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Tesla Roadster, l’auto con i razzi di Musk: spettacolo tecnologico o rivoluzione della mobilità?

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La nuova Tesla Roadster non si accontenta di promettere accelerazioni estreme: nella dimostrazione presentata in Texas si è sollevata da terra, ha compiuto una rotazione in aria ed è tornata al suolo con una manovra controllata. Un debutto che porta la sportiva elettrica di Elon Musk oltre i confini abituali dell’automobile. Ma per valutarla occorre separare lo spettacolo dalle caratteristiche che troveremo davvero su un modello di produzione. Questa è quindi una recensione del progetto e della presentazione, non una prova su strada.

I “razzi” sono il vero elemento di rottura

La novità più sorprendente è il sistema di propulsori a gas freddo, sviluppato attraverso la collaborazione tra Tesla e SpaceX. Non si tratta di motori che producono fiammate: il principio descritto è quello dell’aria immagazzinata ad altissima pressione ed espulsa per generare spinta. I getti intervengono nell’accelerazione e nel controllo della vettura durante le manovre aeree.

A completare il progetto c’è un sistema di aspirazione che aumenta l’aderenza alla superficie. Durante la presentazione, questa soluzione ha permesso alla Roadster di percorrere una rampa anche in posizione capovolta, prima della manovra in aria. È proprio l’unione tra aderenza forzata e propulsori a rendere la dimostrazione così diversa da quella di una normale supercar.

Il risultato è impressionante, ma la parola volante richiede una precisazione: quanto mostrato riguarda brevi manovre controllate, non un’automobile utilizzabile per sorvolare liberamente il traffico. Né la dimostrazione equivale a un’omologazione per impiegare queste funzioni su strada.

Prestazioni da interpretare con prudenza

Secondo quanto riportato dalla presentazione, Tesla dichiara per la configurazione dotata di propulsori un’accelerazione da 0 a circa 97 km/h in meno di un secondo e una velocità massima superiore a 370 km/h. Sono numeri che descrivono l’ambizione del progetto, ma vanno distinti dai risultati di una prova indipendente su un esemplare di serie.

L’aspetto interessante non è soltanto il tempo sul cronometro. Con una spinta aggiuntiva prodotta dai propulsori, la Roadster cerca di superare il limite imposto dall’aderenza degli pneumatici, invece di affidarsi esclusivamente alla potenza trasmessa alle ruote. È un approccio radicale: cambia il modo in cui l’auto genera accelerazione, non semplicemente la quantità di potenza disponibile.

Dove convince e quali interrogativi lascia

Come dimostrazione tecnologica, la Roadster ha una personalità fortissima. La collaborazione con SpaceX non resta un richiamo pubblicitario: entra nel funzionamento della vettura e diventa il centro dell’esperienza proposta. Anche chi considera eccessive queste acrobazie difficilmente può accusare il progetto di essere una supercar elettrica senza originalità.

Il giudizio sull’auto da acquistare, però, resta aperto. Prima di parlare di rivoluzione serviranno risposte concrete su sicurezza, ripetibilità delle prestazioni, gestione del sistema ad aria compressa e condizioni di utilizzo. La domanda decisiva non è soltanto “può staccarsi da terra?”, ma “quanto di questa dimostrazione sarà effettivamente disponibile e utilizzabile dal proprietario?”.

Anche i tempi impongono cautela: Musk ha indicato il 2028 per l’avvio della produzione, mentre il progetto della nuova Roadster era stato mostrato per la prima volta oltre dieci anni prima di quella scadenza. Il passaggio dal prototipo spettacolare al prodotto consegnato rimane quindi il banco di prova più importante.

Il giudizio

La Tesla Roadster convince soprattutto come manifesto di sperimentazione: un progetto che prova a fondere automobile e tecnologia aerospaziale, anziché limitarsi a ritoccare prestazioni già estreme. La dimostrazione racconta qualcosa di più concreto di una semplice promessa, ma non basta ancora per giudicare qualità di guida, affidabilità e usabilità del modello definitivo.

Per ora è una straordinaria macchina da spettacolo e un progetto tecnico da seguire con interesse. Per diventare una grande automobile dovrà dimostrare che, oltre a lasciare il pubblico a bocca aperta quando decolla, sa convincere anche quando tiene le quattro ruote a terra.

Creative, Intelligenza artificiale

Optimus Tesla, ora l’IA serve anche al bar

L’intelligenza artificiale sta cambiando drasticamente il nostro modo di vivere la vita anche nel quotidiano, ne è un esempio Optimus Tesla che serve drink al bar

Oltre ai Cybercab e Robovan, il protagonista principale dell’evento “We, Robot” di Tesla è stato anche il robot umanoide creato da Elon Musk.

optimus elon musk

Optimus Tesla è il nuovo robot umanoide creato da Elon Musk, pensato per svolgere numerose attività. Durante l’evento “We, Robot”, Musk ha mostrato Optimus insieme ai progetti di robotaxi e robovan. In questa occasione, Optimus ha svolto il ruolo di cameriere e barista, servendo drink agli ospiti e interagendo con loro.

I robot hanno un display per il volto e mani molto simili a quelle umane, con cui possono eseguire gesti: in un video, se ne vede uno rispondere ai gesti delle persone intorno. Sebbene non sia ancora noto quando sarà disponibile sul mercato, il prezzo previsto per Optimus è di circa 20-30 mila dollari.

La svolta di Tesla con Optimus

Nel 2021, il CEO Elon Musk fece un annuncio globale destinato a segnare una svolta: “Tesla è molto più di un semplice produttore di auto elettriche”. L’occasione fu l’AI Day di agosto, in cui l’azienda era ancora focalizzata principalmente sui veicoli e sui settori correlati, senza aver ancora esplorato appieno la robotica.

Optimus, l’umanoide artificiale nato dal lavoro degli ingegneri Tesla, incarna questa evoluzione. “Abbiamo fatto molta strada,” afferma ora un orgoglioso Elon Musk durante l’evento “We, Robot”, dove vengono presentati anche i robotaxi.

Cosa prende da bere?

“C’è un robot che serve drink” potrebbe essere l’incipit di una barzelletta, ed invece è pura realtà. Proprio come accaduto alla fine dell’evento “We, Robot”, quando Musk invita i partecipanti a provare il Cybercab o a gustare un drink al bar. “Ci sono alcuni Optimus pronti a servirvi. Trattateli bene,” raccomanda con un sorriso l’istrionico CEO.

Il consiglio viene evidentemente accolto, perché i robot non solo si mettono al servizio come baristi, ma intrattengono anche il pubblico ballando al ritmo di musica. Basta vedere per rendersi conto di quanto Tesla sia avanzata – e stavolta non sulle quattro ruote.

L’evoluzione di Optimus

Negli ultimi tre anni, abbiamo assistito all’evoluzione di Optimus: dalla nascita ai primi passi, passando per attività come innaffiare piante, sollevare pianoforti, fare stretching e prepararsi per supportare la produzione di auto elettriche. Ma arriverà davvero il giorno in cui l’uomo potrà delegare tutte le mansioni “pericolose, ripetitive e noiose,” vivendo in un futuro in cui lavorare sarà solo “una scelta” e non una necessità? Questa è la promessa fatta da Elon Musk.

Di fronte a noi c’è certamente una meraviglia tecnologica, un capolavoro di innovazione e ingegneria elettronica, ma anche un altro esempio di promessa di Elon Musk che arriva con un certo ritardo. Infatti, il supermanager aveva annunciato un prototipo del robot già per il 2022. Ora siamo alla fine del 2024, e i progressi, per quanto evidenti, sembrano ancora non del tutto all’altezza delle aspettative iniziali.

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