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Intelligenza artificiale

L’IA batte Google: come i Chatbot stanno cambiando il nostro modo di cercare

Siamo di fronte a una vera rivoluzione tecnologica e antropologica. Il classico modo di “googlare” sta cedendo il passo a una nuova era: quella della conoscenza dialogica. Nel 2025, solo in Italia, ChatGPT ha già superato i 15 milioni di utenti mensili.

Ma perché preferire un chatbot a un motore di ricerca tradizionale o a Wikipedia? E soprattutto, come si ottengono i risultati migliori? Scopriamolo insieme.

Perché i Chatbot sono il “nuovo Google”

A differenza di Google, che spesso ci costringe a navigare tra link pubblicitari e milioni di risultati, i chatbot come ChatGPT, Gemini e Perplexity offrono risposte immediate, sintetizzate e prive di distrazioni.

  • Sintesi e Contesto: Non solo forniscono dati, ma spiegano, confrontano e producono testi strutturati in pochi secondi.
  • Memoria e Personalizzazione: Il chatbot impara a conoscerci, ricordando le nostre preferenze e le richieste passate per adattare le risposte al nostro profilo.
  • Multimodalità: Oggi possiamo conversare con l’IA non solo via testo, ma anche usando la voce, utilissimo da smartphone.

Oltre Wikipedia: l’Enciclopedia Evoluta

Mentre Wikipedia rimane un archivio statico e affidabile (con un tasso di errore di solo il 2%), i chatbot rappresentano un’enciclopedia dinamica. Possiamo chiedere di modificare una spiegazione per renderla più semplice, più tecnica o trasformarla in un elenco puntato a seconda delle nostre necessità.

I protagonisti a confronto

Ogni strumento ha i suoi punti di forza e i suoi limiti (dati aggiornati a fine 2025):

ChatbotPunti di ForzaLimiti / Costi
ChatGPTConversazionale, memorizza le ricerche, 14M di utenti in Italia.Tasso di errore superiore al 10%. Abbonamento da 20€.
GeminiIntegrato con i servizi Google, multi-dispositivo.Meno creativo in alcune risposte. Abbonamento da 22€.
PerplexityEccellente per fact-checking e citazioni automatiche delle fonti.Versione gratuita limitata. Abbonamento da 20€.
GrokAggiornato in tempo reale tramite X (Twitter).Non sempre affidabile. Abbonamento da 30€.

Il segreto è nel “Prompt”: ecco come chiedere

Per battere Google, non basta digitare una parola chiave. Bisogna saper interrogare l’IA correttamente.

  1. Dimentica le parole secche: Inserisci domande complete di contesto (argomento, scopo, livello di profondità).
  2. Chiedi una struttura: Non limitarti a un testo, chiedi tabelle riassuntive o elenchi puntati per un impatto visivo migliore.
  3. Lavora per iterazioni: Se una risposta non ti soddisfa, chiedi di approfondire solo un punto specifico (es. “Approfondisci solo il punto 3 con esempi”).
  4. Verifica sempre: Nonostante l’accuratezza sia salita a circa l’88-90%, le “allucinazioni” sono ancora possibili. Usa prompt di controllo come “Indica quali parti della risposta potrebbero essere controverse”.

Il futuro: i Browser con IA

La sfida si sposta ora sui browser. Microsoft ha aperto la strada con Edge, ma ora arrivano software come Atlas (di ChatGPT) e Comet (di Perplexity), capaci di automatizzare email, prenotazioni e riassunti direttamente durante la navigazione.

Un assistente sempre presente

A differenza dei browser tradizionali, questi nuovi strumenti sono progettati per ridurre drasticamente il numero di schede aperte e il tempo perso a confrontare fonti diverse. Prendendo come esempio Atlas, il browser di ChatGPT (attualmente disponibile per macOS e in arrivo su Windows per la primavera 2026), l’IA non è solo un componente aggiuntivo, ma un assistente di navigazione integrato in una barra laterale sempre visibile.

Automazione e azione immediata

La vera rivoluzione risiede nella capacità di questi browser di passare dalla semplice “ricerca di informazioni” all’esecuzione di compiti complessi direttamente sulle pagine web visualizzate:

  • Sintesi intelligente: È possibile chiedere all’IA di riassumere istantaneamente una pagina web complessa o di spiegarla punto per punto mentre la si scorre.
  • Estrazione dati e produttività: I browser IA possono estrarre dati da un sito, trasferire contenuti tra diverse applicazioni o servizi e automatizzare la scrittura di e-mail.
  • Shopping e prenotazioni: Durante la navigazione su siti di e-commerce, l’assistente può aggiungere elementi alle liste dei desideri o ai carrelli, arrivando a gestire autonomamente prenotazioni e acquisti.

Sfide tecniche e hardware

Questa potenza ha però un costo in termini di risorse. Questi browser, proprio per la complessità delle operazioni che svolgono, richiedono un utilizzo elevato di memoria RAM e offrono le migliori prestazioni su macchine recenti e performanti.

In definitiva, stiamo passando da un software che si limita a “mostrare” il Web a un vero e proprio sistema operativo cognitivo capace di agire per nostro conto, trasformando la navigazione da un’attività manuale e frammentata a un dialogo fluido e automatizzato.

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    Internet

    Linguaggio naturale per la cronologia di Edge

    Microsoft rilascia Edge Dev 103.0.1253, aggiunta la possibilità di fare ricerche nella cronologia con linguaggio naturale.

    Il colosso di Redmond si appresta a rilasciare la versione 102 di Edge in variante Stable e sotto forma di Beta. Ma nel frattempo rilascia la versione 103 del browser per il canale Dev, pronta per i primi test di verifica. Quest’ultima comprende una nuova e interessante funzionalità grazie alla quale fare ricerche all’interno della cronologia diventa decisamente più semplice.

    Microsoft Edge Dev 103.0.1253.0: linguaggio naturale per cercare nella cronologia

    Più precisamente, Edge Dev in versione 103.0.1253.0. Questo, difatti è un aggiornamento relativamente minore del browser di casa Microsoft, introduce la possibilità di effettuare ricerche con linguaggio naturale tra la cronologia. Per fare un esempio pratico, in questo modo, è possibile accedere alla sezione relativa alla cronologia di Edge e digitare qualcosa del tipo “YouTube della scorsa settimana”. Questo farà sì che Edge recuperi i contenuti visti su YouTube la settimana precedente, appunto.

    Linguaggio naturale per la cronologia di Edge

    Ma le novità non finiscono certo qui. Tra quelle che Edge porta in dote non possiamo non menzionare l’introduzione della possibilità di aggiungere un pin ai siti Internet installati come app alla barra delle applicazioni. Così facendo si agisce direttamente dai loro menu e non solo. Così implementiamo un nuovo criterio di gestione per impostare la modalità che controlla se il livello di zoom del browser tiene conto della scala di visualizzazione corrente come Internet Explorer.

    Non mancano poi tutta una serie di miglioramenti in fatto di affidabilità. Tutto questo ovviamente al fine di risolvere eventuali crash di avvio, arresti anomali ecc. Inoltre, correzioni di problemi noti, come quelli relativi alle difficoltà nel visualizzare i filmati su YouTube dopo aver impostato l’uso di un’estensione per il blocco degli annunci pubblicitari.

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    Microsoft Edge: in arrivo nuove funzioni

    In arrivo nuove funzioni per quanto riguarda l’erede di Explorer, Microsoft Edge, browser di casa Microsoft.

    Il team del colosso di Redmond è al lavoro per introdurre sempre nuove funzionalità utili a facilitare la realizzazione delle attività lavorative (e non solo) degli utenti sul browser di Microsoft Edge.

    Secondo il colosso di Redmond, l’obiettivo principale è quello di aiutare gli utenti a utilizzare sempre più il browser Edge utilizzando nuovi tool smart e intelligenti.

    Una volta che hanno effettuato l’iscrizione al cloud di Microsoft 365, in maniera da rendere meno complicato passare da un’app all’altra.

    Dopo aver visto l’implementazione di alcune feature e ritocchi grafici, gli sviluppatori stanno introducendo e testando nuove funzionalità nel canale Beta di Microsoft Edge.

    1) Novità: gestione automatica dei profili

    La prima novità riguarda maggiormente la gestione automatica dei profili di alcune applicazioni per renderle più lineari e semplici una volta che si avvia l’app.

    Aperto il link da Outlook che indirizzava una riunione di Teams, Edge aprirà in maniera automatica il profilo senza che l’utente debba inserire la password.

    Microsoft Edge: in arrivo nuove funzioni
    In arrivo nuove funzioni per Edge.

    2) Novità: link condivisi

    Invece, per quanto riguarda la seconda novità, la funzione chiamata “Link Condivisi” permette di accedere a qualsiasi link condivisi attraverso il proprio account di Microsoft 365, ordinandoli in base per data, mittente e app.

    Edge aprirà una finestra posizionata a destra dove comparirà il nome del mittente e dell’app con l’anteprima del messaggio testuale.

    3) Novità: pagina iniziale

    La terza e ultima novità riguarda la pagina iniziale del browser dove mostrerà tutti i siti e i documenti più importanti del nostro lavoro. Inoltre, non mancherà uno strumento di scrittura che permetterà di correggere automaticamente qualsiasi tipo di errore.

    Come aggiornare Microsoft Edge

    Per aggiornare in maniera manuale il browser all’ultima versione, bisognerà:

    • cliccare sul menù (…) posizionato in alto a destra
    • scegliere la voce Impostazioni
    • cliccare sulla voce Informazioni su Microsoft Edge
    • controllare se è disponibile l’aggiornamento

    Inoltre, potete seguire la roadmap ufficiale di tutte le novità che verranno implementate dal team degli sviluppatori di Microsoft.

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    Novità Edge: dettaglio processi

    Novità per gli utenti Insider che usano Microsoft Edge 94 in Windows 11 possono vedere il dettaglio dei singoli processi del browser nel Task Manager.

    Il colosso di Redmond ha annunciato un’importante novità in arrivo per quanto riguarda la gestione della navigazione, Edge 94, cioè il browser di Microsoft, mostrerà in maniera più chiara e dettagliata nel Task Manager (Gestione attività) i singoli processi in esecuzione. Questo consentirà agli utenti di vedere maggiori dettagli sul consumo delle risorse e quindi di identificare eventuali problemi. Al momento, le modifiche sono disponibili solo per gli iscritti al programma Insider di Windows 11.

    Microsoft Edge: più chiarezza nel Task Manager

    Edge, come tutti i browser moderni, utilizza un’architettura multi-processo. Questa soluzione permette di incrementare la sicurezza e soprattutto la stabilità (il crash di un singolo processo non provoca il crash dell’intero browser). Attualmente, quando l’utente apre il Task Manager in Windows 10 o 11, l’elenco dei processi mostrato li visualizza tutti con nome Microsoft Edge.

    task manager edge

    Gli utenti Insider che usano Edge 94 in Windows 11 vedranno questa schermata nel task manager:

    tassk manager edge 2

    Per i processi Browser, GPU e Crashpad sono visualizzati il nome descrittivo e l’icona associata. Per i processi relativi a utility, plug-in ed estensioni sono mostrati il tipo di processo e il nome del servizio, plug-in o estensione. Infine, per i processi Renderer (quelli correlati alle pagine web) sono visualizzati il nome del sito aperto nella scheda e l’URL del subframe (usati per i banner pubblicitari).

    Per gli elementi associati al singolo processo (singola riga) viene indicato l’uso delle risorse. Un freccia accanto alla riga indica invece che più elementi condividono lo stesso processo. In questo caso il task manager mostra l’uso delle risorse solo per il primo elemento. Quando l’utente clicca su “Termina attività” nel menu contestuale del task manager, i processi Browser, Renderer e Crashpad terminano. Per i processi relativi a estensioni e plug-in comparirà un messaggio di errore, mentre i processi GPU e utility verranno chiusi e riavviati.

    Gli utenti possono vedere l’elenco dei processi di Edge nella schermata “Gestione attività del browser”. Lo stesso livello di dettaglio sarà disponibile nel Task Manager.

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