il cloud computing.

Lavorare in cloud: perchè?

Il Cloud Computing infatti dà la possibilità di gestire lavoratori e lavoro stesso attraverso la rete. Negli ultimi anni la crescita del cloud è pari a quella dello smart working in Italia, che registra un +30%. Il cloud – come lo smart working – permette alle persone di gestire le proprie attività e anche il rapporto con i clienti e i consumatori a distanza. Altri settori influenzati dal cloud sono la contabilità, la gestione delle risorse umane e lo storage – dunque la conservazione – dei dati aziendali.

cloud computing

Sia il cloud computing sia lo smart working inoltre hanno un forte impatto sulla mobilità delle persone. Addio posto fisso in scrivania, ora il luogo di lavoro diventa qualunque posto con una connessione internet ottimale che permetta di rimanere collegati. Questa trasformazione radicale ha spinto moltissime aziende ad investire su software in cloud, sia gestionali sia per consumer relationship management.

L’approccio di questi software è molto semplice: tramite account è possibile accedere al programma di cui l’azienda ha bisogno in rete, senza la necessità di dover installare e salvare su un dispositivo fisso i file e l’applicazione.

Ecco che allora un dipendente da casa può accedere al gestionale, un esperto di marketing può utilizzare piattaforme di creazione e analisi di contenuti, e così via. Anche pagamenti, risorse e personale possono essere gestiti in cloud, naturalmente proteggendo la connessione con strumenti digitali altrettanto utili, come ad esempio le VPN.

Il mercato è naturalmente influenzato dalle innovazioni tecnologiche, ed è indubbio che grazie a queste spunteranno sempre più realtà smart e digitali anche nel nostro paese.

Ecco perchè Enjoy System ha preparato un prodotto denominato “Enjoy Cloud”, che consentirà alle aziende e ai suoi dipendenti di lavorare ovunque, con qualsiasi dispositivo, come se fossero in ufficio.

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Formazione

La battaglia del cloud vale 257 miliardi di dollari. Nel 2022 dovrebbe sfiorare i 362 miliardi

«Cloud wars». Le guerre del cloud. Una battaglia tra i giganti hi-tech Usa: da
Amazon a Microsoft fino a Google. Ma che, da una parte, coinvolge gli stessi colossi cinesi come Alibaba; e, dall’altra, vede il tentativo dell’Europa di uscire dall’angolo.

La posta in palio è alta. Secondo Statista la il cloud computing “nuvola informatica” nel 2020 vale oltre 257 miliardi di dollari. Nel 2022, dovrebbe accelerare fino a 362 miliardi. Insomma: è corsa al cloud computing.
Il passaggio, quindi, diventa fondamentale. Anche perché, e qui è l’essenzialità della nuvola informatica, il business aziendale è sempre di più esternalizzato, perché le imprese vogliono tagliare i costi e non gestire in casa attività troppo complesse.

l’importanza dei data center

Sono fortezze inespugnabili, protette da muri di cemento armato e sistemi di sicurezza di ogni genere. Luoghi che gestiscono miliardi di informazioni, archivi digitali immensi a cui ogni giorno ci colleghiamo.
Di centri così, in giro per il mondo, ce ne sono migliaia. Interconnessi tra loro devono gestire le tonnellate di bit che ogni strumento digitale sforna ogni secondo: documenti, email, foto, video, siti, blog, messaggi, post su facebook, tweet, informazioni prodotte da computer, smartphone, tablet, sensori, bancomat, carte di credito, automobili, oggetti connessi alla rete.

Ogni 24 ore, in tutto il mondo, i cittadini della web generation producono 2,5 miliardi di gigabyte di dati digitali. Se venissero copiati su dischi dvd, se ne formerebbe una pila alta dalla terra alla luna. Tutti i giorni!

Per questo i colossi tecnologici se le suonano di santa ragione per conquistare fette di mercato sempre più grandi. Un esempio. Per dare l’idea del volume di questo mercato basti pensare che nell’era del Covid19 il sito numero uno di vendite online dell’Indonesia, Tokopedia, in un solo giorno ha registrato più vendite di quante ne abbia fatte nei suoi primi sei anni di attività. Per riuscirci ha dovuto appoggiarsi ai server di Google Alibaba.

Alibaba, azionista di Tokopedia, ha due data center in Indonesia, ma da sola non bastava, e seppure sia cinese ha dovuto dividere l’impresa con gli americani di Google che in Indonesia sono concorrenti sempre più temibili.

«Molti di questi sono mercati sono composti da centinaia di migliaia di piccole e medie aziende che non possono più rinunciare alle nuove tecnologie», ha affermato Neel Laungani, responsabile degli investimenti tecnologici per l’area asiatio-pacifica di Deutsche Bank.

Leggi anche Enjoy Cloud: la nostra offerta nel Cloud Computing

La nuvola europea? Un temporale

In Europa lo strapotere delle aziende americane è ancora una realtà nonostante si sia tentata la via di un consorzio a guida tedesca, il programma Gaia-X, poi rimasto soltanto teutonico grazie a un accordo tra Sap, Deutsche Telekom e Deutsche Bank. Come dar loro torto, le decisioni comunitarie sono troppo lunghe. Così nel vecchio continente il mercato vale circa 70 miliardi di dollari, così ripartiti: 15 in Germania, 12 in Francia e soltanto 2,2 soltanto in Italia. Nel febbraio 2019 il progetto Open Clouds for Research Environments, finanziato dall’UE, propose una gara per ampliare l’utilizzo di queste tecnologie, ma oltre ai tedeschi soltanto i francesi si preoccuparono dei risvolti di sicurezza causati dall’affidarsi esclusivamente agli specialisti americani. L’idea della Commissione guidata da Ursula von der Leyen sarebbe di creare una sorta di server dell’Unione Europea per evitare che tutti i nostri dati siano di fatto in mano ad Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft, Netflix eccetera.

Oggi anche in Italia oltre la metà delle aziende che possono usare Cloud *(alcuni comparti come la Difesa e l’Aerospazio hanno regole differenti e devono mantenere i dati in casa) ne fanno ricorso anche in modalità cosiddetta ibrida, ovvero mantenendo parte delle informazioni fisicamente presso le sedi e altre su Cloud pubblici. I francesi non digeriscono Gaia-X perché già nel 2011 crearono, fallendo per mancanza di accordi tra le parti, il progetto Andromède e lo fecero utilizzando risorse pubbliche e private ma rigorosamente nazionali. Quindi non dimostrano fiducia nella possibilità di riuscirci delegando i tedeschi alla guida di un sistema strategico. La Russia, come per il settore Difesa tenta di infilarsi tra il dominio Usa e quello cinese, ma non per vendere tecnologia, soprattutto per dare sicurezza e autonomia cibernetica ai suoi cittadini dimostrando di non avere bisogno di nessuno.

Il motivo delle preoccupazioni di tutti per la gestione americana del Cloud sta nel fatto che questi sarebbero fisicamente su server localizzati in Europa, ma pur sempre gestiti da società americane che applicano leggi sulla privacy differenti da quelle europee. In tempi di guerre technologiche Usa-Cina, queste nuvole hanno quindi un’importanza enorme.

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Cloud Computing

EnjoyCloud: lavorare ovunque come se fossi in ufficio!

In una situazione di alta instabilità e mancanza di punti di riferimento, come quella che stiamo affrontando con l’emergenza da COVID-19, il compito di Professionisti ed Imprenditori è di trovare soluzioni che possano portare la barca in porto e non verso il naufragio.

L’impatto delle tecnologie informatiche nell’era del distanziamento sociale è diventato talmente forte da generare un profondo cambiamento delle abitudini per tutti noi.

Smart WorkCloud e Digitalizzazione sono diventate di uso comune per Professionisti e Imprenditori e la comprensione della loro vitale importanza risulta sempre più discriminante nella corsa all’efficientamento produttivo.

Ad oggi, Smart Work, Cloud e Digitalizzazione garantiscono la sopravvivenza milioni di aziende, in Italia e tutto il mondo, risolvendo le problematiche del settore produttivo, dal ristorante che non può ricevere il pubblico, al Professionista che deve garantire assistenza ai propri clienti o finanche alla piccola impresa che cerca di minimizzare il più possibile la propria inoperatività.Insomma, questi tre concetti sono fondamentali e non solo per grandi realtà produttive.

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Smart Working: vantaggi molteplici

Per quanto riguarda lo Smart working, normalmente si è soliti pensare al solo “trasloco” dei dipendenti dalla poltrona dell’ufficio a quella di casa. In realtà questa è solo la punta dell’iceberg, o forse ancora meno.
Il Lavoro Agile rappresenta un radicale cambiamento del metodo di lavoro, prima ancora che del luogo in cui lo stesso viene svolto: si tratta di passare da un modello organizzativo orientato all’espletamento di una mansione a uno che ha come fine ultimo l’ottenimento di un determinato risultato. Obiettivo del datore di lavoro non è più organizzare cosa e come debbano fare dipendenti e collaboratori ma cosa loro debbano riuscire a ottenere dal proprio lavoro.

Proprio questo aspetto è uno dei motivi di maggiore produttività degli smart worker rispetto ai lavoratori ordinari: il lavoratore recupera la sensazione di fare qualcosa per uno scopo, agendo così come spinta motivazionale. Alcuni studi dimostrano come gli impiegati in smart work arrivino a lavorare fino al 15% in più del tempo rispetto ai normali lavoratori in sede, proprio per effetto di questo effetto motivazionale.
Lo Smart Working, inoltre, può generare risparmio sotto molteplici punti di vista: dalla diminuzione dei costi di impianto, manutenzione e sicurezza, alle ore/lavoro “guadagnate” a parità di salario, come abbiamo appena visto.

Il Cloud Computing: un potente strumento

Strettamente collegato alle tematiche dello Smart Working è il vasto universo del Cloud Computing. Con questo termine, si fa riferimento alle serie di grandi strutture (Data Center) che interagiscono tra di loro e verso gli utenti dei propri servizi tramite internet (il cloud, per l’appunto).

Questo sistema di concentramento delle infrastrutture informatiche e interscambio veloce dei dati permette di ottenere servizi ad alta prestazione e sicurezza a un costo basso per l’utente finale e senza vincoli fisici. Questa tecnologia permette di risparmiare ingenti somme di denaro, grazie ai minori costi legati alla creazione, gestione e manutenzione di impianti informatici e software di sicurezza vari.

La Digitalizzazione al centro del cambiamento: come superare l’emergenza Covid

Quando parliamo di Digitalizzazione ci riferiamo a un lavoro di innovazione legato ai processi più che alla mera introduzione di qualche strumento tecnologico digitale. Gli strumenti digitali non cambiano le funzioni per cui vengono impiegati, ciò che cambia è il modo in cui vengono gestiti.

Un documento, ad esempio, resterà comunque un documento e verrà comunque conservato in una cartelletta all’interno di un archivio, sia che esso sia Digitale o Analogico. La differenza sta nel trattamento del documento in questione: non prevedere un sistema di formattazione del nome del documento potrebbe costarci fastidiose e interminabili perdite di tempo legate alla ricerca del giusto documento, che potremo trovare solo aprendo ogni singolo file PDF.

A fronte di questo sforzo organizzativo e culturale la Digitalizzazione offre notevoli vantaggi, in termini di risparmio di tempo e di economie di scopo e di scala che può generare grazie alla possibilità dei moderni elaboratori (e del Cloud Computing) di gestire enormi quantità di dati in poco tempo, occupando poco spazio. Essa, inoltre, risulta propedeutica all’impiego delle soluzioni illustrate ai precedenti punti.

E’ nata una diversa concezione del modo di lavorare!

Per i motivi suddetti, abbiamo deciso di creare “Enjoy Cloud”, una soluzione modulare che Enjoy System realizza tramite il cloud.

Enjoy Cloud ti consentirà di lavorare ovunque come se fossi in ufficio, con qualsiasi dispositivo, computer, notebook, tablet o smartphone.

Numerosi sono i vantaggi di Enjoy Cloud: forte impatto sulla mobilità delle persone, maggior livello di sicurezza dei dati aziendali, notevole risparmio economico, come dimostrato in questo video