Windows 10: strumenti molto utili ma poco conosciuti

Windows 10 è un sistema operativo in continuo divenire. che “cambia spesso pelle” e ciò avviene ormai due volte l’anno – di norma ad aprile e ottobre – quando vengono rilasciati i nuovi feature update.
Di seguito presentiamo quelle che sono caratteristiche di Windows 10 ancor oggi poco conosciute ma, in molti casi, certamente utili.

Timeline: per accedere subito ai file sui quali si stava lavorando, anche su dispositivi diversi

Introdotta con il lancio di Windows 10 Aggiornamento di aprile 2018, la Timeline è una funzione utile per coloro che vogliono avere il massimo controllo sui documenti via a via aperti, sui file sui quali si è lavorato, sui siti web visitati.
Accessibile dalla stessa schermata di Visualizzazione attività, che nella parte superiore mostra le miniature delle finestre aperte in Windows 10, oppure premendo la combinazione di tasti Windows+TAB, la Timeline permette di “navigare” comodamente tra i file e le pagine web aperti nei giorni e nelle settimane precedenti.
Allo stato attuale non permette di ripristinare una precedente versione di uno stesso file (non supporta il versioning), funzionalità che ci auguriamo possa essere introdotta in futuro, ma è comunque utile per accedere istantaneamente al contenuto di un file che non si ricorda dove sia memorizzato

Desktop virtuali: come evitare di fare confusione e separare le attività

Cliccando sempre sull’icona Visualizzazione attività nella barra delle applicazioni di Windows 10 o premendo Windows+TAB, si troverà (in alto a sinistra) anche la voce Nuovo desktop.

Windows 10: strumenti molto utili ma poco conosciuti

Chi non ha la possibilità di lavorare con più monitor, cosa assolutamente consigliata agli utenti più evoluti, può ripiegare sul supporto multi-desktop di Windows 10.
All’interno di ciascun desktop virtuale, l’utente può caricare un insieme di applicazioni così da ridurre la confusione che inevitabilmente si ingenera tenendo tanti programmi contemporaneamente aperti.
Funzionalità palesemente ispirata a Linux, nel caso di Windows 10 suggeriamo di annotarvi le combinazioni di tasti Windows+CTRL+tasto freccia destra e Windows+CTRL+tasto freccia sinistra che permettono di spostarsi rapidamente da un desktop virtuale all’altro senza passare per la finestra Visualizzazione attività.
Per creare un nuovo desktop virtuale si possono usare i tasti Windows+CTRL+D mentre la combinazione Windows+CTRL+F4 consente di chiudere velocemente il desktop virtuale sul quale si sta lavorando.

Area degli appunti intelligente: per conservare in memoria più informazioni e più file

Sappiamo tutti che premendo CTRL+C, l’informazione, l’immagine o il file che si collocano nell’area degli appunti di Windows sostituiscono automaticamente quanto già presente.
Digitando Impostazioni Appunti nella casella di ricerca di Windows 10 (a patto di aver aggiornato almeno alla versione 1809) e attivando Cronologia appunti, si potranno mantenere in memoria tutte le informazioni copiate premendo CTRL+C o usando la funzione Modifica, Copia dei vari programmi.

Tenendo premuti i tasti Windows+V, si potrà accedere al contenuto dell’area degli appunti di Windows e scegliere l’elemento da usare e incollare.

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Se ci si trovasse all’interno di un editor di testo, un wordprocessor, un form di una pagina web, cliccando su un qualunque elemento contenuto nella Cronologia degli appunti questo verrà immediatamente incollato. Altrimenti sarà inserito come ultimo oggetto nell’area degli appunti e potrà essere incollato altrove semplicemente premendo CTRL+V.
Attivando anche l’opzione Sincronizza nei dispositivi, si potrà condividere un’area degli appunti unica tra tutti i propri device Windows 10 usando sempre la combinazione Windows+V per selezionare gli elementi d’interesse.
In quest’ultimo caso, ovviamente, verranno usati i server cloud di Microsoft come punto di riferimento per la condivisione dei dati tra i dispositivi. Il pulsante Cancella permette di rimuovere non solo il contenuto dell’area degli appunti locale ma anche quanto memorizzato lato Microsoft.

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In alternativa si può creare un file batch (ad esempio cancella-appunti.cmd) contenente le seguenti righe:

@echo off
%windir%\system32\cmd.exe /c “echo off | clip”
wmic service where “name like ‘%%cbdhsvc_%%'” call stopservice
wmic service where “name like ‘%%cbdhsvc_%%'” call startservice

Il file dovrà essere aperto cliccandovi con il tasto destro del mouse quindi selezionando Esegui come amministratore. I diritti amministrativi sono infatti necesssari per arrestare e riavviare il servizio che si occupa di gestire gli appunti intelligenti di Windows 10.

Condivisione tra dispositivi vicini

Digitando Condividi tra dispositivi nella casella di ricerca di Windows 10 si accederà a una finestra molto simile a quella riprodotta in figura.
Talvolta può infatti capitare di avere la necessità di condividere rapidamente un file o delle informazioni con un dispositivo che si trova nelle immediate vicinanze ma di non avere a disposizione, per esempio, una chiavetta USB.

Condividi tra dispositivi utilizza i moduli WiFi e Bluetooth (ove presente) per condividere in modalità wireless file, testi e link.

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Dopo aver selezionato tra quali dispositivi si desiderano condividere i dati, basterà cliccare con il tasto destro su un file o su una cartella, scegliere Condivisione quindi indicare il device di destinazione. Il destinatario riceverà una richiesta di conferma per attivare la ricezione delle informazioni.

Cronologia file e versioni precedenti

In tanti nostri articoli abbiamo visto come l’utilizzo di sistemi che garantiscono il versioning ovvero la gestione di più versioni degli stessi file sia fondamentale per proteggersi da perdite di dati e incidenti di vario genere.

Cronologia file è una funzionalità sulla quale Microsoft ha deciso di investire in Windows 10: essa si occupa, a intervalli regolari, di creare copie di backup dei file dell’utente consentendo – in caso di necessità – di tornare indietro nel tempo e ripristinarne versioni precedenti.

Per configurare Cronologia file basta selezionare una qualunque cartella dall’interfaccia di Windows, cliccare sul pulsante Cronologia quindi sul pulsante in alto a destra raffigurante un piccolo ingranaggio e infine sulla voce Configura Cronologia file.

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Il bello di Cronologia file è che tale funzionalità permette di creare backup dei dati in qualunque locazione di memoria, in locale ma anche su cartelle condivise in rete o, addirittura, sulle unità rimovibili.
Nel caso delle unità rimovibili, il backup avverrà nell’esatto momento in cui esse saranno collegate o ricollegate al sistema in uso 
Con Cronologia file è ovviamente possibile definire anche la periodicità dei backup, escludere determinati elementi e stabilire i criteri di retention ovvero per quanto tempo dovranno essere conservate le precedenti versioni degli stessi file.
Ancora più utile è secondo noi la funzionalità Versioni precedenti, particolarmente apprezzata in Windows 7 e oggi relegata a ruolo piuttosto marginale.
Versioni precedenti è comunque ancora attivabile anche in Windows 10 e anzi, con alcune semplici regolazioni, si può proteggere l’intero sistema con la possibilità di ripristinare qualunque file personale.

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I tecnici della società di Redmond hanno probabilmente posto in secondo piano Versioni precedenti perché il backup dei dati e la memorizzazione delle versioni precedenti di uno stesso file o del contenuto di una cartella avvengono sulla stessa unità. Un problema a livello hardware oppure un attacco ransomware che cancelli le cosiddette copie shadow può vanificare la protezione impostata.
Questo è certamente vero ma a nostro avviso, Versioni precedenti resta comunque uno strumento validissimo per annullare modifiche avventate applicate a file e cartelle riportando tali elementi a uno stato precedente. È ovvio che affidarsi solamente a Versioni precedenti non va bene ed è fondamentale individuare e adottare un’efficace policy per la gestione dei backup, il ripristino dei dati e il disaster recovery

God mode e menu per gli amministratori di sistema

Premendo la combinazione di tasti Windows+X o semplicemente cliccando con il tasto destro del mouse sul pulsante Start di Windows 10, si accede a un menu che permette di accedere rapidamente ai programmi installati (App e funzionalità), alle regolazioni legate allo spegnimento dello schermo e alla sospensione del sistema (Opzioni spegnimento, al visualizzatore eventi, alle informazioni generali sul sistema (per accedere alla finestra classica premere Windows+R quindi digitare sysdm.cpl), alla finestra per la gestione dei dispositivi hardware che compongono il dispositivo in uso, alla schermata delle connessioni di rete (per accedere alla lista delle interfacce di rete presenti bisognerà cliccare su Modifica opzioni scheda oppure premere Windows+R e scrivere ncpa.cpl), alla gestione di unità e partizioni (Gestione disco), alla finestra per la gestione del computer (con la possibilità, a partire dalla edizione Pro di Windows 10 di gestire direttamente anche utenti – locali e Microsoft – e gruppi), al prompt di PowerShell (apribile eventualmente con i diritti di amministratore).
Ricordiamo che per accedere da PowerShell ai comandi abituali utilizzabili al prompt dei comandi tradizionale basta digitare cmd al prompt di PowerShell e premere Invio.
Da questo menu è anche possibile accedere a una serie di impostazioni aggiuntive per la gestione del sistema, come l’ibernazione (vedere il successivo paragrafo).

Avvio rapido e ibernazione

Avete notato che a ogni riavvio di Windows 10 il sistema operativo tende a riavviare e ripristinare automaticamente le applicazioni in esecuzione nella precedente sessione di lavoro?
Ciò dipende dall’impostazione della funzionalità Avvio rapido, accessibile premendo Windows+R quindi powercfg.cpl quindi cliccando su Specifica comportamento pulsanti di alimentazione.

Per un ripristino rapido della sessione di lavoro di Windows 10 consigliamo sempre l’utilizzo della funzione di ibernazione che Microsoft – almeno per impostazione predefinita – sembra aver dimenticato nel suo sistema operativo più recente.

Bloccare automaticamente Windows 10 quando ci si allontana dal sistema

Quando si lavora con Windows 10 e si decide di abbandonare temporaneamente la propria postazione, è importante bloccare il sistema in uso in modo che altri utenti non possano assumerne il controllo.

Windows 10: strumenti molto utili ma poco conosciuti

Digitando Blocco dinamico nella casella di ricerca di Windows 10, si può accoppiare con il dispositivo in uso un altro device, ad esempio lo smartphone. Ogni volta che ci si allontanerà con lo smartphone in tasca, Windows 10 si bloccherà automaticamente chiedendo di effettuare nuovamente il login.
Questa funzionalità sfrutta Bluetooth ma è comunque possibile disporre il blocco automatico di Windows 10 sfruttando altri sistemi
Va tenuto presente che esiste una particolare possibilità che permette ai possessori di un account amministratore sulla macchina in uso di accedere al desktop altrui (quindi visualizzare file e finestre aperti impossessandosi della sessione di lavoro) di accedere a qualunque account senza conoscere la password corrispondente.
Se questo tipo di espediente è molto utile in ambito aziendale, ad esempio per un amministratore di sistema che deve risolvere un problema riscontrato da un utente, in altri frangenti potrebbe esporre le attività in corso di svolgimento sul PC.

Per godere del massimo livello di protezione si dovrebbe attivare Bitlocker con richiesta della password all’avvio del PC (così come al ripristino dallo stato di ibernazione): 
Non solo. Premendo la combinazione di tasti Windows+R, digitando powercfg.cpl quindi selezionando Specifica comportamento pulsanti di alimentazione e Specificare cosa avviene quando viene chiuso il coperchio, scegliendo Ibernazione si potrà fare in modo che premendo il tasto di accensione/spegnimento del PC o chiudendo lo schermo del notebook, il sistema vada automaticamente in ibernazione e al successivo riavvio compaia la richiesta di inserimento password di Bitlocker.

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Sensore memoria: cancellazione automatica dei file superflui

Le ultime versioni di Windows 10 integrano una funzionalità chiamata Sensore memoria che per impostazione predefinita si attiva automaticamente nel momento in cui lo spazio di archiviazione disponibile su disco o su SSD dovesse cominciare a scarseggiare.
Per verificarne le impostazioni basta digitare Sensore memoria nella casella di ricerca di Windows 10 e premere Invio.

Windows 10: strumenti molto utili ma poco conosciuti

Con un clic su Cambia il modo in cui viene liberato spazio automaticamente previa attivazione di Sensore memoria, si può scegliere cosa deve essere rimosso nel caso in cui lo spazio disponibile scendesse in maniera significativa.

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Attenzione però: Sensore memoria può cancellare anche il contenuto della cartella Download di Windows 10. Se si tenesse al contenuto ivi conservato, bisognerà aver cura di impostare il menu a tendina Elimina dalla cartella Download i file presenti da più di su Mai.

Monitoraggio affidabilità: verificare a colpo d’occhio quali problemi si sono verificati nel corso del tempo

Una funzionalità poco conosciuta è quella richiamabile digitando Visualizza cronologia affidabilità nella casella di ricerca di Windows 10.

Windows 10: strumenti molto utili ma poco conosciuti

In questa finestra il sistema operativo mostra le eventuali problematiche rilevate durante il funzionamento di Windows 10, suddivise per tipologia.


Cliccando sui vari giorni e verificando quanto riportato nel riquadro Dettagli sull’affidabilità è possibile conoscere i componenti di sistemi e/o le applicazioni che avessero provocato eventuali malfunzionamenti.

Monitoraggio risorse: per capire quali processi stanno utilizzando processore, memoria, hard disk e SSD, interfaccia di rete

Windows 10 conserva l’utile strumento Monitoraggio risorse, avviabile premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando resmon oppure facendo clic sul pulsante in basso alla scheda Prestazioni del Task Manager CTRL+MAIUSC+ESC.

In breve, nella scheda Panoramica di Monitoraggio risorse cliccando sulle colonne Media CPUTotale (B/sec) e Working set (KB) è possibile, in ciascun riquadro, capire a colpo d’occhio i processi che stanno impegnando il maggior quantitativo di risorse (processore, disco, rete e memoria).