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Avv. Gianni Dell’Aiuto

Nella società frutto della rivoluzione digitale uno dei gesti più istintivi che viene compiuto quotidianamente forse decine di volte dagli utenti della rete è quello di prendere in mano il cellulare non per telefonare ma per cercare informazioni o, come si dice ormai, googolare. si tratti delle ultime notizie o delle recensioni di un ristorante che ci è stato consigliato, è normale che si cerchi di avere quante più notizie e giudizi.  

Logica conseguenza che ne deriva, oggi nessuna azienda o professionista può prescindere da avere un sito aziendale mobile friendly che possa immediatamente essere consultato. Ma chi deve fare questo sito? Come deve essere fatto e, più che altro, quali sono le implicazioni giuridiche che comporta un sito e come devono essere gestite?

Esiste chi decide di realizzare da solo un sito o affidarsi al cosiddetto smanettone per avere semplicemente una pagina dove poter inserire i dati di riferimento e poche altre informazioni; potrebbe essere il caso del piccolo negozio di quartiere. Ma già realtà piccole possono bisogno di pagine che permettano all’utente di poter interagire: il lockdown ha fatto apprezzare a moltissimi la comodità di spese e pasti consegnati a domicilio. Ecco quindi che sorge la necessità di affidarsi a operatori più strutturati che offrano non una semplice landing page ma un sito accattivante, con contenuti costantemente aggiornati e, passo successivo, anche incaricati agli ormai sempre più onnipresenti e indispensabili social per avere presenza e visibilità che sono divenuti ormai un elemento dell’organizzazione aziendale da cui non è possibile prescindere.

In tutto ciò agli imprenditori spesso sfuggono alcuni particolari che, laddove trascurati, potrebbero portare a non poche ripercussioni se non veri e propri danni e, in tal senso, il primo elemento che deve essere tutelato è la registrazione del dominio internet e la collocazione dello stesso.

Troppo spesso vediamo imprenditori e professionisti che si affidano a chi curerà la realizzazione del sito dicendo la classica (e sbagliata) frase “pensa tu sa tutto” e sfugge che tra gli aspetti fondamentali per la creazione di un sito deve essere registrato il dominio, o magari più opportunamente anche altre estensioni (.it, .com, .biz.) per avere maggiori garanzie e correre meno rischi di vedere concorrenti sul mercato con nomi analoghi. Deve poi essere scelto  il provider a cui appoggiare il sito, vale a dire il fornitore dello spazio dove il sito sarà materialmente allocato.

Chissà infatti quanti imprenditori sono consapevoli che, al momento di questa scelta, si mettono completamente in mano di una controparte contrattuale che, in caso di contenzioso a anche semplici discussioni, potrebbe vanificare in pochi istanti il lavoro precedentemente svolto. Cosa potrebbe invero accadere nel non raro caso in cui la registrazione di un dominio viene fatta a nome dell’incaricato di realizzare un sito? Sono non pochi i preventivi che si trovano anche in rete nei quali viene offerto un pacchetto completo compresa la registrazione del dominio: siamo proprio certi che venga registrato a nome del cliente oppure che, magari senza malizia o per accorciare i tempi, l’incaricato inserisce i propri dati?

Sorgono non pochi e non infondati dubbi se una web agency, un web maker di siti o anche un semplice dilettante allo sbaraglio (troppi se ne trovano) che non si preoccupano innanzitutto di informare il loro cliente sulle implicazioni della registrazione del dominio e dell’hosting. Non pochi i casi che si sono registrati nei quali, al momento della cessazione non proprio amichevole di un rapporto, un’azienda si è trovata senza sito e senza la memoria storica di una buona parte della sua attività, perdendo anche le mail non salvate.

Allo stesso modo esiste il rischio che un sito sia appoggiato in spazi o server presi in locazione dal web maker o dalla web agency che rifiuta di formnire chiavi di accesso ad un cliente che vorrebbe operare direttamente sulle proprie pagine web.

In un mondo che va sempre più in direzione digital, tutelarsi contrattualmente ma, prima ancora, essere consapevoli delle implicazioni e dei rischi che possono discendere da un pessimo contratto, è dovere di ogni imprenditore.

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