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Wi-Fi 7 Presto in Arrivo

Nel 2024, un rivoluzionario standard per la connessione senza fili, Wi-Fi 7, sta per fare il suo debutto, promettendo di trasmettere dati su tre diverse frequenze simultaneamente, con una sorprendente velocità di 30 Gigabit al secondo.

Introduzione al Wi-Fi7

Dopo quattro anni dall’introduzione dello standard Wi-Fi 6, che ha aumentato la velocità massima teorica delle connessioni a 10 Gigabit al secondo, la crescente domanda di prestazioni superiori e di connessioni Internet più affidabili ha spinto gli esperti dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers) e i produttori della Wi-Fi Alliance a sviluppare il nuovo Wi-Fi 7.

I Miglioramenti del Wi-Fi7

Anche se ogni volta che un nuovo standard viene presentato, si parla di rivoluzione, sembra che questa volta i miglioramenti siano effettivamente rilevanti. Il Wi-Fi 7 promette di offrire velocità fino a quattro volte superiori rispetto al Wi-Fi 6 e addirittura 13 volte superiori al Wi-Fi 5. Inoltre, si propone di ridurre significativamente la latenza, cioè il ritardo nella trasmissione dei dati, migliorando così la reattività complessiva dei dispositivi connessi.

Velocità Eccezionali

La vera innovazione riguarda l’accesso simultaneo a più bande: attualmente, i router wireless scelgono una singola banda tra quelle disponibili a 2,4, 5 e 6 GHz per gestire la connessione. Grazie alla nuova tecnologia Multi-Link Operation (MLO), i dispositivi compatibili con il protocollo Wi-Fi 7 saranno in grado di connettersi simultaneamente su più bande, ottimizzando l’affidabilità della connessione e riducendo ulteriormente i tempi di latenza.

Router Wi-Fi 7 di TP LINK
uno dei nuovi router compatibili con Wi-Fi 7

Tecnologia Multi Resource Unit

Anche la gestione dei canali risulterà migliorata con connessioni più efficienti nel passaggio da un canale a un altro. Negli attuali dispositivi, il cambio dei canali può determinare, a volte, una breve disconnessione, ma con il Wi-Fi 7 questo non dovrebbe più verificarsi grazie alla nuova tecnologia Multi Resource Unit (Multi-RU) che gestirà il cambio di canale senza interruzioni

Meno Interferenze

Le connessioni Wi-Fi, a causa della loro trasmissione attraverso il mezzo etereo, sono notevolmente più soggette a interferenze rispetto alle reti cablate. Tali interferenze possono originare dalla nostra stessa rete, da quelle dei vicini o persino da dispositivi wireless non basati su Wi-Fi, come videocamere di sicurezza, forni a microonde e sistemi radar. In particolare, la banda a 2,4 GHz è generalmente più suscettibile alle interferenze e alla congestione. Di conseguenza, l’utilizzo delle bande a 5 GHz e, ancor di più, a 6 GHz, nel corso del tempo ha notevolmente contribuito a migliorare la qualità della connessione, riducendo le interferenze.

Tuttavia, con l’introduzione del nuovo standard Wi-Fi 7, emerge una novità importante: la tecnologia chiamata Preamble Puncturing, che consente di bloccare le interferenze su frequenze specifiche, isolando parti di un canale e liberando spazio utilizzabile. Questo aspetto si rivelerà di particolare importanza per le applicazioni di realtà aumentata, le quali sono estremamente sensibili al ritardo (latenza) al punto da non funzionare correttamente se non si raggiungono valori di latenza estremamente bassi.

L’effettiva differenza

Sappiamo perfettamente che la velocità massima teorica consentita dalla tecnologia è solo un parametro che deve essere valutato in base alle reali condizioni di rete. Tuttavia, è innegabile che, soprattutto nel contesto aziendale, lunghe attese per l’accesso, riunioni virtuali non sincronizzate e congestioni nelle connessioni Internet rappresentino alcuni dei principali ostacoli alla produttività delle aziende.

Per i professionisti e le aziende

La connettività offerta dal Wi-Fi 7 svolgerà un ruolo fondamentale nell’assicurare esperienze di rete più fluide e affidabili. Sarà possibile organizzare riunioni puntuali con partner e colleghi in qualsiasi parte del mondo, riducendo al minimo le incomprensioni e le perdite di tempo. Inoltre, lavorare da casa sarà sinonimo di massima rapidità ed efficienza.

Per i Gamer e l’Intrattenimento a casa

Ma le potenzialità del Wi-Fi 7 non si limitano al contesto aziendale. Con questa connettività, sarà possibile divertirsi con giochi online ad alta intensità di banda, immergersi in esperienze di realtà aumentata/virtuale coinvolgenti e godere di video 4K/8K fluidi, ovunque e in qualsiasi momento.

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    HP EliteBook x360 830 G6: La Scelta Migliore per Professionisti in Movimento

    Se sei un professionista in movimento alla ricerca di un laptop aziendale convertibile, non cercare oltre. L’HP EliteBook x360 830 G6 è la risposta a tutte le tue esigenze. In questa recensione, esamineremo da vicino le caratteristiche di questo straordinario laptop.

    EliteBook HP in modalità portatile

    Design Elegante e Resistente

    La scocca in alluminio spazzolato conferisce all’EliteBook x360 830 G6 un design elegante e professionale. La solidità della costruzione è sorprendente e ha superato i test di qualità più rigorosi.

    EliteBook HP piegato in modalità tablet

    Versatilità al Tuo Servizio

    Una delle caratteristiche più interessanti di questo laptop è la sua capacità di convertirsi in un tablet o in altre modalità intermedie. Il display touch da 13,3 pollici con tecnologia HP Sure View offre privacy e chiarezza.

    Prestazioni all’Avanguardia

    L’EliteBook x360 830 G6 è alimentato da processori Intel Core di ultima generazione, garantendo prestazioni elevate per qualsiasi esigenza professionale. La sua configurazione varia da CPU quad-core a otto core, in modo da gestire senza sforzo applicazioni multitasking e compiti intensivi.

    Sicurezza Avanzata

    La sicurezza dei dati è una priorità, e l’EliteBook x360 830 G6 lo dimostra. Offre un sensore di impronte digitali, una fotocamera con copertura fisica e la tecnologia HP Sure Start per proteggere i tuoi dati da accessi non autorizzati.

    Autonomia della Batteria Eccezionale

    Con una durata della batteria che supera le 10 ore, questo laptop è perfetto per professionisti in costante movimento. Lavora senza preoccupazioni di esaurire la carica durante le tue giornate più frenetiche.

    Perché Scegliere l’EliteBook x360 830 G6

    EliteBook HP piegato in modalità tablet
    1. Massima Versatilità: Questo laptop è adattabile a presentazioni, incontri e consumo di contenuti multimediali.
    2. Design Premium: Il suo stile elegante fa una forte impressione tra i professionisti più esigenti.
    3. Sicurezza dei Dati: I tuoi dati aziendali sono al sicuro grazie alle avanzate funzionalità di sicurezza.
    4. Prestazioni Potenti: L’EliteBook x360 830 G6 è perfetto per gestire il multitasking e le attività aziendali più complesse.

    In conclusione, l’HP EliteBook x360 830 G6 è il laptop aziendale convertibile ideale per i professionisti in movimento. Con un design elegante, prestazioni potenti e sicurezza avanzata, rappresenta un investimento intelligente per aziende e professionisti che cercano di massimizzare la produttività.

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      Se invece cerchi un portatile più semplice ma sempre funzionale abbiamo parlato dell’EliteBook 840 G5

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      Con macOS Sonoma hai funzioni ancora più potenti per lavorare e personalizzare il tuo Mac come mai prima d’ora.
      Sistemi, Software, Tech

      MacOS Sonoma, tutte le novità

      Con il nuovo aggiornamento in casa Apple, hai funzioni ancora più potenti per lavorare e personalizzare il tuo Mac come mai prima d’ora.

      L’ultima versione del sistema operativo di casa Apple è arrivato, puntando a offrire ai suoi utenti un’esperienza ancora più avanzata e completa.

      Questo aggiornamento introduce una serie di nuove funzionalità e miglioramenti progettati per semplificare l’uso del Mac, migliorare la produttività e rafforzare l’integrazione con l’ecosistema Apple.

      In questo articolo, esamineremo le caratteristiche chiave di macOS Sonoma e come esse influiscono sull’esperienza dell’utente.

      Design rinnovato
      MacOS Sonoma presenta un design rinnovato che segue lo stile di Apple già visto su iOS 15. Gli elementi vengono semplificati e resi più coerenti, offrendo un aspetto pulito e moderno. Ciò include l’introduzione di nuove icone, barre dei menu traslucide e animazioni fluide che rendono l’interazione con il Mac ancora più piacevole.
      I nuovi salvaschermo in slow-motion con splendidi panorami da tutto il mondo fanno un figurone sull’ampio display del tuo Mac, come nel video sottostante; quando fai login, l’ultimo fotogramma diventa lo sfondo della tua Scrivania.

      Nuovi salvaschermo in slow-motion.

      Focus

      Con la funzionalità “Focus”, macOS Sonoma permette agli utenti di gestire meglio le notifiche e le interruzioni durante il lavoro o altre attività. Gli utenti possono personalizzare i loro profili di focus, configurando quali notifiche ricevere e quali no, consentendo una maggiore concentrazione senza distrazioni.

      Scegli quelli che vuoi dalla nuova galleria widget e copiali sulla Scrivania.
      Personalizzazione di safari, separando lavoro e tempo libero

      Potenziamenti delle app native

      Apple ha migliorato le app native di macOS con funzioni più avanzate.

      L’app Mail ora include un’altra livello di privacy con la funzione “Mail Privacy Protection”, che impedisce ai remittenti di rilevare l’apertura delle email.
      L’app Safari ha ricevuto un aggiornamento significativo, offrendo migliore velocità di navigazione, un nuovo sistema di schede e una maggiore protezione della privacy.

      Con i profili, Safari ti aiuta a separare il lavoro dal tempo libero: ciascun profilo avrà la sua cronologia, ed estensioni, gruppi di pannelli, cookie e preferiti distinti da quelli degli altri profili. E passare da uno all’altro mentre giri nel web è facilissimo e immediato.

      Usa i widget dell’iPhone anche sul Mac.

      Continuità con gli altri dispositivi Apple
      L’integrazione con gli altri dispositivi Apple è sempre stata una delle forze di macOS, e Sonoma non fa eccezione.
      La nuova funzionalità di Continuità permette ai Mac di lavorare ancora meglio con iPhone, iPad e Apple Watch. Gli utenti possono continuare a lavorare su un documento da un dispositivo all’altro senza interruzioni o sincronizzare rapidamente i dati tra le piattaforme.

      Potenza e prestazioni

      MacOS Sonoma porta con sé miglioramenti significativi in termini di potenza e prestazioni. L’architetture M1 e M2, sviluppata da Apple, offrono un notevole potenziamento delle prestazioni e una maggiore efficienza energetica.
      Gli utenti possono godere di macchine più veloci e reattive, nonché di una migliore gestione della batteria

      Miglioramenti significativi in termini di potenza e prestazioni

      Conclusione
      Con il suo design rinnovato, le nuove funzionalità di Focus, le app native potenziate e l’integrazione continua con gli altri dispositivi Apple, Sonoma porta un nuovo livello di produttività e fluidità all’utilizzo del Mac.
      Se già utilizzi questi dispositivi o se il nostro articolo ti è stato utile comunicacelo nei commenti qui sotto, ci auguriamo di vederci presto con nuove notizie sul mondo dell’informatica!

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        Smartphone, Tech

        IPhone al massimo

        Che siate riusciti a comprare il nuovo iPhone o che abbiate un modello relativamente recente, potete godervi tante nuove funzioni!

        Sicuramente iOS 16 porta una serie importante di novità che vale la pena di scoprire non solo per chi ha comprato un iPhone nuovo, ma chiunque abbia un modello che lo supporti. Dalla possibilità di condividere esperienze attraverso Messaggi, alle funzioni potenziate di Full immersion, alla maggior
        sicurezza garantita dalle passkey, c’è qualcosa tutte le esigenze.

        C’è l’importante novità di aggiungere i widget nella schermata di blocco. Questa possibilità rende possibile tenere sott’occhio, Senza nemmeno sbloccare il cellulare, una serie di informazioni utili: come vanno i titoli in borsa, che ora è nella città in cui si trova un vostro cliente straniero e molto altro. Se a questo abbiniamo la possibilità di creare più schermate di e di associarle alle Full immersion, è evidente che la personalizzazione è totale. Tuffiamoci quindi a scoprire le novità più utili e interessanti di iOS16!

        Indice

        Funziona con il mio iPhone?

        Questa è la lista completa di tutti i modelli che supportano iOS 16:

        • iPhone14
        • iPhone14 Plus/Pro/Max iPhone13
        • iPhone 13 mini/Pro/Max iPhone12
        • iPhone12 mini/Pro/Max iPhone 11
        • iPhone11 Pro/Max iPhone XS
        • iPhone XS Max
        • iPhone XR
        • iPhone X
        • iPhone 8
        • iPhone 8 Plus
        • iPhone SE
        • (2a generazione
        • e successivi)

        Primi passi col telefono nuovo

        aggiornare iphone
        1 Aggiornate iOS
        Apple corregge costantemente
        errori e falle di sicurezza, quindi
        non appena arriva il nuovo telefono
        è meglio aggiornare subito.
        app salute
        2 La salute prima di tutto
        Aprite l’app Salute, fate tap sull’icona
        del vostro profilo in alto a destra e toccate
        Dettagli salute per modificare i dati
        essenziali in caso di emergenze.
        apple care
        3 Assicurazione e cover
        Un iPhone costa e ha senso
        sottoscrivere AppleCare che protegge
        in caso di danni. È anche bene comprare
        subito una cover robusta!
        occhi riposati
        4 Occhi riposati
        Se lo sfondo scuro vi riposa gli occhi meglio, attivatelo in Impostazioni > Schermo e luminosità > Scuro, come abbiamo fatto noi per questa foto.
        calendari
        5 Calendari e mail
        Non sempre ci si ricorda di allineare queste informazioni e invece è fondamentale farlo: importare account da Google è un attimo.
        una mano
        6 Modalità a una mano
        Da Impostazioni > Accessibilità >Tocco, attivate Accesso facilitato. La parte superiore dello schermo è ora più facile da raggiungere con una sola mano!
        tocco
        7 Il tap sul retro
        Aprite Impostazioni > Accessibilità >Tocco > Tocco posteriore. Selezionate un’azione da associarvi per richiamarla semplicemente toccando il retro.
        app
        8 Raggruppare le app
        Dividete le app in schermate in base al genere o raggruppatele in cartelle: è il più grosso favore che possiate farvi per usare l’iPhone al meglio!
        feedback aptico
        9 Feedback aptico
        Per avvertire sottili vibrazioni quando scrivete, andate in Impostazioni Suoni e feedback aptico > Feedback tastiera e attivate Feedback aptico.

        Email sempre più flessibili

        Il vostro telefono è anche il vostro ufficio, spesso, quindi risulta fondamentale che vi metta In condizioni ideali per comunicare. In iOS 16, la funzione di ricerca propone risultati più precisi, anche prima che iniziate a compilare il campo di ricerca.

        Inoltre Mail beneficia degli stessi upgrade di Ventura: ora è possibile annullare l’invio di una email e mandarla in un momento successivo, una funzione che francamente mancava in maniera piuttosto colpevole da parte di Apple.

        Messaggi ricchi ed editabili

        L’ applicazione Messaggi riceve interessanti aggiornamenti. Il primo riguarda Il testo: ora è possibile modificare un messaggio appena Inviato, oppure annullare del tutto l’Invio. Inoltre ora SharePlay
        è disponibile da Messaggi. È quindi possibile, per esempio, vedere un film con amici e chattare mentre lo si guarda. Se uno degli utenti mette in pausa, il video di tutti i partecipanti si ferma, in modo da tenere allineato il punto di visione per tutti quelli che guardano.

        messaggi
        Con la nuova funzione di condivisione SharePlay via Messaggi, vedere un film con amici diventa molto divertente!

        Infine, è possibile lavorare a cose come presentazioni e promemoria condividendoli in Messaggi e avviando un gruppo di lavoro, in stile Slack, la famosa chat lavorativa. Si creano quindi dei thread di discussione in cui i partecipanti possono commentare gli aggiornamenti ai progetti condivisi.

        Una dettatura potenziata

        Uno dei grandi vantaggi che offre iOS è la possibilità di dettare testi mentre state facendo altro. In iOS 16, Apple ha introdotto un miglioramento a questa funzione che permette di integrare dettatura e tastiera: in pratica potete passare dalla tastiera virtuale alla voce senza soluzione di continuità.

        IPhone dettatura

        Mentre dettate potete usare il cursore per posizionarlo dove serve fare modifiche e continuare a dettare.

        Come ritagliare un soggetto da una foto

        ritaglia foto
        1 Scorporare i soggetti
        Sui modelli dall’iPhone XR in poi e iPhone SE dalla 2a generazione in poi è possibile ritagliare un soggetto senza fare alcuna fatica. Aprite quindi una foto.
        ritaglia foto
        2 Ritagliare un gatto
        Tenete premuto sul soggetto e vedrete che verrà ritagliato. Per assicurarvene potete spostarlo col dito sullo schermo.
        condividi oggetto
        3 Condividere l’oggetto
        A questo punto avete un elemento che potete usare come volete, incluso come avatar o per inviarlo ad amici tramite qualsiasi chat.

        Addio notch, ciao Dynamic lsland

        Dynamic lsland è una delle novità più significative, almeno dal punto di vista concettuale. I pixel
        del display dell’iPhone intorno a quella che Apple chiama “isola dinamica” si fondono in un’unica area a forma di pillola che cambia dimensione e forma per accogliere vari tipi di informazioni.

        Dynamic lsland
        La Dynamic lsland offre parecchie funzioni
        e generalmente è molto utile per notare modifiche allo stato del telefono, come la modalità silenziosa

        Questa funzionalità per ora è limitata all’iPhone 14 Pro e all’iPhone 14 Pro Max, mentre i modelli standard dell’iPhone 14 continuano a offrire lo stesso notch dell’iPhone 13. Dynamic lsland viene utilizzata per fornire informazioni all’utente in modo nuovo e più immediato e nel box qui a destra trovate un elenco parziale delle attività coinvolte.

        IPhone info chiamata
        Se arriva una telefonata, vedete le informazioni relative

        Oltre a ricevere informazioni, potete anche interagire con alcuni tipi di contenuti visualizzati in quest’area. Per esempio, se la Dynamic lsland sta mostrando qualcosa relativo all’attività in background di un’ app, la si può toccare per passare direttamente all’app associata.

        Alcune delle app compatibili

        Stato di carica e durata della batteria dell’iPhone Stato di connessione degli AirPod e durata della batteria Avvisi di batteria scarica Conferma delle transazioni Apple Pay Interazioni NFC Sblocco con Face ID Indicatori di privacy quando il microfono o la fotocamera sono in uso Chiamate in arrivo e loro durata Timer attivi Cambiamento della modalità Full immersion Attivazione o disattivazione della modalità silenziosa.

        Come creare itinerari con soste

        itinerari
        1 Preparare il viaggio
        Ora è possibile (finalmente!) inserire più di una sosta in un viaggio. Anzitutto preparate il viaggio scegliendo la destinazione e il mezzo di trasporto.
        sosta
        2 Aggiungere una sosta
        Ora nella finestra delle Indicazioni potete vedere un’aggiunta al percorso: Aggiungi sosta. Premete su questa voce e scegliete una nuova sosta.
        percorso
        3 Ritoccare il percorso
        Se volete a questo punto potete riposizionare le soste per passare prima da un punto piuttosto che da un altro. Fate poi partire l’itinerario con Vai.

        Il nuovo rilevamento incidenti

        Una sicurezza in più che tutti speriamo di non dover mai usare. Speriamo sempre che non ci capiti mai nulla ma gli incidenti esistono ed essere preparati è sicuramente il miglior modo per affrontarli se dovesse essere il caso. Con iOS 16. l’iPhone 14 può rilevare un incidente stradale grave e nel caso visualizzerà un avviso prima di chiamare automaticamente i soccorsi dopo 20 secondi.

        Avete questo tempo per bloccare la chiamata a schermo prima della sua esecuzione, Se non siete in grado di parlare, l’iPhone riproduce un messaggio audio per i servizi di emergenza, dando anche coordinate di latitudine e longitudine con un raggio di ricerca approssimativo.

        Configurazione

        La funzione di rilevamento degli incidenti è attivata in maniera predefinita. Perché l’iPhone possa avvisare i vostri familiari e condividere i vostri dati sanitari con i soccorritori dovete però impostare la funzione Cartella clinica e aggiungere i contatti di emergenza nell’app Salute. Potete anche condividere la vostra
        posizione con le persone scelte, attivando la localizzazione per SOS emergenze.

        Andate in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Localizzazione Servizi di sistema e verificate che l’opzione Emergenze e SOS sia attiva. Per disattivare invece la funzione, in Impostazioni premete SOS emergenze e disattivate l’opzione per la chiamata dopo un grave incidente.

        Cosa succede in caso di incidente

        Se avete effettivamente un incidente e siete in grado di interagire con l’iPhone, basta scorrere Chiamata
        di emergenza a schermo. Se invece non serve aiuto, premete su Annulla. Nel caso non possiate interagire,
        dopo 10 secondi l’iPhone emette suoni per attirare la vostra attenzione: se non fermate entro 10 secondi,
        parte la chiamata ai soccorsi.

        incidenti
        La funzione di rilevamento degli incidenti è attiva di default, ma dovete mettere i vostri dati sanitari e i contatti di emergenza
        incidenti
        Se non interagite, l’iPhone emette dei suoni e se non lo fermate chiama i soccorsi

        Potete comunque sempre in ogni momento interrompere la riproduzione acustica e tutte le altri parti della routine che includono la lettura del messaggio di emergenza.

        E ovviamente speriamo che non vi serva mai tutto questo!

        Come gestire gruppi di pannelli in Safari

        pannello
        1 Organizzare le pagine
        Potete raggruppare le pagine in gruppi gestibili e condivisibili. Aprite la schermata dei pannelli col pulsante in basso a destra
        pannello
        2 Partire da zero
        Scegliete quindi Nuovo gruppo di pannelli vuoto e dategli
        un nome. Ora se aprite nuovi pannelli vengono aggiunti al gruppo. Se invece volete partire da pannelli aperti, vedete il punto 3.
        pannello
        3 Aggiungere pagine
        Se avete più pannelli già aperti premete su Nuovo gruppo con questi pannelli per crearlo da essi. Oppure toccate l’anteprima di un pannello e scegliete Sposta in un gruppo di pannelli.
        pannello
        4 Aprire il gruppo di pannelli
        Una volta creato il vostro gruppo, per vedere tutte le pagine, o pannelli, assegnatigli selezionatene il nome dal menu in basso. Otterrete l’anteprima di tutti i pannelli di pertinenza.
        pannello
        5 Gestire il gruppo di pannelli
        Ora potete iniziare a disporre del vostro nuovo gruppo come
        volete. Dopo averlo selezionato, toccate il suo nome in basso nella pagina dei pannelli, poi Modifica e infine la sua icona di modifica.
        pannello
        6 Condividere in chat
        Potete anche condividere il vostro gruppo in chat. Premete su Condividi e poi su Messaggi: si aprirà una finestra per un Nuovo messaggio con il link già incollato.

        Un benvenuto migliore!

        iOS 16 cambia tutto a partire da quando non avete ancora aperto l’iPhone…

        Una delle modifiche più evidenti, se non forse quella più ovvia, dell’ultimo OS Apple per iPhone è quella relativa alla schermata di blocco. In iOS 16, infatti, potete veramente creare una schermata di blocco estremamente utile e molto personalizzata in pochissimo tempo. In queste due pagine vedrete quindi come cambiare stile grafico, come legarlo persino alla modalità Full immersion ma soprattutto potrete usare i widget, che vi permettono di avere anche nella schermata di blocco informazioni pratiche.

        Considerando poi che l’iPhone 14 Pro ha il display “always on”, si tratta di una novità ancora più interessante. Con i widget infatti potete mettere informazioni come lo stato della batteria, i compleanni degli amici, la prossima sveglia, le notizie più importanti e molto altro direttamente sotto l’orologio (o sopra, per alcuni widget).

        Legare la schermata alla Full immersion

        La creazione e la modifica delle modalità di Full immersion è molto più semplice in iOS 16 e se ne avete già una, potete collegarla a una specifica schermata di blocco.

        full immersion

        Per farlo, basta toccare e tenere premuto sulla schermata di blocco, scorrere lateralmente per scegliere una di quelle personalizzate e toccare Full immersion. Se scegliete una di quelle di Apple e non l’avete ancora configurata, vi apparirà un banner che vi inviterà a personalizzare le impostazioni.

        Uno schermo per ogni occasione

        Apple ha puntato evidentemente molto sulla schermata di blocco, probabilmente, come anticipato, anche perché i nuovi iPhone 14 Pro hanno la modalità per lo schermo sempre acceso.
        Non solo ora potete personalizzare la schermata di blocco come volete ma anche semplicemente ruotare fra le varie schermate che avete creato dal menu principale di modifica della schermata di blocco. Così potete preparare tutti gli sfondi che volete e conservarli per l’occasione giusta.

        Come aggiungere widget

        widget
        1 Scegliere il widget
        Inizialmente avete una “tela vuota” su cui potete mettere quello che volete.
        Cunico limite è il numero di widget che
        potete aggiungere, che dipende in larga
        parte dalle dimensioni dei widget stessi:
        alcuni infatti occupano più di uno spazio
        mentre altri riempiono un solo posto.
        widget
        2 Aggiungere i migliori
        Per aggiungere un widget non
        dovete fare altro che selezionarlo.
        Come vedete avete accesso a livello
        della batteria, informazioni dai social,
        eventi dal calendario e altro ancora.
        Sicuramente col passare del tempo
        ne vedremo molti altri.
        widget
        3 Gestire l’area superiore
        I widget possono essere aggiunti
        anche all’area proprio sopra l’orologio,
        quella relativa alla data. Lo spazio
        è ridotto, quindi non si può essere
        troppo stravaganti, ma è sicuramente
        utile poter integrare informazioni come
        l’ora dell’alba e del tramonto.

        Come personalizzare la schermata di blocco

        schermata blocco
        1 Per iniziare, toccate la
        schermata di blocco, tenete
        premuto, scorrete a destra e toccate Aggiungi nuovo.
        Da qui è possibile selezionare
        uno dei nuovi stili di sfondo.
        schermata blocco
        2 La cosa più semplice è usare uno sfondo predefinito: in quello astronomico potete vedere la Terra centrata sul punto in cui siete al momento.
        schermata blocco
        3 Uno dei miglioramenti più significativi è il ritaglio delle immagini: scegliete Foto e selezionate una di quelle consigliate per vederla “bucare” lo schermo.
        schermata blocco
        4 Se non sapete decidere che foto usare, scegliete
        l’opzione Foto casuali: sarà l’iPhone a preselezionare le immagini che meglio funzionano per lo scopo.
        schermata blocco
        5 La schermata di blocco è ora anche molto utile. Per esempio potete scegliere lo sfondo Meteo, che visualizzerà il tempo ovunque siate.
        schermata blocco
        6 Se le foto non vi piacciono, potete scegliere un colore e lasciare che l’iPhone lo sfumi
        per voi, con un certo grado di personalizzazione.
        schermata blocco
        7 Naturalmente tutti gli sfondi sono compatibili con qualsiasi widget. Gli unici limiti sono quelli relativi a quanti potete metterne in un’area.
        schermata blocco
        8 Stanchi schermata? di una Nessun problema: tenete premuto su di essa, spostatela verso l’alto e vedrete comparire il pulsante di eliminazione.

        Navigazione sicura

        Apple ha avviato il suo percorso verso un mondo senza password implementando le passkey. Sono credenziali Che evitano problemi di phishing e fughe di dati e che utilizzano semplicemente Touch ID o Face ID per la verifica biometrica, Con il portachiavi iCloud è possibile sincronizzarle su tutti i dispositivi Apple con crittografia end-to-end. Le passkey funzionano nelle app e sul Web e potrete accedere anche su dispositivi non Apple utilizzando l’iPhone quando i siti saranno stati aggiornati per tarlo.

        Tutti insieme in famiglia

        Se avete un nucleo familiare che usa dispositivi Apple, con iOS 16 è molto più semplice condividere tutto ma è ancora più facile gestire l’accesso per i bambini. Potete creare account autorizzando solo i contenuti adatti alla loro età e impostando un tempo massimo di utilizzo.

        IPhone
        La configurazione iniziale dei controlli
        parentali è facile e la checklist che vi aiuta a tenerli aggiornati è eccellente!

        Peraltro se acquistate un nuovo dispositivo, con la funzione Inizia subito potete automaticamente configurarlo con i controlli parentali attivi. Infine potete tenere sott’occhio sempre la situazione di controllo degli accessi usando la checklist predefinita: vi verrà ricordato, per esempio, di aggiornare le impostazioni man mano che i bambini crescono, di attivare la condivisione della posizione odi condividere con tutti il vostro abbonamento iCloud+.

        Full immersion perfezionata

        Come abbiamo visto sul numero scorso per Ventura, Apple ha reso la modalità Full immersion più semplice da usare. Anche in iOS è ora possibile scegliere le app e le persone che possono
        mandare notifiche e quelle da silenziare.

        full immersion

        Potete filtrare app come Calendario e Messaggi per evitare le distrazioni oppure di vedere le mail di lavoro mentre siete in una Full immrersion personale.

        Come attivare la modalità sviluppatore

        1 Cambio di filosofia
        Gli iPhone sono generalmente sempre stati in “modalità sviluppatore” in maniera predefinita, cioè ci si poteva caricare app compilate privatamente senza particolari permessi lato dispositivo. Con iOS 16 le cose cambiano, quindi ecco come comportarsi.
        2 Attivare l’opzione
        Siccome questo potrebbe essere
        il primo vero passo di Apple verso l’apertura ad app store di terze parti, conviene sapere come prepararsi. Andate quindi nella schermata Impostazioni > Privacy e sicurezza e abilitate Modalità sviluppatore.
        3 Dare conferma
        Vi verrà chiesto di riavviare e al termine del riavvio dovrete dare conferma. Ovviamente non installate mai app che arrivino da fonti non fidate, anche se l’ecosistema Apple lo rende difficile. E come per ogni funzione di questo tipo, usatela con cautela!

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        Domotica fai da te

        Grazie alla domotica possiamo controllare con la voce o lo smartphone, luci termostati e tutti i dispositivi elettrici presenti nella nostra casa, comprese le telecamere di sicurezza.

        Nelle nostre case ci sono diversi tipi di impianti: da quello elettrico al riscaldamento, da quello te­lefonico a quello di climatiz­zazione. Se abbiamo un giar­dino avremo probabilmente un impianto di irrigazione e in molti casi sarà presente an­che l’impianto di allarme. Nor­malmente ciascuno di questi funziona in modo indipenden­te rispetto agli altri, ma grazie alla domotica è possibile non solo farli interagire, ma anche gestirli a distanza.

        Così, per esempio, verremo avvisati se si sta verificando un sovracca­rico di corrente. Oppure se un sensore di movimento o una videoca­mera di sicurezza individuano dei movimenti sospetti, men­tre il sistema di irrigazione non si attiverà in caso di pioggia. Il termine domotica deriva dal latino domus (casa) che, combinato alla desinenza finale di informatica, indica che ogni elemento può essere gestito attraverso la rete Internet in combinazione ad app e sof­tware di smartphone e PC.

        Indice

        Domotica fai-da-te

        Negli appartamenti nuovi, così come in quelli ristruttu­rati da poco, è facile trovare impianti demotici evoluti che permettono di control­lare dalle luci alle tapparelle, al termostato. Questo però non significa che chi vive in un normale appartamento debba per forza rifare l’im­pianto elettrico per renderlo intelligente. Per farsi un’idea di cosa significhi avere in casa un impianto di domo­tica, basta acquistare uno dei tanti kit, disponibili su Amazon o su qualsiasi store online.

        Questi kit compren­dono sensori, lampadine intelligenti, telecamere e non richiedono particola­ri competenze tecniche. Vanno semplicemen­te collegati alle prese elet­triche già presenti in casa e naturalmente alla rete Wi-Fi dell’appartamento. Si tratta di sistemi con un nume­ro ridotto di funzioni, che potremo però controllare attraverso lo smartphone o gli assistenti digitali Alexa e Google Home. Il costo può anche essere limitato a meno di un centinaio di euro.

        Un aiuto per gli anziani

        Un aiuto per gli anziani Per la maggior parte delle persone chiedere a un as­sistente digitale di alzare le tapparelle o spegnere la luce resta soprattutto un simpa­tico trucchetto. Ma per chi è anziano o ha problemi di lo­comozione, può contribuire a migliorare la qualità della vita.

        Gli stessi servizi di teleassistenza e telesoccorso, che assicurano un pronto in­tervento nel caso di malori o di incidenti domestici, fanno a tutti gli effetti parte della domotica. E noi nelle pros­sime pagine mostreremo alcune delle soluzioni che ci hanno convinto maggior­mente e che abbiamo instal­lato nelle nostre case.

        I 3 pilastri della domotica

        Rendere smart la nostra abitazione significa prima di tutto migliorare la qualità della nostra vita. Infatti grazie alla domotica è possibile ot­tenere un aumento delle pre­stazioni e delle funzionalità dei diversi impianti e degli elettrodomestici presenti nella nostra casa.

        Otterremo di conseguenza un mi­glioramento del comfort, del­la sicurezza e del risparmio energetico. E sono proprio questi i tre pilastri della do­motica che stanno spingendo sempre più persone a rendere smart le loro case.

        Comodo è meglio

        Al di là dell’effetto WOW, inevitabile nel momento in cui mostriamo ad amici e conoscenti come sia possibile comandare luci ed elet­trodomestici con la voce, è innegabile che informatiz­zare la nostra casa la renda anche molto più comoda da viverci. Un impianto de­motico può fare diventare normali situazioni che fino a oggi eravamo abituati a vedere solo nei film di fan­tascienza. Potremo così venire svegliati dall’aroma del caffè e dalla tapparella che si solleva in autonomia. Oppure avere la certezza di trovare le stanze sempre alla giusta temperatura, sia d’inverno che d’estate.

        domotica
        Tutto a portata di smartphone
        Dalle luci alla temperatura, alla sicurezza. tutti gli impianti della casa smart possono essere comandati anche da remoto grazie alle app per smartphone.

        Potremo anche programmare differenti scenari a seconda degli ambienti e delle situazioni. Così per esempio lo scenario ” m a l a t t i a ” può rendersi cura di chi ha la febbre abbassando le luci, aumentando la temperatura della stanza e limitando il volume del televisore. Mentre lo scenario “cinema”, oltre a impostare le luci giuste per godere il nostro film, consente anche di attivare in automatico la segreteria telefonica e rendere muto il campanello di casa. Altri scenari sono poi legati solo alla nostra fantasia. Certo, per ottenere i risultati migliori sarebbe meglio avere un impianto demotico evoluto. Questo andrebbe realizzato al momento della costruzione o della ristrutturazione dell’appartamento, con un investimento notevole. Ma oggi è possibile ottenere buoni risultati anche con il fai-da-te, inserendo da soli gli elementi che ci interessano.

        Prima la sicurezza

        Avere la certezza che la nostra abitazione, e di conseguenza la nostra famiglia, siano protetti da un sistema di sicurezza evoluto, è l’ambizione di tutti. Oltretutto il Bonus Sicurezza 2022, che è già stato confermato dal Governo per i prossimi due anni, permette di mettere al sicuro la nostra casa con una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 €. Un motivo in più per valutare un impianto domotizzato evoluto. Impianto che comprenda telecamere e sensori anti intrusione e che tenga sotto controllo la nostra abitazione non solo quando non siamo in casa, ma anche quando ci sono i nostri familiari.

        domotica

         

        Serratura elettronica
        Rendere smart la serratura della porta oltre ad assicurarci che sia chiusa correttamente. ci consente di essere avvisati in caso di necessità.

        Potremo così sapere da remoto in ogni momento se le finestre sono chiuse e le luci sono spente e allo stesso tempo come stanno i figli e gli animali. Inoltre, anche se non possiamo investire grosse cifre per un impianto di sicurezza evoluto, potremo cavarcela con una telecamera collegata al router Wi-Fi dell’abitazione, con qualche sensore di apertura collegato a porte e finestre e, infine, a qualche sensore di movimento.

        Risparmiare energia

        Soprattutto in questo perio­do storico in cui la bolletta energetica continua a cre­scere, è utile avere a disposi­zione un impianto demotico che permetta di controllare quale e quanta energia viene utilizzata dai singoli elettro­domestici. Potremo così de­cidere di far partire gli elet­trodomestici nei momenti migliori, sia per il risparmio che per limitare il disturbo.





        Per quanto riguarda il ri­scaldamento e il raffredda­mento, verranno regolati in automatico basandosi sugli orari della famiglia. Se poi abbiamo a disposizione un impianto fotovoltaico, avre­mo evidenti vantaggi sull’ot­timizzazione dei processi domestici. Oltretutto anche per i nuovi impianti fotovol­taici è prevista la detrazione del 50% sulle spese soste­nute, fino a un massimo di 96.000 €, che rimane valida fino al 31 dicembre 2024.

        Domotica ”fai da te” low cost

        Per realizzare un impianto domotica evoluto è neces­sario l’intervento di professio­nisti che dovranno adattare gli impianti esistenti della nostra casa ai vari dispositivi domati­ci. Andranno questi collegati a una o più centraline in modo da control­lare e programmare tutto ciò che avviene nell’appartamen­to. Occorre prevedere un inve­stimento di alcune migliaia di euro che dipende naturalmen­te dalle dimensioni e dalla complessità del sistema. Ricordiamo che può venire in parte compen­sato al 50% dall’Ecobonus del governo.

        domotica

         

        Tanti accessori, un produttore.
        Anche se decidiamo di iniziare con un solo dispositivo, è meglio scegliere un produttore come SwitchBot che ha in catalogo accessori di ogni tipo.

        Un’alternativa valida resta però quella della domo­tica Plug and Play. Questa preve­de dispositivi semplici da usa­re e configurare che non richiedono interventi da parte di specialisti e nessuna modi­fica strutturale all’abitazione.

        Un passo alla volta

        Prima di tutto dovremo de­finire quali elementi della nostra casa vogliamo ren­dere smart. Amazon e i vari stare online mettono a di­sposizione un grande assor­timento di luci e lampadine smart, prese e interruttori Wi-Fi, videocitofoni e serra­ture comandabili a distanza. Il nostro consiglio, però, è quello di affidarsi a un uni­co produttore specializzato del settore. In modo tale che metta a di­sposizione un proprio ecosi­stema completo di prodotti, come è il caso di SwitchBot, https://eu.switch-bot.com. SwitchBot è presente con i suoi dispositivi anche su Amazon. SwitchBot è ideale per chi ha un budget limitato ma vuole comunque prodotti certificati e facili da installare.

         

        La qualità prima di tutto.
        Soprattutto come luci è importante scegliere elementi di qualità e per questo le Philips Hue sono una garanzia. Per iniziare è ottimo lo Starter Kit.

        Bastano 35 euro per acquistare SwitchBot Hub Mini Smart Remote. Un pic­colo scatolotto che una vol­ta collegato al router Wi-Fi dell’abitazione consentirà di comandare da remoto tutti gli elettrodomestici gestiti da un telecomando a infra­rossi, come l’impianto di aria condizionata, il televisore, l’impianto stereo. Tra gli altri accessori per la domotica di SwitchBot consigliamo il ri­levatore di movimenti Smart Motion Door Sensor, lo SwitchBot Curtain, un motore elettrico per tende compatibile con gli assistenti digitali Alexa e Google Home, lo SwitchBot interrutore intelligente che permette di coman­dare a distanza qualsiasi interruttore della nostra abita­zione. Potremo per esempio collegarlo all’interruttore del citofono in modo da aprirlo senza doverci spostare. Al momento l’ecosistema di SwitchBot comprende oltre dieci dispositivi tra teleca­mere, termostati, igrometri e strisce LED, tutti a prezzi accessibili. Il nostro consi­glio è quello di scegliere vol­ta per volta quello più adatto per noi.

        Kit base per le luci

        Quando si parla di domoti­ca molti pensano subito alle luci che si possono accende­re e spegnare da remoto e che possono creare migliaia di combinazioni cromatiche. E in effetti sono tantissimi i produttori che hanno in catalogo lampadine smart collegabili all’impianto Wi­Fi della casa e gestibili a di­stanza.

        In questo caso però occorre considerare anche la qualità delle lampadine. Sotto questo punto di vi­sta le Philips Hue, https://www.philips-hue.com, anche se decisamente costose re­stano le migliori. Il consiglio è quello di iniziare con un kit base di partenza come il Lighting Hue White Starter Kit che comprende tre lampadine White E27, un telecomando Dimmer Switch e un Bridge Philips Hue per il controllo remoto.

        Amazon Alexa per la casa domotica

        Grazie anche a una poli­tica di prezzi decisamente aggressiva, che con­sente di acquistare uno dei modelli dell’assistente digi­tale Echo Dot anche a meno di 20 euro, Amazon copre ormai il 60% del mercato italiano. Uno dei suoi punti di forza sono le Skill che consentono di in­terfacciarsi con la maggior parte degli accessori per la domotica e comandarli con­ la voce. Quindi con le Rou­tine, particolari comandi scorciatoia che permetto­no di raggruppare le azioni. Difatti grazie a queste potremo per esempio fare accendere in automatico le luci e chiudere le tapparelle quando tramonta il sole. Oppure ascoltare le ultime notizie e riprodurre la no­stra musica preferita dopo la sveglia o una volta torna­ti a casa.

        Se poi abbiamo diversi dispositivi per la casa intelligente compati­bili, potremo creare un gruppo per controllarli tut­ti. Per esempio, se abbiamo creato il gruppo “soggior­no”, potremo dire: “Alexa. accendi le luci in soggior­no” per comandare tutte le luci in quella stanza. Gran parte delle stesse azioni possono comunque essere svolte da Nest Mini, l’assistente digitale creato da Google.

        La terza via di iotty

        Tra una ristrutturazione completa, necessaria per realizzare un impianto di do­motica evoluto nella propria abitazione, e una soluzione fai-da-te, c’è sempre una ter­za via, ed è quella che propo­ne iotty, https://iotty.it/. Si tratta di un’azienda completa­mente italiana che da Porde­none è arrivata ad avere successo in tutto il mondo grazie ad accessori per la domotica che si distinguono non solo per la tecnologia, ma anche per il design.

        Placche in vetro temperato

        Si tratta in pratica di sostituire le placche esistenti con quelle smart di iotty. Queste oltre a es­sere in vetro temperato e quindi molto eleganti, integra­no i sensori per la temperatu­ra, la luminosità e la prossimi­tà. In questo momento il catalogo di iotty (il cui nome deriva dalle iniziali di Internet of Things) offre solo tre pro­dotti: la placca i3 Plus che funziona da Interruttore Intel­ligente per luci e cancelli, la i3S Plus Interruttore Intelli­gente per Tende e Tapparelle e OiT Plus, una presa Wi-Fi smart.

        Queste placche, con i loro tre tasti soft touch, vanno inserite nelle classiche scato­le di derivazione 503 (quelle presenti praticamente in tutte le case italiane) e sono dispo­nibili nei colori bianco, nero, grigio, sabbia e azzurro. L’in­stallazione non richiede parti­colari abilità tecniche se è già presente il filo neutro che arri­va all’interruttore. In ogni caso è comunque sempre possibile prenotare l’intervento di un elettricista per l’installazione attraverso il sito di iotty.

        Non solo Alexa e Google

        Il vantaggio di una scelta di questo tipo è principalmen­te legato al design e alla semplicità d’uso. Una volta installata la placca basterà collegare l’app per ottenere tutti i dati relativi ai consumi effettivi e anche alla tempe­ratura dell’ambiente in cui si trova. Potremo programma­re accensione e spegnimen­to dei vari dispositivi in base alla nostra routine giorna­liera direttamente dall’app. Possiamo farlo anche con la voce grazie alla integrazione con i più comuni assistenti vocali. Oltre ad Amazon Alexa e a Google Home, gli accessori ergonomici di iotty sono in­fatti compatibili anche con la piattaforma HomeKit di Ap­ple e con quella Matter. Quest’ultima con ogni probabilità è desti­nata a diventare lo standard del futuro per la domotica.

        Offerte speciali

        Il prezzo per ciascuna delle placche di iotty è di 99 euro, ma controllando sul sito si possono trovare spesso of­ferte speciali che permet­tono di risparmiare fino al 30%. Il servizio di installa­zione costa 135 euro fino a 3 placche e 195 euro se voglia­mo installare fino a cinque placche. L’elettricista oltre a collegare le placche, prov­vederà anche a inserire il cavo neutro se necessario e a configurare il Wi-Fi. In ogni caso il sistema funzionerà in modalità manuale anche senza la presenza di un im­pianto Wi-Fi nell’abitazione.

        Domotica senza Wi-Fi

        Praticamente tutti gli im­pianti domotici, sia quelli più evoluti che richiedono un in­tervento di tecnici specializ­zati per la loro realizzazione, sia quelli fai-da-te che per­mettono di costruire da soli la propria casa intelligente, si affidano alla rete Wi-Fi dell’abitazione. Questo però non significa che non sia possibile creare un proprio impianto indipendente da In­ternet e dal cloud. Certo, bi­sognerà fare a meno della possibilità del controllo remoto, ma in compenso la privacy sarà garantita in quanto tutti i dati necessari al funzionamento dell’impianto domotico resteranno nell’abitazione. Anche le prestazioni risulteranno migliori. Per chi non vuole, o magari semplicemente non può, affidare il proprio impianto domotico a una connessione Internet, Samsung ha realizzato la piattaforma SmartThings Edge.

         

        SmartThings Edge.
        Tutti gli accessori Samsung compatibili con la piattaforma Smart Things Edge non si collegano a Internet ma a un Hub locale e a un ‘app specifica.

        In pratica tutte le funzioni di programmazione dei vari elementi che compongono la casa domotica vengono gestite direttamente da uno SmartThings Hub. Questo sigifica quindi dallo smartphone, eliminando così la necessità di connessione basata su cloud e allo stesso tempo aumentando la velocità delle automazioni. Oltre ai dispositivi commercializzati da Samsung, anche quelli compatibili con le piattaforme ZigBee e Z-Wave saranno in grado di connettersi all’hub bypassando così il cloud.

        Arriva Matter

        Per funzionare al meglio, la domotica ha bisogno di propri protocolli wireless. Questi devono essere in grado di gestire le migliaia di dispositivi che già oggi vengono commercializzati e che sono inevitabilmente destinati a moltiplicarsi. Gli standard tradizionali Wi-Fi e Bluetooth non riescono infatti a svolgere questo compito. Tutto ciò accade sia per problemi di interferenze, sia perché richiedono un considerevole dispendio di energia. Soprattutto quando ci troviamo in un’abitazione o in un ufficio in cui gli accessori connessi sono alcune decine. Per questo motivo da alcuni anni accessori per la domotica hanno messo a punto nuovi standard, specifici per la domotica. Il più diffuso è oggi lo ZigBee che permette di connette re fino a 65.000 dispositivi. ZigBee ha consumi ridotti ed è compatibile con accessori di produttori come Amazon, Philips, Osram, Xiaomi e lkea.





        Come accade spesso nel settore informatico, contemporaneamente sono stati realizzati standard concorrenti come Z-Wave. Difatti il rischio di ritrovarsi accessori che non dialogano tra loro è molto alto. Per questo motivo oltre 170 aziende, tra cui spiccano Apple, Samsung, Amazon, Google e gli associati della ZigBee Alliance hanno deciso di mettere a punto Matter. Questo nuovo protocollo di interoperabilità dal 2023 dovrebbe diventare quello dominante. La sua forza è la sua piena compatibilità non solo con gli accessori ZigBee ma anche con molti di quelli che oggi usano il Wi-Fi per connettersi. In pratica basterà un aggiornamento firmware e si passerà al nuovo standard. Matter 1.0 è stato presentato ufficialmente il 3 novembre dalla Connectivity Standards Alliance. La tecnologia si basa su una combinazione di Wi-Fi, Bluetooth LE e reti mesh intelligenti, la cui comunicazione risulterà semplificata.

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        Tech

        Fotocamera per riprese a 6K

        La nuova lnsta360 ONE RS 1-inch è la fotocamera a 360° con la risoluzione più alta al mondo. Giroscopio a 6 assi.

        Se sei un appassionato di riprese outdoor, per svago o per lavoro, devi as­solutamente dare un’occhiata alla nuova fotocamera lnsta360 One RS 1-inch 360 Edition, una action camera sofisticata ed evoluta pensata e progettata specificamente per chi desidera qualità senza compromessi, in qualsiasi circostanza di ripresa. La principale prerogativa, di questo nuovo mo­dello, infatti, consiste nella presenza di due sensori CMOS da 1 pollice sviluppa­ti in collaborazione con Leica e in grado di registrare video a 360 gradi.

        Una comodità da non sottovalutare, perché in fase di acquisizione il dispositivo in pra­tica riprende la scena da qualsiasi ango­lazione, lasciando all’utente la possibilità e la libertà di scegliere successivamente le inquadrature da mantenere durante la fase di editing e finalizzazione.

        Indice

        lnsta360 One RS 1

        Oltre alla capacità di riprese a trecentosessanta gradi, la fotocamera lnsta360 One RS 1-inch 360 Edition implementa tutta una serie di algoritmi per il livellamento dell’orizzonte e la stabilizzazione delle, immagini­, che garantiscono immagini stabili an­che in circostanze di ripresa difficili. Que­sto modello è disponibile perfino in una speciale versione upgrade-kit, destinata a chi già possiede una lnsta360 One R op­pure una One RS.


        Tale pacchetto di aggiornamento viene venduto al prezzo di € 769,99 e include l’obiettivo a 360°, la batteria e il telaio di montaggio.

        La videocamera che rivoluziona il mondo delle riprese

        lnsta360 One RS 1-inch 36,0 Edition è indicata soprattut­to per effettuare riprese in altissima risoluzione: i suoi sensori, infatti, sono in grado di catturare filmati 360 fino a 6k a 30 FPS, e fotografie panoramiche da 21 MP. Grazie alla certificazione IPX3, questo modello ben si presta per quegli utenti che desiderano utilizzarla in situazioni e contesti ambientali più audaci, ad esempio in presenza di acqua, pioggia e umidità. Tra le funzionalità più specifiche per la fotografia spiccano le modalità PureShot H DR e Shot Lab, che permettono di combinare più scatti per migliorare, utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale, la gam­ma dinamica e la resa cromatica delle fo­to, nonché di ottenere effetti e risultati creativi e inusuali in pochi secondi.

         lnsta360

        Inol­tre, la cancellazione del selfie stick per­mette di ottenere riprese mozzafiato in terza persona o di avere la prospettiva di un drone. L’editing delle registrazio­ni viene effettuato direttamente dallo smartphone: questo richiede un dispo­sitivo dotato di una buona memoria e di un processore veloce. Ottima anche l’autonomia: con una sola ricarica, per la quale sono richiesti 90 minuti, è possibile girare per circa 62 minuti.

        Insta 360 Studio

        Può sembrare una cifra alta ma non lo è, specie se confronta­ta con le specifiche e i risulta­ti che offre. In dotazione an­che un software proprietario chiamato lnsta360 Studio che permette di effettuare l’editing e la finaliz­zazione dei contenuti acquisiti, in modo semplice e intuitivo. One RS 1-inch 360 Edition è una action cam destinata so­prattutto a professionisti e utenti evolu­ti particolarmente esigenti. Nel nuo­vo modello di casa lnsta360 possono tro­vare decisamente pane per i loro denti.

        Convenienza: 9

        Caratteristiche: 10

        Innovazione: 10

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        Formazione, Tech

        Tablet Onyx BOOX Nova Air

        Tablet Onyx Boox Nova Air da 7,8 ” a inchiostro elettronico con sistema Android 1O che permette di leggere e prendere appunti su tutti i documenti ed ebook grazie alla penna in dotazione.

        Chi ama leggere ebook ma vuole un dispositivo che sia superiore ai clas­sici lettori realizzati da Amazon Kobo, può dare un’occhiata a questo Nova Air 7.8” E-lnk di Boox. Si tratta a tutti gli effetti di un tablet, visto che utilizza la versione 10 di Android, ma allo stesso tempo è anche un e-reader considerata la tecnologia a inchiostro elettronico ad alta definizione (1872×1404 pixel).

        Il suo vantaggio è che può gestire direttamente ogni formato di libro elettronico e, grazie al pennino capacitivo a 4.096 li­velli di sensibilità, permette non solo di evidenziare testi, ma an­che di inserire appunti. Un sistema OCR di riconoscimento del testo consentirà poi di usa­re questo speciale tablet anche per prendere appunti durante riunioni e lezioni. Il limite è la ri­sposta, che non è paragonabile a quella dei classici display LCD e la mancanza del colore. L’ au­tonomia arriva alle 20 ore. Onyx BOOX Nova Air: la solita esperienza di lettura di sempre ma con un design inedito e con una penna attiva rinnovata.

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        Anche per gli audiolibri

        La presenza di un doppio altoparlante consente di usare il Nova Air 7.8” E-lnk anche per ascoltare gli audiolibri, magari contemporaneamente alla loro lettura. In alternativa è comunque possibile utilizzare degli auricolari Bluetooth vista la presenza della connessione wireless.

        Tablet Boox Nova Air da 7,8
        Tablet Boox Nova Air da 7,8

        Come in tutti i tablet, anche in questo è presente il Wi-Fi che consente di collegarsi ai vari servizi in cloud e di scaricare le app presenti nel Play Store, comprese quelle per gli ebook di Kindle e Kobo.

        Nuova identità

        Il tablet Onyx BOOX Nova Air segna una piccola ma importante tappa nella storia di questo produttore di ebook reader perché porta con sé una nuova identità stilistica che potrebbe anticipare il design dei prossimi modelli del brand.

        I lettori di ebook sono dispositivi maturi sia sul versante delle funzioni sia su quello delle tipologie di impiego, ma il tablet Onyx Boox riesce sempre a sorprenderci con qualche innovazione. È stato un precursore nell’uso della penna attiva e del display a colori sugli e-reader. Ha sperimentato concept originali come quello del notebook e dello smartphone E-ink, e questa volta ci regala un nuovo design.

        Giudizio

        PRO Leggero e sottile, bello scher­mo E-lnk. Può essere usato come let­tore o tablet, il pennino è in dotazione.

        CONTRO Piuttosto lento, manca il colore, OCR poco preciso.

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        Tech

        Un monitor ultralargo per la produttività e il gioco

        Tra le prime periferiche a marchio Legion, l’Y44W è un monitor ultralargo curvo che può attrarre i gamer ma anche chi, per motivi di lavoro, ha bisogno di un’area ampia in cui affiancare molte finestre.

        Chi lavora al Pc mantenendo spesso aperte molte finestre conosce bene i vantaggi di una configurazione con due monitor affiancati. Se la scrivania è abbastanza spaziosa, infatti, si possono sfruttare i due pannelli per visualizzare più applicazioni e finestre. Oppure per sfruttare a fondo lo spazio disponibile e controllare simultaneamente più schermate o attività senza essere costretti a intervenire sullo zoom. Per esempio nel caso dei software di montaggio video o di elaborazione audio multitraccia.

        Ma questo setup, per quanto pratico e abbastanza semplice da realizzare, ha qualche difetto non trascurabile. Innanzitutto, l’utente si trova con la linea di demarcazione tra i due schermi proprio al centro del suo campo visivo. Inoltre servono monitor con cornici sottili per limitare la larghezza dello spazio vuoto tra i due pannelli. La configurazione con due schermi non è molto adatta all’utilizzo multimediale. Se ad esempio si riproduce un video a tutto schermo, questo ne occupa soltanto uno dei due, lasciando l’altro attivo e luminoso (o costringendo a spegnerlo a mano). Lo stesso vale per le sessioni di gioco. A meno di tentare la fortuna con improbabili configurazioni avanzate capaci di estendere la finestra su più schermi.

        Un’alternativa interessante ai setup multimonitor sono gli schermi ultrawide. Le prime generazioni avevano un rapporto d’aspetto di 21:9, ma più recentemente hanno iniziato a fare la loro comparsa modelli ancor più spinti, con rapporto di 32:9 o 32:10. Queste sono le caratteristiche del Legion Y44W di Lenovo. Uno schermo di grandi dimensioni pensato per i giocatori e gli utenti evoluti, che cercano un’area di lavoro particolarmente ampia.

        Indice

        Lenovo Legion Y44W

        Il Legion Y44W è un monitor 32:10, con una risoluzione di 3.840 x 1.200 pixel e un rapporto d’aspetto di 32:10. L’area disponibile è quindi simile a quella fornita da una coppia di più tradizionali monitor wide con risoluzione Full HD. È importante evidenziare non soltanto l’estensione orizzontale, esattamente doppia rispetto a un monitor panoramico tradizionale, ma anche quella verticale. Ogni colonna è composta da 1.200 pixel, e quindi garantisce uno spazio verticale leggermente superiore rispetto allo standard Full HD, prezioso per ottenere il massimo da tutte le applicazioni a scorrimento verticale (dal browser Web fino ai software di produttività come Word o Excel).

        monitor ultralargo Lenovo
        Artery integra una semplice procedura di calibrazione, ma per ottenere la massima corrispondenza cromatica bisogna utilizzare un colorimetro e
        un software di calibrazione più potente.

        In genere, il rapporto 16:10 è meno adatto alla riproduzione multimediale, poiché costringe il software ad aggiungere piccole bande nere orizzontali sopra e sotto il video. In questo caso la larghezza è così elevata da offrire spazio in abbondanza per allargare qualsiasi contenuto fino a occupare tutto lo schermo in altezza.

        Più spazio per tutti

        La diagonale è pari a 43,4 pollici, pari a circa 110 cm, mentre l’altezza del pannello è di circa 32,5 cm. Nel complesso, l’ingombro e l’impatto visivo sono simili a due monitor 16:10 posizionati uno a fianco all’altro con un leggero angolo tra loro. Lo schermo dell’Y44W, infatti, non è piatto, ma ha invece un raggio di curvatura di 1,8 metri (1800R). Il risultato è un dispositivo abbastanza imponente e certamente capace di catturare l’attenzione, ma non mastodontico o impossibile da collocare.

        La larghezza complessiva, infatti, è di “soli” 122 cm, mentre l’altezza minima è inferiore a 47 cm. La scrivania che dovrà ospitarlo deve comunque garantire una buona profondità, poiché il piedistallo è piuttosto voluminoso. I dati di targa indicano una profondità minima di 37,6 cm, ma il cablaggio potrebbe richiedere un paio di centimetri in più.

        Attacco Vesa

        A proposito di piedistallo: è voluminoso e piuttosto ingombrante anche visivamente. La base, infatti, ha una V rovesciata che si estende l’utilizzatore, superando la verticale del pannello. Il vantaggio offerto da questa struttura è un’eccellente solidità: lo schermo rimane sempre stabile, nonostante una dimensione molto generosa e un peso tutt’altro che trascurabile. Lo stand è regolabile in altezza e consente di angolare il pannello lungo l’asse orizzontale (verso l’alto o verso il basso) e verticale (verso destra o sinistra). Nel complesso, le regolazioni consentono una discreta flessibilità. Rimangono sempre almeno 10 cm tra il tavolo e il bordo inferiore dello schermo, anche nella posizione più bassa.

        Chi non riuscisse proprio a sopportare la forma dello stand, o avesse bisogno di collocarlo in posizioni non supportate, può sfruttare l’attacco Vesa 100×100 e acquistare un braccio o un sistema di installazione alternativo. Deve comunque fare naturalmente attenzione a scegliere un modello capace di sopportare il peso e le dimensioni del pannello. Lenovo reclamizza questo monitor come “near edgeless”, ma questa dicitura non è del tutto veritiera. La cornice vera e propria lungo i lati verticali e superiore è pari a soli 3 mm, ma, una volta acceso il pannello, si nota un’ulteriore cornice nera che porta lo spessore complessivo del bordo a circa 1 cm.

        Caratteristiche e prestazioni

        Il pannello è di tipo VA, ha una luminosità di picco dichiarata a 450 cd/m2, che scendono a 380 nella modalità tipica. Il monitor supporta i segnali Hdr (è certificato Vesa DisplayHdr 400). Tuttavia le sue caratteristiche tecniche non consentono una riproduzione efficace dei segnali a gamma dinamica estesa. La luminosità è accettabile (anche se certamente non eccezionale), ma ancor più penalizzante è l’assenza di qualsiasi tecnologia di local dimming, che limita i valori di contrasto, specialmente nella parte più scura dello spettro. I nostri test hanno confermato le attese. Il processore del monitor è tecnicamente in grado di supportare i segnali Hdr, ma la resa è mediocre. Si nota soltanto un leggero incremento della luminosità di picco, che supera le 500 cd/m2.

        L’ingombro laterale del monitor non è trascurabile, sia per la curvatura (1800R) del pannello, sia per il suo spessore, sia infine per le dimensioni dello stand, che assicurano per contro un’ottima stabilità.
        La dotazione di porte presenti sul retro è piuttosto ricca dal punto di vista quantitativo, ma mancano alcuni dettagli: i due ingressi Hdmi, per esempio, si fermano alla versione 2.0 dello standard.

        Calibrazione di fabbrica, un aspetto su cui migliorare

        A questo proposito, un altro aspetto negativo è la calibrazione di fabbrica. Le misurazioni con un colorimetro hanno evidenziato errori davvero elevati, con valori DeltaE superiori a 4. Con un po’ di lavoro si può ricondurre il pannello a un’accuratezza molto superiore (DeltaE medio di 1.2), ma servono competenze e attrezzature che non sono alla portata di tutti. Questo, probabilmente, è l’aspetto più deludente per un monitor venduto con un prezzo di listino che sfiora i 1.200 euro. Sicuramente il suo costo è dovuto al formato, alle dimensioni o alle molte funzioni aggiuntive, e non alla particolare accuratezza nella riproduzione dei colori. Ma i risultati ottenibili con una calibrazione accurata sono ottimi, ed è un peccato che almeno una parte degli acquirenti non sfrutterà mai tutto il potenziale di questo monitor.

        Lenovo Legion Y44W perfetto per il gaming

        Per quanto riguarda il gaming, l’Y44W è compatibile con le modalità FreeSync 2 di Amd e GSync di Nvidia, e vanta una latenza gray to gray minima di 4 millisecondi (6 ms in modalità normale). Proprio la resa in ambito videoludico è uno dei punti di forza dell’Y44W. La dimensione orizzontale e la curvatura riempiono il campo visivo in modo molto convincente garantiscono una sensazione di immersione superiore a quella ottenibile con un monitor classico, e anche con un ultrawide da “soli” 21:9.

        Anche se la risoluzione non è elevatissima, a causa del rapporto d’aspetto estremo la quantità di pixel da muovere è comunque elevata. Serve quindi un sistema, e in particolare una scheda video, capace di garantire prestazioni almeno discrete per potersi godere i titoli più immersivi senza scendere a troppi compromessi sul fronte della qualità. Bisogna anche mettere in conto di perdere qualche minuto per convincere molti titoli a lavorare alla risoluzione nativa. La situazione migliora con i giochi più recenti, ma il supporto non è sempre immediato.

        Nulla che una ricerca sul Web e qualche minuto di lotta con le impostazioni non possa quasi sempre risolvere. Per quanto riguarda la dotazione di ingressi, il y44w è piuttosto ben fornito. Il pannello posteriore ospita 2 prese Hdmi 2.0, una DisplayPort 1.4, una Usb TypeC 3.1 Gen2 (DisplayPort 1.4 Alt Mode) e una Usb TypeC 3.1 Gen1 (DisplayPort 1.2 Alt Mode); manca il supporto Hdmi 2.1, un’assenza che tradisce l’età del progetto.

        USB 3.1

        È invece disponibile un hub Usb 3.1 con quattro porte Type A, due delle quali collocate in un elemento estraibile con una pressione lungo il margine inferiore dello schermo (lo stesso pannello ospita anche una presa audio jack da 3,5 mm). A proposito di audio, nella confezione del monitor si trova anche un curioso speaker a forma di tronco di cono, pensato per essere montato nella base dello stand.

        Lo speaker integrato nella base propone una fila di tasti non troppo evidente, che permettono di accendere e spegnere il dispositivo, regolare il volume e controllare i led Rgb integrati.

        Questo accessorio è marchiato Harman/Kardon e ospita anche un’illuminazione a Led Rgb piuttosto scenografica, che può comunque essere disattivata tramite un piccolo pulsante collocato sullo speaker stesso. Altri pulsanti controllano l’accensione dell’altoparlante e consentono di regolare il volume. Lungo la base si trova una seconda presa per le cuffie, anch’essa con jack da 3,5 mm.

        Sotto il logo,
        al centro del bordo inferiore,
        è presente un elemento estraibile che offre due prese Usb 3.1 di tipo A, collegate all’hub integrato nel monitor, e un jack da 3,5 mm per le cuffie.

        Il collegamento con il monitor e l’alimentazione richiedono un cavetto dedicato, che occupa due prese Usb (esaurendo la dotazione di porte Type A posteriori). Nonostante qualche difetto, quest’accessorio sarebbe anche interessante se garantisse una qualità audio almeno discreta. Il logo Harman/Kardon ci aveva fatto sperare, ma invece la resa acustica è piuttosto scadente. Difatti è adatta al massimo a un uso casuale (ad esempio per riprodurre i suoni di sistema o qualche video proveniente da Internet), principalmente a causa di un vuoto pressoché totale sulla gamma bassa.

        Le funzioni avanzate del Lenovo Legion

        Sfruttare adeguatamente un monitor con un formato così particolare non è sempre un’impresa semplice. La classica suddivisione dello schermo con due finestre affiancate è infatti poco adatta a un rapporto d’aspetto così sbilanciato in orizzontale. Diventa quindi preziosissima la funzione snap layouts di Windows 11, che permette di organizzare le finestre anche in più di due colonne. Ma chi è rimasto alla versione precedente del sistema operativo può sfruttare l’impagabile FancyZones, uno strumento estremamente flessibile e potente che fa parte della collezione PowerToys di Microsoft.

        monitor ultralargo gaming lenovo
        Il Legion Y44W
        integra funzioni Kvm che permettono di utilizzare mouse
        e tastiera con due sistemi diversi, collegati a due ingressi del monitor; raggiungerle però è davvero scomodo, a causa dell’intricato menu Osd.

        Lenovo Artery

        Interessanti sono anche le opzioni offerte dal software di gestione Lenovo Artery. Questo tool consente per esempio di attivare le funzioni picture in picture (che mostra in una finestra le immagini provenienti da un secondo ingresso). E soprattutto picture by picture, che consente di dividere lo schermo in verticale in due sezioni distinte (di dimensioni uguali oppure con rapporto 2 a 1), assegnando poi un ingresso diverso a ciascuna metà.

        monitor ultralargo lenovo
        Per sfruttare al massimo l’ampia superficie del monitor si possono attivare diverse modalità picture by picture (Pbp), che dividono lo schermo in due zone alimentate da ingressi diversi.

        In questo modo si possono collegare al monitor più dispositivi, anche se il passaggio da un contesto all’altro non è semplicissimo. L’Y44W offre una funzione Kvm (per sfruttare le stesse periferiche di input con due computer), ma le procedure necessarie per attivare questa funzione (tramite i menu Osd) sono talmente laboriose che spesso è più veloce spostare i cavi da un computer all’altro. O ancor meglio sfruttare le funzioni di continuità offerte da applicazioni come Synergy, Barrier o ShareMouse. Più in generale, Artery è un software piuttosto povero e poco ergonomico, che avrebbe bisogno di essere svecchiato e reso molto più rapido nelle risposte. Invece, purtroppo, non si registrano aggiornamenti ormai da molti mesi.

        Conclusioni

        Il Legion y44w dai Lenovo offre un formato non comune, un’ampia area di lavoro e un pannello curvo perfetto rendere più immersivi i titoli videoludici. Non tutte le caratteristiche tecniche sono a livello di un progetto così ambizioso (l’Hdr in particolare non brilla), ma chi cerca un prodotto così particolare deve scendere a qualche compromesso. Buona la fedeltà cromatica dopo la calibrazione, che però è necessaria perché la configurazione di fabbrica è davvero scadente.

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        Apple iPad air 2022
        Tech

        iPad Air 2022, nuovo tablet di Apple

        Grazie all’aggiunta di 5G, chip M1 e USB C più veloce, il nuovo tablet IPad Air 2022 intermedio targato Apple offre il miglior rapporto fra prezzo e caratteristiche tecniche: è il modello da comprare.

        Il nuovo iPad Air 2022 di quinta generazione, presentato da Apple durante l’evento Peek Perfomance e disponibile in Italia da venerdì 18 marzo. E’ l’aggiornamento perfetto di un prodotto che possiamo considerare già ottimo. L’azienda di Cupertino aveva rivoluzionato la linea Air a ottobre 2020, con l’introduzione del primo modello dal design analogo a quello degli iPad Pro.

        L’intenzione era chiara: portare sul suo tablet intermedio alcune caratteristiche chiave dei modelli di fascia più alta, mantenendo però un prezzo più abbordabile.

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        5G, chip M1 e USB ultraveloce

        Oggi la filosofia è la stessa, ma viene da pensare che a Cupertino i progettisti si siano lasciati quasi prendere la mano. Sull’iPad Air 2022 arrivano il chip M1, lo stesso degli iPad Pro e dei Mac, il 5G sulla versione Cellular, la fotocamera frontale che abilita Center Stage e l’USB C ultraveloce da 10 Gpbs.

        nuovo tablet di Apple

        Tutte caratteristiche avanzate che riducono molto il gap tecnologico con i modelli Pro, in particolare quello da 11”. È una strategia che abbiamo visto altre volte, per esempio con l’iPad Mini e il precedente iPad Air. Apple non si fa problemi a scaglionare i cicli di aggiornamento, con il risultato che modelli di fascia più bassa possono risultare più convenienti e allettanti per qualche mese, fino all’arrivo di nuovi modelli aggiornati.

        iPad Air, ieri e oggi

        Il design del nuovo iPad Air 2022 non cambia: le linee squadrate sono le stesse del modello di precedente generazione. Il tablet rimane leggero e maneggevole, grazie a un ottimo rapporto tra le dimensioni e il peso (461 grammi). Anche lo schermo è lo stesso. Un Liquid Retina da 10.9” (contro gli 11” esatti del modello Pro di base) con tecnologia True Tone, gamma colore P3, e rivestimento antiriflesso. Non è il componente più al passo coi tempi, ma la qualità è ancora molto alta. È luminoso, anche in piena luce, e l’unica vera pecca è la frequenza di refresh a 60 Hz. La differenza la si nota davvero solo se si ha l’abitudine ai 120 Hz variabili dei display ProMotion degli iPhone 13 Pro o degli iPad Pro M1.

        5G

        Una delle novità più importanti è invece l’introduzione del 5G nella configurazione Wi-Fi + Cellular. Caratteristica che porta finalmente l’iPad Air alla pari con tutta la famiglia dei tablet Apple, escluso il modello base con design smussato.  Abbiamo provato la connessione 5G del nuovo Air con una SIM tedesca a Berlino. Quando la rete offre una buona copertura, le velocità sono superiori all’Adsl di casa, ma non superano mai i 280 Gpbs di picco in download. Potrebbe andare meglio, ma la colpa è di Telekom Deutschland e dello stato pietoso in cui versano le reti mobili tedesche, non dell’iPad Air. Da segnalare che nell’uso prolungato l’effetto del 5G sull’autonomia della batteria si fa sentire, proprio come sui modelli Pro.

        5G
        Introduzione del 5G nella configurazione Wi-Fi + Cellular

        Le restanti caratteristiche di connettività rimangono invariate (a parte l’USB C, di cui diremo più avanti) e offrono tutto quel che serve su un dispositivo del 2022. Wi-Fi 6, Bluetooth 5.0, dual-band simultanea per connettersi al Web e alla Apple TV allo stesso tempo, eSim per attivare il piano dati direttamente dalle opzioni di iOS. Confermato anche il Touch ID sul tasto home, tecnologia che aveva debuttato proprio sul modello 2020 dell’iPad Air per poi arrivare anche su iPad Mini.

        Funziona benissimo, con molti meno errori del riconoscimento facciale, e lo sblocco è istantaneo. Continuiamo ad apprezzare molto questa soluzione. Anche se la speranza che arrivi pure su iPhone è stata in parte mitigata dall’aggiornamento 15.4 di iOS, che abilita l’utilizzo del Face ID anche quando si indossa la mascherina.

        Fotocamera frontale

        Seppure non dotata di sensore di profondità per il riconoscimento del volto, la fotocamera frontale dell’iPad Air fa comunque un salto in avanti rispetto al modello precedente. Ha una risoluzione di 12 MP e monta un obiettivo grandangolare che abilita Center Stage, la funzione che mantiene i soggetti al centro dell’inquadratura durante le videochiamate.

        iPad Air 5
        Telecamera frontale con risoluzione di 12MP

        Anche in questo caso Apple ha messo in pari il nuovo iPad Air con tutti gli altri modelli della gamma, inclusa la versione entry level. Center Stage, che qui apprezziamo molto (ma che secondo alcuni “fa un po’ venire il mal di mare” se ci si muove troppo) è ormai funzionalità ubiqua e trasversale. E’ arrivata pure sul nuovo Apple Studio Display presentato sempre all’evento dell’8 marzo.

        iPad Air 5: come va

        La differenza più importante fra l’iPad Air 2022 e la precedente generazione del dispositivo la fa il processore. Apple ha sorpreso un po’ tutti portando anche su questa fascia di tablet il suo chip M1, lo stesso degli iPad Pro e dei Mac. Non è neppure la versione base che si trova sul MacBook Air meno costoso, bensì quella con CPU e GPU da 8 core ciascuna e Neural Engine con 16 core dedicati alle operazioni di machine learning.

        I numeri ufficiali di Apple parlano di un 60% in più di potenza di calcolo e grafica del doppio più veloce. I benchmark che abbiamo realizzato con Geekbench mostrano una parità assoluta di prestazioni con gli iPad Pro. Non potrebbe essere altrimenti, visto che la configurazione del chip è esattamente la stessa.

        La differenza rispetto all’iPad Air con A14 Bionic non si nota nella fluidità dell’interfaccia, già ottima sul modello precedente, bensì nelle applicazioni che sfruttano al meglio i core multipli e le GPU. È un deja-vu del passaggio dagli iPad Pro con A14 ai primi con chip M1. La ripetibilità prestazionale che i nuovi chip Apple hanno garantito agli ingegneri di Cupertino è impressionante. A differenza dei concorrenti, Apple può garantire una ripetibilità assoluta dei passaggi generazionali tra un dispositivo e il successivo, al punto da poter traslare l’intera esperienza di aggiornamento hardware da una linea di prodotti a un’altra, senza soluzione di continuità. Un vantaggio competitivo straordinario, che nessuno nel settore è in grado di eguagliare nel breve termine.

        Grafica

        Al netto di considerazioni teoriche e sui benchmark, la differenza si vede nel concreto quando si utilizzano app come Lightroom, Photoshop, LumaFusion (e pure iMovie). Oppure giochi dalla grafica tridimensionale avanzata (come Genshin Impact, che Apple promuove soprattutto per la popolarità sul mercato cinese). Su Lightroom i filtri e le funzioni smart basati sull’intelligenza artificiale ora sono velocissimi. Abbiamo messo a confronto il pennello per la selezione rapida del soggetto su iPad Air di quinta generazione e sul modello del 2022. La differenza è nell’ambito di un paio di secondi, a seconda della risoluzione dell’immagine.

        iPad Air 5 design

        Lo stesso vale per Luma Fusion, dove l’esportazione e il rendering dei filmati in 4K è visibilmente più veloce, e anche per iMovie, l’app di editing video di Apple. Abbiamo fatto qualche confronto esportando lo stesso filmato in 4K. Anche in questo caso si guadagnano secondi preziosi, con prestazioni migliori quanto più è lungo il rendering.

        Su Photoshop per iPad la nostra prova del nove è il cosiddetto Spot healing Brush, il timbro clone che rimuove le imperfezioni e corregge l’immagine sulla base del contenuto circostante. Passando con la Apple Pencil sull’immagine, la correzione è pressoché immediata. Mentre sul modello del 2020 con A14 Bionic è sempre possibile notare un leggero ritardo.

        USB 10 Gbps

        Per i fotografi c’è infine un dettaglio fondamentale, che abbiamo volutamente lasciato per ultimo: la porta USB C dell’iPad Air non si ferma più a 5 Gbps, ma arriva a 10.

        Anche qui la differenza è sostanziale, soprattutto se si lavora con un disco SSD esterno ultra-veloce per salvare e caricare un gran numero di foto. Non solo: grazie a questa opzione di connettività l’iPad Air si può collegare a schermi ad altissima risoluzione (fino a 6K), caratteristica utile per elaborare le immagini in studio.

        iPad air 5 e iPad Pro: le differenze

        L’aggiunta del chip M1 su iPad Air ha scombinato l’ordine naturale della gamma iPad, con una sostanziale parità prestazionale fra questo modello e gli iPad Pro del 2021. La differenza con il modello Pro da 12,9” è rappresentata soprattutto dal display: ha dimensioni maggiori ed è un Liquid Retina XDR con tecnologia mini-LED.

        Le caratteristiche che differenziano l’iPad Air dall’iPad Pro da 11”, cioè quello che ne condivide le dimensioni, sono invece queste:

        • Display: su iPad Pro 11” è un Liquid Retina con Pro Motion, cioè ha refresh variabile da 24Hz a 120Hz; la luminosità massima è 600 Nits, contro i 500 dell’iPad Air
        • Face ID al posto di Touch ID
        • Speaker: su iPad Air sono due, l’iPad Pro ne ha quattro; la differenza si sente soprattutto quando si guardano film e serie (in particolare su Apple TV+)
        • Spazio di archiviazione: iPad Air è disponibile solo nei tagli da 64 e 256 GB, mentre iPad Pro 11” parte da 128 e si può configurare con 256, 512 e ancora 1 o 2 TB; il prezzo sale vertiginosamente di conseguenza.
        • Porta USB C compatibile Thunderbolt 4
        • Doppia fotocamera con grandangolo e ultra grandangolo da 12 e 10 MP. 
        • Sensore Lidar
        iPad Air 2022
        Differenza con il modello Pro da 12,9”

        La domanda è dunque quante e quali di queste caratteristiche sono necessarie per garantire un miglioramento sensibile dell’esperienza d’uso. A nostro parere ben poche, anche nel caso di un utente professionale.

        Display

        Il display, soprattutto per fotografi ed editor video, non offre un salto qualitativo così evidente (come nel caso del modello mini-LED da 12,9”); Touch ID non è né più lento né meno sicuro di Face ID (si potrebbe dire casomai il contrario); chi ha bisogno di più spazio può comprare un hard disk esterno a una frazione del prezzo; le doppie fotocamere non sono importanti come su uno smartphone e il sensore Lidar è utile per un numero ancora abbastanza ristretto di applicazioni pratiche.

        Prezzi, accessori e disponibilità

        Va poi considerato il prezzo: la versione base dell’iPad da 64 GB Wi-Fi costa 200 euro in meno dell’iPad Pro da 11” Wi-Fi da 128 GB. Entrambe le versioni da 256 GB dell’iPad Air, sia quella Wi-Fi sia quella Wi-Fi + Cellular fanno risparmiare invece 30 euro sulla corrispondente versione base da 128 GB del modello Pro.

        iPad Air 5 (a destra) e iPad Air 4 a confronto
        iPad Air 5 (a destra) e iPad Air 4 a confronto 

        Considerato che l’iPad Air offre anche un più ampio ventaglio di opzioni cromatiche (Space Gray, Starlight, Pink, Purple e Blue), l’iPad Air è dunque il tablet Apple da 10.9” da comprare in questo momento e almeno fino al prossimo aggiornamento degli iPad Pro, anche per chi voglia usarlo per applicazioni professionali.

        Si può già preordinare e arriverà negli Apple Store e nei negozi di elettronica venerdì 18 marzo. È compatibile con la Apple Pencil di seconda generazione (che costa 135 euro), con le cover con tastiera Magic Keyboard (339 euro) o Smart Keyboard Folio (199 euro), e con la Cover Smart Folio per iPad Air (89 euro), disponibile in nero, bianco, English Lavender, Electric Orange, Dark Cherry e Blue Marino.

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        Lon Angeles wireless powerfoyle
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        Los Angeles: cuffie wireless e ad energia solare

        Grazie alla tecnologia Powerfoyle integrata nell’archetto, le cuffie Los Angeles wireless targate Urbanista sono alimentate a energia solare.

        Musica senza fili e ad energia solare. Il catalogo di prodotti au­dio targato Urbanista è stato sviluppato per il set­tore consumer e per sod­disfare un pubblico gio­vane, dinamico e al passo con i tempi.

        Le cuffie Los Angeles wireless con tecnologia Powerfoyle (ricarica ad energia solare) sintetizzano questa impostazione in un prodotto dal design semplice. Adatto a chi è in movimento, a chi sta all’ aperto e agli amanti della musica ricca di bassi.

        Indice

        Come sono fatte

        Le Los Angeles sono cuffie wireless di tipo on-ear, con il padiglione che appoggia e copre l’intero orecchio sen­za però avvolgerlo in modo completo. La struttura delle cuffie esercita molta pressione a discapito della comodità; la sensazione di schiacciamento è compensata – solo in parte – dalla voluminosa imbottitura dei padiglioni stessi.

        Los Angeles on ear cuffie wireless

        All’ in­terno di ciascuno di questi è presente un driver da 40 mm. Il collegamento con la sorgente audio è solo di tipo Bluetooth e queste cuffie implementano lo standard 5.0 con supporto ai codec SBC e AAC, ma non a quello AptX.
        Sul padiglione sinistro è pre­sente un tasto multi funzione; la pressione ripetuta permet­te di navigare tra le modali­tà ANC con riduzione attiva del rumore, Ambiente o con entrambi questi profili disat­tivati. La pressione lunga ser­ve invece per invocare l’as­sistente virtuale del proprio telefono. Il passaggio da una modalità all’altra è accompa­gnato da w1a conferma vocale. A fianco di questo tasto è pre­sente una porta Usb-C per la ricarica della batteria in caso di necessità. Già perché la par­ticolarità delle Urbanista Los Angeles è quella di integrare una cella per la ricarica solare sulla superficie esterna dell’ ar­chetto delle cuffie.

        Powerfoyle: ricarica con la luce del sole

        La tecnologia impiegata e de­nominata Powerfoyle impiega una stratificazione di materiali fotosensibili in grado di gene­rare corrente elettrica quando esposti alla luce, in modo si­milare a quanto avviene in un pannello solare. Il vantaggio del Powerfoyle sta nella flessi­bilità: il materiale si adatta così a forme curve e a oggetti fles­sibili. L’integrazione di questa tecnologia permette di avere una fonte di ricarica presso­ché continua e inesauribile: nel corso delle prove l’auto­nomia residua delle cuffie non è mai scesa sotto al 70% del totale.

        Los Angeles energia solare

        Urbanista stima in circa 80 ore totali l’autonomia complessiva della batteria nelle situazioni la fonte di luce non sia sufficiente alla ricarica. Maggiore è l’intensità della luce maggiore è la capacità di ricarica, ma il materiale Powerfoyle riesce a cattura­re anche la poca luce naturale che filtra da una finestra in un giorno nuvoloso o quel­la di una piccola lampadina.

        A proposito di ricarica è in­teressante sottolineare l’inu­suale design adottato per la custodia delle Los Angeles: la forma è quella di una bor­setta aperta in cui inserire le cuffie.

        powerfoyle technology

        L’apertura, che in altri casi avremmo criticato per la mancanza di protezio­ne a una parte del prodotto e per l’esposizione ad agenti esterni, permette di avere il Powerfoyle sempre pronto a catturare il minimo raggio di luce per ricaricare la batteria.


        Riduzione attiva del rumore

        La tecnologia ANC (Active Noise Cancellation) delle Los Angeles riduce piuttosto be­ne i rumori bassi e profondi ma non riesce a fare altrettan­to con le frequenze medie e alte. Questo si nota in modo particolare anche nel confronto tra la modalità ANC e quella Ambiente. Infatti quest’ultima esalta le frequenze medie e alte per facilitare la comprensione del parlato.

        L’ ANC ha un im­patto evidente anche nella nitidezza delle frequenze medie e alte dell’impronta sonora ge­nerale. Sebbene l’ ANC non sia all’ altezza di prodotti indiriz­zati a un pubblico più esigente dal punto di vista musicale, le Los Angels fanno molto bene per il prezzo a cui sono offerte.



        Come vanno

        Le Los Angeles presentano un suono con bassi molto presenti e corposi, ovvero con un sound molto vicino ai gusti moder­ni. Questa spinta sui bassi, apprezzabile con alcuni bra­ni o generi musicali, è smaccatamente eccessiva con altri, soprattutto quando a volume medio e alto. Purtroppo l’ app per lo smartphone fornisce so­lo informazione sullo stato di carica mentre non offre alcuna possibilità di intervenire sull’ e­qualizzazione.

        È apprezzabile l’uso di tecnologie che sfruttano fonti di energia green. Per quanto riguarda il sound, lontano dall’essere perfetto ed equilibrato, vi consigliamo di valutare queste cuffie solo se vi piace una equalizzazione che enfatizza molto i bassi.

        Conclusioni

        Le Urbanista Los Angeles sono cuffie molto diverse dallo standard di mercato. Il loro punto di forza è il sistema di ricarica solare che rende l’autonomia pressoché illimitata. Sul fronte audio potrebbe andare meglio: l’equalizzazione dal gusto molto giovanile eccede con i bassi; in alcuni casi i bassi sono così prevalenti da rendere indecifrabili le altre frequenze. Sono un ottimo punto di partenza per un prodotto davvero innovativo.

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